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Il fascino incendiario di Nuevo Orden, specchio indecifrabile delle correnti della contemporaneità

Oscilla tra nichilismo e superficialità e raccoglie il testimone da fenomeni cinematografici come Parasite e Joker. Leone d'Argento a Venezia 77, il film di Michel Franco è ora pronto al confronto con il grande pubblico in tutta la sua insostenibile violenza, senza scampo e senza copertura. Disponibile in digitale. GUARDALO SU IWONDERFULL »
di Tommaso Tocci

Nuevo orden

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venerdì 16 aprile 2021 - Focus

Lo shock prende le tinte del verde acceso nella parabola nichilista sulla rivolta di classe che Michel Franco mette in scena in Nuevo orden. Un verde che brucia le sfumature più neutre del décor alto-borghese che arredano la villa dei Novelo, a Città del Messico, e da lì traccia il collasso dell’ordine sociale di un paese intero nel segno di una violenza particolarmente brutale.

L’opera di Franco, che è stata presentata all’ultima Mostra del cinema di Venezia e ha portato a casa il Gran Premio della Giuria, è una visione intensa e spiacevole - questo dev’essere ben chiaro agli spettatori. Lo è di proposito, distillando una delle dinamiche più complesse della storia del capitalismo (la disuguaglianza economica e il suo impatto sulla stratificazione della società, i rapporti tra i potenti e il potere, e le soglie di tensione oltre le quali i lavoratori insorgono) in una rivolta “del popolo” contro i ricchi che ricorda i linguaggi del cinema horror e apocalittico.
 

Il film è stato da subito molto controverso, sia nell’ambiente festivaliero che agli inizi del suo percorso distributivo. Del resto l’audacia con cui trasforma il tema in un’arma contundente è innegabile, e tanto più apprezzabile nella parte iniziale della storia, che può occuparsi di sconvolgere e impressionare senza dover ancora inseguire le profonde ramificazioni politiche della rivolta.

La realizzazione che qualcosa di terribile stia per accadere si mescola a un senso di nausea per l’opulenza un po’ ignorante delle vite dei protagonisti, impegnati a festeggiare il matrimonio della rampolla di famiglia.

Quelle evocate da Franco sono emozioni primordiali, istintive; per questo Nuevo orden appassiona e suscita polemiche in egual misura. Da gran furbacchione qual è, il regista di Las hijas de abril sa come toccare nervi scoperti a destra e a manca, tra chi lo accusa di aver dipinto una facile caricatura dell’”un percento” - ricchi e meschini, egoisti senza coscienza, incapaci di aiutare non solo il prossimo ma anche loro stessi - e chi si scaglia contro la sua problematica rappresentazione della massa in rivolta, spogliata di qualsiasi umanità e ridotta a un’orda di fantocci nelle mani di un potere oscuro.

Sta qui il fascino di Nuevo orden, specchio indecifrabile delle correnti della contemporaneità, cartina tornasole che si presta a letture opposte. Oscillando tra nichilismo e superficialità, assume valore per il modo in cui raccoglie il testimone da altri fenomeni cinematografici recenti. Come Parasite di Bong Joon-ho, o come Joker di Todd Phillips, film premiati ai festival più importanti e poi agli Oscar, e soprattutto opere travolte da una popolarità viscerale, difficile da immaginare al loro debutto sul grande schermo. Forse perché colgono la tensione e l’elettricità del nostro tempo, che ha riscoperto la facilità con cui può nascere un’insurrezione e ne ha moltiplicato i pretesti. Certamente perché hanno al centro quella lotta di classe che mai così assiduamente era stata in prima pagina a livello globale.


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