The Dissident

Film 2020 | Documentario 119 min.

Anno2020
GenereDocumentario
ProduzioneUSA
Durata119 minuti
Al cinema155 sale cinematografiche
Regia diBryan Fogel
AttoriJohn O. Brennan, Donald J. Trump .
TagDa vedere 2020
MYmonetro 3,65 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Bryan Fogel. Un film Da vedere 2020 con John O. Brennan, Donald J. Trump. Genere Documentario - USA, 2020, durata 119 minuti. Oggi tra i film al cinema in 155 sale cinematografiche - MYmonetro 3,65 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Accolto con una standing ovation al Sundance Film Festival 2020, la storia dell'omicidio del giornalista del Washington Post Jamal Kashoggi ricostruita dal premio Oscar Bryan Fogel. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Writers Guild Awards,

Consigliato assolutamente sì!
3,65/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,80
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Trailer in italiano

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Documentario teso, appassionante e dal grande ritmo sulla storia brutale di un omicidio di Stato.
Recensione di Tommaso Tocci
lunedì 15 febbraio 2021
Recensione di Tommaso Tocci
lunedì 15 febbraio 2021

Opinionista e giornalista saudita che negli anni aveva assunto posizioni sempre più critiche verso il regno del suo paese, fino a lasciarlo per rifugiarsi in America dove scriveva per il Washington Post, Jamal Khashoggi fu ucciso all'interno del consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul, dove si era recato per ottenere un certificato necessario alle prossime nozze con la fidanzata, Hatice Cengiz.
Quest'ultima lo ha atteso fuori dai cancelli e non lo ha mai più rivisto, testimoniando poi alle Nazioni Unite in sua memoria. L'attività di "dissidente" di Khashoggi viene ricostruita prima, durante e dopo la sua morte, attraverso l'intervista a Omar Abdulaziz, un attivista che insieme a Khashoggi aveva deciso di ribellarsi alla morsa oscurantista in cui il governo ha stretto il loro paese.

Il brutale assassinio di Khashoggi, avvenuto nell'ottobre 2018, è uno di quegli eventi che sfida la percezione tutta contemporanea di un mondo ultra-visibile, ultra-connesso e ultra-trasparente.

Il tipo di mondo in cui una potenza globale non potrebbe permettersi di far "scomparire" una persona scomoda che delle telecamere hanno accompagnato fino alla sua soglia. Eppure è ciò che è successo, nella quasi totale impunità sulla scena internazionale, con il ruolo dell'Arabia Saudita e in particolare del suo famoso principe Mohammed bin Salman.

Ne indaga la vicenda il nuovo documentario di Bryan Fogel, il quale con il precedente Icarus (su un vasto programma statale di doping sportivo in Russia) era arrivato a vincere un Oscar, e che qui affronta una storia ancora più incredibile, tragica e spinosa. Quanto accaduto a Jamal Khashoggi è in realtà abbastanza auto-evidente, e il merito di The Dissident non risiede tanto nella componente investigativa, né nella capacità di portare alla luce nuovi elementi sull'omicidio, ma piuttosto nel disporre le informazioni già conosciute di fronte allo spettatore in modo ordinato, che renda lampante la dimensione sia personale che globale dell'intrigo.

Di quanto accaduto quel giorno all'interno del consolato sono ormai note perfino le trascrizioni dei dialoghi tra gli agenti sauditi che discutevano di come sbarazzarsi del corpo di Khashoggi, una sezione che occupa la parte centrale dell'opera e che costituisce un pezzo di lucidissimo cinema documentario.

Oltre alla ricostruzione del momento, Fogel si appoggia principalmente a due figure centrali come quelle di Cengiz (fidanzata) e Abdulaziz (collega attivista), entrambe legate personalmente al "dissidente" del titolo ed entrambe tragicamente coinvolte nella sua morte, la prima perché il pretesto per attirare Khashoggi nel consolato era un documento necessario al loro matrimonio, e il secondo perché hackerato dal governo saudita, operazione che rivelò la pericolosità delle loro iniziative future.

