La ragazza senza nome |
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Un film di Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne.
Con Adèle Haenel, Jérémie Renier, Olivier Gourmet, Fabrizio Rongione.
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Titolo originale La fille inconnue.
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 113 min.
- Belgio 2016.
- Bim Distribuzione
uscita giovedì 27 ottobre 2016.
MYMONETRO
La ragazza senza nome
valutazione media:
2,93
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Un morto senza nome è tutti noi
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| domenica 30 ottobre 2016 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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I fratelli Dardenne si misurano in questo film con il senso di colpa come inizio di un percorso per recuperare il senso dell’altro, le emozioni, l’empatia, in una parola, un po’ di umanità autentica. Da un punto di vista narrativo, lo spunto è intrigante. Siamo in una grigia e desolata Liegi di periferia. Una giovane dottoressa, Jenny Davin, non vuole aprire la porta del suo ambulatorio a qualcuno che suona il campanello fuori orario. Il giorno dopo scopre che si tratta di una giovane donna che è stata uccisa la stessa sera. Il suo cadavere è stato trovato proprio di fronte all’ambulatorio, al di là della tangenziale, sulla banchina della Mosa. Jenny, che abbiamo visto fredda e controllata, padrona di sé, nemica delle emozioni che potrebbero alterare la chiarezza di visione di un medico, accusa il colpo, al di là di quella maschera impenetrabile e silenziosa dietro cui si trincera. Se solo avesse aperto la porta, la ragazza, una giovane prostituta rimasta senza nome, sarebbe ancora viva. Il rimorso prende le forme di un’ossessione: dare almeno un nome a quella ragazza. E come si capirà dal resto del film, un nome vuol dire non solo identità, ma anche affetti, memorie, appartenenza al consesso umano, è un problema che dovrebbe coinvolgere tutti. Questo il motore di un film che poteva essere veramente interessante, ma che purtroppo non decolla. Adèle Haenel presta alla protagonista un volto e un atteggiamento inguaribilmente rigido e impacciato; l’indagine di Jenny, che è insieme il suo percorso interiore verso la riconquista dell’empatia e delle emozioni, si sviluppa come un teorema, con forzature e inverosimiglianze che infastidiscono; il ritmo è lento e ripetitivo, nonostante i colpi di scena. Ho una passione per i Dardenne, ma, nonostante la nobiltà del ‘messaggio’, questo non è il loro film migliore.
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