Tre piani

Film 2021 | Drammatico, +13 119 min.

Regia di Nanni Moretti. Un film Da vedere 2021 con Margherita Buy, Nanni Moretti, Alessandro Sperduti, Riccardo Scamarcio, Elena Lietti. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2021, durata 119 minuti. Uscita cinema giovedì 23 settembre 2021 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 11 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,94 su 34 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Eshkol Nevo, uscito nel 2017. In Italia al Box Office Tre piani ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 2 milioni di euro e 1,3 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,94/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,03
PUBBLICO 3,27
CONSIGLIATO SÌ
Un film nero che può lasciare disorientati. Il cinema di Nanni Moretti ha cambiato indirizzo.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 12 luglio 2021
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 12 luglio 2021

Tre piani, tre famiglie e la trama del quotidiano che logora la vita, disfa i legami, apre le ferite, consuma il dramma. Al piano terra di un immobile romano vivono Lucio e Sara, carriere avviate, spinning estremo e una figlia che parcheggiano dai vicini, Giovanna e Renato. Al secondo c'è Monica, che ha sposato Giorgio, sempre altrove, ha partorito Beatrice senza padre e 'ha' un corvo nero sul tavolo. All'ultimo dimorano da trent'anni Dora e Vittorio, giudici inflessibili che hanno cresciuto Andrea al banco degli imputati. Un incidente nella notte travolge un passante e schianta il muro dello stabile, rovesciando i destini e mischiando i piani.

Il cambiamento di prospettiva è quello che rende Tre piani interessante e misterioso.

Nanni Moretti mette in scena per la prima volta la storia di un altro, affrontando la profusione narrativa delle serie, coi loro intrighi incrociati, i colpi di scena, la partitura corale. Ma è di letteratura che si tratta. Adattamento del romanzo omonimo di Eshkol Nevo, ambientato a Tel Aviv, Tre piani trasloca a Roma padri tossici, mariti infedeli o assenti, donne che amano troppo, bambine incustodite e fantasmi borghesi.
Il film fa un'irruzione fracassante nelle loro vite: una macchina finisce in un appartamento nella prima scena e l'incidente avrà conseguenze immediate, indirette o lontane nel tempo. Gli inquieti condomini di Prati sono assediati dal regista, scossi dalle fondamenta e costretti nell'epilogo a lasciare con le loro stanze, la zona di confort.

Piantato all'ultimo piano dell'immobile, Nanni Moretti incarna il ruolo di un magistrato in conflitto (morale) col figlio, che ha provocato un incidente mortale. Dieci anni, tre tempi e due ellissi servono un racconto dove le disillusioni ideologiche sono diventate individuali, l'umorismo irreperibile.

Tre piani è un film nero che punta la durezza di un mondo in cui gli uomini non si capiscono più. Impensabile anche solo fare corpo "con una minoranza" di persone. L'intransigenza, la sfiducia e l'egoismo dettano i comportamenti dei personaggi guidati sovente dalla paura e dal senso di colpa.

Moretti osserva tre famiglie alle prese col dolore, il lutto, la responsabilità e moltiplica i punti di vista e i personaggi. Sovrappone piuttosto che collegare i destini dei suoi protagonisti, le cui azioni avranno esiti impilati uno sull'altro, come i piani del suo condominio. Nell'impresa, l'autore perde il controllo e la leggerezza. Lo spettatore è spiazzato, disorientato, ha sbagliato senz'altro indirizzo e vaga come il Renato di Paolo Graziosi in un quartiere familiare eppure estraneo. Ma Moretti lo ritrova, riattivando col film una vecchia segreteria analogica.

Dentro un primo piano si mette in scena e al centro del mondo come una volta per far esistere 'meglio' il fuori campo: il condominio come l'Italia tutta intera, in crisi politica e morale. Comincia da lì il riscatto luminoso di un film corale che archivia il personaggio Moretti, quello che parlava di lui per parlare degli altri. Come Woody Allen, Moretti è un intellettuale e un creatore (sovente) frustrato in preda ad angosce esistenziali. Dal 1976 occupa ogni piano e ogni scena dei suoi film, insorgendo contro la sparizione progressiva di riferimenti politici e ideologici, biasimando quelli che lo circondano come il pubblico con un radicalismo amaro e tonificante, un'energia fisica e verbale incessante.

Dal 2015 con Mia madre, prova però a cambiare registro, a lasciare andare la vena autofinzionale che irriga dalle origini tutta la sua opera. Senza rinunciare alla sua postura autarchica e irascibile, il critico impietoso dei suoi contemporanei ritorna con Mia madre nella pelle di una donna che ha il volto luminoso di Margherita Buy e che fa la regista come lui. Moretti mette in atto un'implosione interiore e invisibile, si mette 'accanto' al suo personaggio e ci lascia a sbrogliare quella formula enigmatica.

