Isis, Tomorrow - The Lost Souls of Mosul

Film 2018 | Documentario +13 80 min.

Anno2018
GenereDocumentario
ProduzioneItalia, Germania
Durata80 minuti
Al cinema3 sale cinematografiche
Regia diFrancesca Mannocchi, Alessio Romenzi
DistribuzioneZaLab
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Francesca Mannocchi, Alessio Romenzi. Un film Genere Documentario - Italia, Germania, 2018, durata 80 minuti. distribuito da ZaLab. Oggi tra i film al cinema in 3 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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L'indagine delle dinamiche che portano a diventare figli dell'ISIS in Iraq. In Italia al Box Office Isis, Tomorrow - The Lost Souls of Mosul ha incassato 6,4 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Le colpe dei padri debbono ancora e sempre ricadere sui figli? Il caso ISIS è emblematico, ma di difficile risoluzione .
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 31 agosto 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 31 agosto 2018

Il documentario esplora le conseguenze della lunga e brutale guerra contro Isis. Conseguenze non solo materiali ma soprattutto morali e che incidono sulle vite dei soggetti più vulnerabili: donne, per lo più vedove, e bambini, orfani. Viene data voce ai parenti dei civili morti guerra e ai parenti dei combattenti, i miliziani del Califfato. Donne e bambini che devono far fronte a un indicibile dolore e a un sentimento di vendetta e ritorsione che sta governando il complesso dopoguerra iracheno.

La domanda che nasce spontanea dopo la visione di questa preziosa indagine di Mannocchi e Romenzi è: le colpe dei padri debbono ancora e sempre ricadere sui figli?

La situazione è chiara sin dall’inizio: l’Isis non solo ha commesso le uccisioni, organizzato le stragi, schiavizzato le donne. I suoi componenti hanno lavorato su un terreno capace di assorbire con rapidità concetti d’odio e di vendetta: la mente dei bambini e dei ragazzi. Figli, nipoti e loro amici sono stati indottrinati fin da piccoli e immagini e parole ci mostrano come ogni singolo concetto sia penetrato a fondo nelle loro coscienze al punto da divenire inestirpabile.

Il problema che i due registi evidenziano con grande lucidità riguarda il presente ma, soprattutto, il futuro. Come far sì che un odio così radicato, che ha a sua volta prodotto odio in coloro che ne hanno subito gli orrendi soprusi, possa essere messo in condizione di non nuocere? La soluzione apparentemente più ovvia è: impedendo alle famiglie che sono passate dalla parte dell’Isis di tornare nelle loro case (ammesso che esistano ancora) o, ancor meglio, tenendo in carcere sine die figli e nipoti.

È una vera soluzione? Come si può intervenire? Soprattutto: lo si deve fare o si deve lasciare che la rivalsa più che giustificata domini i prossimi decenni? Non sono domande nuove: la situazione post-apartheid sudafricana, tra le tante, è lì a ricordarcelo. Qui però la materia del contendere è più delicata e al contempo più grave. Escludere dalla società del futuro un numero ingente di minori perché indottrinati significa in qualche modo arrendersi di fronte a un’apparente ineluttabilità con conseguenze non difficili da immaginare. Allora che fare? I registi non ci danno delle risposte ma fanno bene a porci delle domande.

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