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evildevin87
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martedì 1 dicembre 2015
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grottesco fatto male o comicità involontaria?
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Seriamente: può un film particolarmente bello, riuscito e diventato cult come "Il sesto senso" fare di un regista un guru visionario da adorare incodizionatamente anche quando sforna delle autentiche amenità? Perchè a questo punto i casi sono due: o è stato un gran colpo di culo oppure "Il sesto senso" a M. Night Shyamalan glielo ha scritto qualcun'altro. Perchè non è possibile. Certo, i successivi "The village" e "Unbreakable" erano dei buoni film, ma poi? Di "Signs", per fare un esempio, ne vogliamo parlare? Meglio di no dai. Solo pensare che dopo quella ciofeca di film il suddetto venne definito da molti critici "il nuovo Steven Spielberg" fa non poco ridere, e si ride per non piangere.
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Seriamente: può un film particolarmente bello, riuscito e diventato cult come "Il sesto senso" fare di un regista un guru visionario da adorare incodizionatamente anche quando sforna delle autentiche amenità? Perchè a questo punto i casi sono due: o è stato un gran colpo di culo oppure "Il sesto senso" a M. Night Shyamalan glielo ha scritto qualcun'altro. Perchè non è possibile. Certo, i successivi "The village" e "Unbreakable" erano dei buoni film, ma poi? Di "Signs", per fare un esempio, ne vogliamo parlare? Meglio di no dai. Solo pensare che dopo quella ciofeca di film il suddetto venne definito da molti critici "il nuovo Steven Spielberg" fa non poco ridere, e si ride per non piangere. Ma torniamo a noi.
Qui il suddetto "genio" si cimenta in un film a basso bugdet girato in POV (tecnica di ripresa che avrebbe leggerissimamente rotto le palle) che tratta di due ragazzini che vanno a trovare i nonni per la prima volta. Di lì a poco si scoprirà che i suddetti nonni hanno qualcosa che non va.
I pregi della pellicola sono indubbiamente la fotografia (cade un po' la veridicità del falso documentario, ma va beh), l'idea di base che non è affatto male e soprattutto la recitazione degli attori che interpretano i nonni, che è forse l'unica cosa inquietante del film. I problemi quali sono? Forse nessuno ha mai messo in guardia il signor Shyamalan, ma il grottesco non è una cosa facile da giostrare e se non sei bravo o almeno non ti circondi di gente brava è meglio lasciar proprio perdere perchè a scadere nel ridicolo ci si mette poco. Cosa ancora più difficile è gestire i suddetti elementi quando vuoi comunque mantenere la tensione. E perchè il risultato sia buono a questo punto non basta essere bravi, bisogna essere dei veri e propri talenti. Ed è proprio qui che casca l'asino. Le situazioni tese vengono continuamente spezzate da dialoghi e piccole cose che possono solo suscitare ilarità, e il tutto è solamente ridicolo. Il film a tratti riesce un po' a inquietarti e subito dopo a farti ridere. Due emozioni troppo spesso alternate e troppo in contraddizione perchè lo spettatore possa ritenere gradevole la visione. E nemmeno il colpo di scena riesce a salvare il film. Sì ok, è perfettamente riuscito, arriva e tutto quello che volete, ma un colpo di scena, per definizione, dovrebbe dare una svolta decisiva al film ma M. Night Shyamalan sembra essersene dimenticato. Ultimo ma non meno importante: la ripresa in found footage. Uno dei punti deboli di questa tecnica è, da sempre, il fatto che ci deve essere un valido motivo per cui uno dei personaggi tiene una telecamera accesa in mano in determinate situazioni. In "[Rec]" per esempio funzionava alla grande, e perfino in un film non perfettamente riuscito come "Cloverfield" era credibile. Qui invece si cade nel classico errore di questi film, i due protagonisti riprendono determinate situazioni "perchè sennò il regista non riesce a dirti determinate cose". A mio parere il film avrebbe funzionato molto meglio se avesse alternato riprese tradizionali a qualche momento in found footage, ma va beh...
In conclusione direi che il film è un vero disastro, risulta comico involontariamente e tratta in maniera davvero azzardata una materia dalla quale si poteva cavare fuori qualcosa di buono. Peccato.
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lucva
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lunedì 30 novembre 2015
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ottimo horror/thriller
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Sono contrario a catalogare per forza un film in un genere , horror , thriller etc , nel sesto senso non abbiamo scene splatter ma abbiamo scene macabre colpi di scena ansia sussulti fantasmi quello è un horror comunque che ha lasciato il segno appunto per originalità struttura e colpi di scena
Qui non c'è lo splatter e non ci sono i fantasmi ma è un horror , a mio avviso un film horror non necessita di queste costanti.
