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The Natural History of Destruction, un'opera pregevole che vista in questi giorni acquisisce un nuovo valore

Loznitsa mostra gli effetti devastante della guerra sui civili nella Seconda Guerra Mondiale. Ed è impossibile non fare riflessioni sul presente. Fuori Concorso. 
di Giancarlo Zappoli

mercoledì 25 maggio 2022 - Cannes Film Festival

Sergei Loznitsa cita esplicitamente nel titolo il libro di W.G.Sebald edito nel 1999 nel quale si descrive la distruzione sistematica delle città tedesche e quindi della popolazione civile da parte dei bombardamenti aerei delle forze alleate. Ancora un'operazione di ricerca archivistica approfondita da parte di un regista che sa come piegare materiale più o meno di repertorio a un messaggio estremamente mirato.

Il caso e la Storia questa volta hanno voluto che il sempre accurato lavoro di Loznista finisse con l'acquisire non solo, come ormai risulta chiaro dalle sue opere precedenti, un valore di rilettura di eventi del passato più o meno recente ma di acquisirne uno ulteriore. Il fatto che questo film venga proposto a Cannes 75 dopo che ormai da mesi tutti i media ci hanno offerto immagini ancor più terribili di una nuova guerra in Europa finisce con l'offrire a questo documentario un ampliamento della riflessione sull'effetto tuttora devastante della guerra sulla popolazione civile.

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