Una famiglia mostruosa

Film 2021 | Commedia, +13 95 min.

Anno2021
GenereCommedia,
ProduzioneItalia
Durata95 minuti
Al cinema127 sale cinematografiche
Regia diVolfango De Biasi
AttoriMassimo Ghini, Lucia Ocone, Pasquale Petrolo, Ilaria Spada, Cristiano Caccamo Emanuela Rei, Paolo Calabresi, Barbara Bouchet, Pippo Franco, Sara Ciocca.
Uscitagiovedì 25 novembre 2021
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,68 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Volfango De Biasi. Un film con Massimo Ghini, Lucia Ocone, Pasquale Petrolo, Ilaria Spada, Cristiano Caccamo. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2021, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 25 novembre 2021 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 127 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,68 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un ragazzo deve far conoscere alla sua fidanzata la sua anomala famiglia di mostri. Una famiglia mostruosa è 8° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 32.474,00 e registrato 5.204 presenze.

Consigliato nì!
2,68/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,38
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
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Una commedia che ammicca all'horror per parlare, tra una risata e l'altra, di diversità e pregiudizi.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 23 novembre 2021
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 23 novembre 2021

Adalberto e Luana sono due giovani che, nel momento in cui scoprono di stare aspettando un figlio, si trovano dinanzi al problema di dirlo ai reciproci genitori. Per lei (apparentemente) il problema non sussiste perché afferma di essere orfana di entrambi. Per lui la cosa si fa più complicata avendo una madre strega e un padre vampiro. Decide comunque di presentarle i familiari cercando di salvare le apparenze ed essendo consapevole della loro non disponibilità ad accettare un'umana. Se ci si aggiungono poi uno zio mostro ricucito e una sorellina vampira le cose si complicano. In attesa di capire se Luana ha detto al verità sui suoi.

Volfango De Biasi realizza un film il cui scopo è divertire utilizzando un buon numero di effetti speciali ammiccando all'horror per finire con il parlare, come la commedia può fare, di un tema non proprio secondario.

Parte da una premessa già letta ed anche già vista, anche se probabilmente a lui sconosciuta (nel senso che non ha copiato). Si tratta di "Vampiretto", una serie di romanzi per preadolescenti divenuta un film nel 2017 in cui si racconta della im/possibile amicizia tra un giovane vampiro e un coetaneo umano. In entrambe le narrazioni si affrontano i temi della diversità e del pregiudizio. Ovviamente De Biasi può concedersi una maggiore cattiveria nel tratteggiare i suoi personaggi affidandoli ad un cast che sa come sostenere i ruoli affidatigli.

Se visto da vicino nessuno è normale qui ci troviamo di fronte a dei mostri che fingono di non esserlo ma, ciò che è peggio, anche a degli umani che non si rendono conto che invece lo sono. I genitori di Luana avrebbero potuto, in altri tempi, trovare una loro collocazione ne I mostri di Dino Risi.

Con il problema che quelli di allora potrebbero sembrare, in confronto a loro, quasi innocui. Siamo nell'area di Ogni maledetto Natale solo che qui le famiglie pretendono da entrambe le parti di essere raffinate e si ritrovano in un unico luogo. Se la formula ha funzionato allora l'aggiunta di un po' di ironico horror dovrebbe garantire anche questa volta un buon esito al box office. Covid (perché questo è il vero terrore) permettendo.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 5 dicembre 2021
Umberto

 UNA FAMIGLIA MOSTRUOSA... Confesso di non essere stato molto entusiasta dell'idea di andare a vedere questo film che consideravo la classica commedia italiana di basso livello che faceva il verso ad un classico americano che, in questo caso, era la Famiglia Addams. Ebbene sono contento di essermi letteralmente sbagliato. Infatti, se all'inizio le mie previsioni si stavano avverando, l'arri [...] Vai alla recensione »

domenica 28 novembre 2021
Denise

Film molto bello e divertente! Da fan di Emanuela Rei ho apprezzato moltissimo questo film.

sabato 27 novembre 2021
Etmarin

Visto stasera, non ho sentito una risata UNA. Film a basso budget dal quale non ci si poteva aspettare chissà che ...ma c'è un limite al "cinepanettonismo" ...e questo film sicuramente cerca di superare i livelli più bassi dei film natalizi! 