Per tanto tempo, mettere in scena per Nanni Moretti è stato mettersi in scena. Pioniere negli anni Settanta dell'autofiction cinematografica, dopo aver fatto un passo di lato e disegnato un alter ego femminile, un'autrice in preda alle crisi e al dubbio durante le riprese di un film politico, muore nei panni di un giudice intransigente e rigido quanto Michele Apicella. Lo vediamo il tempo di un baleno (e di una scena) tornare alla sorgente del suo cinema e poi sparire. Il fantasma esce di scena. A restare è Margherita Buy, mai così bella e radiosa dentro un abito a fiori che Nanni non avrebbe di sicuro approvato, perché "si è vestito tutta la vita con gli stessi colori". Ma lei adesso è libera di essere, di voltarsi verso gli altri. Chiude la comunicazione, archivia la segreteria telefonica e parte sorridendo di quell'ultimo tango illegal. Alla musica, ancora una volta, Moretti affida il compito di realizzare la comunione e di rimettere al mondo. Di rimettersi al mondo 'cambiando indirizzo'.

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Tre famiglie, tre piani.
Overview di Pino Farinotti
giovedì 13 giugno 2019

Ci sono i primi segnali del nuovo film di Nanni Moretti, Tre piani. Sono piccoli segnali ma vanno presi in considerazione, perché Moretti è una delle poche prove dell'esistenza in vita del cinema italiano, oltre ad essere un intellettuale tout court che di tanto in tanto si esprime , su vari piani, con una sua personale potenza critica. Nel nuovo film dà corpo e volto a un giudice. È quanto è dato sapere. Certo, Moretti magistrato ufficiale, come mostra il fotogramma distribuito, genera molta curiosità, perché l'intera opera dell'autore è tutto un esprimere giudizi, sempre imprevedibili, sempre in chiavi inedite e allarmanti, a volte persino profetiche. Va anche detto che Moretti è personaggio politicamente schierato e divisivo. Ma per la sua qualità, al di là della politica, vale il segnale "prova" delle prime righe.

Moretti fa cinema da 43 anni e ogni titolo ha un suo significato e promette indicazioni umane e sociali trasmesse in una chiave che appartiene a lui e a pochi altri: dire cose importanti divertendo.

Dicevo, indicazioni profetiche allarmanti. Nel 2002, lo ricordiamo, in piazza Navona tenne un vero comizio, organizzato dall'"Ulivo". Dopo una breve premessa, parlando dei leader dell'Ulivo disse, anzi urlò: " .. hanno sbagliato tutto, rispetto al non saper più parlare alla testa, all'anima e al cuore delle persone. Hanno fatto una campagna elettorale tiepidissima, non cercando l'unità. Con questo tipo di dirigenti non vinceremo mai!" I dirigenti erano Rutelli e Fassino, due metri dietro di lui. Sembrano frasi di questi giorni.

Un'altra indicazione, ancora più impressionante arriva nel 2011, con Habemus papam, uno dei rarissimi capolavori del cinema italiano recente. L'autore racconta del papa neoeletto che rinuncia perché ha perso la fede. Non possiedo gli elementi, nessuno li possiede, per dire che papa Benedetto XVI Ratzinger, annunciando la sua rinuncia al "ministero petrino", nel febbraio del 2013, lo fece per fede perduta o per suggerimento morettiano. Ma lo fece.

In Caro diario (1993), girando in Vespa in una Roma vuote e surreale. Emerge lo sconforto per lo stato della società di questa epoca, deludente, senza identità e senza un destino. In Aprile, del 1998, Moretti ha ragionato, sugli spunti di quel mese, la vittoria delle sinistre, ma la crisi generale della cultura e delle idee: è un tormentone quella sua frase, guardando in televisione D'Alema: "Ma dì qualcosa di sinistra". Soprattutto quell'aprile vede la nascita del figlio, e di conseguenza una "revisione" sul senso e sulle priorità della vita.

Poi c'è quella che Pasolini, amatissimo da Moretti, chiamava l'ideologia della vita. E la vita ti presenta il dolore, che Moretti racconta nella Stanza del figlio. Palma d'oro a Cannes nel 2002, meritatissima. Una famiglia deve affrontare la morte di un figlio. Tutti gli equilibri sono sconvolti. Giovanni-Nanni cerca di ricomporre, attraverso un percorso comune di catarsi. Nell'opera di un autore naturalmente ci sono le scivolate e gli errori. Non sempre la percezione e il talento sono garanzia di qualità. Quando nel 2006 Moretti venne chiamato a contrastare Berlusconi, firmò Il Caimano. Ne risultò un film non all'altezza. Del resto Nanni, artista anarchico e onesto, lo dice, esplicitamente, in una battuta: "Non voglio fare un film su Berlusconi, sto preparando una commedia" Invece, tirato per la giacca, si trova nella condizione, controvoglia, di doverlo fare. Scelta che rimpiangerà.

