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gabriella
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venerdì 8 agosto 2014
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i misteri di parigi
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Vanda irrompe improvvisamente in un teatro parigino , mentre il regista, Thomas, sta chiudendo dopo una serie di audizioni deludenti, insiste affinchè la metta alla prova, lui non ne ha nessuna intenzione, ma acconsente. Già dalla prima scena si capisce che questa donna, che sembra non avere affatto i requisiti richiesti per la parte, otterrà tutto quello che vuole. Alle prime battute ( il testo è “Venere in pelliccia" tratto dal libro di Von Sacher Masoch),Thomas è sorpreso e affascinato da Vanda che sembra avere un talento innato, lui legge il copione interpretando la parte maschile, ma anche quando, forse per pudore, vorrebbe saltare dei passaggi, lei lo incita a continuare. Man mano che la recita prosegue, il regista osserva compiaciuto e sedotto questa donna camaleontica nelle varie sfaccettature del personaggio, è donna, amante, schiava, padrona e infine dea, elementi che si mescolano, liberano la creatività, l'arte diventa strumento di esplorazione, mette a nudo i desideri non svelati, le perversioni mai dichiarate, tra finzione e realtà il teatro diventa luogo di distruzione, Thomas si mette nelle mani della donna fino all'annullamento.
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Vanda irrompe improvvisamente in un teatro parigino , mentre il regista, Thomas, sta chiudendo dopo una serie di audizioni deludenti, insiste affinchè la metta alla prova, lui non ne ha nessuna intenzione, ma acconsente. Già dalla prima scena si capisce che questa donna, che sembra non avere affatto i requisiti richiesti per la parte, otterrà tutto quello che vuole. Alle prime battute ( il testo è “Venere in pelliccia" tratto dal libro di Von Sacher Masoch),Thomas è sorpreso e affascinato da Vanda che sembra avere un talento innato, lui legge il copione interpretando la parte maschile, ma anche quando, forse per pudore, vorrebbe saltare dei passaggi, lei lo incita a continuare. Man mano che la recita prosegue, il regista osserva compiaciuto e sedotto questa donna camaleontica nelle varie sfaccettature del personaggio, è donna, amante, schiava, padrona e infine dea, elementi che si mescolano, liberano la creatività, l'arte diventa strumento di esplorazione, mette a nudo i desideri non svelati, le perversioni mai dichiarate, tra finzione e realtà il teatro diventa luogo di distruzione, Thomas si mette nelle mani della donna fino all'annullamento. C'è uno slittamento di senso, di ruoli, si accavalla e si sovrappone la realtà alla finzione in una dicotomia dei sessi, il gioco delle apparenze è un crescendo continuo di ambiguità ed emozioni, Thomas diventa il capro espiatorio di millenni di sfruttamento ai danni del genere femminile e viene punito per questo.
Roman Polanski dirige la moglie Emmanuelle Seigner con maestria e le affianca Mathieu Amalric, che, lo abbiamo notato tutti, assomiglia al regista in modo sorprendente; il risultato è un ottimo film, ben interpretato e dai risvolti intimi e psicologici.
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paolose
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venerdì 11 luglio 2014
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haberi non habere
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Due sono i protagonisti: un uomo e una donna. I riferimenti alla mitologia classica e le riflessioni sui sessi, sembrano trasfigurare i due personaggi rispettivamente nell'intero genere maschile e femminile. L'uomo nella finzione teatrale viene subito sottomesso dalla donna per quel patto, ma è subito soggiogato anche al di fuori di quella recita. Per lui non c'è salvezza anche se i ruoli vengono scambiati: la donna dominatrice, che egli ora rappresenta, dichiara la sua debolezza e la volontà di sottomissione.
Al termine del film in quell'atmosfera dionisiaca i ruoli si invertono per l'ultima volta, definitivamente. L'attrice denudandosi, avvolgendosi nella pelliccia, danzando in preda all'euforia riconquista nuovamente la sua femminilità, diviene la vera vincitrice.