FOCUS
FOCUS
domenica 21 novembre 2021
Giuseppe Avico

La nuova commedia di Volfango De Biasi, Una famiglia mostruosa, è un piatto ricco di tanti ingredienti diversi trattati con intelligenza e leggerezza. Se da una parte il film si contamina di ispirazioni differenti, dall’altra poggia su una narrazione classica e sicura, senza la pretesa di volersi spingere oltre. Il risultato è un film per famiglie in grado di intrattenere grandi e piccoli, viaggiando sugli orizzonti e i propositi di un nuovo cinema di genere italiano.

Luna e Adalberto sono due giovani innamorati che stanno per diventare genitori. Quando arriva il momento di far conoscere alla propria ragazza la sua famiglia, Adalberto va in difficoltà. Il motivo è semplice: la sua è una famiglia di mostri. Suo padre e sua sorella sono vampiri, la madre è una strega, suo zio è uno zombie e la nonna è un fantasma. E se c’è una cosa che una famiglia di mostri proprio non può tollerare è un matrimonio con una comune mortale.

Il filo rosso che percorre l’intero film è un intrattenimento mai autocompiacente che si poggia su un tema di grande attualità, quello della diversità e della tolleranza. Se da un lato si ha la famiglia sui generis di Adalberto, mostruosa e diversa dalle altre nella realtà narrativa del film, dall’altro compare quella di Luna, che può ritenersi normale solo perché perfettamente integrata. Quelle che vengono presentate nel film sono due famiglie agli antipodi, differenti in tutto e per tutto. Quella di Adalberto è una famiglia di mostri altolocata ma fuori dal mondo e dal tempo, barricata nel suo spazio vitale (il castello). Quella di Luna, al contrario, è una famiglia di ignoranti dediti alla truffa. Questo pretesto narrativo, che si sviluppa per gran parte del film, mette lo spettatore nella condizione di chiedersi chi sia il vero mostro e cosa faccia davvero paura.

Può un vampiro spaventare più di un cinico truffatore? Può una strega far più paura di una donna frivola, spietata e superficiale? Il film può dirsi realistico, al di là di vampiri, fantasmi e licantropi, perché presenta una tematica sempre attuale e di grande interesse: la tolleranza nei confronti di chi è diverso, o inteso tale.   

La riflessione che questo film pone al pubblico, senza imporla, non è nuova ma viene elaborata attraverso uno sguardo, quello del regista, abituato a trattare determinati temi come quello della diversità. E il suo sguardo, distante da sovrastrutture, è quello più legato a un’idea di leggerezza e vivacità che indubbiamente rende i suoi film un po’ per tutti.

Una famiglia mostruosa rientra in questa categoria ma si fa carico anche dell’ambizione estetica e visiva del suo regista. I costumi di Alberto Moretti, la scenografia di Giuliano Pannuti, il trucco di Irina Danilova e Martina Cossu, gli effetti speciali di Stefano Marinoni e Paola Trisoglio e la fotografia di Roberto Forza, hanno un ruolo fondamentale, giocando molto sull’impatto visivo che è accattivante e degno di nota. Il cast del film, di cui fanno parte Massimo Ghini, Lillo, Emanuela Rei, Ilaria Spada, Cristiano Caccamo, Lucia Ocone, Paolo Calabresi, Barbara Bouchet e Pippo Franco, è ben amalgamato e restituisce al pubblico, oltre alle risate, delle buone interpretazioni tanto individuali quanto collettive.

Partendo da un impianto narrativo classicheggiante, il film di De Biasi strizza l’occhio a tanti generi differenti e presumibilmente anche ad altrettante ispirazioni. Nella sua commedia ci sono elementi che ricordano quelli de La famiglia Addams e del film d’animazione Hotel Transylvania. Quello che è riuscito al regista di Iago, Un natale stupefacente e L’agenzia dei bugiardi (guarda la video recensione), è di aver mescolato come in una pozione più ingredienti differenti, dando vita ad un prodotto che non risulta mai posticcio ma sempre ben bilanciato.  Una famiglia mostruosa è un film divertente per tutta la famiglia che invita alla riflessione senza calcare la mano, con la leggerezza di una risata.

INCONTRI
venerdì 19 novembre 2021
Luigi Coluccio

Volfango De Biasi ha fatto tante cose – sceneggiature, regie, documentari, film per la sala e la tv –, in un percorso di continuo rinnovamento ed esplorazione che lo rende uno degli autori più consapevoli del cinema italiano d’oggi. Un cinema nazionale che cerca faticosamente nuove strade e nuove idee, e che forse ha aggiunto un tassello in più in questa direzione con l’ultimo film di De Biasi, Una famiglia mostruosa, in sala dal 25 novembre.

