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Spider-Man: Far from Home, tecnologia e società dell’immagine

L'ultimo film della Marvel sembra aprire una forte riflessione sulla nostra contemporaneità. Al cinema.
di Giuseppe Fadda, Vincitore del Premio Scrivere di Cinema

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Tom Holland (23 anni) 1 giugno 1996, Kingston upon Thames (Gran Bretagna) - Gemelli. Interpreta Peter Parker / Spider-Man nel film di Jon Watts Spider-Man: Far From Home.
lunedì 15 luglio 2019 - Scrivere di Cinema

Spider-Man: Far from Home (guarda la video recensione), seguito di Homecoming (guarda la video recensione) ma direttamente collegato alle vicende di Avengers: Endgame (guarda la video recensione), è stato generalmente apprezzato dalla critica, che lo ha definito "un allegramente imprevedibile misto di teen romance e film d'azione di supereroi" (Rotten Tomatoes). Ed effettivamente Spider-Man: Far from Home segue proprio questi due filoni: da un lato, le simpatiche vicende sentimentali di Peter Parker (Tom Holland), che vorrebbe dichiararsi a MJ (Zendaya) durante una gita scolastica in Europa; dall'altro, le imprese di Spider-Man, che, spalleggiato da Nick Fury (Samuel L. Jackson) e dal misterioso Quentin Beck a.k.a. Mysterio (Jake Gyllenhaal), deve fronteggiare la minaccia degli Elementali, creature mostruose composte dai 4 elementi fondamentali. Ma il film è percorso, lateralmente, da un altro tema, che non emerge mai prepotentemente all'interno della trama ma che fa da invisibile filo conduttore a molte delle vicende: quello di una società contemporanea fortemente basata sull'immagine. Non si può certamente parlare di una denuncia sociale, ma sono molti gli spunti di riflessione che Spider-Man: Far from Home offre in questo senso.

La tecnologia è un elemento fondamentale non solo della saga di Spider-Man ma della quasi totalità dei comic movies. Ed è centrale anche in questo specifico capitolo, ma è forse vista attraverso un'ottica più chiaroscurale.
Giuseppe Fadda, Vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Se essa gioca un ruolo chiave nell'eventuale vittoria dell'eroe, è anche estremamente pericolosa nelle mani di coloro che intendono usarla per prevaricare e distruggere. Ma non solo: anche una persona ben intenzionata ma inesperta come Peter può farne un uso discutibile, come quando consegna un potentissimo strumento a una persona che si rivelerà non essere degna di fiducia, o come quando mette involontariamente a rischio la vita dei suoi compagni di classe, dando un comando sbagliato alla sua I.A. nel tentativo di infiltrarsi nel cellulare di uno di loro.

L'illusione, esemplificata dal personaggio di Mysterio, è un elemento del film che si collega direttamente a questa tematica, e non solo perché le avventure del protagonista, in questo capitolo, si collocano in uno spazio a metà tra la realtà e l'ologramma. Lo stesso Mysterio afferma che nella società contemporanea "tutti credono a tutto" e, al tempo stesso, "ti ascoltano solo se indossi un mantello".


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