Favolacce

Film 2020 | Drammatico, +13 98 min.

Anno2020
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata98 minuti
Al cinema154 sale cinematografiche
Regia diFabio D'Innocenzo, Damiano D'Innocenzo
AttoriElio Germano, Tommaso Di Cola, Barbara Ronchi, Giulietta Rebeggiani, Gabriel Montesi, Justin Korovkin Max Malatesta, Aldo Ottobrino, Lino Musella, Cristina Pellegrino, Barbara Chichiarelli, Giulia Melillo, Ileana D'Ambra, Laura Borgioli, Sara Bertelà, Giulia Galiani, Enrico Pittari, Federico Majorana.
TagDa vedere 2020
DistribuzioneVision Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,98 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Fabio D'Innocenzo, Damiano D'Innocenzo. Un film Da vedere 2020 con Elio Germano, Tommaso Di Cola, Barbara Ronchi, Giulietta Rebeggiani, Gabriel Montesi, Justin Korovkin. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2020, durata 98 minuti. distribuito da Vision Distribution. Oggi tra i film al cinema in 154 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,98 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una favola nera che racconta senza filtri le dinamiche che legano i rapporti umani all'interno di una comunità di famiglie, in un mondo apparentemente normale dove la rabbia e la disperazione sono pronte ad esplodere. Il film ha ottenuto 9 candidature ai Nastri d'Argento, Il film è stato premiato al Festival di Berlino,

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Consigliato assolutamente sì!
3,98/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,04
PUBBLICO 3,90
ASSOLUTAMENTE SÌ

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Una favola tanto nera quanto vera. Perché i draghi dell'amoralità si nascondono dove meno ci si aspetta.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 25 febbraio 2020
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 25 febbraio 2020

Una calda estate in un quartiere periferico di Roma. Nelle villette a schiera vivono alcune famiglie in cui il senso di disagio costituisce la cifra esistenziale comune anche quando si tenta di mascherarlo. I genitori sono frustrati dall'idea di vivere lì e non altrove, di avere (o non avere) un lavoro insoddisfacente, di non avere in definitiva raggiunto lo status sociale che pensavano di meritare. I figli vivono in questo clima e ne assorbono la negatività cercando di difendersene come possono e magari anche di reagire.

I fratelli D'Innocenzo, dopo aver offerto al pubblico un film d'esordio (La terra dell'abbastanza) che ha meritato ampiamente tutti i riconoscimenti ricevuti, propongono ora un'opera in cui bisogna immergersi senza essersi dotati di coordinate di sinossi precise, accettando, con una sorta di patto iniziale, non solo di sentirsi raccontare una storia di sofferenza ma di avvertire che la sofferenza stessa tracima dallo schermo.

Gli autori la definiscono, in contrasto con il realismo della loro opera prima, come una favola nera in cui hanno riversato, attraverso la voce di un narratore, il vuoto pneumatico di figure parentali (con in più un docente) che dovrebbero insegnare a vivere ai propri figli mentre invece hanno perduto qualsiasi capacità di positività e di sguardo sul futuro.

La loro vita è fatta di passività (le mogli) o di aggressività verbale (la neo madre) mentre i maschi (chiamarli 'uomini' sarebbe attribuire loro una maturità intellettuale e caratteriale che, ognuno a suo modo, non possiedono) si nutrono di rabbie a stento represse e di velleità machiste. Ma, come insegnava Vittorio De Sica nel 1943 I bambini ci guardano. Come il piccolo Pricò, questi ragazzini sono costretti ad assistere al disfarsi e corrompersi di qualsiasi punto di riferimento. Anche se hanno tutti 10 nella pagella scolastica (magari con un 9 in condotta) quella che potrebbero assegnare ai genitori dovrebbe riempirsi solo di "inclassificabile" che è una valutazione ancora peggiore dello 0. Costretti da ciò che li circonda a comportarsi 'da grandi' (come se quello che i loro modelli familiari propongono significasse esserlo) cercano di individuare una via d'uscita. La troveranno con soluzioni diverse.

I D'Innocenzo ci propongono solo tinte scure e a uno sguardo superficiale si potrebbe pensare che di pessimismo oggi ne circola già abbastanza senza bisogno di ulteriore impegno. Di fatto però non è così. Perché questa più che una favola nera è (ci si perdoni il gioco di parole) una favola 'vera'. Basta leggere le cronache quotidiane per rendersene conto.