Specialmente nelle parti dedicate ad Abdulaziz, Fogel si fa certamente prendere la mano dai linguaggi del thriller, esagerandone la rappresentazione filmica da spy story mentre segue il giovane uomo tra le strade di Montreal dove è rifugiato. Così come non riusciti sono gli inserti in computer grafica per spiegare una lotta tra "api" e "mosche" sulla propaganda da social media. Espedienti un po' grossolani senza dubbio utilizzati in nome dell'efficacia, visto che The Dissident risulta una visione appassionante, tesa e dal gran ritmo. Facile da seguire quanto difficile da tollerare, specialmente nella parte conclusiva: essa troverà uno spettatore emotivamente provato dal destino tragico di un uomo, chiedendogli però di ragionare sulle ramificazioni globali di una storia che ha a che fare con l'intimidazione, la propaganda e i livelli più alti dell'economia planetaria, quella che inevitabilmente entra in conflitto con la legge e la giustizia internazionale.

A quello spettatore, quindi, il compito di prendere nota, non soltanto di quanto successo nel 2018 ma delle sue conseguenze odierne. Che comprendono ad esempio un ragionamento su dove questo film sarà visibile, così come di dove non lo sarà, visto che Fogel, regista premio Oscar con dei legami forti nella grande distribuzione digitale, ha trovato molte difficoltà nel farlo uscire dopo la presentazione al Sundance.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 28 febbraio 2021
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Anatomia di un omicidio. La vittima, Jamal Khashoggi, era un influente giornalista saudita, un tempo vicino alla famiglia reale ma da anni in esilio negli Usa dove sferzava il suo paese dalle pagine del Washington Post. Gli esecutori un gruppo di tagliagole di regime volati a Istanbul da Riad che il 2 ottobre 2018, quando Khashoggi entrò nel consolato saudita per sbrigare le pratiche necessarie a risposarsi [...] Vai alla recensione »

martedì 23 febbraio 2021
Adriano De Grandis
Film TV

Più che allarmante, The Dissident è un film disarmante. Dimostra come il raggiungimento della verità in uno spazio politico-economico di assoluta potenza, com'è oggi quello dell'Arabia Saudita, porti la giustizia all'oblio più detestabile, attraverso l'immoralità di governi che per vantaggi propri si accontentano al massimo di condanne fittizie. I giornalisti che muoiono "sul campo" ogni anno in giro [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 febbraio 2021
Devika Girish
The New York Times

Un racconto cinematografico sull'omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi non ha bisogno di particolari artifici: i fatti nudi e crudi sono di per sé sinistri e drammatici. Un raccapricciante omicidio nel consolato in un paese straniero, un principe ambizioso e insofferente nei confronti dei dissidenti, un regno con un peso finanziario enorme.

venerdì 19 febbraio 2021
Valerio Caprara
Il Mattino

Pressoché lo stesso shock si prova assistendo alla visione di The Dissident, da qualche giorno disponibile su #MioCinema, la prima piattaforma digitale del cinema d' autore: finanziato dalla Human Rights Foundation, il documentario consiste nell' anatomia dettagliata e appassionata del labirinto di bugie e depistaggi dietro cui si celano le scomode verità del più che probabile assassinio del giornalista [...] Vai alla recensione »

martedì 16 febbraio 2021
Cristina Piccino
Il Manifesto

Mentre si va avanti nella visione di The Dissident è quasi impossibile non sentire rimbombare in testa gli elogi di Renzi alla monarchia «rinascimentale» del sovrano saudita Mohammed bin Salman. Non si tratta di scandalizzarsi, e tantomeno di stupirsi, sappiamo che il «giudizio» sui governi dipende dagli interessi delle economie e della geopolitica senza dimenticare che molti degli attori nella vicenda [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
venerdì 12 febbraio 2021
 

Regia di Bryan Fogel. Un film con John O. Brennan, Donald J. Trump. Da oggi solo su MioCinema. Guarda il trailer »

NEWS
lunedì 8 febbraio 2021
 

Accolto con una standing ovation al Sundance Film Festival 2020, la storia dell'omicidio del giornalista del Washington Post Jamal Kashoggi ricostruita dal premio Oscar Bryan Fogel. Vai all'articolo »

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