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dado1987
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domenica 23 giugno 2013
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forza zack & chris!
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Superman è uno dei supereroi più conosciuti, la cui storia è ormai di dominio pubblico, quindi chi vuole vedere un film originale, forse farebbe meglio a scegliere un'altra pellicola. Detto questo, si può incominciare a parlare bene di Man of Steel, in cui sono presenti non solo degli effetti speciali mozzafiato, ma anche una nuova chiave di lettura della storia arci nota di Kal El. Dietro alla camera da presa troviamo il già di per sè bravissimo Zack Snyder (300 e Watchmen), che con lo zampino del suo amico Christopher Nolan, è riuscito a migliorare e ad approfondire il personaggio di Superman.
Rispetto ai vecchi capitoli della serie si nota un distacco netto dalla vena buonista, sostituita con una realtà molto più dark, ambientando la storia in un mondo dove la gente per bene può anche morire.
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Superman è uno dei supereroi più conosciuti, la cui storia è ormai di dominio pubblico, quindi chi vuole vedere un film originale, forse farebbe meglio a scegliere un'altra pellicola. Detto questo, si può incominciare a parlare bene di Man of Steel, in cui sono presenti non solo degli effetti speciali mozzafiato, ma anche una nuova chiave di lettura della storia arci nota di Kal El. Dietro alla camera da presa troviamo il già di per sè bravissimo Zack Snyder (300 e Watchmen), che con lo zampino del suo amico Christopher Nolan, è riuscito a migliorare e ad approfondire il personaggio di Superman.
Rispetto ai vecchi capitoli della serie si nota un distacco netto dalla vena buonista, sostituita con una realtà molto più dark, ambientando la storia in un mondo dove la gente per bene può anche morire.
Nel cast sono presenti tanti nomi importanti, tra cui Russel Crowe, Diane Lane, Kevin Costner, Lawrence Fishburne, Michael Shannon, Amy Adams ed il protagonista, Henry Cavill, quest'ultimo mi aveva fatto dubitare dopo averlo visto in azione nel pessimo Immorals, per fortuna però è riuscito ad immergersi nel personaggio rendendogli onore.
Gli effetti speciali, come già detto sono stupendi, e gli scontri sono tra i migliori visibili, non hanno niente a che invidiare alle battaglie presenti nel film Marvel, anzi rispetto a quei film ho notato un'esaltazione dei superpoteri, d'altronde secondo me, chi va a vedere un film di questo genere si aspetta distruzioni e scazzottate tamarre all'altezza della forza incommensurabile dell'uomo d'acciaio.
Film consigliato.
Voto 8
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(di valterino)
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donald93
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lunedì 24 giugno 2013
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non chiamatelo superman!
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Un film che strutturerei in due parti: una prima dove ci viene introdotto Clark, con i tanti flashback significativi della sua infanzia, l'altra dove assistiamo al combattimento finale con il possente Zod.
Che dire... la prima parte scorre senza intoppi e ci introduce le due figure "paterne" di Clark (dovrei dire Superman, ma come sapete non verrà mai "chiamato" così) interpretate da Russel Crowe e Kevin Costner. Le musiche di Hans Zimmer completano l'opera, regalando a questa prima metà un meritato 7 (anche se ritengo veramente fastidioso l'effetto tremolio della telecamera).
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Un film che strutturerei in due parti: una prima dove ci viene introdotto Clark, con i tanti flashback significativi della sua infanzia, l'altra dove assistiamo al combattimento finale con il possente Zod.
Che dire... la prima parte scorre senza intoppi e ci introduce le due figure "paterne" di Clark (dovrei dire Superman, ma come sapete non verrà mai "chiamato" così) interpretate da Russel Crowe e Kevin Costner. Le musiche di Hans Zimmer completano l'opera, regalando a questa prima metà un meritato 7 (anche se ritengo veramente fastidioso l'effetto tremolio della telecamera).
Purtroppo il calo è evidente nella seconda parte, dove si assiste ad un buon 80% del tempo ad effetti speciali (esplosioni ecc.) e "scazzottate aliene" che rischiano di provocare (a spettatori come me) lunghi e profondi sbadigli...
