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Iron Man vs Captain America, una campagna elettorale tra due idee di America

Il centro della scena, non a caso, va al protagonista che viene da un'America che credeva in se stessa.
di Roy Menarini

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Robert Downey Jr. (Robert Downey) (53 anni) 4 aprile 1965, New York City (New York - USA) - Ariete. Interpreta Tony Stark/Iron Man nel film di Anthony Russo, Joe Russo Captain America: Civil War.
domenica 8 maggio 2016 - Focus

C'è un motivo se questo film non si intitola Avengers 3 ma fa parte della serie di Captain America. Ed è che, per quanto centrato soprattutto sulla pluralità dei supereroi Marvel, il centro della scena tocca al protagonista più anziano, quello che viene dal passato di un'America che credeva in se stessa e nella grande lotta alla tirannie mondiali. Un personaggio, il suo, totalmente impregnato dello spirito della Seconda Guerra mondiale, dell'antinazismo (leggi anti-Hydra) e del democratismo individualista eroico statunitense. Senza capire questa dimensione americanologica, non si comprendono le scelte - apparentemente forzate - che Captain America opera in difesa del vecchio amico, ora Winter Soldier. E si capisce meglio perché, dopo un primo capitolo eminentemente fondativo, da Captain America - The Winter Soldier a questo nuovo episodio, le trame del supereroe scudato siano intrise di paranoia e spionaggio: è come se la Marvel usasse Captain America come scatola nera della propria dimensione più politica e ideologica.

Lo scontro narrato in Captain America: Civil War non a caso ha a che fare con due temi che sembrano in voga anche presso la DC Comics e appena affrontati da Batman V Superman: Dawn of Justice, ovvero la lotta fratricida tra eroi e il problema delle cosiddette vittime collaterali.
Roy Menarini

In fondo, l'intero impianto di una serie televisiva come Daredevil si basa sugli effetti devastanti che la battaglia di The Avengers ha avuto su New York (è su queste macerie che il villain Wilson Fisk costruisce la sua epopea di capitalismo violento), e ruota appunto intorno a ciò che rimane dopo l'epico duello tra forze del bene e forze del male. È come se il blockbuster, dapprima esaltato dal piacere stesso della distruzione su larga scala e dalle possibilità catastrofiche del digitale, osservasse quel che rimane tra le rovine, una volta cessate le ostilità.
Potremmo persino leggerlo come un tema di responsabilizzazione del cinema spettacolare, e di cessione di sovranità a quella caotica fase politica internazionale che stiamo vivendo, essendo il blockbuster - e in particolare il cinema dei supereroi - il più poroso e sensibile allo scenario bellico mondiale. Certo, anche l'intera serie degli X-Men è profondamente segnata dalla storia politica americana, ed è per questo che molti ne bramano l'ingresso nel Marvel Cinematic Universe e sperano nella risoluzione dei problemi contrattuali che ne fanno una serie parallela e non integrata alle altre.


STRATEGIE OPPOSITIVE

In Captain America: Civil War dunque il seme del dubbio, dell'inimicizia e delle strategie oppositive rispetto al governo del mondo, si insinua tra i supereroi, e fa schierare l'un contro l'altro, fin da subito, anche i nuovi entrati, da Spider-Man a Pantera Nera (a sua volta omonimo, come noto, del gruppo militante e antagonista del black power anni Sessanta/Settanta).

È proprio nello scontro tra i poteri sovrumani dell'uno e dell'altro che si gioca una delle sequenze più avanguardiste mai realizzate nei superhero movies, quella dell'hangar dove i due schieramenti lottano tra di loro.
Roy Menarini

Oltre a un piacere epidermico e quasi futurista nel mettere in scena gli infiniti duelli tra i molti personaggi, basati sulle abilità sovrumane di ciascuno, è proprio lì che si nasconde l'allegoria più potente: i paesi dotati di maggiore capacità di offesa militare si trovano a combattere (spesso per procura) guerre che finiscono semplicemente con un nulla di fatto e sostanzialmente con una violenta ridefinizione di un equilibrio che in verità non si spezza mai. E forse il discorso si può estendere anche all'interno del mondo statunitense. Quella tra Iron Man e Captain America somiglia molto a una campagna elettorale tra due idee di America, proprio nei mesi delle elezioni presidenziali. E se qualcuno dubita della densità politica di Captain America: Civil War, osservi attentamente quel che accade nel film (nemici suicidi che causano vittime innocenti, attentati dinamitardi su suolo europeo, droni che sganciano bombe, guerriglieri di repubbliche dell'ex Unione Sovietica, e così via), e ascolti la citazione che Iron Man fa di The Manchurian Candidate di John Frankenheimer per convincersi.


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