E se nelle favole nere non ci sono principi azzurri qui invece ce ne sono ben due. Sono i D'Innocenzo che, concentrando in una sorta di overdose narrativa il negativo sempre più presente nella società contemporanea, anche se con una diffusione a macchia di leopardo, ci vogliono ammonire. Ci ricordano che sempre più spesso i draghi dell'insensibilità e dell'amoralità (travestita da perbenismo di facciata) si annidano in quelle grotte che sono diventate certe abitazioni in cui solo apparentemente c'è tutto ciò che occorre. Questo film è la lancia che utilizzano per aiutarci a prenderne coscienza e ad iniziare a stanarli per poi sconfiggerli.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Una realtà dove la rabbia è pronta ad esplodere.
Overview di Giorgio Crico
lunedì 10 febbraio 2020

Siamo nelle periferie residenziali più isolate di Roma, luoghi in cui la vita scorre quasi piatta e dove tutto sembra normale, tranquillo e sotto controllo. Bruno e Dalila sono sposati e crescono i loro figli preadolescenti nella quiete sonnolenta del quartiere, dove risiedono altri nuclei familiari come il loro, una scuola e tutto ciò che serve per garantire un normalissimo svolgimento della contemporanea vita piccolo/medio-borghese. Un quadro apparentemente placido e rassicurante ma che invece copre una realtà molto più complessa e sul punto di collassare: i figli, diligenti ma crudeli, ripiegati su stessi, infelici e profondamente soli, sono contemporaneamente causa e bersaglio di tensioni personali (e non solo) continue che potrebbero esplodere da un momento all'altro, smascherando le contraddizioni su cui è costruito il tessuto sociale profondamente ipocrita su cui i loro genitori hanno edificato una vita solo superficialmente ideale.

«Il nostro film è una favola dark tra Italo Calvino e Gianni Rodari (...) È un film che sentiamo che può invecchiare facilmente o lo facciamo adesso o mai più».
Damiano e Fabio D'Innocenzo

Violenza psicologica, repressione, rabbia e ipocrisia sono alcuni dei temi principali del nuovo lavoro dei fratelli D'Innocenzo, una coppia di cineasti romani che ha esordito su grande schermo nel 2018 con La terra dell'abbastanza e che ora presentano al pubblico Favolacce, la loro seconda produzione individuale (hanno collaborato con Matteo Garrone alla sceneggiatura del pluripremiato Dogman). Questo secondo film è una storia corale, dove non c'è un vero protagonista ma ben dodici personaggi che possono dirsi principali, come spiegano i D'Innocenzo, e che fanno riferimento a diversi nuclei familiari che compongono una comunità ristretta e asfittica.

/ Per quanto riguarda il cast, il nome di richiamo è senza dubbio quello di Elio Germano, che qui interpreta Bruno Placido ed è l'attore più famoso in assoluto del lotto. Al suo fianco troviamo Barbara Chichiarelli, vecchia conoscenza del pubblico di Suburra - La serie e vista anche in un paio di film degli ultimissimi anni, che veste i panni di Dalila Placido. Altri nomi di spicco sono quelli di Gabriel Montesi, Max Malatesta, Ileana D'Ambra e Giulia Melilio, per un cast composto principalmente da attori di teatro come già dichiarato dai due registi in tempi non sospetti.

FAVOLACCE
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 15 maggio 2020
LUCIANO SIBIO

Cos'è il realismo nell'arte ? è quel filone artistico per cui si spiega la realtà utilizando la realtà stessa come linguaggio veicolante.Diciamo che il neorealismo italiano nel cinema risponde proprio a questo canone stilistico. Ecco questo film,ancor più di M. Garrone e del vecchio e glorioso neorealismo italiano,questa ricerca l'ha approfondita in maniera [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 maggio 2020
stefano capasso

Nella torrida estate della periferia romana una piccola comunità di vicini si incontra per trascorrere insieme momenti di svago. Li accomuna il fatto di avere dei figli adolescenti che frequentano la stessa scuola. Dietro un apparente clima di cordialità si nascondono le tensioni dei singoli individui e dei gruppi famigliari che finiscono per avere i ragazzi come capro espiatorio.