Dal suo ultimo film, Mia madre, sono passati quattro anni. Moretti è Giovanni, ha una sorella, Margherita, regista, impegnata, autorevole. La loro vita è cadenzata dalla madre, ricoverata per una cardiopatia: non ce la farà. Margherita è l'alter ego del fratello. Significa che i registri dell'autore, le paure, i dubbi, le fobie, sono doppi. È troppo. Forse Nanni voleva un sostegno. È il film meno felice del grande autore. La speranza è che, con Tre piani, riesca a uscire dallo stallo e dalla ripetitività e ritrovi tutta la sua energia.

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TRE PIANI
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 24 settembre 2021
thomas

Tre piani, tre famiglie, ognuna composta da tre persone. È la legge del numero tre che determina lo sviluppo del dinamiche del film. Quel numero tre ricorrente rappresenta l'incapacità di "andare oltre", indicando al contempo l'accontentarsi comodo di un universo ristretto, quasi protettivo rispetto al mondo esterno; ma Moretti afferma che quel nucleo così chiuso [...] Vai alla recensione »

sabato 25 settembre 2021
enzo70

Non poteva essere migliore il ritorno al cinema, dopo quasi due anni. Nanni Moretti propone un film maturo, duro e delicato allo stesso tempo, in cui tre storie diverse si intersecano per tornare a scorrere parallele. Nei tre piani di un condominio tre famiglie vivono i loro drammi, quelli che avvengono tra le mura domestiche. Una famiglia di magistrati maturi vive il dolore per l’incidente stradale [...] Vai alla recensione »

domenica 17 ottobre 2021
Francesco Izzo

Ancora un bel film del regista romano. Bravissime le attrici protagoniste (anche quelle giovanissime), un pò meno gli attori (soprattutto Moretti stesso, sotto il profilo delle capacità recitativo-espressive, intendo). Margherita Buy e Nanni Moretti, entrambi giudici, hanno un figlio scapestrato, che si ubriaca spesso e finisce addiritura in carcere dopo aver ucciso una donna investendola [...] Vai alla recensione »

sabato 2 ottobre 2021
Federica

Film emotivamente forte. La prima volta in assoluto dove Nanni Moretti si mostra così duro, severo nel raccontare la storia di queste famiglie. Molto vicino a delle realtà che ci appartengono e che fanno parte dell'ordinario, a tratti angosciante .Alla fine mi ha lasciato un senso di tristezza e mi ha portato a riflettere tanto. Buona recitazione degli attori, Margherita Buy rientra sempre tra le mie [...] Vai alla recensione »

domenica 26 settembre 2021
goldy

Potrebbe essere il testamento di Moretti. Il punto di arrivo e di resa. La vita è quella che rappresenta nel suo film e si arrende davanti all'imprevedibilità del molteplic. .  La  vita chiede di essere lasciata  libera  di esprimersi per quello che è e dagli errori imparare. Fine di critiche colpevolizzanti,  fine di ricette risolutive, finee  [...] Vai alla recensione »

sabato 25 settembre 2021
MAURIDAL

 UN FILM DI NANNI MORETTI : TRE PIANI  .Quando si raccontano le esistenze  di persone della borghesia di una città , che vivono in case e palazzi  decorosi e di prestigio ,con interni arredati alla perfezione con un pizzico di ricercata raffinatezza, allora si può   incontrare  la vicenda  di un un palazzo  in una grande città, a tre piani, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 novembre 2021
mariolinux

Non sono veri attori, sono presi dalla strada. Allucinazioni...

domenica 24 ottobre 2021
Vincenzo Ambriola

Poche parole per l'ultimo film di Nanni Moretti. Un mosaico di storie che si intrecciano, a volte in maniera imprevedibile, come quelle che tutti si raccontano: un figlio nei guai, un marito che si distrae, una donna che si perde in un mare di emozioni. Si partecipa a questi avvenimenti senza quasi accorgersi di essere in una sala cinematografica, vedendo e ascoltando un'umanità che [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 ottobre 2021
Alberto58

Nanni Moretti è abituato ad affrontare i temi fondamentali tra cui la morte. La morte della madre, la morte di un figlio, la morte della moglie. Stavolta affronta il tema della sua morte. E’ solo una delle tre storie trattate dal film ma è quella più sentita se non altro perché ci apre e chiude il film. Che cosa succederà dopo la nostra morte, non al mondo, che magari se ne infischia, ma alle persone [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 ottobre 2021
Maramaldo

