Memorie (di pietra) dal sottosuolo. L'arte e la vita di Filippo Dobrilla in Caveman - Il gigante nascosto di Tommaso Landucci
di Leonardo Gregorio Duels.it
Si definiva un «disoccupato dell'arte», eppure mai avrebbe smesso di scolpire. Prediligeva «statue classiche», «dèi e santi», ossessionato dalla figura umana - dalla pietra al bronzo -, spesso plasmata a partire da sé, dal suo corpo d'artista. Concepiva la creazione come un atto erotico, aveva avuto due figli da due donne diverse, possedeva un sentimento e una sessualità fluidamente scontornati e tuttavia inconciliabili - come il resto - con la sua indole solitaria, con il richiamo insistente della «tana», con una natura gentile ma spaventata dalle prigioni dei mondi umani e dunque votata, se non condannata, alla fuga, al buio. [...]
di Leonardo Gregorio, articolo completo (3750 caratteri spazi inclusi) su Duels.it 24 febbraio 2022