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Due sono i protagonisti: un uomo e una donna. I riferimenti alla mitologia classica e le riflessioni sui sessi, sembrano trasfigurare i due personaggi rispettivamente nell'intero genere maschile e femminile. L'uomo nella finzione teatrale viene subito sottomesso dalla donna per quel patto, ma è subito soggiogato anche al di fuori di quella recita. Per lui non c'è salvezza anche se i ruoli vengono scambiati: la donna dominatrice, che egli ora rappresenta, dichiara la sua debolezza e la volontà di sottomissione.
Al termine del film in quell'atmosfera dionisiaca i ruoli si invertono per l'ultima volta, definitivamente. L'attrice denudandosi, avvolgendosi nella pelliccia, danzando in preda all'euforia riconquista nuovamente la sua femminilità, diviene la vera vincitrice. Polanski sembra inoltre voler analizare la natura dell'uomo che risulta sempre smanioso e desideroso di onorare il principio "habere non haberi", ma da questa analisi sembra anche emergere che quella conquista bramata dall'uomo, che quel "habere" consista invece in un "haberi", in una totale sottomissione.
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onufrio
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lunedì 30 giugno 2014
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il giuoco delle parti
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Il cinema diventa teatro, il teatro diventà realtà, Roman Polanski dopo il "duello" a 4 in Carnage, dimezza i protagonisti presentando "Venere in Pelliccia" retto da due attori: E.Seigner e M.Amalric, quest'ultimo interpreta l'autore teatrale del famoso testo di Venere in pelliccia per l'appunto rivisitato da Thomas, mentre la Seigner interpreta Vanda, una sbadata attrice teatrale che si presenta in ritardo per le audizioni nel ruolo dell'omonima Vanda, protagonista del romanzo. I due iniziano a provare un paio di battute e sin da subito Thomas appare rapito dalla trasformazione in scena di Vanda, l'audizione privé proseguirà per le lunghe e la recitazione lascerà il posto alla realtà, in un continuo alternarsi di verità e finzione che accompagnerà i due nostri protagonisti nello svolgimento dell'opera teatrale.
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Il cinema diventa teatro, il teatro diventà realtà, Roman Polanski dopo il "duello" a 4 in Carnage, dimezza i protagonisti presentando "Venere in Pelliccia" retto da due attori: E.Seigner e M.Amalric, quest'ultimo interpreta l'autore teatrale del famoso testo di Venere in pelliccia per l'appunto rivisitato da Thomas, mentre la Seigner interpreta Vanda, una sbadata attrice teatrale che si presenta in ritardo per le audizioni nel ruolo dell'omonima Vanda, protagonista del romanzo. I due iniziano a provare un paio di battute e sin da subito Thomas appare rapito dalla trasformazione in scena di Vanda, l'audizione privé proseguirà per le lunghe e la recitazione lascerà il posto alla realtà, in un continuo alternarsi di verità e finzione che accompagnerà i due nostri protagonisti nello svolgimento dell'opera teatrale.
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stevesteve
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sabato 14 giugno 2014
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tanti doppi
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Due soli attori – un’attrice strappa fuori tempo un’audizione ad un regista – mettono in scena una sequenza di scambio di ruoli scambio di parti scambio di persone.
La magia di Polansky sta nel farci passare dal livello reale (attrice / regista) al livello teatrale (donna / uomo) al livello lotta di potere fra i sessi al livello scambio di ruolo con qualche intervallo di cambio di prospettiva (l’attrice conosce davvero la fidanzata del regista? sta davvero facendo lì un lavoro diverso da quello dell’attrice?), il tutto miracolosamente privo di sbalzi, senza fare alcuna fatica nel sapere “dove siamo adesso” e tuttavia con la continua sorpresa del trovare uno al posto dell’altra o al posto di se stesso in altro ruolo.
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Due soli attori – un’attrice strappa fuori tempo un’audizione ad un regista – mettono in scena una sequenza di scambio di ruoli scambio di parti scambio di persone.