In questo bel film con pochi mezzi zero effetti speciali e con lo stile da riprese amatoriale c'è l originilità della semplicità , due bambini una casa isolata e due anziani pazzi talmente ben interpretati da sembrare veri , qui si vede la grande bravura del regista
Nell horror ti aspetti sempre qualcosa che succeda che inquieti o che spaventi .
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Sono contrario a catalogare per forza un film in un genere , horror , thriller etc , nel sesto senso non abbiamo scene splatter ma abbiamo scene macabre colpi di scena ansia sussulti fantasmi quello è un horror comunque che ha lasciato il segno appunto per originalità struttura e colpi di scena
Qui non c'è lo splatter e non ci sono i fantasmi ma è un horror , a mio avviso un film horror non necessita di queste costanti.
In questo bel film con pochi mezzi zero effetti speciali e con lo stile da riprese amatoriale c'è l originilità della semplicità , due bambini una casa isolata e due anziani pazzi talmente ben interpretati da sembrare veri , qui si vede la grande bravura del regista
Nell horror ti aspetti sempre qualcosa che succeda che inquieti o che spaventi ..dietro l angolo , le attese notturne dei ragazzi , le stranezze dei due nonni e gli episodi che avvengono qua e la lo sono , i colpi di scena del finale il terrore di quei venti minuti fanno il resto .La chiave leggera dei ragazzi come conduttori della storia il loro fare spensierato lo rendono a volte anche leggermente comico , qui sta il diverso e l originale di questo film
Lo consiglio di horror fatti bene non ne escono molti ultimamente
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noia1
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lunedì 30 novembre 2015
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"qualcosa girava attorno alla casa, io l'ho visto"
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Due fratellini vanno a trovare i nonni … dei nonni molto particolari.
Shyamalan sempre e comunque umile nei suoi film, forse per questo le grandi produzioni gli fanno così male. Torna all’inventiva nell’ordinario, torna a sconvolgere, non tanto dal punto di vista concettuale, quanto per quel che concerne la quotidianità e innocenza. Come al solito toccante, rende qualcosa d’inquietante vero e proprio horror, colpisce nel profondo, nell’intimo e fa male. Situazioni innocenti o comunque avventurose diventano veri e propri drammi, drammi terrorizzanti se presi nel contesto.
Ciò che dico potrà essere criticato, è normale perché Shyamalan è un artista puro, non perfetto, di conseguenza non può piacere a tutti ed è meglio così, un artista discusso è meglio del solito genialoide che non ne sbaglia una, che non permette di ragionare, che non dà la possibilità di sforzarsi ad andare incontro a trame che se percepite fanno male il doppio.
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Due fratellini vanno a trovare i nonni … dei nonni molto particolari.
Shyamalan sempre e comunque umile nei suoi film, forse per questo le grandi produzioni gli fanno così male. Torna all’inventiva nell’ordinario, torna a sconvolgere, non tanto dal punto di vista concettuale, quanto per quel che concerne la quotidianità e innocenza. Come al solito toccante, rende qualcosa d’inquietante vero e proprio horror, colpisce nel profondo, nell’intimo e fa male. Situazioni innocenti o comunque avventurose diventano veri e propri drammi, drammi terrorizzanti se presi nel contesto.
Ciò che dico potrà essere criticato, è normale perché Shyamalan è un artista puro, non perfetto, di conseguenza non può piacere a tutti ed è meglio così, un artista discusso è meglio del solito genialoide che non ne sbaglia una, che non permette di ragionare, che non dà la possibilità di sforzarsi ad andare incontro a trame che se percepite fanno male il doppio.
The Visit a parer mio è ciò che di più inquietante si possa guardare, un altro passo verso lo sdoganamento di un horror che si rinnova a partire da L’evocazione, passando per Babadook e poi con questo piccolo probabile futuro cult.
Accorgimenti più che splatter, stranezze più che colpi di scena, attori spinti al cento per cento più che grida o facce deformate dagli effetti speciali, l’insolito nel attraverso di due bambini, due bambini che trasmettono l’angoscia attraverso la loro innocenza, un’innocenza sconvolta tremendamente.
Forse un difetto vero ce l’ha questo film, quello di essere dedicato solamente a chi ha un cuore, chi si aspetta la solita roba urlata banalmente fuori dagli schemi che poi sono sempre quelli, non ha capito niente.