Una famiglia mostruosa è pura commistione di generi – family, commedia, sovrannaturale. Qual è, per quanto riguarda questo film, e in modo più ampio a livello di scrittura, quello che tiene insieme un cocktail di generi come questo?
Il filo conduttore, paradossalmente, è la realtà. Io ho sempre fatto film che raccontano in maniera “super”, verticale, la realtà, ma la base è sempre questa – pensare alla metafora di quello che vivi realmente. C’è tutta una commistione di generi, è vero, ma in fondo è un film che parla della famiglia. Della mostruosità della famiglia.
Io metto sempre al centro qualcuno che ha un’idea che è considerata strana da tutti, un qualcuno che è “mostruoso”, un capro espiatorio, e ciò che va a collidere è la sopravvivenza del volere essere come sei. Il filo rosso è sempre un po’ quello – cercare la tolleranza. Cercare di dimostrare che ognuno di noi è mostruoso e ha diritto di esserlo, di essere in una famiglia. E se accettiamo che siamo tutti un po’ mostruosi a modo nostro, si può coesistere insieme.

Nonostante il lato comedy sia prevalente, nel film ci sono accenni al passato “mostruoso” della famiglia di Massimo Ghini e Lucia Ocone, o a quella criminale di Lillo e Ilaria Spada. Ma anche come viene trattata la gravidanza di Emanuela Rei, ricorda alcuni aspetti dei tuoi lavori precedenti, soprattutto Iago e L’agenzia dei bugiardi (guarda la video recensione)...
Alla fine è sempre il vecchio contro il nuovo, il conflitto familiare. Di chi è la paternità? Dei capifamiglia, dei nonni, dei genitori? È il diritto a determinarsi. Perché la commedia è un cadavere squisito. Questa è una cosa che faccio quasi ogni volta, utilizzo dei personaggi senza filtri che possono mostrare il lato peggiore di noi stessi. Che se vuoi è anche il segreto di Zalone e dei comici che funzionano – dire il peggio per creare poi lo shock. Ma chi dice il peggio fa sentire l’italiano vicino, è il segreto della commedia italiana da cui tutti proveniamo e che tutti onoriamo. Se alla fine vincono i buoni sentimenti non è una piaggeria sociale, ma perché tutti abbiamo avuto la nonna rompipalle, il suocero che non capisce o sei stato tu il diverso che si è dovuto fare accettare. Questa cosa qui ci fa soffrire ma ci fa anche ridere.

In questo momento si sta parlando molto dell’apporto che un film come Freaks Out potrebbe dare per un rinnovamento del cinema italiano. Una famiglia mostruosa potrebbe tranquillamente rientrare in un discorso del genere, dal connubio di generi all’uso massiccio di effetti speciali, dal cast all-star al forte impegno produttivo.
Ognuno di noi ringrazia un altro regista, magari di una generazione fa. Oggi Brizzi fa Notte prima degli esami e sdogana la commedia in stile americano di Come tu mi vuoi. Mainetti con Lo chiamavano Jeeg Robot sdogana progetti come La befana vien di notte (guarda la video recensione) o Una famiglia mostruosa. Apparteniamo tutti alla stessa generazione, e ogni volta che uno di noi fa un film che va bene apre le porte – e i cassetti – anche ai sogni degli altri. Nel cinema italiano pensiamo sempre che manchino le iniziative, le idee, i soldi, ma Pasolini diceva di volere essere un regista che fa i film che vengono visti. E in qualche modo anche Buñuel diceva di fare i film surreali e politici perché andavano di moda.
Anche noi in qualche maniera cerchiamo di fare un cinema che venga visto. Ci sono dei momenti in cui puoi realizzare determinati film perché c’è un’onda, un tempo – Iago nasceva perché erano andati bene Shakespeare in Love, Romeo + Giulietta. Cerchiamo sempre di inserirci, anche se spesso a molti viene detto di no.
 

Dieci anni fa tu hai partecipato a un altro tentativo di rinnovamento di un pezzo importante del cinema italiano, cioè quello dei cinepanettoni natalizi. Hai prima scritto per Neri Parenti e poi hai scritto e diretto tre lavori come Un Natale stupefacente, Natale col boss e Natale a Londra – Dio salvi la regina...
Non avrei mai pensato nella mia vita di fare il film di Natale – e per questo ringrazio tutti i produttori con cui ho lavorato, perché mi ha dato l’occasione di essere veramente dentro al film industriale reale, una catena di montaggio senza risparmio di mezzi e cast. Lì ognuno porta dentro la sua firma, così ho potuto mettere l’action e grazie anche a Lillo e Greg una forma di commedia diversa. Ho avuto la fortuna di essere l’uomo giusto al momento giusto, di entrare prima come sceneggiatore e poi avere – lo ribadisco –  l’onore di dirigerne tre, virando su una comicità più surreale, rompendo anche un po’ con la tradizione.

