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Forse è solo mal di mare, il nuovo esponente di un cinema 'glocale'

L'opera prima di Simona De Simone si allinea all'ultima tendenza di legare il racconto al territorio. Da oggi al cinema.
di Ilaria Ravarino

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Francesco Ciampi (52 anni) 12 dicembre 1966, Prato (Italia) - Sagittario. Interpreta Francesco nel film di Simona De Simone Forse è solo mal di mare.
giovedì 23 maggio 2019 - Focus

Raccontano storie quotidiane e caratteri fatti della stessa pasta dei luoghi in cui vivono - paesi, villaggi, aree lontane dalle mete turistiche - ma riescono, senza tradire la loro originalità, a parlare a un pubblico più ampio, universale. Sono queste, in sintesi, le caratteristiche del nuovo cinema "glocale" - film fortemente legati al territorio che li ha prodotti, ma tagliati per il mercato nazionale. Un cinema capace di raccogliere consensi al botteghino anche fuori dalla scala regionale, grazie a una sapiente miscela di folklore e realismo e a un ingrediente fondamentale: l'amore incondizionato per i personaggi e le storie che racconta.
Una tendenza che nell'ultimo anno, complice l'intensa attività logistica delle Film Commission regionali, si è notevolmente sviluppata.

L'ultimo in ordine di tempo, con tanto di prestigiosa presentazione a Cannes, si prepara ad arrivare in sala Forse è solo mal di mare di Simona De Simone: una storia ambientata tra Linosa e la Toscana in cui il rapporto dei personaggi con il territorio - amato, odiato, desiderato, respinto - è la molla che fa scattare l'occasione per l'azione.
Ilaria Ravarino

Il protagonista è un ex fotografo toscano (il pratese Francesco Ciampi) che si trasferisce per amore a Linosa, diventa pescatore e finisce per allevare da solo una figlia piena di talento, troppo (forse) per quel piccolo fazzoletto di terra.
Un film "locale" dunque nello spirito dei suoi protagonisti, nella verità delle location ma anche nella formula produttiva, quella della Cibbè Film, un'azienda nata dalla passione di imprenditori tessili pratesi riuniti intorno al progetto di realizzare il "proprio" film. Alla stessa famiglia appartiene anche L'uomo che comprò la luna (guarda la video recensione) di Paolo Zucca, uscito nel 2018, commedia "etnica" sulla cosiddetta "sardità" che il film immagina incarnata in un soldato americano, trasformato per necessità militari in un tipico maschio sardo.

Tra gag e battute sugli stereotipi della Sardegna il film è un'ode alle radici, realizzata da un regista di Cagliari e scritta, tra gli altri, dalla sarda Geppi Cucciari. Nella stessa categoria anche La fuitina sbagliata di Mimmo Esposito, storia di due famiglie impiegate nella produzione di ricotta e cannoli: ambientata tra Marzandello e Palermo, è girata da un regista campano ma interpretata dalla coppia comica palermitana I soldi Spicci, Claudio Cassia e Annandrea Vitrano.


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In foto una scena del film L'uomo che comprò la luna.
In foto una scena del film La fuitina sbagliata .
In foto una scena del film Basilicata coast to coast.

In principio - ma si potrebbe andare ancora indietro, fino a L'albero degli zoccoli di Ermanno Olmi - fu Ovosodo di Paolo Virzì, il film che nel 1997 fece conoscere Livorno al resto d'Italia. Regista e protagonista (Edoardo Gabbriellini) entrambi livornesi, lingua macchiata dall'inflessione locale, il film stesso che prende il nome da un quartiere di Livorno, il centralissimo Ovosodo. L'opera di Virzì fu la capostipite di una serie di commedie dolci e amare radicate fortemente sul territorio.

Due anni dopo, infatti, sarebbe stata la volta di Lacapagira, rabbiosa dichiarazione d'amore a Bari ed esordio di Alessandro Piva: una commedia (molto) amara interpretata dagli attori simbolo della città (Dino Abbrescia e Paolo Sassanelli), girata nella Bari vecchia e popolare, arricchita da tanti riferimenti al folklore (il rito del peperoncino...) in un dialetto colorito, carico di modi di dire locali.

E se sempre nel 1999 sarebbe arrivata al cinema anche La guerra degli Antò di Riccardo Milani - storia di quattro giovani punk abruzzesi di Montesilvano, in provincia di Pescara, parlata con accento peligno marsicano - del 2005 è invece Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti, film immaginato nel paese fittizio di Chersogno ma girato nella Valle Maira, una delle valli occitane della provincia di Cuneo, girato in lingua occitana e musicato dai Lot Dalfin, gruppo folk rock locale.
Rientra infine nel genere anche l'on the road del 2010 Basilicata coast to coast, scanzonato film dell'attore lucano Rocco Papaleo girato con un obiettivo preciso e decisamente "glocal": dimostrare al pubblico globale che la Basilicata esiste per davvero.


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