La magia di Polansky sta nel farci passare dal livello reale (attrice / regista) al livello teatrale (donna / uomo) al livello lotta di potere fra i sessi al livello scambio di ruolo con qualche intervallo di cambio di prospettiva (l’attrice conosce davvero la fidanzata del regista? sta davvero facendo lì un lavoro diverso da quello dell’attrice?), il tutto miracolosamente privo di sbalzi, senza fare alcuna fatica nel sapere “dove siamo adesso” e tuttavia con la continua sorpresa del trovare uno al posto dell’altra o al posto di se stesso in altro ruolo.
E’ il tema del potere nelle relazioni di coppia che viene esplorato qui agli estremi del piacere della sottomissione e della dialettica servo/padrone. Come nei precedenti, e altrettanto belli, “La morte e la fanciulla” e “Luna di fiele”.
Infine, piacere inaspettato, ho scoperto che Polansky sta per girare un film su Dreyfus, tratto da L’ufficiale e la spia di Robert Harris, che ho appena letto.
Grande regista, Polansky.
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max.antignano
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martedì 6 maggio 2014
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non si prende per culo una dea...per così dire!
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Prendi una notte parigina buia e tempestosa, delle note che rimandano al Bolero di Ravel, un autore- adattatore teatrale in crisi (e non solo da astinenza da protagonista) e una musa ispiratrice sadomaso che appare dal nulla e che stravolgerà tutto, ma proprio tutto.
Ecco, questa è La Venere in pelliccia, strepitosa, surreale e sensualissima commedia di Roman Polanski che riadatta per lo schermo una piece di Broadway per riprendere due suoi piatti forti, ossia l'amore per il teatro e l'eterna guerra dei sessi già recentemente affrontata in Carnage. Anche qui nulla è ciò che sembra e in modo ancor più divertito l'incontro-scontro tra i protagonisti si creerà e svilupperà sotto i nostri occhi con un itinerario, più che con un finale, imprevedibile.
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Prendi una notte parigina buia e tempestosa, delle note che rimandano al Bolero di Ravel, un autore- adattatore teatrale in crisi (e non solo da astinenza da protagonista) e una musa ispiratrice sadomaso che appare dal nulla e che stravolgerà tutto, ma proprio tutto.
Ecco, questa è La Venere in pelliccia, strepitosa, surreale e sensualissima commedia di Roman Polanski che riadatta per lo schermo una piece di Broadway per riprendere due suoi piatti forti, ossia l'amore per il teatro e l'eterna guerra dei sessi già recentemente affrontata in Carnage. Anche qui nulla è ciò che sembra e in modo ancor più divertito l'incontro-scontro tra i protagonisti si creerà e svilupperà sotto i nostri occhi con un itinerario, più che con un finale, imprevedibile.
Vediamo così Thomas, l'uomo, l'Autore, colui che sceglie e ha il potere, e Vanda, la donna, l'aspirante attrice che ambisce ad essere scelta, prima aggangiarsi e poi di continuo rincorrersi, superarsi e creare qualcosa di nuovo ed irripetibile, lì davanti ai nostri occhi. Ben presto però diviene chiaro chi ha in mano il gioco e quale sia il sesso debole (perchè statico e dipendente) e quale quello forte (imprevedibile e istintivo)fino al finale inatteso ma neanche tanto a sorpresa. L'opinione di Polanski qui, è chara e netta, meno sfumata che in Carnage: non si prende per il culo una Dea.
Strepitosa Emmanuelle Seigner, sensualissima e capace di repentini cambi di ruolo. Un applauso anche alla doppiatrice Emanuela Rossi, capace di renderla così simile a una svampita e sexy Monica Vitti anni'60.
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ultimoboyscout
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mercoledì 9 aprile 2014
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come una vera dea...
