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Doctor Sleep e Shining: i piani cartesiani del terrore

I due film, seppur provenienti dalla stessa matrice, hanno escogitato modi differenti per diffondere la paura.
di Alessandro Castellino, Vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Doctor Sleep

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Ewan McGregor (Ewan Gordon McGregor) (48 anni) 31 marzo 1971, Crieff (Gran Bretagna) - Ariete. Interpreta Danny Torrance nel film di Mike Flanagan Doctor Sleep. Al cinema da giovedì 31 ottobre 2019.
venerdì 8 novembre 2019 - Scrivere di Cinema

Confrontarsi con un autore che ha marcato indelebilmente la storia del cinema è senz'altro audace: ma Mike Flanagan di coraggio ne ha da vendere e ha deciso di confrontarsi con l'Autore per eccellenza dell'arte cinematografica, Stanley Kubrick. Ecco quindi, 39 anni dopo Shining, Doctor Sleep, sequel di una delle pellicole più iconiche del filone horror. Basti pensare che nell'ultimo anno è stato riproposto in più di un'occasione: prima in Ready Player One (guarda la video recensione) di Steven Spielberg, in cui l'ambientazione dell'Overlook Hotel aveva un ruolo da protagonista per almeno un terzo della durata del film, e poi con una nuova versione rielaborata con alcune scene selezionate e aggiunte al montaggio finale, uscita recentemente in sala.

Doctor Sleep, che aveva ottenuto la benedizione di Stephen King, a differenza di Shining, ci offre tuttavia su un piatto d'argento una preziosa opportunità.
Alessandro Castellino, Vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Non tanto quella di far convergere sullo stesso piano i due film per una comparazione da cui scaturirebbe un'analisi meramente "grammaticale", bensì quella di raffrontare due diversi modi di costruire impalcature cinematografico-narrative all'interno del perimetro dell'horror. 

È lecito che uno spettatore attento, al comparire dei titoli di testa sull'indimenticabile tappeto marrone, rosso e arancione, si domandi che cosa aspettarsi e quale sia il rapporto del film con il suo capitolo precedente. Ebbene, la risposta, non certo scontata, può essere esemplificata attraverso l'utilizzo di due diversi diagrammi, che abbiano l'angoscia sull'asse delle ascisse e l'inquietudine sull'asse delle ordinate.

Potremmo dire che Shining presenterebbe una linea progressivamente ascendente, costante, che coprirebbe l'intera durata del film fino a culminare nel punto più alto, che corrisponderebbe al disvelamento della chiave del film, la foto di Jack nell'hotel del 1921. Nel film di Kubrick il senso del terrore è cioè diffuso e spalmato su tutta la pellicola, anche nei momenti che teoricamente potrebbero risultare più semplicemente distesi. Ciò nonostante, siamo tutti a conoscenza del fatto che a Kubrick non piacesse fare le cose semplici.


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