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Mad Max: Fury Road, un'apoteosi adrenalinica di inseguimenti, corse, combattimenti

Ora disponibile su Amazon Prime Video l'ultimo pluripremiato capitolo di una tra le più cinefile tra le saghe action.
di Emanuele Sacchi

Mad Max: Fury Road

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Tom Hardy (Edward Thomas Hardy) (41 anni) 15 settembre 1977, Londra (Gran Bretagna) - Vergine. Interpreta Max Rockatansky nel film di George Miller (II) Mad Max: Fury Road.
martedì 2 luglio 2019 - prime video

In un futuro imprecisato post-apocalittico la Terra è in mano ai predoni. Tra questi Immortan Joe, che controlla la Cittadella con il pugno di ferro, imponendo il culto della personalità. Finché la sua compagna e "Imperatrice", Furiosa, lo tradisce, portando con sé le schiave e concubine di Immortan.

Reboot, mash up o remake sono termini che aiutano a capire ma che non inquadrano completamente l'operazione alla base di Mad Max: Fury Road.
Emanuele Sacchi

Il ritorno alla regia di George Miller, atteso quanto insperato, forse prepara a una nuova saga, tutto sembra farlo credere, ma soprattutto cerca di riscrivere l'ultimo e debole - al di là dell'impatto iconografico della sfera del tuono - capitolo con Mel Gibson e Tina Turner, riproponendo Max in un contesto come quello attuale, sovraccarico di supereroi invincibili e di action movies che dall'universo distopico di Mad Max molto hanno saccheggiato. Come Ken il guerriero, per citare solo una delle innumerevoli visioni di medioevo prossimo venturo degli ultimi due decenni, che devono tutto all'intuizione milleriana, contestualizzata nell'ideale paesaggio intrinsecamente borderline del deserto australiano.

Una società resettata, in cui benzina e cromature assumono sostanza quasi divina: un tema ripreso in Mad Max: Fury Road, con il coraggioso accostamento tra la mistica da kamikaze del terrorismo contemporaneo e un'estetica neo-ariana che inneggia al Valhalla, in una crasi impossibile tra filosofie opposte di un'ideale crociata. Miller intende riprendersi ciò che è suo e rilanciarlo nel linguaggio della contemporaneità, avvalendosi del 3D, ricorrendo probabilmente a una velocizzazione dei frame per secondo (a tratti eccessiva), ma Mad Max: Fury Road è molto più di questo. A partire dal lavoro compiuto su eroi e antieroi: il Max di Tom Hardy, perseguitato dagli incubi di una vita precedente e quasi balbuziente nella sua timida incapacità di interagire con gli altri, è lontano dal vendicatore senza nome di Mel Gibson. Un supereroe con super-problemi marveliano, more human than human, per dirla con Rob Zombie.

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In foto una scena del film Mad Max: Fury Road.
In foto una scena del film Mad Max: Fury Road.
In foto una scena del film Mad Max: Fury Road.
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