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Dopo "Carnage", Polanski insiste ancora col teatro, trasferendo a Parigi l'ambientazione newyorchese di "Venus in fur", un grande successo di Broadway di David Ives che a sua volta ha rielaborato il classicissimo della letteratura erotica "Venere in pelliccia" di Leopold Von Sacher-Masoch. Il film è un sottile quanto arguto gioco di seduuzione tra il regista Mathieu Amalric e l'aspirante al ruolo di protagonista di una piece Emmanuelle Seigneur, moglie e musa di Polanski. La storia è semplicissima: Thomas, il regista, non ha trovato la candidata che cercava per il ruolo di protagonista nonostante le tante audizioni sostenute. A fine giornata si presenta Vanda, volgare, chiassosa, invadente e svampita, tutto ciò che lui detesta.
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Dopo "Carnage", Polanski insiste ancora col teatro, trasferendo a Parigi l'ambientazione newyorchese di "Venus in fur", un grande successo di Broadway di David Ives che a sua volta ha rielaborato il classicissimo della letteratura erotica "Venere in pelliccia" di Leopold Von Sacher-Masoch. Il film è un sottile quanto arguto gioco di seduuzione tra il regista Mathieu Amalric e l'aspirante al ruolo di protagonista di una piece Emmanuelle Seigneur, moglie e musa di Polanski. La storia è semplicissima: Thomas, il regista, non ha trovato la candidata che cercava per il ruolo di protagonista nonostante le tante audizioni sostenute. A fine giornata si presenta Vanda, volgare, chiassosa, invadente e svampita, tutto ciò che lui detesta. quasi constretto a darle una possibilità, la vedrà trasformarsi in maniera incredibile. Interpretato da due soli attori e girato con una sola macchina da presa, è un divertissement decisamente provocante dalla messa in scena elegantissima che regala due straordinarie prove di attori impegnati in un testo ricco di dialoghi che diventano man mano ch ela storia prosegue sempre più brillanti, ironici, appassionanti ma soprattutto raffinati. I due personaggi vivono quasi sospesi in un mondo separato da quello reale, il loro isolamento scatena dinamiche interessanti, portando i due alla totale sincerità e alla più completa apertura. La pellicola è un inno alla seduzione e al piacere della sottomissione, un gioco in cui i ruoli si ribaltano tra verità e finzione, dove l'attrice diventerà "regista" della situazione e il regista vero un burattino inerme che perderà sicurezza, arroganza e spavalderia, doti di cui inizialmente era pieno, diventando vittima delle parole e dei gesti di una Venere dominatrice. Ma lui prova piacere in tutto ciò e tra quel piacere e l'abisso non c'è alcuna distanza. Lei domina, lui si agita, si dimena, si traveste, si umilia e Polanski, a 80 anni, osserva, si diverte e si dimostra in gran forma, prendendo gusto a questo genere di sfide. Nella guerra dei sessi il regista indaga sui processi della seduzione senza smarrire il lato comico e quello oscuro evitando ogni banalizzazione di sadismo e masochismo insiti nella relazione. Guerra, che come è chiarissimo, ha una sola vincitrice.
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giagu14
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lunedì 20 gennaio 2014
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molto bello
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un film che fa riflettere
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marcobrenni
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venerdì 10 gennaio 2014
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brillante film di polanski
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In verità qualche settimana fa avevo già lasciato il mio commento, ma poi non ne ho più saputo nulla: forse per via del Natale/Capodanno?
Ripeto in breve : ottimo film, che riproprone addirittura il teatro classico : unità di luogo, tempo e azione. Brillanti gli attori, soprattutto la Seigner che per questo meriterebbe l'Oscar. Il messaggio del film sottende pure un certo femminismo: infatti è Venere che stravince in questo gioco di seduzione perché riesce a mettere a nudo le perversioni del povero regista (impersonato da Amalric molto simile a Polanski) che doveva essere invece il suo capo, ma che ne esce come un fantoccio distrutto.
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In verità qualche settimana fa avevo già lasciato il mio commento, ma poi non ne ho più saputo nulla: forse per via del Natale/Capodanno?