 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 2 dicembre 2021
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Ghini papà vampiro, e i denti di carnevale gli stanno anche bene. Mammà Ocone è corpo di strega. Poi ragazzini malvagini, lo zio Calabresi col cranio Frankenstein e lui, il problema: Adalberto (Caccamo) gentile licantropo poco maligno deve presentare i suoi disgraziati consanguinei alla fidanzatina. Ma tra le due famiglie, con la volgare magniloquenza degli arricchiti romani, qual è il vero parentado [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 dicembre 2021
Alessio Baronci
Sentieri Selvaggi

L'uomo dei ghiacci è il primo film che Jonathan Hensleigh scrive e dirige dopo una pausa durata dieci anni, iniziata a causa del fallimento di Bulletproof Man, un disonore per uno che, di fatto, ha scritto moltissimo del cinema pop anni '80 e '90, da Die Hard - Duri a morire ad Armageddon. Ora deve tornare in gioco, riacquistare la fiducia del sistema e, magari, alzare l'asticella.

venerdì 26 novembre 2021
Valerio Caprara
Il Mattino

Una commediola a tratti divertente e ad altri meno che rievoca il nostro cinema popolarissimo anni 50 (Tempi duri per i vampiri) e si colloca a metà del guado tra disimpegno prenatalizio e incursioni appena abbozzate nel territorio nella volgarità aggressiva e politicamente scorretta. L' ormai specialista nonostante la giovane età De Biasi (sopravvissuto persino agli ingaggi di o presidente Aurelio) [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 novembre 2021
Veronica Orciari
Sentieri Selvaggi

Il cinema italiano (specialmente comico) ha bisogno di sperimentazioni e ibridazioni e il fatto che certi autori ci provino è già un punto di partenza. Una famiglia mostruosa rappresenta proprio per questo un esperimento interessante, anche se la comicità in quanto tale a volte può risultare un po' banale. Il film di de Biasi mescola comicità e paura.

giovedì 25 novembre 2021
Francesca Pistocchi
Close-up

Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se trasportassimo la famiglia Addams in un soleggiato podere romano? Se i protagonisti di Twilight fossero due banalissimi (si fa per dire!) universitari fuorisede? Se il buon Salem, l'irriverente amico felino di Sabrina vita da strega, parlasse come Gigi Proietti nella pubblicità del caffè in cialde? Se la Regina di Biancaneve, interrogando lo specchio, avesse [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 novembre 2021
Redazione
La Rivista del Cinematografo

Da sempre il regista Volfango De Biasi si occupa di diversità con leggerezza. Lo conferma anche il suo ultimo film, Crazy for Football, appena presentato alla Festa di Roma e ispirato al bel doc (sempre da lui diretto) dallo stesso titolo, su un gruppo di pazienti psichiatrici appassionati di calcio. Una famiglia mostruosa va di nuovo in questa direzione.

giovedì 25 novembre 2021
Stefano Giani
Il Giornale

Lui è un vampiro, lei una strega. Aggiungi Morticia ribattezzata Salma e un disgraziato d' animo umano a rischio di diventare licantropo. Quando mette incinta la morosa deve dirlo a mammina e papino di cui si vergogna. La nonna Barbara Bouchet completa una famiglia mostruosa, ahimè non solo nel titolo, con il nonno babbeo Pippo Franco. Trama logora, manca solo Martufello.

martedì 23 novembre 2021
Rocco Moccagatta
Film TV

Lasciamo perdere la moralina finale («Ogni famiglia è mostruosa a modo suo!»). E pure tante battute (-ine, -acce) non proprio di primo pelo. Una famiglia mostruosa si accuccia fiducioso dentro la commedia horror per famiglie, un po' La famiglia Addams un po' Hotel Transylvania, quasi più cartoon che live action, magari tirando per la giacchetta altri titoli recenti che mescolano risate ed effetti speciali, [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 12 novembre 2021
 

Su MYmovies i primi minuti della commedia sulle vicende 'amorose' del figlio di una stirpe di mostri. Dal 25 novembre al cinema. Guarda l'inizio »

TRAILER
martedì 5 ottobre 2021
 

Regia di Volfango De Biasi. Un film con Massimo Ghini, Lucia Ocone, Pasquale Petrolo, Ilaria Spada, Paolo Calabresi. Da giovedì 25 novembre al cinema. Guarda il trailer »

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