MYmovies.it
Advertisement
Old Man & the Gun, Robert Redford al saluto (forse) finale

Non c'è stato un altro come lui in quest'epoca. E l'erede? Non c'è.
di Pino Farinotti

Old Man & the Gun

Impostazioni dei sottotitoli

Posticipa di 0.1s
Anticipa di 0.1s
Sposta verticalmente
Sposta orizzontalmente
Grandezza font
Colore del testo
Colore dello sfondo
0:00
/
0:00
Caricamento annuncio in corso
Robert Redford (Charles Robert Redford Jr.) (82 anni) 18 agosto 1936, Santa Monica (California - USA) - Leone. Interpreta Forrest Tucker nel film di David Lowery Old Man & the Gun. Al cinema da giovedì 20 dicembre 2018.
domenica 21 ottobre 2018 - Festival

Old Man & the Gun, diretto da David Lowery, è la storia vera di Forrest Tucker, un rapinatore di banche con un suo stile personalissimo, niente armi, niente violenza, solo... fascino. Entrava in banca, apriva la giacca fingendosi armato, guardava negli occhi direttori o cassiere, intenso, magari ipnotico, e se ne usciva con una borsa piena di dollari. Fu preso più volte e sempre riuscì a evadere. A 77 anni continuava a... entrare nelle banche. Lascio ai recensori il racconto del film, il focus è su Robert Redford, meglio su Redford/Tucker. Il quesito è: perché Robert, che non ha mai fatto niente che non avesse un senso e un destino, ha deciso, a 82 anni, di "diventare" un rapinatore? Una lettura può essere: Redford, come Tucker è un trasgressore. Vale la categoria, non la modalità estrema, chiamiamola così, del rapinatore. Redford, in Old Man & the Gun si impegna, e si diverte, in una sorta di personale recherche.

Penso a me stesso da bambino e mi domando se quel bambino oggi sarebbe fiero di me, se la risposta è no, beh, continuo sulla mia strada, se è sì, allora so che sono esattamente dove dovrei essere.

Credo che Redford abbia tutte le ragioni per essere soddisfatto di se stesso. Non c'è dubbio che sia dove voleva essere. In Come eravamo fa Hubbel, uno studente che scrive un racconto. L'incipit: "Egli era come la nazione in cui viveva, aveva avuto tutto troppo facilmente". Robert ha avuto tutto abbastanza facilmente. Ci ha messo del suo come quando da ragazzo andò a Firenze per studiare l'arte e poi a Parigi per rendersi conto di quella cultura illuminista che aveva cambiato le cose. Una base utile per poi fare quello che ha fatto.


CONTINUA A LEGGERE
Robert Redford in una scena del film.
Robert Redford insieme a Sissy Spacek in una scena del film.
Robert Redford insieme a Sissy Spacek in una scena del film.

Nei suoi ruoli, superata la fase giovanile, dove hai responsabilità minori, ha sempre trasmesso l'impegno sociale, i diritti, le uguaglianze, l'ecologia, la giustizia, il futuro, la trasgressione utile. Qualche titolo, fra i tanti, esemplare. In Corvo rosso non avrai il mio scalpo è un uomo che abbandona la cosiddetta civiltà per vivere nella natura, anche se è doloroso. in Tutti gli uomini del presidente è Bob Woodward, il giornalista che con Carl Bernstein, scoperchiò l'abnorme malaffare del Watergate costringendo il presidente Nixon alle dimissioni. Ne Il cavaliere elettrico salva un purosangue da dieci milioni di dollari dal marketing di una multinazionale che lo stava distruggendo, e lo riporta fra le montagne del Wyoming. In Brubaker comanda una prigione, ne cambia le regole: idolo dei detenuti, licenziato dai dirigenti. In The Conspirator, dov'è regista, difende la posizione di una donna coinvolta nell'assassinio di Lincoln: quando si dice trasgressione. Poi c'è la sua azione nel movimento, pensiamo al Sundance, e al sostegno ai giovani, e a quanti cineasti oggi affermati lo debbano a Redford. Sì, grande artista e grande uomo.

Tornando al Robert di Old Man & the Gun. Per cominciare la maschera: il volto di Redford, è semplicemente la geografia dell'America. Quelle rughe scalpellate intorno alla bocca, agli occhi, sulla fronte, mi piace immaginare che possano richiamare Niagara, i primi grattacieli, le montagne rocciose.
Pino Farinotti

Procedo in quella chiave, Redford non altererebbe l'estetica e mi espongo, il senso anche se non è un presidente, del Monte Rushmore, come quinto volto a fianco di Washington, Jefferson, Lincoln e Teddy Roosevelt. Anche le facce di John Wayne e Marlon Brando da vecchi, erano la geografia dell'America, coi significati diversi che hanno trasmesso, naturalmente.
Sopra dicevo recherche: nel film di Lowery, Redford/Tucker corteggia un'attempata signora, Sissy Spacek, più o meno coetanea. E fa qualcosa che prima non avrebbe fatto, la porta in una gioielleria e le fa un regalo. Non mi risulta che Robert avesse attenzioni del genere con Fonda, Streisand, Farrow, Dunaway, Streep, Pfeiffer e tutte le altre. Insomma si capisce che lui è sempre Robert Redford, ma... gli anni passano.


CONTINUA A LEGGERE
news correlate
in Primo Piano

{{PaginaCaricata()}}

Home | Cinema | NETFLIX | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2018 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati