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Piccole donne: personaggi dall'inesauribile ambizione ispirati a Elena Ferrante

Un film attuale sul lato buono e lungimirante della disobbedienza. Al cinema.
di Sara Gelao, Vincitrice del Premio Scrivere di Cinema

Piccole donne

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Saoirse Ronan (25 anni) 12 aprile 1994, Ardattin (Gran Bretagna) - Ariete. Interpreta Jo March nel film di Greta Gerwig Piccole donne.
mercoledì 15 gennaio 2020 - Scrivere di Cinema

Guardando Piccole donne (guarda la video recensione) assistiamo ad una costellazione di accorati exploit di personaggi che a gran voce decantano la libertà individuale, che scalfiscono limiti di genere e luoghi comuni dettati dalla società, che fanno dei loro intimi tormenti viscerale linfa artistica. Notti insonni si succedono tutte allo stesso modo: dita nere d'inchiostro versato a lume di candela. L'inchiostro della penna di Jo fluisce irrefrenabile e instancabile la sua mano continua a macchiare la carta di vita. Una vita che si fa parola e una parola che vuole farsi vita.

Ecco dunque uno dei leitmotiv del film: l'ambizione, quella slegata dai suoi compromessi. Un'ambizione talvolta sfrontata ma intimamente sincera, che risulta prerogativa di quasi tutti i personaggi, seppur affamati di cose diverse.
Sara Gelao, Vincitrice del Premio Scrivere di Cinema

Piccole donne ci mostra il lato buono e lungimirante della disobbedienza dettata dall'inesauribile ambizione, quello che animato da passione si destreggia fra acque controcorrente avvicinando mete agognate. Un concetto che risuona all'unisono con molte storie portate sul grande schermo, soprattutto se si restringe il campo alle questioni di genere. È il caso del recente Una giusta causa, dove una donna si batte per diventare avvocato ed essere apprezzata come tale in un'università di quasi solo uomini. E ancora potrebbe balenarci in mente un altro titolo americano come il campione d'incassi The Help, in cui una donna dei primi anni sessanta accantona tradizionali life goals, come matrimonio e famiglia, per farsi spazio nel difficile mondo editoriale (non molto lontano da quello di Piccole Donne appunto) e dar voce alla taciuta realtà della segregazione razziale delle donne afroamericane.

Orgogliosa, sognatrice e combattente oltre che scrittrice per natura, Josephine March è allora pancronica e paradigmatica eroina di tante donne, compresa quella della regista.
Dichiarata è l'ispirazione a Elena Ferrante, "anonima" scrittrice italiana (un po' alla Jo March) alla quale la Gerwig dice di aver pensato ancor prima che il film prendesse forma. Non stupisce che la Ferrante possa essere stata una sorta di faro, dal momento che nel 2016 il settimanale "Time" l'ha inserita tra le 100 persone più influenti al mondo come caso editoriale internazionale. "Autrice fantasma" di successi come L'amore molesto o la quadrilogia de L'amica geniale (guarda la video recensione) (diventati rispettivamente un film diretto da Mario Martone e un'acclamata serie televisiva italo-statunitense) appare in estrema sintonia con Greta Gerwig non solo quando cita Piccole donne nei suoi scritti ma anche nella centralità marcatamente e fieramente femminile dei personaggi.


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