giovedì 28 maggio 2020
beppe65

Posso dire che il film non mi è piaciuto senza passare per un incompetente? Bene, lo dico, perché questo film ha esattamente tutto quello che non mi piace di un film. Non mi è piaciuta la regia, davvero lenta e spezzettata, frammenti di famiglie che si fa fatica a seguire, non mi sono piaciuti i dialoghi, davvero insignificanti e inframmezzati da silenzi troppo lunghi che conciliano [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 maggio 2020
marione

So di essere una voce fuori dal coro, ma non mi è proprio piaciuto per niente. Girato malissimo, la telecamera grida vendetta per come è stata umiliata e martoriata, la storia è inutile e noiosa, non c'è alcun significato degno di nota, i dialoghi a volte non si percepiscono con un volume basso, veloci in accentuato romanesco.

venerdì 29 maggio 2020
V.Zera

Orso d'oro a berlino, 9 candidature ai nastri, tutto meritato per questo capolavoro italiano. Finalmente un film che non si accontenta di raccontare quello che sappiamo già. Cast stellare, miglior film dell'anno fino a adesso.

venerdì 29 maggio 2020
foffola40

I due registi nuotano (vedi anche la terra dell'abbastanza) nel momdo esistente del degrado dell'umanità siano adulti o giovani è lo stesso nessun barlume: solo istinti, brutalità, paolacce cattive: Le botte di Elio Germano al figlio Denis mi sono rimaste negli occhi pari a quelle dei poliziotti americani contro i neri. Le riprese sono anche efficaci e la musica adatta [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 maggio 2020
pietro deluca

Non ci troviamo in una periferia problematica ma in un contesto suburbano abbastanza variegato seppur piccolo, chiuso e soffocante; uno scenario ibrido tra Desperate Housewives e la Dogville di Lars Von Trier dove si sperimenta un narrazione american gothic in un contesto italianissimo.  Favolacce non è dunque solo una fiaba dark contemporanea ma un malessere, una critica, un’espressione [...] Vai alla recensione »

domenica 24 maggio 2020
Paola

Stilisticamente perfetto, e di sicuro impegnato nella denuncia di una società gretta e consumistica, con attori aderentissimi alla realtà tanto che non sono riuscita a capire mezza parola del romanesco (forse ci vogliono i sottotitoli), per me il film manca di una leggerezza che ne farebbe si un grande film. I bambini bravi seri e composti son già morti prima della fine.

domenica 24 maggio 2020
Andrea Pilotti

Ieri ho visto Favolacce, un film che arriva dritto come un pugno allo stomaco, non per tutti, sicuramente non adatto a chi vuole vedere un film per distrarsi. Lo stile narrativo è quello di una favola raccontata in terza persona, la sostanza è un'umanità rabbiosa che vive permeata dalla disperazione, il nichilismo materialista ha oramai consumato le anime, fino a togliere ogni [...] Vai alla recensione »

domenica 24 maggio 2020
GiorgiaPiricci

Visto due volte in due giorni! La seconda volta ti stupisce ugualmente nonostante già si conosca l'epilogo... Ancora meglio. Ho letto e ascoltato favolacce paragonato a Polanski e Lynch ed è vero... senza spoiler però! Consigliatissimo

venerdì 22 maggio 2020
Felicity

Un prodotto di difficile fruizione che attrae e allontana allo stesso tempo e che lascia quel senso di vuoto e amarezza che solo i grandi autori riescono ad imprimere ai loro titoli. Storia corale di una piccola borghesia di un villaggio laziale dove serpeggia una rabbia sopita, un malessere sotterraneo. Una minaccia silenziosa avanza tra villette bifamiliari che sono un non luogo, potrebbe essere [...] Vai alla recensione »

domenica 24 maggio 2020
francescofacchinetti

Eh sì, they did it again, anzi, they did it better.“Favolacce” è un pugno, è un urlo, è crudo ma elegante come solo il bel cinema sa essere.I Fratelli D’Innocenzo tornano dopo 2 anni da “La Terra Dell’Abbastanza” e cambiano le regole del gioco parlando a cuore aperto come quasi nessuno ormai fa più.Il pugno è per tutti quelli che di solito si girano dall’altra parte, che nel loop angosciante delle [...] Vai alla recensione »

sabato 23 maggio 2020
GiorgiaPiricci

Film non per deboli di cuore. Mi è stato consigliato e a mia volta lo consiglio. Come mostrare la realtà emozionando come se fossimo davanti a un film di fantascienza. Attori, regia, colori, tutto a regola d'arte. Mai visto un film italiano così! Forse c'è lo zampino della Svizzera che infatti ha prodotto il film chissà! Cinque stelle, capolavoro, consigliatelo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 maggio 2020
Rossella

