Dark Night |
|||||||||||||
|
Un film di Tim Sutton.
Con Eddie Cacciola, Aaron Purvis, Shawn Cacciola, Anna Rose.
continua»
Titolo originale Dark Night.
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 85 min.
- USA 2016.
- Mariposa Cinematografica
uscita giovedì 1 marzo 2018.
MYMONETRO
Dark Night
valutazione media:
2,98
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
|
|||||||||||||
|
|||||||||||||
|
|
|||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Tutte quelle armi fanno più paura dei vampiri
di Roberto Nepoti La Repubblica
Quando Dark night uscì nelle sale americane (dopo le presentazioni al Sundance e nella sezione veneziana Orizzonti), mancava ancora un anno alla strage del 14 febbraio scorso in una scuola della Florida. La fenomenologia, l'autore, il numero delle vittime sono simili; invece restano oscure le ragioni profonde dei due terrificanti gesti, genericamente attribuiti a caratteri psicopatici e per i quali non si conoscono antidoti. Per la carneficina del film di Tim Sutton l'allucinante "rimedio" che lancia oggi Donald Trump -armare gli insegnanti - avrebbe ancor meno senso: dato che avvenne in un multiplex di Aurora, Colorado, nella notte tra il 19 e il 20 luglio 2012, durante la proiezione del blockbuster Batman The dark night rises (cui il titolo allude per assonanza). Come si può rappresentare l'irrappresentabile? Di certo il regista Sutton conosceva le chiavi scelte in precedenza dai colleghi Gus Van Sante Michael Moore. In Elephant (2003), vincitore della Palma d'oro a Cannes, Van Sant aveva narrato il massacro della Columbine High School nei toni di un dramma raffreddato, molto distante dalle retoriche del mélo; mentre, in Bowling a Columbine (Oscar 2003), Moore aveva adottato la forma del documentario. Sutton fa qualcosa di diverso da entrambi. Attua una sorta di pedinamento di alcuni personaggi, incluso l'assassino James Holmes, rinunciando alla narrazione e affidandosi a immagini "entomologiche" per additarci il retroterra di quel gesto in apparenza privo di senso. Che cosa hanno in comune un reduce di guerra ridotto allo spettro di se stesso e incapace di relazionarsi con la famiglia; una ragazza che aspira a fare l'attrice e si scatta decine di selfie; un adolescente hikikomori che gioca di continuo ai videogame sparatutto e ha solo un amico virtuale; un ragazzo col culto delle armi appena lasciato dalla fidanzata? Due cose, è la risposta. Essere immersi in un contesto alienante, malato di falso benessere e di deficit di rapporti interpersonali da una parte; dall'altra, vivere in un Paese dove l'accesso alle armi è un dogma e procurarsele è molto facile. La bella fotografia di Helene Louvart inquadra tante pistole e fucili oliati con cura, accarezzati, usati per esercitarsi nei poligoni di tiro. Lasciando tutto lo spazio alle immagini, Dark night si assume un compito difficile e coraggioso. Sfida in un colpo solo nichilismo e didascalismo, riuscendo a farci più paura di un horror con zombi o vampiri.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Recensioni & Opinionisti | Articoli & News | Multimedia | Shop & Showtime |
|
|
Link esterni
|