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[+] finalmente uno shyamalan degno della sua fama
(di antonio montefalcone)
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kurosaki
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domenica 29 novembre 2015
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si fa paura davvero x quanto è brutto
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fa spavento tantissimo , si x quanto è spaventosamente brutto il film..... così brutto non lo vedevo da tempo , orribile .
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marezia
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domenica 29 novembre 2015
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troppo poco per essere definito in qualche modo
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L'idea di far filmare ai due simpaticissimi nipotini la realtà vissuta per la durata del loro soggiorno sarebbe stata un'ottima trovata se il reportage avesse avuto un andamento da thriller più che da ripresa amatoriale. Così com'è, lo spettatore ride di fronte al loro senso dell'umorismo e alla loro vivace intelligenza ma non si spaventa mai. MAI. Perché vi chiederete? Perché non c'è niente di cui spaventarsi! Il lato oscuro degli anziani che abitano quella casa è TROPPO CONFINATO IN POCHI FLASH, POCHI ISTANTI. Lo spettatore non ha il tempo di provare un'emozione che puff! si passa ad altro. E il finale non è da meno, perché anche lì, la vera realtà che si palesa in tutta la sua tragicità non è poi supportata da una chiusura DEGNA perché ai ragazzi - come anche allo spettatore - non viene fornita una spiegazione seppure sommaria del suo perché, quattro parole magari di scuse da parte della madre, NIENTE.
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L'idea di far filmare ai due simpaticissimi nipotini la realtà vissuta per la durata del loro soggiorno sarebbe stata un'ottima trovata se il reportage avesse avuto un andamento da thriller più che da ripresa amatoriale. Così com'è, lo spettatore ride di fronte al loro senso dell'umorismo e alla loro vivace intelligenza ma non si spaventa mai. MAI. Perché vi chiederete? Perché non c'è niente di cui spaventarsi! Il lato oscuro degli anziani che abitano quella casa è TROPPO CONFINATO IN POCHI FLASH, POCHI ISTANTI. Lo spettatore non ha il tempo di provare un'emozione che puff! si passa ad altro. E il finale non è da meno, perché anche lì, la vera realtà che si palesa in tutta la sua tragicità non è poi supportata da una chiusura DEGNA perché ai ragazzi - come anche allo spettatore - non viene fornita una spiegazione seppure sommaria del suo perché, quattro parole magari di scuse da parte della madre, NIENTE. L'ORRORE APPENA ANDATO IN SCENA VIENE COMPLETAMENTE DIMENTICATO e le uniche parole pronunciate sono un patetico discorso su un passato che, ai fini del VERO NUCLEO DEL FILM, NON SERVE A NIENTE. Il VERO FULCRO DEL FILM dovevano essere gli strani personaggi di quella casa e, una volta risolto il dramma, il regista avrebbe dovuto riportare l'attenzione dello spettatore a loro per un'ultima volta come è stato in The Others, MERAVIGLIOSO HORROR. Insomma, nonostante il tentativo lodevole dell'apripista di turno di trovarvi degli intenti educativi o didattitici o sociologici, trattansi di FILMETTO NE' HORROR NE' DI FORMAZIONE MA SOLO DI GRANDE, GRANDISSIMO UMORISMO.
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emi95
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domenica 29 novembre 2015
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non male in fin dei conti.
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Il film nel complesso è carino; gli attori sono bravi (specialmente l'anziana), l'ambientazione è adatta al film e, considerando che è un thriller psicologico, è oppressiva e inquietante. Unica piccola pecca la trama che, pur partendo da un ottimo punto, è sviluppata un po' male, specialmente alcune parti che sembrano essere state messe lì giusto per allungare il film. Tirando le somme credo sia un film che si puó guardare tranquillamente a casa dal proprio computer, senza spendere soldi al cinema.
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cinebura
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domenica 29 novembre 2015
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semplicità, ottimi attori e una mente geniale!
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Sono in sala, con il solito cilindro di popcorn e con il dolce e fresco bicchiere di pepsi nelle mani. Sono entrato in quella sala per due motivi. Il primo motivo è stato scoprire che il film che stavo per gustare, era stato diretto e scritto da Shyamalan. Un regista che mi ha stupito altre volte come con la sua grandissima opera, Il sesto senso. Il secondo motivo, quello che in verità mi ha spinto maggiormente a richiedere il biglietto alla cassa, è stato il fatto di venire a conoscenza che il budget con cui il nostro regista ha lavorato era di soli cinque milioni di dollari. Un budget limitatissimo. Dalla intervista di Shyamalan è emerso il suo grande obbiettivo di realizzare un film di bassissimi costi che sia degno di essere apprezzato e ricordato.
