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Che razza di film! Quando il cane è il miglior amico degli sceneggiatori

Torna a casa, Jimi! è l'ultimo esempio di un genere spesso sottovalutato: il movie dog. Ora al cinema.
di Ilaria Ravarino

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giovedì 18 aprile 2019 - Focus

Di gattini, in tutte le forme e dimensioni, l'internet è pieno. Gattini su Facebook, gattini su YouTube, gattini "irresistibili", gattini "incredibili", gattini ovunque perché - lo dice il web - "guardare video di gattini fa bene alla salute". E tuttavia, se l'impero felino digitale non conosce rivali, c'è ancora un campo in cui lo storico amico dell'uomo ha la meglio sul cugino dalle unghie retrattili: il cinema. È sul grande schermo, infatti, che si consuma la rivincita audiovisiva del cane su qualsiasi altro pet con cui l'uomo abbia scelto di accompagnarsi.

Torna a casa, Jimi! di Marios Piperides, in sala dal 18 aprile, è solo l'ultimo esempio in ordine di tempo di un genere fondamentale ma spesso sottovalutato: il movie dog. Ma quali sono le caratteristiche che rendono il cane un alleato imprescindibile degli sceneggiatori?
Ilaria Ravarino

IL CANE SCAPPA
Il cane, come ci insegna il film di Piperides, scappa. E scappando ci spezza il cuore, rendendoci capaci di qualsiasi follia. Lo sappiamo dai tempi di Torna a casa, Lassie, classe 1943, capolavoro canino tratto dal romanzo di Eric Knight e capostipite del filone: una storia d'amore uomo/cane sullo sfondo della seconda guerra mondiale, con una giovanissima Elizabeth Taylor, capace di generare sei sequel, tre serie televisive, due stelle sulla Walk of Fame di Hollywood e una confusione tuttora persistente tra nome del protagonista canino (Lassie) e razza (Collie).

IL CANE CI AMA
Il cane è il migliore amico dell'uomo e ci ama incondizionatamente. Non sempre, però, è ricambiato al primo istante, specialmente se - come nel caso del San Bernardo di Beethoven - le sue dimensioni non si adattano perfettamente a una famiglia con bambini alle prese con problemi molto umani. Capace di incrollabile fedeltà, il cane è il compagno perfetto per minorenni perduti, orfani in cerca di genitori, outsider e fuggitivi - vedi alla voce Belle & Sebastien di Nicolas Vanier - e resta accanto al suo padrone superando qualsiasi ostacolo, dalla violenza criminale (Beniamino, di Joe Camp) alla morte (Qua la zampa! di Lasse Hallstrom).

IL CANE CI ODIA
A volte, ma capita di rado, il cane ci odia. E quando il cane si arrabbia, al cinema, è meglio chiamare un esorcista. Dal ringhio assassino di Cujo (Lewis Teague, da Stephen King) al rottweiler dalla mascella d'acciaio dell'omonimo film di Brian Yuzna (diverso, ma ugualmente feroce, il cult Rottweiler - Cani assassini del 1982), passando per il demone che possiede Il Cane infernale di Curtis Harrington e il cugino cattivo di Jimi, il cane rockstar di Monster Dog - Il signore dei cani, l'horror è un vivaio di cani rabbiosi in cerca di vendetta. Per stemperare la tensione, l'internet propone un antidoto: provate a digitare "quando un cane guarda un film horror", e prendete i pop corn.

IL CANE CI FA RIDERE
Il cane a cartoni è un classico che Disney sperimenta dalla notte dei tempi - impossibile non citare, tra i tantissimi titoli d'animazione canina, Lilli e il vagabondo del 1955 e La carica dei 101 del 1961 - ma anche il cinema dal vero conosce, e sfrutta, le potenzialità comiche del migliore amico dell'uomo. Dal buddy movie cinofilo Beverly Hills Chihuahua di Raja Gosnell al cop movie Turner e il casinaro di Roger Spottiswoode, il cane funziona in commedia soprattutto se c'è di mezzo il genere. Possibilmente da distruggere scodinzolando.

IL CANE CI FA PIANGERE
La sofferenza canina, o peggio la morte di un amico a quattro zampe, può sciogliere il cuore dello spettatore più arcigno. Provate a resistere agli struggimenti sentimentali di Hachiko - il tuo migliore amico (ancora Lasse Hallstrom) o alla paziente dolcezza del Labrador di Io & Marley di David Frankel: se la lacrima non scende nemmeno così, allora non vi resta che Antarctica di Koreyoshi Kurahara, storia vera di disperata sopravvivenza con 15 protagonisti canini abbandonati nei ghiacci eterni. Dall'uomo, naturalmente.

IL CANE D'AUTORE
Chi l'ha detto che il movie dog è un genere solo commerciale? I cani sono molto amati anche dagli autori, da quelli insospettabili - la scena più straziante di Umberto D. di Vittorio De Sica ha per protagonista un cane - come da quelli più sperimentali (chi, se non Wes Anderson, poteva girare L'isola dei cani?). Una storia d'amore, quella tra cinefili e cinofili, riconosciuta persino da uno dei più prestigiosi festival di cinema del mondo, il Festival di Cannes, che per gli amici a quattro zampe ha predisposto un premio, il Palm Dog, nel Palmares dal 2001.


TORNA A CASA, JIMI!: CERCA UN CINEMA
Torna a casa, Lassie.
Beethoven.
Lilli e il vagabondo.
Hachiko.
L'isola dei cani.
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