Sensazionale film che non sembra affatto provenire dall'Italia. Coraggioso e giovane, brutale ma poetico e finalmente senza mode alla quale rispondere. Una gemma (unico peccato, non essere uscito al cinema per il coronavirus...) Vivamente consigliato a tutti i padri...

martedì 19 maggio 2020
Marco Rebeggiani

Bello. Molto bello.Impossibile starne alla larga!!

venerdì 15 maggio 2020
Marco Rebeggiani

E' davvero un capolavoro. Ogni scena ritrae una sfaccetatura della società. Anche quando sembrano superflue, il contrasto con ciò che segue ti spiega il dubbio che avevi e così le scene si rincorrono in un walzer senza fine che si avvita sul tempo che scorre sempre più veloce. Alla fine hai i battiti a 1000...e non te ne sei nemmeno accorto.

venerdì 15 maggio 2020
Marco Rebeggiani

Film meraviglioso, Cast da candidatura. Grandi e piccoli. Da vedere. Tutto d'un fiato e fino in fondo.

giovedì 14 maggio 2020
Samuele Rossoni

Come faccio a non amre follemente un fim che cita il cinema di Fellini (la bidella incinta è chiaramente ispirata alla tabaccaia di Amrcord, è evidente quando mostra il seno) e l’estetica al neon di Refn (la scena dell’uscita dal cinema). I fratelli D’Innocenzo hanno fatto un film che si può guardare e riguardare, e ogni volta è possibile estrapolare una singola scena su cui riflettere.

Frasi
...10
...10
...10
ehm...
comportamento...9
(Giulietta Rebeggiani)
dal film Favolacce - a cura di mskyway
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 10 maggio 2020
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Una fiaba nero pece illustrata da una Diane Arbus del nuovo millennio. Una storia di ordinaria disumanità che potrebbe venire da una delle mille "suburbia" del nostro mondo (ex) opulento, ma sta benissimo anche tra le villette di Spinaceto, quartiere satellite capitolino. Un mosaico di vite annientate dall' indifferenza, dall' ignoranza, dal crollo di ogni identità collettiva, in cui il ruolo degli [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 maggio 2020
Emiliano Morreale
La Repubblica

Presentato all' ultima Berlinale, dove ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura, quello dei gemelli D' Innocenzo è il miglior film italiano della stagione insieme a Martin Eden di Pietro Marcello, da lunedì direttamente sulle piattaforme on demand. Una voce narrante, con accento romano ma toni letterari, legge il diario di una bambina. "Quanto segue è ispirato a una storia vera.

martedì 19 maggio 2020
Furio Spinosi
Cinemonitor.it

Come un fulmine a ciel sereno, in piena quarantena e tutte le sale cinematografiche chiuse e poche uscite realmente interessanti nel panorama della Nuova frontiera digitale, arriva su varie piattaforme di video on demand "Favolacce", il secondo film diretto dai fratelli D'Innocenzo. I due cineasti romani decidono di ambientare un surreale affresco di storielle su famigliole disfunzionali, in quella [...] Vai alla recensione »

domenica 17 maggio 2020
Filiberto Molossi
Ombre Mosse

«Quanto segue è ispirato a una storia vera. La storia vera è ispirata a una storia falsa. La storia falsa non è molto ispirata». È doloroso ammetterlo: ma non c'è film che racconti meglio il momento (e il Paese) di questo. Che coglie perfettamente l'ordinaria mostruosità della nostra epoca, di cui non risparmia nemmeno i dettagli, fossero anche i denti storti, la cellulite, il sudore.