Ingiusto, ingeneroso, in questo caso, sminuire o compatire con maligna indulgenza. Triste, stanco, è vero, ma sincero il Nannimoretti: lasciatemelo  chiamare così, nella confidenza di una creatura trasteverina ciò che comprende amicizia, attaccamento e, talvolta, qualche sufficienza, ricordate Carmelobbene... Mi rammarico dell'eclissi, spero temporanea, di quella vena [...] Vai alla recensione »

domenica 17 ottobre 2021
Occhionelcielo

Coinvolgente dall'inizio alla fine. Moretti non delude.

mercoledì 13 ottobre 2021
Giovanni_B_southern

Perfetto. In specie nella prima parte. 'Azzeccati' gli attori. Scamarcio è perfetto nel ruolo di immaturo e isterico genitore. Moralista ad intermittenza : perfetto. Tutti bravi. Film consigliato. Decisamente. Ps . non faccio una critica vera e propria giacchè ci sono i giornalisti del sito a farla.

lunedì 11 ottobre 2021
Fri_dom

Sono uscita dal cinema confusa, interdetta e incazzata. Come dopo una cena in un ristorante pretenzioso che lascia solo la voglia di fiondarsi nella prima onesta pizzeria. Non avendo letto il libro non posso fare confronti, ma quello che emerge è un racconto monocorde senza la minima tensione narrativa nonostante la gravità dei fatti illustrati (e nonostante la prima sequenza lasci presagire un paio [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 ottobre 2021
amgiad

Film noioso che conferma l' involuzione di un buon regista. Tempo è passato dai suoi migliori film, e le rughe sono impietose. Vedere questo film può essere utile per capire. Se poi mi si dice che ha avuto 11 minuti di applausi a Cannes dico che, se fossi un regista, niente è più triste di un tributo alla carriera. Comunque andate al cinema che c' è bisogno [...] Vai alla recensione »

sabato 25 settembre 2021
Flaw54

Un buon film che cerca di stemperare una devastante tristezza con un finale che offre qualche vaga prospettiva.  Moretti attore da evitare. La Buy si è ormai murata nella stessa identica parte in ogni film, ma nel complesso il tutto funziona.

venerdì 24 settembre 2021
Max

Bob Zmuda in Man on the moon". Confermo. La parola giusta e' deludente. Recitazione imbarazzante di alcuni attori. Una storia che non mi ha toccato. Se intorno ai soliti benestanti di Roma ci fosse stato qualcos'altro, per esempio un film, sarebbe stato meglio. Inutile che io mi sforzi di spiegare. Mi spiace, non riesco. La sensazione di vuoto è inspiegabile.

FOCUS
FOCUS
venerdì 16 luglio 2021
Pino Farinotti

Da sempre ho definito Nanni Moretti una delle prove dell’esistenza in vita del cinema italiano. Altre “prove” nella mia personale gerarchia sono Mario Martone e Giorgio Diritti. Ammetto che nelle ultime stagioni il nostro cinema ha dato ottimi segnali internazionali, con riconoscimenti importanti. Non accadeva da tanto tempo. Tornando a Moretti, chiudevo la mia recensione sul suo penultimo film Mia madre, sul dizionario “Farinotti” in questo modo: “Moretti medita su se stesso e il suo lavoro. C’è una battuta che Giovanni dice alla sorella regista: ‘Fai qualcosa di unico, di diverso, devi rompere almeno un tuo schema, uno su duecento’. È chiaro che lo dice a se stesso. È stato detto che il personaggio di Margherita (Buy), la regista protagonista del film, sorella di Giovanni (Moretti), ne sarebbe l’alter ego. Sarebbe stato opportuno, per il regista, rinunciare a un doppione. Ne avrebbe guadagnato la leggerezza, che per fortuna arriva grazie a John Turturro con i suoi inserti durante la lavorazione del film. È il film meno felice di un grande autore. La speranza è che riesca a uscire dallo stallo e dalla ripetitività. Visto un Moretti invecchiato, in tutti i sensi.”

Tutto questo lo scrivevo con una parte di  imbarazzo. Ma... avevo visto giusto. E c’è un segnale davvero potente ad avallare: per la prima volta il nostro regista ha fatto un film da un’idea che non è la sua. Ma trattasi di ottima idea. Deriva dal romanzo di Eshkol Nevo, scrittore nato a Gerusalemme che ha girato il mondo e ha assunto tante culture. Così Moretti decide di evolvere la sua esplorazione, in tutte le chiavi: un nuovo orizzonte e un altro linguaggio registico. E Nevo gli offre un assist di qualità, policulturale, che poi il regista riduce in un contesto italiano senza perdere quelle culture e sentimenti.

