The True History of the Kelly Gang

Film 2019 | Biografico, Drammatico, 124 min.

Regia di Justin Kurzel. Un film con George MacKay, Essie Davis, Nicholas Hoult, Dacre Montgomery, Russell Crowe. Cast completo Genere Biografico, Drammatico, - Australia, 2019, durata 124 minuti. distribuito da Adler Entertainment. - MYmonetro 2,50 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Peter Carey arrivato in Italia con il titolo "La ballata di Ned Kelly". Al Box Office Usa The True History of the Kelly Gang ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 33,6 mila dollari e 9,8 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,50/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,00
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Il western glam di Justin Kurzel fluttua in una spirale di violenza senza avere l'aria di toccarla.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 25 novembre 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 25 novembre 2019

Australia, 1867. Ned Kelly è un bambino nel mezzo del nulla dove la madre vende il suo corpo per denaro e il padre sta a guardare. È un'infanzia brutale la sua, spesa su una terra arida e venduta a un bandito ubriacone che ha deciso di farne un uomo. Rientrato cresciuto (e vissuto) in seno alla famiglia qualche anno dopo, Ned deve decidere che tipo d'uomo vuole diventare. Provocato da un poliziotto pappone e da una madre che ama visceralmente, il ragazzo sposa la 'causa irlandese' contro il nemico inglese. Ribelle 'in gonnella', finirà con il collo spezzato e nemmeno un rimpianto.

Non è la prima volta che Justin Kurzel racconta le vicende che hanno traumatizzato l'Australia.

Snowtown, film d'esordio, ricostruiva il background familiare e sociale da cui nascevano negli anni Novanta i crimini di John Bunting, un serial killer ossessionato dalla volontà di 'sbarazzare' il paese dai pedofili e da tutto quello che considerava perverso. Con True History of the Kelly Gang, l'autore australiano si spinge più indietro nel tempo e pesca nella leggenda di una terra che gli inglesi trasformarono in luogo di 'concentrazione criminale'. Radicati nello stesso territorio, i due film condividono il racconto della progressiva influenza dei 'cattivi padri' su un'adolescenza fragile.

Orlando Schwerdt e George MacKay, che incarnano due stagioni della vita del protagonista, soccombono alla seduzione del male, generato da un mondo da cui ogni orizzonte e ogni prospettiva sembrano irrimediabilmente spariti. Un universo dove nemmeno l'idea di una differenza tra bene e male ha giurisdizione. A un padre irlandese e galeotto, deportato nella colonia di sua maestà britannica, fa eco una madre tossica (Essie Davis) al cui spettro Ned Kelly, fuorilegge col vizio del bestiame e delle banche, non riesce a fuggire, cercandola dietro le donne che ama e sacrificandole letteralmente la vita.

La principale qualità del film (e del cinema) di Justin Kurzel (Macbeth, Assassin's Creed) è senza dubbio la capacità di superare il naturalismo (la descrizione di un gruppo sociale marcato dal determinismo) grazie a un senso della fatalità, una maniera di introdurre la tragedia in una trivialità umana che sfiora sovente l'abiezione. È alla forza innegabile, spesso insostenibile, della sua messa in scena e a un dosaggio particolarmente riuscito tra il tempo indifferente e monotono della cronaca sociale e quello epico del crimine che il film deve la sua alchimia.

Come nelle opere precedenti, Justin Kurzel dimostra un talento singolare nel piazzare naturalmente la violenza in un quotidiano tribale di 'periferia' o di corte, in una relazione morbosa moglie-marito, padre-figlio o madre-figlio. True History of the Kelly Gang sembra fluttuare in una spirale di violenza e Kurzel filmare quella 'macelleria familiare' senza avere l'aria di toccarla.