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Sono in sala, con il solito cilindro di popcorn e con il dolce e fresco bicchiere di pepsi nelle mani. Sono entrato in quella sala per due motivi. Il primo motivo è stato scoprire che il film che stavo per gustare, era stato diretto e scritto da Shyamalan. Un regista che mi ha stupito altre volte come con la sua grandissima opera, Il sesto senso. Il secondo motivo, quello che in verità mi ha spinto maggiormente a richiedere il biglietto alla cassa, è stato il fatto di venire a conoscenza che il budget con cui il nostro regista ha lavorato era di soli cinque milioni di dollari. Un budget limitatissimo. Dalla intervista di Shyamalan è emerso il suo grande obbiettivo di realizzare un film di bassissimi costi che sia degno di essere apprezzato e ricordato. Inizio del film, e già scopro che tutte le riprese sono state fatte dai protagonisti stessi come se fosse un documentario. Un brutto presagio mi è nato dentro la mente, perché ho visto altre opere girate con la stessa tecnica e dopo dieci minuti di film avevo già il mal di testa (forse dovevo guardarmi il trailer prima, ma alla fine è stato meglio così). C’era da aspettarselo dato il budget limitato. Con grandissima sorpresa, quasi non mi sono accorto di questa tecnica moderna e da me odiata in altre occasioni. Immagini fisse e poco sballottanti, nessun mal di testa. Il film è partito come moltissimi altri horror. Gita dai nonni, madre con il fidanzato che se ne va in vacanza e il mistero del padre che ha abbandonato la famiglia anni prima. Due anziani inizialmente accoglienti e graziosi. Trama semplice ma non banale, i nonni, i grandi nonni io li definirei. Hanno interpretato i loro ruoli in maniera fantastica, spontanea, riuscendo a mettere un pizzico di paura in ogni scena. Nonni strani, molto strani, fino a diventare aggressivi. Dopo dieci minuti la cannuccia della pepsi aspirava solo aria. Il film dalla metà in poi mi ha preso sul serio. I popcorn si sono dimezzati per poi toccare il fondo con le dita dopo circa un ora. le notti passano, i ragazzini impegnati e determinati a girare il loro amatoriale film sui luoghi d’infanzia di loro madre, saranno sorpresi nel scoprire che stanno girando un film molto più particolare e forse non desiderato. Il vero fuoco ha preso vita verso la fine, quando, Shyamalan ha inserito nella vicenda un suo classico e sorprendente colpo di scena. Io credo che nessuno possa dire che questa pellicola è di livello inferiore alla media delle opere del genere horror degli ultimi anni. Nessuno può dire che l’idea dei nonni, strani, molto strani, fino a diventare aggressivi sia una idea stupida e banale. Perché ho già visto tantissime altre opere del genere e questa è quasi alla pari di tantissimi film considerati cult del genere. L’ansia e il timore scaturiti da due persone anziane strane e aggressive, come ho già detto, mi sembra un grandissima trovata. Davvero ottimo il montaggio e la fotografia che riesce a incollare lo spettatore sulla sua poltrona di pelle desideroso di scappare, come i ragazzi, da quel luogo quasi claustrofobico. Continuando a scrivere noto che questo film ha davvero delle potenzialità da non ignorare ma concludo qui, per evitare di rendere un capolavoro un opera che non se lo merita ma che di sicuro ne esce a testa alta.
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jaylee
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domenica 29 novembre 2015
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le streghe son tornate (?)
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Torna sul grande schermo, M. Night Shyamalan, regista di origine indiane che a cavallo tra gli anni 90 ed i primi 2000 sfornò una serie di titoli davvero niente male come Il Sesto Senso, Unbreakable, Signs e che lo additarono come il prossimo Steven Spielberg per fotografia, ambientazioni e capacità di suspence nel pubblico. Purtroppo queste promesse non furono mantenute. I suoi ultimi lavori (citiamo solo After Earth, per fare un esempio) sono stati mediocri a dir poco e la sua carriera è andata decisamente a picco.
Comprensibile che, quindi, The Visit possa essere approcciato con un certo pregiudizio: sarà un film del primo Shyamalan o del secondo Shyamalan?
