Un padre, una figlia

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Un film di Cristian Mungiu. Con Adrian Titieni, Maria-Victoria Dragus, Lia Bugnar, Malina Manovici, Vlad Ivanov.
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Titolo originale Bacalaureat. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 128 min. - Romania, Francia, Belgio 2016. - Bim Distribuzione uscita martedì 30 agosto 2016. MYMONETRO Un padre, una figlia * * * - - valutazione media: 3,48 su 25 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
vittorio lunedì 7 maggio 2018
film scontato Valutazione 2 stelle su cinque
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No
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Tanto rumore per nulla...film visto e rivisto, che non porta da nessuna parte. Lento, con un finale inesistente...Come al solito si grida al capolavoro per un film che vale veramente poco!!

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guidobaldomariariccardelli domenica 14 maggio 2017
l'ingannevole istantanea del presente romeno Valutazione 4 stelle su cinque
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Analizzando con occhio critico e mano capace, Cristian Mungiu tratta argomenti a lui cari, dimostrando una volta di più le sue ottime qualità di giovane regista.
Ponendosi in stretta relazione con l'assai riuscito 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (2007), anche qui vi è un convincente quadro della difficile situazione romena odierna, fatta di usi e costumi sorpassati, inseriti d'altro canto in uno scenario oramai mutato, configurandosi come paletti di un'età superata, ma non "digerita", nella quale ci si prova a muovere ad una velocità di crociera chiaramente superiore a quella in effetti permessa; qui come nell'opera del 2007, Mungiu, con un eccellente lavoro globale, dalla sua sapiente mano alla macchina da presa, ad una sceneggiatura brillante e variata, passando per un lavoro certosino nei costumi e nella scenografia, rende in maniera magistrale quel carattere viscoso ed informe proprio delle logiche sociali della società romena, secondo il quale, in un progressivo ed estenuante continuum, tutto risulta freddamente, drammaticamente relato, in un vortice inevitabile di compromessi ed accordi, dove comunque trova spazio e cittadinanza l'umanità, l'empatia, sebbene sormontata da logiche ben più terrene e pratiche. [+]

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gianleo67 domenica 30 aprile 2017
variazioni goldberg...del compromesso Valutazione 3 stelle su cinque
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Romeo, medico rumeno di mezz'età in rotta con la moglie, ha riposto tutte le sue aspettative nel futuro della figlia, in procinto di diplomarsi e di partire per Cambrigde grazie a una prestigiosa borsa di studio. Quando la ragazza rimane vittima di un tentativo di violenza sessuale, l'uomo non esiterà a ricorrere a tutte le sue conoscenze pur di fare arrestare il colpevole e consentire alla ragazza di superare un esame che le sopraggiunte difficoltà le rendono quasi proibitivo. Dovrà ben presto confrontarsi però tanto con i rischi del compromesso quanto con la candida intransigenza della ragazza. 
Vero teorico del cinema rumeno degli ultimi 15 anni, Christian Mungiu si è guadagnato sul campo la fama di autorevole esponente di una scuola europea che fa del rigore naturalista e di un'attenta analisi dello spaccato sociale, gli strumenti attraverso cui rappresentare lo stato dell'arte di una civiltà occidentale sopravvissuta alle macerie materiali della dittatura comunista e disorientata di fronte al vuoto morale che quella ha lasciato dietro di sè; sospesa com'è in un limbo senza tempo tra arretratezza dei costumi e inderogabili sfide della modernità. [+]

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luanaa lunedì 9 gennaio 2017
niente di che Valutazione 2 stelle su cinque
50%
No
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Francamente noioso, è un film dove tutti stanno male. Sta male la frustratissima moglie; sta male la figlia che subisce un assalto ma pure il suo assalitore che non riesce nello stupro.Sta male la madre del protagonista, che sembra sempre sul punto di morire. Sta male l'amante che si sente trascurata ed il di lei figlioletto che sembra abbia gravi problemi di dizione.Sta molto male l'uomo in cerca di un fegato nuovo, braccato fin sul letto di morte da due agenti che indagano sulle varie bustarelle.Forse quello che sta meno male di tutti, anche se sembra il contrario, è proprio il protagonista ovvero il padre, che lotta fino alla fine sognando un futuro migliore per la figlia:una sorta di riscatto per lui stesso. [+]

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francesco2 giovedì 5 gennaio 2017
che desolazione, ma forse c'è speranza Valutazione 3 stelle su cinque
33%
No
67%

 Un altro mondo "in pezzi", in tutti i sensi. Mungiu ci insiste, e sostanzialmente ha ragione,

anche perché torno ad apprezzarlo dopo il discutibile "Oltre le colline". Anziché 
soffermarsi sul "semplice" rapporto causa-effetto,  come era avvenuto nel bellissimo "4  
mesi, 3 settimane"......: si mostra più interessato alla 
concatenazione di eventi, che portano al disvelamento progressivo del marcio
presente e radicato in un contesto umano dove,per ogni personaggio -o quasi-  le 
responsabilità proprie ed altrui rischiano di equipararsi: non il nome del buonismo, ma 
perché come ci aveva mostrato Guediguan nell' interessante "La ville est tranquille" (2012), 
in determinate situazioni è ancora più difficile distinguere i colpevoli dagli innocenti. [+]