Nevo nasce molto bene, presenta molti tratti del predestinato. Suo padre Baruch e sua madre Ofra sono docenti di psicologia dell’Università di Haifa, trasmettono al figlio una cultura laica, dove l’ebraismo è una mistica certo importante, da privilegiare, ma che si affianca ad altre che vanno comunque conosciute e approfondite. Nevo attento, dotato, esegue. Sulle orme famigliari completa gli studi di psicologia, e vive tra Israele e gli Stati Uniti. Coltiva così un’attitudine versatile e poliedrica. É capace di firmare un testo “politico” come "Nostalgia", ambientato in Israele nei giorni del’assassinio dell’ex primo ministro Rabin. Ne "La simmetria dei desideri" del 2007,  affronta il tema dell’amicizia. Altro titolo esemplare può essere "Un canguro alla porta", libro per bambini. Ed ecco "Tre piani", pubblicato nel 2015 e assunto da Moretti che, nell’intenzione di evoluzione del suo percorso decide di assumere un testo all’altezza. Il film narra le vicende di tre nuclei famigliari che vivono su tre piani dello stesso edificio a Tel Aviv. É lo stesso Moretti a raccontare:

“Sono stato felice di aver trovato in quei personaggi il nucleo di quello che sarebbe stato il film. La responsabilità delle nostre scelte, il concetto di giustizia, di colpa, il ruolo di genitori. Questi temi mi hanno portato a una scelta netta: evitare ogni protagonismo soddisfatto di sé....sono i personaggi femminili che cercano di sbloccare le cose, le donne sono più aperte, hanno reazioni più sane. Quelli maschili restano più fermi, bloccati, addirittura incistati nei loro ruoli, tra rigidità, ossessioni, schematismi.”

Tutto questo trasmesso in una chiave che è più di un semplice sviluppo del suo percorso, è un’evoluzione radicale e coraggiosa. Che gli fa onore. E così Moretti “è uscito dallo stallo e dalla ripetitività”. Adesso non resta che attendere la nuova “idea”. Inutile tentare pronostici, con un artista di quella imprevedibilità e inventiva. 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 23 settembre 2021
Emiliano Morreale
La Repubblica

Nanni Moretti, regista riconoscibile e spesso identificato con un universo preciso di temi, ha in realtà cambiato molto, nei decenni, il proprio modo di fare cinema, in un percorso quasi pendolare. Dalla struttura a sketch dei primi film a un recupero di una narrazione più strutturata con Bianca, poi la scelta di un cinema liberissimo da Caro diario e infine un ritorno al classico da La stanza del [...] Vai alla recensione »

sabato 9 ottobre 2021
Alessandra De Luca
Ciak

"In amore gli opposti si attraggono ma alla fine si lasciano". Da questo assunto pronunciato dalla giovane Marta (Ludovica Francesconi) prende il via Ancora più bello, secondo capitolo della saga teen dramedy avviata lo scorso anno con Sul più bello. Dopo dodici mesi, la storia tra lei e Arturo è effettivamente finita e, seppur con qualche strascico, Marta continua a convivere con ottimismo con la [...] Vai alla recensione »

domenica 26 settembre 2021
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Le conseguenze del disamore. Nella palazzina di "Tre piani", da vedere mettendo un poco tra parentesi gli altri film di Moretti, nessuno (o quasi) è capace d' amare. Le conseguenze sono durissime. E reiterate nel tempo, perché se nel romanzo di Eshkol Nevo le storie restano aperte, il film che Moretti ha scritto con Federica Pontremoli e Valia Santella segue i protagonisti a lungo dettagliando gli [...] Vai alla recensione »

sabato 25 settembre 2021
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Puniti. Per aver ripetuto la battuta di Dino Risi, "Nanni Moretti spostati e facci vedere il film". Nanni Moretti si è spostato, per la prima volta nella sua carriera ha adattato una storia altrui - "Tre piani" dell' israeliano Eshkol Nevo, esce da Neri Pozza. Sullo schermo il risultato è deludente. Erano tre storie, ambientate nella stessa palazzina fuori Tel Aviv, i dettagli interessanti vanno perduti [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 settembre 2021
Alessandra De Luca
Avvenire

In una palazzina borghese di Roma si intrecciano i destini di alcuni personaggi. Al primo piano ci sono Lucio e Sara con la loro bambina di 7 anni, Francesca, spesso affidata a degli anziani vicini di casa, Giovanna e Renato. Quando un giorno la piccola scompare per molte ore con Renato, i genitori temono il peggio e la paura diventa ossessione. Al secondo piano Monica ha appena partorito una bambina, [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 settembre 2021
Stefano Giani
Il Giornale

