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La trama si articola attorno a tre episodi indipendenti e piuttosto diversi anche nella forma: De Sica è un ex-ricco decaduto che cerca di far sposare sua figlia a un uomo che si presenta come benestante, ma che non lo è per nulla. Questo episodio è quello centrale, il più curato e il più ricco di equivoci, sotterfugi di bassa lega e siprietti volgari, in perfetto stile cinepanettone. Poi abbiamo l'episodio dell'amore sbocciato all'improvviso che tenta di essere qualcosa di più di un rapporto carnale, senza riuscirci. Qui si strappa inizialmente qualche risata, anche grazie a un montaggio delle scene divertente, per finire però a situazioni scontate e troppo prevediìbili. Il terzo episodio si incentra sullo stereotipo del bamboccione cyberdipendente. L'idea inizialmente sembra potersi sviluppare bene, ma viene sfruttata malissimo e la storia si spiaggia in una serie di gag noiosissime su un isola deserta dove "manca il campo". Tra l'altro la vicenda di tale personaggio non si conclude, ma viene semplicemnte lasciata aperta senza spiegarci che fine farà il pover'uomo rimasto col cellulare scarico. Sembra un errore di sceneggiatura grave, persino per un film demenziale.
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