Ritengo questa parte "mediocre", ma nonostante ciò, nel complesso il film è pienamente sufficiente (nel genere del "cine-comics") e superiore a molti dei recenti lavori Marvel ("Iron-Man", "Hulk" che a mio parere si prendono meno sul serio).
A mio parere sono 3 le scene "emblema" che ricorderemo di questo film:
1) L'interrogatorio con 'L'uomo d'acciaio' ed il seguente tentativo di chiamarlo "Superman" (cosa che avverrà solamente in questa maniera celata! Un bel tentativo di Snyder/Nolan di "umanizzare" e rendere più realistico il supereroe).
2) *la mia preferita* il piccolo Clark con il mantello sventolante...
Mi ha colpito fin dal trailer.
3) Lo sbarco del nemico e la seguente "presentazione in tv"! Terrificante e d'effetto!
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dart17
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lunedì 24 giugno 2013
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superman è troppo grande per un film, ma...
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Mi scuso con i lettori per la valutazione di cinque stelle che ho dato al film. Purtroppo però mi sono trovato davanti a recensioni talmente p essime da aver voluto rimediare con un bella rivalsa e un bel votone (badate bene, queste cinque stelle stanno a bilanciare le critiche di chi, inconsciamente, ne ha concesse due o addirittura solamente una!). Detto ciò penso che il voto più adatto per questo film sia di tre stelle e mezzo, più tendende a quattro che a tre. E vi dico perchè. Sono un grande fan di superman da sempre, e sinceramente non mi sono sentito minimamente oltraggiato dal vedere la riprosizione più che originale e innovativa di un mio mito adolescenziale.
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Mi scuso con i lettori per la valutazione di cinque stelle che ho dato al film. Purtroppo però mi sono trovato davanti a recensioni talmente p essime da aver voluto rimediare con un bella rivalsa e un bel votone (badate bene, queste cinque stelle stanno a bilanciare le critiche di chi, inconsciamente, ne ha concesse due o addirittura solamente una!). Detto ciò penso che il voto più adatto per questo film sia di tre stelle e mezzo, più tendende a quattro che a tre. E vi dico perchè. Sono un grande fan di superman da sempre, e sinceramente non mi sono sentito minimamente oltraggiato dal vedere la riprosizione più che originale e innovativa di un mio mito adolescenziale. L'avvio su Kripton è esattamente come lo immaginavo, incalzante e spettacolare al punto giusto. Si passa poi a un Kal El già cresciuto, e in procinto di indossare il fatidico costume colla S. Sotto questo punto di vista, in effetti, la sceneggiatura è un pò debole, riducendosi a saltare tutta la crescita lineare del personaggio dall'infanzia fino all'età adulta e concentrando l 39;intera storia del film sull'arco di qualche giorno di azione. La scelta dei flashback però risulta quanto mai adatta se si pensa che ripercorrere circa trent'anni di vita in mezz'ora di film o poco più sarebbe stato altrettanto riduttivo e inappropriato. Inoltre, se si considera quanto alcuni di questi flash siano ben fatti e ben inseriti, la stima per la sceneggiatura sale un pò. Per quanto riguarda le numerose e, a detta di molti, esagerate scene d'azione, dico solo che i produttori hanno di certo strafatto, e a buona ragione, perchè questo è un film di Superman e di battaglie a ritmi da iper velocità ce ne devono essere a volontà. Delle scene che mi sarei risparmiato ci sono di sicuro le immagini di un Clark trasandato e trascruato come appare all'inizio del film, e quelle della distruzione di massa della solita grande città, New York in The Avengers, Metropolis qui. Tra i punti di forza ci sono le imma gini di Martha e Jonathan intenti a consolare e educare il loro figlio adottivo, oltre che la colonna sonora di Zimmer, che caccia un paio di temi davvero eccezionali. Sugli attori niente da dire: Jor El, Jonathan, Martha, Lara, Lois e Kal hanno trovato i loro volti ideali....