Un condominio, tre piani e molti drammi. Una notte il figlio di Vittorio e Dora, entrambi giudici, torna a casa dopo una serata alcolica e con l' auto travolge e uccide una donna, andando a schiantarsi nel salotto di Lucio (Riccardo Scamarcio) e Sara che hanno una bambina, spesso affidata agli anziani vicini Giovanna e Renato. Quando quest' ultimo, in preda all' Alzheimer, si perde con la piccola, [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 settembre 2021
Alessandra Levantesi
La Stampa

Presentato lo scorso maggio a Cannes, Tre piani di Nanni Moretti ha avuto una calorosissima accoglienza di pubblico e un più tiepido riscontro di critica: in parole povere, ispirandosi a un testo altrui - Tre piani dell' israeliano Eshkol Nevo (Neri Pozza) - il cineasta avrebbe perso la sua personalissima cifra di autore-attore. Come scritto allora, siamo di diverso avviso.

mercoledì 22 settembre 2021
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Naturalmente un film deve vivere di luce propria, anche se tratto da un romanzo importante e molto venduto, sicché ha ragione chi raccomanda di vedere "Tre piani" di Nanni Moretti evitando un costante e certosino raffronto con il libro di Eshkol Nevo, pubblicato in Italia da Neri Pozza nel 2017. D'altro canto, però, "Tre piani" è il primo film che il 68enne regista e attore romano ha tratto da una [...] Vai alla recensione »

martedì 21 settembre 2021
Ilaria Feole
Film TV

Giudice, finalmente: dopo quasi mezzo secolo di carriera passato a scoccare sentenze morali contro i personaggi intorno a sé, Nanni Moretti si prende il ruolo di arbitro che ha sempre ricoperto in borghese. Nel condominio del giudice Vittorio, austero in tribunale come nelle vesti di padre e marito, vivono altre tre famiglie: una coppia matura con nipote adolescente in visita dalla Francia, una coppia [...] Vai alla recensione »

martedì 21 settembre 2021
Matteo Galli
Close-Up

I morettiani della prima ora - quorum ego - hanno dovuto ormai da diversi anni prendere commiato dal Nanni Moretti prima maniera. Il punto di svolta fu esattamente vent'anni fa con La stanza del figlio che nel 2001 vinse la Palma d'Oro a Cannes e che però, nella tragicità dell'evento, presentava ancora qualche momento di straniamento, qualche venatura comica o almeno leggera, fra tutti la famiglia [...] Vai alla recensione »

martedì 20 luglio 2021
Giulio Sangiorgio
Film TV

Tratto da un testo profondamente israeliano (tag : vicinato, vendetta, colpa, spettri) - il primo adattamento di Moretti è un film in cui sveste per sempre gli abiti del figlio (dopo sua madre) così da misurare soprattutto quelli dell'essere genitore (Habemus papà). E un film in cui il suo cinema non è dimesso, è dismesso. Una terra desolata in attesa di apocalisse: alla ricerca di un'immagine neutra [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 luglio 2021
Peter Bradshaw
The Guardian

Nanni Moretti torna a Cannes con una soap opera corale, godibile e ben strutturata su quattro famiglie che vivono nello stesso condominio, adattamento del popolarissimo romanzo dell'israeliano Eshkol Nevo, Tre piani (Neri Pozza 2017), trapiantato da Tel Aviv a Roma. C'è un elemento di emolliente sentimentalismo, specialmente nel modo in cui le trame sono legate, ma anche una buona dose di gusto narrativo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 luglio 2021
Grazia Paganelli
Duels.it

Il più sobrio dei film di Moretti. Il più controllato e cupo. In Tre piani, presentato a Cannes nel concorso principale, Nanni Moretti sorprende per una scelta narrativa di totale purezza, che poi si riversa sulle scelte formali (e viceversa), dai molti silenzi alla prossemica degli attori, alla fluidità circolare di una macchina da presa più che mai attenta ai minimi dettagli.

martedì 13 luglio 2021
Cristina Piccino
Il Manifesto

Figli e genitori. Non è la prima volta che nel cinema di Moretti questo rapporto con le sue diverse - e faticose - fragilità viene messo al centro della narrazione. Non solo nell' esplicito La stanza del figlio che si sviluppava però intorno al sentimento della perdita, all' impotenza famigliare di fronte a un lutto per il quale non esiste neppure la parola con cui definirne la condizione.

