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Border, 5 buoni motivi per vedere il film di Ali Abbasi

Al cinema dal 28 marzo, il film del regista iraniano è un'opera insolita e originale, che divide, intriga e sicuramente non lascia indifferenti. Vi spieghiamo perché.
di Letizia Rogolino

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Eva Melander . Interpreta Tina nel film di Ali Abbasi Border - Creature di confine. Al cinema da giovedì 28 marzo 2019.
martedì 19 marzo 2019 - Focus

Tina lavora come agente alla frontiera svedese. Ha un talento speciale per scoprire attività illecite e smascherare persone sospette che hanno qualcosa da nascondere. Esteticamente ricorda una donna primitiva con una serie di difetti che la rendono oggettivamente poco attraente. Un giorno, durante il suo turno di lavoro, incontra Vore, un uomo che condivide i suoi insoliti lineamenti facciali. Quest'ultimo mostra un atteggiamento spavaldo e determinato, colleziona delle larve in una scatola e, in breve tempo, rivela a Tina una verità che le cambia la vita: entrambi non sono umani, ma discendono dai troll, figure tradizionali della mitologia nordica.

Ali Abbasi dirige Border - Creature di Confine secondo un approccio pratico a una serie di elementi fantastici. Pertanto questo film si conferma un thriller dark e surreale capace di disturbare e incantare allo stesso tempo lo spettatore.
Letizia Rogolino

Vincitore della sezione "Un Certain Regard" del Festival di Cannes 2018 e candidato agli Oscar 2019 come Miglior Film Straniero, Border - Creature di Confine è un film insolito e originale che divide e intriga. Sicuramente non lascia indifferenti e vi spieghiamo perché, sottolineando cinque buoni motivi per vederlo.

1. Dall'autore di Lasciami Entrare
Border si ispira al romanzo di John Ajvide Lindqvist, lo stesso autore di Lasciami Entrare, adattato per il grande schermo da Tomas Alfredson nel 2009. Una storia di giovani vampiri ambientata negli anni '80 a Stoccolma, che ha conquistato pubblico e critica e ricevuto molti riconoscimenti in tutto il mondo. "Siamo entrambi interessati al soprannaturale e alla magia" ha detto il regista Ali Abbasi di Lindqvist, "ma anche a qualche tipo di contesto sociale - quindi aveva senso collaborare". In particolare Abbasi ha confessato di essere stato colpito dal forte contenuto emotivo di Border, "questo mix tra elemento fantasy e dramma personale era affascinante".

2. Una protagonista dalle mille sfumature
"Abbiamo esaminato l'intero catalogo di attori scandinavi" ha rivelato Abbasi in un'intervista, aggiungendo che "c'era qualcosa di divertente nel fare telefonate chiedendo persone brutte. Non sapevo come definire quel personaggio. All'inizio avevo l'idea che dovesse essere alto e magro, ma poi ho capito che non dovevo concentrarmi sulla fisicità, ma trovare l'attrice migliore da trasformare". Infatti ci sono voluti ben diciotto mesi di casting per trovare Eva Melander che interpreta magistralmente la protagonista Tina, un essere femminile dall'umanità selvatica. Nei panni di un troll quest'ultima possiede delle abilità speciali come percepire la paura, la vergogna e il senso di colpa degli esseri umani, emozioni che codifica come indizi di criminalità. Per questo è molto brava nel suo lavoro, ma l'incontro con Vore le dona una nuova consapevolezza e la invita a intraprendere un viaggio alla scoperta delle sue origini e della sua vera identità. Melander riesce ad accompagnare il suo personaggio in questa evoluzione personale con discrezione, sentimento e passione. Un ruolo impegnativo dal punto di vista emotivo e fisico.


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In foto una scena del film Border - Creature di confine.
In foto una scena del film Border - Creature di confine.
In foto una scena del film Border - Creature di confine.

3. Un trucco da Oscar
C'è un grande lavoro di make up dietro la trasformazione dei due protagonisti di Border, Eva Melander e Eero Milonoff. Nonostante la sua vera natura, Tina ha un lavoro normale e si è perfettamente integrata nella comunità. Ha un padre cha va a trovare puntualmente in una casa di riposo ed è chiaro il forte legame che ha con lui. Ma il suo corpo le suggerisce alcuni indizi su una identità diversa: una cicatrice alla base della schiena e alcuni problemi dell'apparato riproduttivo che non le permettono di avere una normale vita sessuale e relazionarsi con un eventuale partner. "Visto le origini della mitologia Troll nel folklore nordico, si doveva tener conto che si tratta di una razza molto vicina agli esseri umani. Così abbiamo cercato di incorporare elementi di ciò che rende gli uomini di Neanderthal spaventosi ma anche vicini a noi" ha spiegato il regista. La squadra che si è occupata del trucco di Border, infatti, ha ricevuto una nomination agli Oscar 2019 e, vedendo il film, si nota come tale lavoro abbia reso l'aspetto di Tina e Vore del tutto verosimile e naturale. In film come questo la cura di questo aspetto creativo incide molto anche sulla credibilità della storia, quindi è da considerare un valore aggiunto.

4. Un febbrile sogno di follia
Border è un film trasgressivo, grottesco e disturbante, ma propone anche momenti di puro sentimento che racchiudono una serie di esperienze emotive pure e viscerali. Rabbia, estasi, desiderio, ferocia, trovano il modo per venire fuori nel corso della storia e non è facile per un film trasmettere tutto questo in una sola occasione. Scioccante e provocatorio, Border disturba e incanta nello stesso momento, come il cinema di Lars Von Trier o Michael Haneke, pur appartenendo a un universo differente. Abbasi conferma una fervente immaginazione, realizzando un film che può suscitare un senso di disagio, ma è anche una fornace di espressività istintiva, senza filtri, che condanna la normalità e affronta il tema della diversità in modo diverso. Si parla di xenofobia, identità transgender, intolleranza e integrazione, avvolgendo tutto in un intrigante mix di mistero e stranezza. Come gli artisti Ingmar Bergman o August Strindberg, Border - Creature di Confine si spinge oltre i limiti esplorando il paranormale e l'inquietante, ma senza perdere di vista la forza interiore dell'umanità.

5. Natura
La casa di Tina è immersa nella natura, lontano dalla città. Tuttavia lei passa pochissimo tempo in casa e spesso, appena torna dal lavoro, esce per passeggiare nel bosco ed entrare in contatto con la terra, le piante e gli animali che animano quel paesaggio indubbiamente nordico. Particolarmente emozionante il suo confronto ravvicinato con una volpe che sembra volerle svelare il suo segreto. Anche in compagnia di Vore la sua passione per la natura viene fuori. Insieme corrono nudi tra gli alberi per poi buttarsi nel lago e fare un bagno che profuma di libertà e accettazione. "La temperatura dell'acqua era di otto gradi Celsius. Fortunatamente per noi, Eva (Melander) era abituata ai bagni invernali - lo faceva da un po'. Questo ha davvero fatto la differenza, dato che avrebbe potuto avere degli spasmi muscolari poiché faceva davvero molto freddo. Potevamo riscaldare l'acqua, ma non troppo, perché la maschera avrebbe iniziato a sciogliersi" ha raccontato Abbasi. In Border - Creature di Confine l'ambiente è un terzo protagonista che interagisce con Tina e Vore e permette al pubblico di comprendere la loro indole selvaggia e animale, rispetto al resto della popolazione che li circonda. La natura ha un compito narrativo fondamentale.


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