sabato 16 maggio 2020
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

La finta del manoscritto ritrovato funziona sempre bene, del resto son secoli che la riciclano. Bisogna riconoscere che in "Favolacce" (altro film nuovo di zecca dirottato in streaming per l'emergenza) la variazione è ingegnosa. Finge la continuazione del diario di una bambina, scritto con la penna verde e lasciato a metà (lo sguardo infantile sui grandi è sempre premiante, i bambini non smettono mai [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 maggio 2020
Goffredo Fofi
Internazionale

Due giovani gemelli romani, Damiano e Fabio D'Innocenzo, hanno esordito alla regia nel 2018 con La terra dell'abbastanza. Film stupendo per l'originalità dello sguardo, per il talento e per il coraggio con cui i due fratelli affrontavano un ambiente poco raccontato come quello di una piccolissima borghesia romana (italiana) di oggi. In una periferia non miserabile, due giovani si fanno delinquenti [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 maggio 2020
Marco Lodoli
Il Venerdì di Repubblica

Fabio e Damiano D' Innocenzo, fratelli gemelli nati a Tor Bella Monaca, Roma, sono ambiziosi, inventivi, audaci. Il loro primo film, La terra dell' abbastanza, era di sicuro un buon esordio, ma ancora legato a quelle tematiche della marginalità che hanno spopolato in questi ultimi anni: muraglie di palazzoni, adolescenti senz' arte né parte, delinquenza onnivora che abbraccia e inghiotte la vita dei [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 maggio 2020
Tatiana Tascione
Cinequanon

Quanto segue è ispirato a una storia vera, la storia vera è ispirata a una storia falsa, la storia falsa non è molto ispirata. Con le parole recitate da Max Tortora, un narratore che non vedremo mai nel corso del film, si apre il sipario sulla favolaccia raccontata dai fratelli D'Innocenzo che, fieri, stringono tra le mani l'Orso d'Argento per la miglior sceneggiatura aggiudicatosi alla 70ma edizione [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 maggio 2020
Serena Nannelli
Il Giornale

"Favolacce" è il secondo film dei gemelli Fabio e Damiano D'Innocenzo, cineasti romani che esordirono due anni fa col folgorante "La terra dell'abbastanza" ed è appena uscito sulle principali piattaforme di streaming. Premiato a Berlino per la miglior sceneggiatura, è un titolo d'indubbia audacia, un noir suburbano ambientato nella provincia romana in cui si racconta d'individui accomunati dal vivere [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 maggio 2020
Maurizio Acerbi
Il Giornale

La domanda che sorge spontanea, tra chi mastica di cinema d' autore, è dove potranno arrivare i fratelli D' Innocenzo. Perché se dopo il folgorante esordio de La terra dell' abbastanza, ti confezionano, come secondo film, una pellicola ancora più bella, matura, sapientemente scritta (Orso d' argento per la migliore sceneggiatura al Festival di Berlino) e diretta dai due talentuosi gemelli cineasti [...] Vai alla recensione »

martedì 12 maggio 2020
Gianni Canova
We Love Cinema

La reticenza. È questo il registro linguistico ed espressivo scelto dai fratelli Damiano e Fabio D'Innocenzo per questo loro lungometraggio (il secondo, dopo l'esordio con La terra dell'abbastanza), presentato con successo al Festival di Berlino dove ha ottenuto il premio per la miglior sceneggiatura. Reticenza non significa cautela e neanche riserbo.

martedì 12 maggio 2020
Mauro Gervasini
Film TV

Si tramanda una leggenda, sui colli di Roma. Un giorno, anzi una sera sul tardi, Damiano e Fabio D'Innocenzo, gemelli allora pischelli, entrarono in una rosticceria (un kebabbaro, una pizzeria d'asporto: qui la tradizione orale diversifica) dove riconobbero in attesa Matteo Garrone. Decisero d'importunarlo finché il regista non diede loro retta, e ascoltò con crescente interesse una bizzarra idea per [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 maggio 2020
Piero Zardo
Internazionale

Ultimamente leggo molte favole, come minimo due al giorno. Ci sono re e principesse, ma ci sono anche tanti poveri. Contadini, mugnai, taglialegna condannati dalla miseria. E ci sono i bambini che diventano vittime, merci di scambio, oggetti del desiderio, se non addirittura carne da macello. Le case editrici di oggi tagliano, riscrivono ed edulcorano questi racconti popolari svuotandoli della loro [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 maggio 2020
Valerio Caprara
Il Mattino