Ripeto in breve : ottimo film, che riproprone addirittura il teatro classico : unità di luogo, tempo e azione. Brillanti gli attori, soprattutto la Seigner che per questo meriterebbe l'Oscar. Il messaggio del film sottende pure un certo femminismo: infatti è Venere che stravince in questo gioco di seduzione perché riesce a mettere a nudo le perversioni del povero regista (impersonato da Amalric molto simile a Polanski) che doveva essere invece il suo capo, ma che ne esce come un fantoccio distrutto. In buona sostanza, non era un regista e uomo di second'ordine che si serviva del teatro solo per inscenare le proprie fantasie erotiche perverse!
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paride86
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giovedì 9 gennaio 2014
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potente
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Polanski confeziona con due soldi un film intenso ed eccezionale, nel senso vero nel termine, puntando i riflettori sulla lotta dei sessi. L'impressione è che il personaggio femminile sia più divino che umano e i debiti con la tragedia greca sono molti.
Recitato benissimo, almeno stando al doppiaggio italiano.
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marcobrenni
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domenica 29 dicembre 2013
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un film da veder assolutamente per la rara bravura
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Ebbene Polanski ha colpito ancora, questa volta soprattutto con un capolavoro di recitazione, limitato entro uno spazio teatrale "greco", con unità di luogo, di tempo e di azione. Gli attori sono perfetti , soprattutto la bellissima Seigner che mostra una disinivoltura, brillantezza di spirito e classe ormai rara nel cinema. Amalric pure bravo, ma inferiore nella recita, è invece l'alter ego di Polanski: gli somiglia in tutto , fisico e carattere ! Se fosse stato più giovane, ovviamente Polanski avrebbe recitato lui la parte (che sente molto!). È un intricato complesso di teatro, recita secondo copione, e fuori dal copione : c'è un intricato misto di teatro e realtà che s'intersecano di continuo con soprendenti colpi di scena.
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Ebbene Polanski ha colpito ancora, questa volta soprattutto con un capolavoro di recitazione, limitato entro uno spazio teatrale "greco", con unità di luogo, di tempo e di azione. Gli attori sono perfetti , soprattutto la bellissima Seigner che mostra una disinivoltura, brillantezza di spirito e classe ormai rara nel cinema. Amalric pure bravo, ma inferiore nella recita, è invece l'alter ego di Polanski: gli somiglia in tutto , fisico e carattere ! Se fosse stato più giovane, ovviamente Polanski avrebbe recitato lui la parte (che sente molto!). È un intricato complesso di teatro, recita secondo copione, e fuori dal copione : c'è un intricato misto di teatro e realtà che s'intersecano di continuo con soprendenti colpi di scena. In buona sostanza, si tratta dell'eterno, ma raffinato gioco di seduzione condotto agli estremi, con capolvologimenti di ruoli in cui alla fine esce sconfitto il maschio, qui addirittura perverso nacosto! Esce vittoriosa invece l'attrice-vamp, "Venere in Pelliccia" che segna un bel 1:0 contro un seduttore a dir poco ambiguo. Anzi, è proprio lei a svelarne la natura ipocrita-degenerata, nascosta sotto i panni d'un regista di teatro di secondo piano.
Sarà il segno dei tempi, ma anche per Polanski, oggigiorno sono le donne che ormai escono vincenti in tutte le situazioni (!), compreso il giocho di seduzione, un tempo riservato al maschio sempre padrone dell'iniziativa romantico-erotica. Tutto il film è pervaso da un forte, ma elegante erotismo (mai osceno!) che coinvolge o spettatore dall'inizio alla fine.
A me pare che il discutibile "romanzetto" perverso di Sacher-Masoch, qui altro non è che un pretesto erotico per mettere in evidenza i grandi cambiamenti avvenuti nei tradizionali ruoli di seduzione e di potere uomo-donna: oggi è la la donna a vincere, non c'è alcun dubbio!
In buona sostanza , un ottimo film, nettamente sopra la media !
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