martedì 13 luglio 2021
Gabriele Niola
Wired

L'ultima volta che Nanni Moretti aveva rinunciato a qualsiasi nota di commedia era andata bene. Era stato per La stanza del figlio, Palma d'oro nel 2001. Quello, come Tre piani, era un film sul dolore, specialmente sulla dimensione privata della sofferenza e i piccoli gesti che la raccontano. Ora di nuovo, per la seconda volta in una lunga carriera, Nanni Moretti non gira una commedia.

martedì 13 luglio 2021
Massimo Causo
Sentieri Selvaggi

Si potrebbe raccontare un po' tutto il cinema di Nanni Moretti a partire dal suo rapporto con le stanze, con le case, con i palazzi... E non sarebbe nemmeno un approccio ozioso, perché tutto sommato si tratta di uno spazio simbolico implicito al suo continuo relazionarsi con la questione dello stare insieme, con il dialogo costante tra la dimensione intima dell'esistere e la ricerca di un perimetro [...] Vai alla recensione »

martedì 13 luglio 2021
Giampiero Raganelli
Cineclandestino

Ho lavorato odiando il mio personaggio. Così dichiarava Nanni Moretti a proposito della sua interpretazione in Il portaborse di Daniele Lucchetti, opera sulla corruzione politica che rivelava, e confermava, le doti recitative di Nanni Moretti, costruendo in opposizione il lavoro di attore, anziché mettere in scena come sempre sé stesso, le proprie nevrosi e il proprio ego.

lunedì 12 luglio 2021
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Scansati e fammi vedere il film", veniva da pensare al compianto Dino Risi del cinema di Moretti. Forse stavolta Nanni si è scansato troppo: Tre piani pare un Moretti in affitto. Dimezzato, comunque minore. In Concorso al Festival di Cannes, annovera il primo soggetto non originale in carriera, il romanzo omonimo dell 'israeliano Eshkol Nevo. Il dubbio è sensibile, e il regista e sceneggiatore con [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 luglio 2021
Stefano Giani
Il Giornale

La sera in cui un ragazzo ubriaco travolge e uccide una sconosciuta, arrestando la corsa della sua auto nello studio di una famigliola, all' apparenza felice, si spalancano le porte su un condominio di Roma. È Tre piani, il film di Nanni Moretti presentato ieri a Cannes. Una casa come tante. E, come tante, custodisce dolori più che gioie. Alba Rohrwacher la chiamano «la vedova».

lunedì 12 luglio 2021
Andrea Martini
Quotidiano Nazionale

Il romanzo "Tre piani" dello scrittore israeliano Eshkol Nevo annoda tre storie che pongono altrettanti quesiti di moralità. Nanni Moretti che del problema morale - personale e civile - ha fatto la sua costante preoccupazione, nonché il pilastro della sua creatività, ne è stato naturalmente attratto. Nel testo letterario i tre piani fanno riferimento ai tre stati della psiche, Es, Io e SuperIo, e al [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 luglio 2021
Francesco Alò
Il Messaggero

«Te lo meriti!». Chi Alberto Sordi? No, quella era una battutona dell' eterno figlio querulo Michele Apicella in Ecce bombo (1978). In Tre piani, invece, è il padre quasi padrone Nanni Moretti a subirla, mentre il figlio assassino (come Michele in Bianca), oltre a insultarlo, lo prende a calci. Che rivoluzione. In un palazzo di Prati (via Montanelli) vivono un giudice che processava il figlio già [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 luglio 2021
Alessandra Levantesi
La Stampa

Per una certa generazione, quella di chi scrive per esempio, Nanni Moretti è stato fin dagli esordi uno speciale compagno di strada. Intransigente, egocentrico, ironico e a volte persino irritante: e tuttavia negli anni, titolo dopo titolo, irrinunciabile punto di riferimento per la tenacia di un sofferto sguardo critico puntato sul malessere morale del mondo intorno.

lunedì 12 luglio 2021
Andrea Chimento
Il Sole-24 Ore

Il giorno di Nanni Moretti è finalmente arrivato: al Festival di Cannes è stato presentato l'unico film italiano in concorso, «Tre piani». Protagoniste sono tre famiglie, che abitano in un edificio borghese, dove la quiete regna sovrana, almeno in apparenza. Dietro a quelle porte, infatti, la vita dei condomini non è di certo tranquilla: in ogni appartamento sono parecchi i problemi famigliari e le [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 luglio 2021
Roberto Manassero
Cineforum

Nella filmografia di Nanni Moretti si scorge un tema ricorrente, forse decisivo per comprenderne l'evoluzione: la responsabilità verso i figli. E dunque il dovere di educarli, la paura di perderli, la speranza di ritrovarli. Il giovane incazzato verso una o più generazioni di adulti da accusare (la sfuriata sul corpo della madre suicida in La messa è finita, il rimpianto rabbioso verso i ricordi d'infanzia [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 luglio 2021
Raffaele Meale
Quinlan

"Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell'immenso condominio nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c'era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra". [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 luglio 2021
Serena Nannelli
Il Giornale

Con il film Tre piani, ieri sera è stata la volta di Moretti a Cannes. L'unico titolo italiano in concorso segna il ritorno del cineasta al Festival in cui proprio vent'anni fa vinse la Palma d'Oro con "La stanza del figlio". Stavolta pare di trovarsi di fronte al classico esempio di opera cinematografica da lasciar decantare un po' per capire se scomparirà dalla mente come neve al sole oppure no, [...] Vai alla recensione »

domenica 11 luglio 2021
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Dunque classicità e staticità, a cui è pertinente aggiungere la parola rigore: Tre piani di Nanni Moretti è un'opera dall'impianto narrativo e visivo rigoroso, votata a un ordine formale quale riflesso di quello interiore a cui aspirano i suoi numerosi protagonisti. Uno status di "contrazione composta" che mostra immediatamente l'attrazione verso il suo opposto, l'utopia di pace dell'essere umano, [...] Vai alla recensione »

domenica 11 luglio 2021
Teresa Marchesi
Huffington Post

"Tre piani" di Nanni Moretti? Un oggetto strano. Sicuramente non un film 'à la Morettì', con l'accento, come lo chiamano qui in Francia. Partendo per la prima volta da un romanzo bello denso, quello dell'israeliano Eshkol Nevo dallo stesso titolo (Neri Pozza editore), è come se il Nanni nazionale avesse voluto concentrare in due ore una serie tv, genere che certo non frequenterà mai.

domenica 11 luglio 2021
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Un condominio signorile, una serie di eventi che modificherà per sempre l'esistenza di tre famiglie, più una. Nanni Moretti torna in concorso a Cannes sei anni dopo Mia madre e lo fa con Tre piani, film tratto dal romanzo omonimo di Eshkol Nevo (Neri Pozza Editore). Per la prima volta in assoluto, il regista romano arriva sulla Croisette con un'opera ancora inedita in Italia (uscirà il 23 settembre, [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 settembre 2021
Eugenio Renzi
Il Manifesto

Una sera come un' altra in un quartiere borghese di Roma, un giovane alla guida in stato di ebrezza investe una donna che muore in seguito all' urto. La macchina finisce poi nella vetrina dello studio di un professionista. A qualche metro dalla scena, una donna che si sta recando in ospedale per partorire assiste all' incidente. Tutte queste persone abitano curiosamente lo stesso immobile.

lunedì 12 luglio 2021
Emiliano Morreale
La Repubblica

La prima impressione che il film di Nanni Moretti lascia nello spettatore è di sconcerto. Per una buona metà si rischia di non mettere a fuoco il progetto del regista, che ci conduce in un mondo strano, il cui senso si svela poco a poco. Finché ci accorgiamo che questo film - ovazione con undici minuti di applausi ieri sera alla prima - in apparenza chiuso e ovattato ci parla con grande profondità [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 luglio 2021
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Tratto dal romanzo dell'israeliano Eshkol Nevo, sostituendo la località (Roma e non più Tel Aviv) e la struttura (da tre capitoli a se stanti a tre storie intersecate). Ma di Moretti però noi continuiamo a preferire i suoi film più taglienti, acremente divertenti, perfino più profetici, quando sferzava lo schermo con le sue provocazioni. Come capita a molti la maturità porta a confrontarsi un altro [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
mercoledì 1 settembre 2021
 

Regia di Nanni Moretti. Un film con Margherita Buy, Nanni Moretti, Alessandro Sperduti, Riccardo Scamarcio, Elena Lietti. Da giovedì 23 settembre al cinema. Guarda il trailer »

GALLERY
lunedì 12 luglio 2021
 

Ovazione per Tre piani. Accolto bene anche Bergman Island di Mia Hansen-Løve. Vai all'articolo »

TRAILER
giovedì 3 giugno 2021
 

Il nuovo film di Nanni Moretti sarà in concorso al prossimo Festival di Cannes e da giovedì 23 settembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
lunedì 10 maggio 2021
 

L'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Eshkol Nevo, uscito nel 2017. Vai all'articolo »

OVERVIEW
giovedì 13 giugno 2019
Pino Farinotti

Ci sono i primi segnali del nuovo film di Nanni Moretti, Tre piani. Sono piccoli segnali ma vanno presi in considerazione, perché Moretti è una delle poche prove dell'esistenza in vita del cinema italiano, oltre ad essere un intellettuale tout court che [...]

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