È normale che i cineasti non abbiano previsto l' attuale situazione, ma non si può fare a meno di notare che la comparsa nel magma delle piattaforme tv a pagamento di nuovi titoli italiani potrebbe contribuire ad assestare altre randellate al morale già barcollante dei connazionali. Constatazione semplicistica eppure inoppugnabile che emerge dalla quasi contemporanea messa in rete di film molto attesi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 aprile 2020
Giona A. Nazzaro
Rumore

Rispetto al pur ottimo La Terra Dell'Abbondanza, sempre presentato a Berlino, il nuovo Favolacce rappresenta un autentico salto quantico per i fratelli D'Innocenzo. Sembra che siano trascorsi decenni in termini di maturità e consapevolezza filmica ma siamo solo al secondo film. Se poniamo in prospettiva una tale esponenziale maturazione, non ci sono limiti al livello qualitativo che potranno raggiungere [...] Vai alla recensione »

sabato 29 febbraio 2020
Monia Manzo
Close-up

Dopo il loro primo lungometraggio La terra dell'abbondanza, che ha riscosso un notevole successo ed era stato presentato proprio qui a Berlino nella sezione "Panorama" nel 2018, i due giovani registi, classe 1988, Damiano e Fabio D'Innocenzo, fratelli gemelli, inseparabili nella vita e sul set sono arrivati con una consapevole maturità anche a questa loro opera seconda, Favolacce.

giovedì 27 febbraio 2020
Francesco Ruzzier
Cineforum

La caratteristica più sorprendente de La terra dell'abbastanza era l'assoluta coerenza stilistica e tematica con cui gli esordienti Fabio e Damiano D'Innocenzo erano riusciti a mettere in scena il sacrificio di due vergini alla periferia di una grande città. I primissimi piani quasi asfissianti riuscivano ad accompagnare per mano i personaggi nella discesa verso un inevitabile baratro, dando costantemente [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 febbraio 2020
Massimo Causo
Duels.it

Villette a schiera, l'estate torrida, i giardini sonnecchianti delle case in vacanza, famiglie disadattate all'immobilità della controra esistenziale in cui galleggiano, apparentemente sazie, corpi morti di un mondo che soddisfa solo l'insoddisfazione dei viventi. Padri frustrati e violenti, madri annoiate e indolenti, figli pressati e indifferenti.

mercoledì 26 febbraio 2020
Cristina Piccino
Il Manifesto

Nella classifica quotidiana redatta dalla rivista «Screen» coi voti di alcuni giornalisti della stampa internazionale al primo posto tra i titoli in gara per l'Orso d'oro per ora c'è Undine, il magnifico film di Christian Petzold, e all'ultimo Siberia di Abel Ferrara, detestato persino più del terribile svizzero Little Sister la cui scelta in concorso si deve probabilmente alla presenza di Nina Hosse, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 febbraio 2020
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

"Quanto segue è ispirato a una storia vera. La storia vera è ispirata a una storia falsa. La storia falsa non è molto ispirata". Si divertono a confondersi (e confonderci) tra le parole Damiano & Fabio D' Innocenzo, ma se c'è qualcosa di ispirato è proprio il loro talento, che in Favolacce trova una luminosa conferma. Al punto da far schizzare i consensi di una Berlinale pronta a riaccoglierli - e [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 febbraio 2020
Ilaria Feole
Film TV

"Lo so, volevate una storia realistica", dice beffardo il narratore di Favolacce, che partendo dal diario interrotto di una bambina imbastisce per lo spettatore il racconto dell'estate grottesca di un quartiere nella periferia romana. I gemelli D'Innocenzo calcano la mano sulla natura respingente di un campionario di miserabili: avidi e violenti, invidiosi e ipocriti, brutti, sporchi e cattivi, i genitori [...] Vai alla recensione »

martedì 25 febbraio 2020
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

La terra non è più dell'abbastanza, non è più media, ma mediana, interseca l'abbondanza e la mancanza. E' una terra di villini familiari e sconosciuti insieme, in cui la crisi è quotidiana, ovvero non è crisi. All'opera seconda, i fratelli Damiano e Fabio D'Innocenzo non se la raccontano più, come nel pur pregevole esordio La terra dell'abbastanza (2018), ma ci sbattono in faccia le loro, ovvero le [...] Vai alla recensione »