La "maniera australiana", predicata dallo psicopatico di Snowtown, contagia l'estetica dell'autore, che aveva fatto del "mondo pieno di strepiti e furore" shakespeariano (Macbeth) una trance visiva. Il regista eccelle nella descrizione di una classe indigente imbruttita dall'alcolismo e dall'ignoranza, incapace di resistere alla persuasione e al richiamo del male, a cui si aggiunge a questo giro bestiale la tensione etnica (irlandesi vs inglesi) e quella sociale (classe dominante vs classe 'criminale'). In un mare di violenza nel mezzo di terre deserte e disertate, l'umanità sembra costantemente ridursi, depositandosi sul fondo dei bicchieri che scola Russell Crowe, mentore bandito di Ned che ci ricorda quanto 'pesi' la sua assenza sullo schermo.

Diviso in tre capitoli (Boy, Man, Monitor) True History of the Kelly Gang è un cavallo pazzo lanciato contro la tirannia del colonialismo britannico, la cavalcata punk di una gang eccentrica che contesta l'autorità a colpi di (sex) pistols e dentro abiti femminili. Come in Macbeth la follia continua a mormorare anche quando il testo tace, prolungando in una risonanza senza forma le frasi avvelenate che la madre di Ned sussurra come Lady Macbeth all'orecchio del figlio. È una follia contagiosa che non lascia in pace nessuno, quelli che dominano e quelli che sono dominati. Alle origini della tragedia c'è un complesso di Edipo che uccide il padre, rende il figlio permeabile alle ingiunzioni della madre e alimenta la loro relazione mortifera.

George MacKay, bandito allucinato che è necessario uccidere perché si instauri la legge e si compia il mondo moderno, è in lotta con l'oscurità dove cova un candore interiore e un fanciullo segreto che crede al potere dei racconti. Il suo rivale accanito è Nicholas Hoult che 'sporca' il leggendario sguardo blu e sa bene che l'ambiguità del suo agente non passa per le parole. Tra omoerotismo e virilità armata, tra gesti esasperati in attesa dell'impatto e azioni esacerbate dalla velocità artificiale, il western glam di Justin Kurzel romanza la vita e i crimini di Ned Kelly, ribelle agli antipodi della legge nell'Australia del XIX secolo.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 24 novembre 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

La storia di Ned Kelly, mito della controcultura australiana, che si opponeva con la sua banda, in abiti femminili, all'esercito inglese nel XIX secolo diventa un melò-western dalle tinte forti e poco controllate, intriso di estremizzazione psicologiche e scontri urlati, con una sottotraccia omosessuale, che resta sospesa. Finale sguaiato, in un film dove la ferocia dei sentimenti e delle azioni divora [...] Vai alla recensione »

domenica 24 novembre 2019
Marco Bolsi
Sentieri Selvaggi

Justin Kurzel ancora una volta si avvicina a una materia preesistente, in questo caso storica e letteraria - il romanzo omonimo di Peter Carey -, per raccontare la parabola del criminale australiano Edward "Ned" Kelly (George MacKay), figura che nel corso del tempo (la vicenda è ambientata nella seconda metà dell'Ottocento) ha conquistato per alcuni connazionali un'aura mitica: quella di fuorilegge [...] Vai alla recensione »

sabato 23 novembre 2019
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

Si può tenere insieme Peter Weir e Rob Zombie? Certo che no, e qualcuno lo dica a Justin Kurzel, regista e sceneggiatore australiano classe 1974, in carnet qualche boiata nemmeno pazzesca, vale a dire Macbeth (2015) e Assassin's Creed (2016). Tornando in patria per cantare il mito del Jessie James aussie Ned Kelly, già al cinema nel 1970 con Mick Jagger e la regia di Tony Richardson e nel 2003 con [...] Vai alla recensione »

NEWS
TORINO FILM FESTIVAL
lunedì 25 novembre 2019
Marzia Gandolfi

Versione romanzata della cavalcata di Ned Kelly, ribelle agli antipodi della legge. Presentato al TFF.  Vai all'articolo »

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