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Sorry We Missed You, Ken Loach: «il lavoro in franchising? È tutto un grande imbroglio»

Il regista parla a MYmovies del suo nuovo film, delle sue idee sulla sinistra britannica e sulla Brexit, ma anche su quanto di buono ci sia ancora nella società. Dal 2 gennaio al cinema.
di Paola Casella

Sorry We Missed You

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Ken Loach (84 anni) 17 giugno 1936, Nuneaton (Gran Bretagna) - Gemelli. Regista del film Sorry We Missed You.
giovedì 19 dicembre 2019 - Incontri

Se mettessimo in fila tutti i suoi film ci troveremmo davanti ad un universo dalle mille facce intente a raccontare una storia collettiva di dignità umana a confronto con lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e con le dinamiche economiche che stritolano gli individui.

Ken Loach è la persona più mite e gentile del mondo, ma le canta chiare e punta il dito verso chi abusa del proprio potere e decide delle vite degli altri senza scrupoli.
 

L'ultimo film di Ken Loach, Sorry We Missed You, accende i riflettori sul lavoro in franchising raccontando la storia di Ricky, un padre di famiglia che, perso il lavoro nell’edilizia, cerca di reinventarsi come corriere e di gestire la sua nuova attività come membro “indipendente” di un gruppo, per scoprire che la nuova schiavitù passa anche dall’illusione di diventare padrone di te stesso.
Paola Casella, MYmovies.it

Intanto devi procurarti gli strumenti di lavoro secondo le loro regole…
È il modo contemporaneo di trasferire ogni responsabilità sulle spalle del lavoratore: il mio protagonista è costretto a comprarsi il furgone delle consegne dalla compagnia, ma mentre le sue entrare sono variabili, le rate del furgone arrivano implacabili, a scadenze fisse. E se provi a rivenderlo, il valore del furgone è già sceso, e non recuperi nemmeno l’investimento. 

Così, per pagare le rate, lavori giorno e notte.
Sì, come il criceto sulla ruota. Chi è giovane, e fortunato, forse ce la fa, ma chi è adulto e ha famiglia riesce a malapena a tenere la testa fuori dall’acqua, e non può mantenere i normali rapporti famigliari.

Però ti dicono che sei un imprenditore, e danno nomi nuovi e creativi a questi lavori sfiancanti e spesso umilianti.
Fa parte dell’imbroglio: chiamano le cose con il nome opposto a ciò che veramente sono. Così Ricky diventa “proprietario di franchise” quando in realtà è solo un autista sotto schiaffo. Anche i mass media hanno una grande responsabilità in questo senso: programmi come "The Apprentice" – il cui protagonista in America era Donald Trump, non dimentichiamolo - indottrinano il pubblico a credere che chiunque possa diventare un grande imprenditore: anzi, che chiunque possa fare qualsiasi cosa, basta crederci! È una grandissima cazzata per dare l’illusione di una mobilità sociale che nella realtà non esiste, e far passare alla gente normale la voglia di combattere le diseguaglianze e la crudeltà che le caratterizza.

La crudeltà sociale è uno dei suoi temi ricorrenti.
È vero, ma c’è anche tanta solidarietà: c’è il volontariato, ci sono le ONG, la compassione individuale. È a livello governativo che regnano le divisioni. Nel Regno Unito 130mila bambini hanno trascorso lo scorso Natale in alloggi temporanei, e quest’anno sarà anche peggio.

Pensa che la situazione migliorerà dopo la Brexit?
No, peggiorerà sicuramente. Oggi i lavoratori devono vedersela con le regole assurde dell’Unione Europea, ma con la Brexit Boris Johnson e la sua gang avranno le mani libere per fare anche di peggio. Ad esempio si permetterà agli agricoltori di abbassare le loro restrizioni sanitarie per produrre alimenti a basso costo che i medio e altoborghesi non mangeranno, ma che riempiranno di antibiotici le classi più povere. E quegli agricoltori non potranno più esportare in Europa i loro prodotti, perché non saranno più all’altezza degli standard europei.

Anche la moglie del protagonista, che fa l’infermiera a domicilio, vive sotto schiaffo.
Sì, perché ha una coscienza, e se le danno venti minuti per pulire il didietro di un anziano lei ce ne mette il doppio per non lasciare una persona in condizioni meno che dignitose. Così poi le tocca correre al lavoro successivo, e non ha più tempo per fare le cose con calma.


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In foto una scena del film Sorry We Missed You.
In foto una scena del film Sorry We Missed You.
In foto una scena del film Sorry We Missed You.
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