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Lovely Boy, ascesa, caduta e rinascita di un trapper. Un film potente e ipercontemporaneo

Dopo Ultras, Francesco Lettieri torna con un racconto di formazione ambientato nel mondo della trap e nelle periferie romane. Protagonista della storia è Nic (Andrea Carpenzano), giovanissimo astro nascente della musica trap che dietro le luci e le paillette nasconde un profondo disagio esistenziale. Ne verrà fuori, con forza e determinazione. Ora disponibile su NOW. GUARDALO SUBITO »
di Giorgio Crico

Lovely Boy

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Andrea Carpenzano (26 anni) 24 agosto 1995, Lugo (Italia) - Vergine. Nel film di Francesco Lettieri Lovely Boy.
giovedì 14 ottobre 2021 - NOW

Roma, adesso. Nic è un trapper di talento, giovanissimo, un astro nascente della musica destinato a compiere grandi cose all’interno del suo genere ma anche sulla scena nazionale. Con l’amico Borneo, il giovane ha messo in piedi un duo trap chiamato XXG, una realtà nuovissima che però sta facendo un bel po’ di rumore nell’underground della Capitale (e non solo): insomma, il successo sta arrivando, è dietro l’angolo e va solo catturato. In attesa di fare veramente il botto, il look e l’atteggiamento sono già quelli giusti: tatuaggi in faccia, capelli colorati e aria perennemente strafottente e annoiata sono i tratti distintivi di Nic – in arte Lovely Boy –, pronto a prendersi tutto quello che vuole senza chiedere permesso.

Uno scenario apparentemente perfetto che, come spesso accade in questi casi, nasconde sotto un manto di luci, paillette e lustrini anche un profondo disagio, che segna una spaccatura profonda tra le due anime di Nic che, da un lato, è un ragazzo talentuoso, sensibile, curioso e osservatore attento di ciò che gli succede attorno mentre, dall’altro, è Lovely Boy, arrogante, superficiale e perennemente su di giri. Come conciliare l’immagine e la propria essenza reale all’interno della propria vita quando il successo monta improvviso e travolgente? Nic non lo sa ma pensa che una possibile risposta possa essere la droga, di cui inizia ad abusare, al centro del turbinio di feste, sollazzi, stravizi e gozzoviglie che lo prende prigioniero e inizia a controllare la sua stessa esistenza, più che riempirla.

Il risultato è che Nic diventa ben presto un fantoccio che scivola da un luogo all’altro, un testimone passivo della sua stessa vita, totalmente incapace di alimentare le sue relazioni personali, di esibirsi in maniera decorosa, di sostenere attivamente i suoi impegni e le sue passioni. Un guscio vuoto che ondeggia qua e là con un serio rischio di perdersi definitivamente e senza rimedio, fino alle estreme conseguenze della dipendenza. Per evitarlo, finisce in una comunità di recupero in Alto-Adige, dove lavoro, orari serrati e vita ritirata lo costringono a fare i conti con sé stesso e a rendersi conto di dov’è finito.
 

«Lovely Boy è una classica parabola di caduta e rinascita che racconta la fatica che crescere comporta sempre, a qualunque età, e le ferite che ci si porta dentro».
Francesco Lettieri

Il regista del film - produzione originale Sky ora disponibile in streaming su NOW -  è Francesco Lettieri, dietro anche la costruzione dell’immaginario del misterioso rapper Liberato nonché autore dei videoclip di buona parte della scena musicale italiana contemporanea (per esempio, solo per citare qualche nome, ha collaborato con i Thegiornalisti, Carl Brave e Calcutta). Regista di Ultras, è tornato dietro alla macchina da presa per narrare una storia di ascesa, caduta e rinascita, una delle versioni più classiche di quel grande raccoglitore di umanità che è il genere del romanzo di formazione, qui in un’accezione resa incredibilmente contemporanea dall’ambientazione trap-urban ripresa dalla scena romana attuale ma comunque uno stilema narrativo profondamente radicato nella nostra cultura.

A fare da sfondo, un mondo musicale che attraversa le atmosfere del racconto dall’inizio alla fine senza però mai esserne il centro: il cuore pulsante della narrazione resta il personaggio di Nic, sempre e comunque, e la sua ricerca di senso in fondo alla quale non può che ritrovare sé stesso.

Di fronte alla telecamera, nei panni del complesso protagonista, c’è Andrea Carpenzano, appena ventiseienne ma già con un lungo e denso curriculum alle spalle, che lo rende uno dei volti più noti (e bravi) del panorama attoriale under 30 italiano. A dividere la scena con lui troviamo Daniele Del Plavignano, Enrico Borello, Riccardo De Filippis, Pierluigi Pasino, Martino Perdisa, Federica Rosellini e Ludovica Martino, anche lei uno dei volti nuovi più riconoscibili del mondo del cinema e delle serie tv (che ha tra l’altro già recitato con Carpenzano ne Il campione).


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