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filippo catani mercoledì 28 dicembre 2016
cosa si è disposti a fare per la propria figlia? Valutazione 4 stelle su cinque
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Romania. La figlia di un medico ha praticamente ottenuto una borsa di studio per poter andare in Inghilterra all'università a studiare psicologia. Le manca una piccola formalità e cioè prendere almeno nove alla maturità. Proprio prima dell'inizio degli esami tutto precipita.
Premiato a Cannes per la sapiente regia di Mungiu, questo film in maniera cruda ed essenziale indaga senza filtri su alcune tematiche molto importanti. Innanzitutto si parla del rapporto tra padre e figlia con il primo che ha praticamente pianificato da tempo il futuro della seconda lontano dalla Romania e da un mondo a suo vedere che non le darà grandi possibilità. [+]

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eugenio martedì 27 dicembre 2016
la gabbia dorata della raccomandazione Valutazione 3 stelle su cinque
67%
No
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Il silenzio delle persone amate, colpite da una violenza esterna, ineluttabile e inesorabile. Il silenzio della solitudine, dell’incapacità di saper porre un freno a quei segreti inconfessati che spezzano la nostra vita per sempre. E poi la corruzione, il desiderio di dare un nuovo futuro ai figli, la possibilità di uscire dal mondo chiuso di una comunità di provincia romena verso l’occidente rappresentato da una borsa di studio in Inghilterra. Christian Mungiu torna da maestro e sembra non aver perso lo smalto dei suoi precedenti film. Vediamo Romeo, medico di una cittadina, costretto a chiedere un “aggancio” quando la maturanda figlia Eliza, si vede strappare via la dignità venendo aggredita da uno sconosciuto in pieno giorno alla vigilia di un importante esame che potrebbe compromettere il futuro dal padre accuratemente studiato. [+]

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alex62 mercoledì 21 dicembre 2016
gli ultimi ci salveranno Valutazione 3 stelle su cinque
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Mungiu ritorna con un film intenso, etico, dopo il successo del micidiale 4 mesi 3 settimane 2 giorni (vincitore a Cannes), uno dei film più lucidi e onesti sull'aborto.
Si tratta di un ritorno in grande stile, che denuncia un'accresciuta maturità e un'accuratezza che si potrebbe definire veristica riguardo all'atmosfera, al grigiore, agli evidenti problemi di ordine pubblico e corruzione in cui versa la Romania post-Ceausescu. Molti rimpiangono il vecchio regime, quando nessuno non lavorava, non c'erano battone e delinquenti lungo i marciapiedi, né randagi, né ergastolani in fuga dalle carceri…insomma si viveva molto meglio quando si stava peggio…
La famiglia di un medico onesto e responsabile (nonché bravo chirurgo), nonostante il sistema sanitario allo sfascio, è agli ultimi respiri. [+]

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lbavassano martedì 6 dicembre 2016
minime storie che parlano a tutti Valutazione 4 stelle su cinque
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Gli amici sanno quanto io apprezzi il cinema di Cristian Mungiu, la sua capacità di raccontare che spazia con pari efficacia dall'ironia surreale dei "Racconti dell'età dell'oro" alla cupissima tragedia di "Oltre le colline", senza mai perdere il contatto con la propria terra, con la sua Storia e le sue minime storie capaci però di parlare ad un pubblico ampio. Sceglie una strada realistica per il meritamente premiato "Un padre, una figlia", una strada calibratamente realistica proprio là ove appare affidata al caso, con le sue immagini sempre sporcate dal fuori fuoco, dagli opprimenti dettagli brutti e banali; con il suo sonoro che inquina pagine musicalmente sublimi, ma sempre vincolate al contesto della vicenda (diegetiche), con i fastidiosi, insistiti rumori della vita quotidiana. [+]

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emanuele 1968 mercoledì 12 ottobre 2016
caro padre........ Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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Caro padre (sacerdote) del gruppo cinofilo del martedi, scusami della stoccata on-line, però se cortesemente prima che inizi il film se ci evitassi di dirci trama e ci lasci la sorpresa, e dopo il cinema per il libero confronto non tieni in mano solo tu il microfono senza fili, ed evitassi il continuo elogiare il film che hai scielto tu, come ha giustificarti della scielta del tipo <<visto che bello?>> ed eventualmente visto che il microfono e comodamente senza fili, guarda che puoi passar tranquillamente tra gli spettatori e porgergli il microfono,  e vedrai che diranno la loro sul film, mi parrebbe una roba più che normale sentire anche le altre persone che dicano il loro pensiero sul film, visto che il fine del gruppo dovrebbe essere quello, giusto? che ovviamente il pensiero puo essere condiviso si e no, ma questo fa parte della vita come ben saprai? credo? Grazie. [+]

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