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La Llorona, il nuovo tassello dell’universo horror di James Wan

Il produttore esecutivo si rivela la chiave essenziale per leggere la contemporaneità del genere.
di Tommaso Drudi, Vincitore del Premio Scrivere di Cinema

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Linda Cardellini (Linda Edna Cardellini) (43 anni) 25 giugno 1975, Redwood City (California - USA) - Cancro. Interpreta Anna Tate-Garcia nel film di Michael Chaves La Llorona - Le lacrime del male.
venerdì 19 aprile 2019 - Scrivere di Cinema

Si possono dire tante cose dell'horror moderno, che sia un serbatoio inesauribile di fantasmagorie e racconti oppure che sia uno dei generi più economicamente vantaggiosi perché al budget ridotto si associa un guadagno tale da rendere il prodotto comunque sia vincente. Tutto vero, ma si può dire soprattutto una cosa e cioè che l'horror, oggi, è James Wan. O meglio, ciò che James Wan ha creato nel recente passato, dato che ormai il suo percorso autoriale sembra essersi stabilizzato, secondo una curiosa sostituzione categoriale, dalle parti del blockbuster di larghissimo consumo.

Dal primo Insidious, che riscopriva le potenzialità commerciali del genere e il valore prioritario delle idee nel cinema di serie B, a L'evocazione, il più tradizionale degli horror che si è prolungato nel tempo con la più contemporanea delle strategie, ovvero quella della saga, Wan continua da produttore ciò che da regista ha cominciato e, almeno per il momento, abbandonato.
Tommaso Drudi, Vincitore del Premio Scrivere di Cinema

É pur vero che negli ultimi anni l'horror è stato ricettacolo per autori oggi definitivamente affermati; su tutti il Mike Flanagan di Somnia, che anche in tv con l'adattamento di Hill House ha dimostrato con personalità che il montaggio può essere la forma d'arte fondativa dell'esperienza filmica, e Jordan Peele, uno dei pochissimi della nuova leva ad aver trasferito le urgenze politiche e sociali della sua epoca nelle dinamiche del film di paura.

Ma Wan è ancor più di questo, o forse meno, dipende dai punti di vista: il suo è un cinema popolare, meno artisticamente impegnato ma di facile accessibilità per un'utenza il più ampia possibile. E in questo contesto si inserisce, con estrema spontaneità, La Llorona, di cui Wan si accontenta di essere produttore esecutivo.
Per l'appassionato, intercettare le intuizioni che da L'evocazione in poi il regista australiano ha replicato fino a rendere paradigmatiche diventa un gioco fin troppo facile: ne La Llorona c'è la figura femminile forte che mette anima e corpo nella protezione dei figli, c'è il rispetto per l'aritmetica del terrore e la costruzione, molto raffinata, della suspense, c'è anche il piano sequenza che, partendo dall'esterno, percorre l'anatomia della casa nella quale poi si svolgeranno la maggior parte delle sequenze di tensione, mostrandone minuziosamente la planimetria. C'è, addirittura, un collegamento inaspettato ad Annabelle che mette in discussione l'adesione del film alla propria individualità.


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