Una commedia brillante che indaga l’eredità intima e politica del Sessantotto e i dilemmi di oggi, invocando per se stessa e tutti noi la necessità di un cambiamento. Da giovedì 27 agosto al cinema.
Angèle aveva 8 anni quando a Berlino Est ha aperto il primo McDonald’s... Da allora lotta contro quella che è la maledizione della sua generazione: essere nata “troppo tardi”. Figlia di attivisti - anche se sua madre ha abbandonato da un giorno all’altro l’impegno per trasferirsi in campagna e sua sorella ha scelto il mondo degli affari - Angèle vede solo suo padre rimanere fedele agli ideali.
Arrabbiata e determinata, Angèle si applica tanto nel tentativo di cambiare il mondo quanto nel darsela a gambe dagli incontri romantici. Che cosa resta della rivoluzione? La risposta è in questa commedia brillante con un’eroina un po’ Don Chisciotte un po’ Bridget Jones che indaga l’eredità intima e politica del Sessantotto e i dilemmi di oggi, invocando per se stessa e tutti noi la necessità di un cambiamento.
«Cosa resta della rivoluzione è nato dal mio desiderio di confrontarmi per l’ennesima volta con l’ingombrante totem rappresentato dal maggio del ‘68, ingombrante perché ogni volta che nasce un movimento di contestazione, sembra lo si debba sempre per forza confrontare con il maggio francese. Come se non fossimo autorizzati a reinventare modelli di impegno politico perché sembrano sempre al di sotto di quelli nati in quel periodo».
Diretto da Judith Davis, il film Cosa resta della rivoluzione - di cui mostriamo in anteprima il trailer ufficiale italiano - sarà al cinema da giovedì 27 agosto, distribuito da Wanted. Nel cast, oltre alla stessa Judith Davis, troviamo tra gli altri Malik Zidi, Claire Dumas e Simon Bakhouche.