martedì 25 febbraio 2020
Aldo Spiniello
Sentieri Selvaggi

Ancora una volta la periferia romana, da Spinaceto a Casal Bruciato. Ma non i soliti casermoni, con le desolanti stese di cemento. Qua è roba di villini monofamiliari, di bei salotti, verande, giardini e cene all'aperto, piscine gonfiabili. Il che vuol dire che si tratta di vite tutto sommato agiate, nonostante anche qui le difficoltà non manchino, soprattutto sul piano psicologico e dei rapporti. Vai alla recensione »

martedì 25 febbraio 2020
Raffaele Meale
Quinlan

Una favola nera che racconta senza filtri le dinamiche che legano i rapporti umani all'interno di una comunità di famiglie, in un mondo apparentemente normale dove la rabbia e la disperazione sono pronte ad esplodere. Cosa sono le favolacce, se non il racconto quotidiano di un'esistenza priva di scopo, di ragione, perfino di direzione? Se le possono raccontare tra loro i bambini sottovoce, la notte [...] Vai alla recensione »

martedì 25 febbraio 2020
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

In una periferia romana, in villini a schiera, vivono alcune famiglie piccolo borghesi, che trascorrono la giornata in cerca di soddisfazioni personali che riempiano la vita, ma in realtà nascondendo malesseri e fallimenti. I figli, spesso ancora bambini, covano sempre più uno stato d'animo di distacco, quando non di ribellione. Nelle pieghe di una infelicità strisciante, scoppiano le tragedie.

NEWS
NEWS
lunedì 25 maggio 2020
 

I fratelli D’Innocenzo inaugureranno in diretta la piattaforma domani alle 20. Vai all’articolo »
 

TRAILER
lunedì 4 maggio 2020
 

Regia di Fabio D'Innocenzo, Damiano D'Innocenzo. Un film con Elio Germano, Tommaso Di Cola, Giulietta Rebeggiani, Gabriel Montesi, Justin Korovkin. Dall'11 maggio direttamente in digitale. Guarda il trailer »

VIDEO RECENSIONE
lunedì 18 maggio 2020
A cura della redazione

Una calda estate in un quartiere periferico di Roma. Nelle villette a schiera vivono alcune famiglie accomunate da un disagio che tentano di mascherare. I figli cercano di difendersi come possono, e magari anche di reagire.

BERLINALE
sabato 29 febbraio 2020
 

Alla loro opera seconda, i fratelli Fabio e Damiano D'Innocenzo si aggiudicano il prestigioso premio della 70esima Berlinale. Vai all'articolo »

BERLINALE
martedì 25 febbraio 2020
Giancarlo Zappoli

Una denuncia del vuoto pneumatico di genitori e figure guida. In Concorso all Berlinale e dal 16 aprile al cinema. Vai all'articolo »

OVERVIEW
lunedì 10 febbraio 2020
Giorgio Crico

Un mondo dove la rabbia e la disperazione sono pronte ad esplodere. In Concorso alla Berlinale e prossimamente al cinema. Vai all'articolo »

POSTER
giovedì 30 gennaio 2020
 

C'era una volta una favola nera, ambientata nella periferia sud di Roma, tra la malinconica litoranea brutalmente costruita ed una campagna che è stata palude. Una piccola comunità di famiglie, i loro figli adolescenti, la scuola.

NEWS
mercoledì 29 aprile 2020
 

Una favola nera che racconta senza filtri le dinamiche che legano i rapporti umani all'interno di una comunità di famiglie. Vai all'articolo »

TRAILER
giovedì 30 gennaio 2020
 

Regia di Fabio D'Innocenzo, Damiano D'Innocenzo. Un film con Elio Germano, Tommaso Di Cola, Giulietta Rebeggiani, Gabriel Montesi, Justin Korovkin. Guarda il trailer »

BERLINALE
mercoledì 29 gennaio 2020
Tommaso Tocci

L'edizione 2020 del Festival di Berlino è molto attesa, non soltanto perché segna l'anniversario dei settant'anni dell'appuntamento di punta del territorio tedesco, ma anche perché è la prima del nuovo Direttore Artistico, l'italiano Carlo Chatrian che [...]

winner
miglior scenegg.ra
Festival di Berlino
2020
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