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Fast & Furious 7, cinque ragioni per vedere il film

Il film con Vin Diesel e l'addio a Paul Walker.
di Gabriele Niola

In foto una scena del film.
Vin Diesel (Mark Vincent) (53 anni) 18 luglio 1967, New York City (New York - USA) - Cancro. Interpreta Dominic Toretto nel film di James Wan Fast & Furious 7.

domenica 5 aprile 2015 - Approfondimenti

Due ore e 17 minuti che partono con una scazzottata da tra Dwayne Johnson e Jason Statham (in un altro film sarebbe stato il punto di arrivo, qui è solo l'inizio) e finiscono con una grandissima sequenza di azione e distruzione cittadina, in cui tutti i personaggi guidano un mezzo di trasporto, tutti contemporaneamente. Tripudio del cinema dalla grande perizia tecnica e trama essenziale, Fast & Furious 7 fa ruotare vorticosamente il suo nutrito cast intorno ai due espedienti più antichi del cinema: il fratello del villain sconfitto nell'episodio precedente arriva in cerca di vendetta e un oggetto tecnologico troppo potente è cercato da diverse mani di cui molte sono quelle sbagliate.
Facile avere un (pre)giudizio negativo su un film che si basa su questi presupposti, eppure non saranno solo gli incassi a legittimare il settimo capitolo di una delle serie più eterogenee e complesse che il cinema americano ha esportato negli ultimi anni (la continuity tra i vari capitoli meriterebbe un articolo a parte per essere spiegata). Sbaglia infatti chi declassa Fast & Furious 7 a cinema di rapido consumo, all'interno di quest'ultimo film (il primo diretto dalla star dell'horror moderno James Wan) ci sono più elementi di interesse di quanti possano vantare altre produzioni più blasonate.

1. L'action movie contemporaneo
Da quando Sylvester Stallone ha riportato al cinema le star degli anni '80 in film fieramente d'altri tempi il cinema d'azione americano ha cercato di ritrovare quella strada, quella di film asciutti e dai dialoghi essenziali, in cui l'avventura fosse più nelle azioni che negli intrighi. Fast & Furious ha saputo adattarsi immediatamente al nuovo scenario, con un piede nel cinema d'azione classico dei corpi esibiti (non solo Dwayne Johnson ma anche l'atletica di Tony Jaa) e un altro nella distruzione catastrofica esasperata della computer grafica.

2. Il rapporto con la morte
Fast & Furious 7 intrattiene un rapporto particolare e di difficile classificazione con la morte di uno dei suoi protagonisti. Paul Walker è dentro e fuori dal film allo stesso tempo, la trama è stata scritta per cambiare l'importanza del suo personaggio, alcune scene sono state realizzate con una sua versione digitale ma anche l'atteggiamento del film nei suoi confronti è a metà tra la coerenza interna dell'universo di finzione (in cui il suo personaggio non è morto) e la strizzata d'occhio al mondo vero (in cui Walker è deceduto proprio guidando).
Una sequenza finale che non è possibile collocare nè dentro nè fuori dal film chiude tutto con un tono da epitaffio che non ha niente a che vedere con quanto visto in precedenza.

3. La "famiglia" di star
Fast & Furious 7 non è solo pieno di star, le ha lentamente accumulate in tutta la sua storia. A partire dal primo film nel 2001 la serie si è trascinata dietro tutti i nomi nuovi che ogni capitolo includeva. Alcuni personaggi sono morti, altri se ne sono aggiunti ma la maniera in cui la serie, che come molte altre mira ad avere un nutrito cast di stelle, si basa sul concetto di "famiglia" e quindi tiene stretta a sè i suoi attori non si ritrova altrove. Qual è la famiglia di Fast & Furious? È quella formata dai personaggi? Sono gli attori che insieme creano un ensemble di provato successo?

4. L'incertezza razziale
Nel cinema americano la razza è sempre una questione centrale e quando i film non sono irrealmente composti da cast esageratamente bianchi, questa diventa uno degli argomenti del film. Se ci sono molti afroamericani o molti asiatici sarà un film su di loro e il loro essere stranieri in America, se c'è un bianco e un nero sarà un film sul rapporto tra le due razze. Fast & Furious (tutta la saga) è uno dei pochissimi casi in cui regna un'incertezza razziale che non prende mai il centro della scena. A partire da Vin Diesel/Dominic Toretto, eroe dalle origini incerte, per proseguire con Michelle Rodriguez, Jordana Brewster e poi ancora Ludacris e Tyrese Gibson, tutte le parti principali appartengono a minoranze razziali senza che la presenza di un poliziotto bianco (Walker) sia un elemento dissonante e senza che questo sia un tema del film. È solo un dato di fatto.

5. Cinema globale
Una storia piena di personaggi, scene d'azione che hanno perso ogni contatto con il realismo e dalle ambizioni sempre crescenti (in questo settimo capitolo ci si fionda in auto di grattacielo in grattacielo sfondandone le vetrate o ci si tuffa al volante da un aereo con solo un paracadute), fino ad un uso naive e pompato del sentimentalismo, Fast & Furious 7 ha una struttura che lo fa somigliare più ai blockbuster cinesi che a quelli americani. A questo si aggiungano le scene girate in giro per il mondo come quella ad Abu Dhabi e la presenza di star del cinema d'arti marziali asiatico come Tony Jaa, dell'action movie europeo come Jason Statham o di quello africano (Djimon Hounsou) ed è evidente quanto il film sia pensato come un'operazione globale.

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