Ma andiamo con ordine: Rebecca e Tyler vanno a trovare i nonni sperduti nella campagna della Pennsylvania, e si tratta della prima volta che le due generazioni si vedono.
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Torna sul grande schermo, M. Night Shyamalan, regista di origine indiane che a cavallo tra gli anni 90 ed i primi 2000 sfornò una serie di titoli davvero niente male come Il Sesto Senso, Unbreakable, Signs e che lo additarono come il prossimo Steven Spielberg per fotografia, ambientazioni e capacità di suspence nel pubblico. Purtroppo queste promesse non furono mantenute. I suoi ultimi lavori (citiamo solo After Earth, per fare un esempio) sono stati mediocri a dir poco e la sua carriera è andata decisamente a picco.
Comprensibile che, quindi, The Visit possa essere approcciato con un certo pregiudizio: sarà un film del primo Shyamalan o del secondo Shyamalan?
Ma andiamo con ordine: Rebecca e Tyler vanno a trovare i nonni sperduti nella campagna della Pennsylvania, e si tratta della prima volta che le due generazioni si vedono. Infatti, la madre era letteralmente fuggita di casa all’annuncio del suo fidanzamento con quello che poi diventerà il suo ex-marito, per non ripresentarsi mai più dai suoi. Tutto bene il primo giorno, fatta di passeggiate e biscotti casalinghi; ma già la prima notte la nonna comincia ad avere dei comportamenti inspiegabili. Ed il nonno sembra avere molti segreti da nascondere nella casa… saranno 5 notti e 5 giorni molto lunghi per i due ragazzi.
The Visit è girato nello stile che da The Blair Witch Project in poi sembra uno dei generi più in voga per l’horror, ovvero il finto documentario: Rebecca e Tyler vanno in giro riprendendo con le loro videocam, col pretesto narrativo che vorrebbero ricavarne un racconto per la mamma. In effetti, il film conta molto sulle aspettative dello spettatore, che ovviamente anticipa cosa potrebbe succedere e quali sono gli indizi, gioco che effettivamente funziona molto bene: basti pensare all’ossessione della nonna affinchè Rebecca pulisca il forno entrando completamente dentro (ricorda qualcosa?) o ai racconti del nonno sulla “cosa bianca con gli occhi gialli” (che sarà rivelata in fondo per pochi secondi, quindi occhi aperti). La paura e la tensione derivano più dall’immaginato che dal visto, come ci insegna Lovecraft.
Due gli elementi narrativi originali in un film che effettivamente richiama molti stilemi del già citato The Blair Witch Project, ma anche di Paranormal Acitivity e L'Ultimo Esorcismo: innanzitutto gli intermezzi leggeri di Tyler, giovane rapper in erba, che, sebbene a volte un po’ stonati, rendono più variegato lo sviluppo; in secondo luogo, il tentativo di Rebecca di riconciliare la madre coi nonni, attraverso il link emotivo dello storytelling: raccontare per accomiatarsi dal nostro passato (che accomuna questo film con Il Sesto Senso).
Una cosa la anticipiamo, e che forse è la nota più piacevole di quello che alla fine è un buon film anche se ampiamente imperfetto (per riprendere la domanda iniziale, diciamo che si tratta di uno Shyamalan 1.5): il ritmo sincopato che caratterizza il regista, abbinato al rovesciamento finale delle nostre convinzioni, grazie ad un colpo di scena presentato con una pulizia e semplicità tale da essere disarmante.
A volte l’orrore fa parte della vita indipendentemente da orchi e streghe, invecchiare da soli nel decadimento del corpo e della mente (magari in una “maledetta provincia” come dicono nel film) fa più paura di qualsiasi mostro immaginario. (www.versionekowalski.it)
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[+] ma dove si vede la cosa bianca con gli occhi
(di jollyroger27488)
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fedefe95
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domenica 29 novembre 2015
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cacca
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Zero stelle no? Film horribol, non horror!! Non ho ma visto un film (definito horror) così stupido e senza senso: cacca in faccia, nipote in forno, la nonna con le natiche fuori!! -.- non guardatelo...
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maurizioc
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sabato 28 novembre 2015
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una palla infernale
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Il basso budget non può essere una scusa per la mediocrità.
Il colpo di scena originale offriva l'occasione per sfruttare molto meglio il seguito, con la speranza di recupero narrativo almeno verso la fine; occasione miseramente mancata.
Lo spettatore rimane in attesa di qualcosa che non arriverà mai. Lo definirei thriller e non horror. Attori anziani bravi, ma purtroppo non è bastato.
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