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[+] mmmmmm.....5 stelle ???
(di wilder9)
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revine1995
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lunedì 30 novembre 2015
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superman si rilancia grazie a zack snyder
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L’uomo d’acciaio è il film che rilancia Superman, personaggio del mondo del fumetto che non ha mai riscosso un grande successo, grazie alle abilità di Zack Snyder, che riesce ad unire insieme i vari aspetti che contraddistinguono Clark Kent: emarginazione e onnipotenza. È forse proprio questa seconda caratteristica che non ha mai permesso al personaggio della DC di “sfondare”: chi può amare un superuomo che non ha punti deboli (se non una pietra rarissima)?Però in questa caso la pellicola, con protagonista Henry Cavill (più spesso che mai), riesce ad entusiasmare il pubblico grazie anche, ad una colonna sonora magistrale (Hans Zimmer) e effetti speciali perfetti.
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L’uomo d’acciaio è il film che rilancia Superman, personaggio del mondo del fumetto che non ha mai riscosso un grande successo, grazie alle abilità di Zack Snyder, che riesce ad unire insieme i vari aspetti che contraddistinguono Clark Kent: emarginazione e onnipotenza. È forse proprio questa seconda caratteristica che non ha mai permesso al personaggio della DC di “sfondare”: chi può amare un superuomo che non ha punti deboli (se non una pietra rarissima)?Però in questa caso la pellicola, con protagonista Henry Cavill (più spesso che mai), riesce ad entusiasmare il pubblico grazie anche, ad una colonna sonora magistrale (Hans Zimmer) e effetti speciali perfetti.La storia del figlio orfano di Kripton è anche ben sorretta da altri punti chiave del personaggio: il padre biologico, Jor El (Russel Crowe), il padre terrestre, Jonathan (Kevin Costener), la madre terrestre, Martha (Diane Lane), la giornalista e futura ragazza, Lois (Amy Adams).Un film che non può competere con l’altro genito della DC, Batman, ma che si posizione al primo posto per quanto riguarda tutti i film di Superman, rilanciando una saga che vedrà molti altri film.
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miroforti
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lunedì 24 giugno 2013
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l'uomo d'acciaio
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A Zack Snyder piacciono i fumetti. La sua filmografia sta lì a dimostrarcelo con il riuscitissimo 300, creato con l’aiuto dell’autore dell’omonima graphic novel, Frank Miller, e con Watchmen, tratto dal capolavoro di Moore e Gibbons; un opera complessa e ricchissima, difficile da maneggiare. Ora infine, il Cinecomic si chiama L’uomo d’acciaio, che vanta tra i nomi che lo presentano quello di Christopher Nolan, raccontastorie molto capace che ha cambiato il modo di vedere i supereroi nel nuovo millennio. Nasce quindi un film che ripercorre le origini e lo sviluppo del supereroe più conosciuto e più antico di tutti: Superman o, come si preferisce, l’uomo d’acciaio.
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A Zack Snyder piacciono i fumetti. La sua filmografia sta lì a dimostrarcelo con il riuscitissimo 300, creato con l’aiuto dell’autore dell’omonima graphic novel, Frank Miller, e con Watchmen, tratto dal capolavoro di Moore e Gibbons; un opera complessa e ricchissima, difficile da maneggiare. Ora infine, il Cinecomic si chiama L’uomo d’acciaio, che vanta tra i nomi che lo presentano quello di Christopher Nolan, raccontastorie molto capace che ha cambiato il modo di vedere i supereroi nel nuovo millennio. Nasce quindi un film che ripercorre le origini e lo sviluppo del supereroe più conosciuto e più antico di tutti: Superman o, come si preferisce, l’uomo d’acciaio. Le cose da raccontare sono molte, il prologo kryptoniano è frenetico, si cerca di stupire e incantare con meraviglie ad ogni inquadratura, i personaggi parlano di cose di cui non si riesce a cogliere appieno il significato, ma ora Kal-El (il nome di Clark Kent sul suo pianeta d’origine) va salvato, il pianeta sta collassando, il generale Zod cerca di impedirlo, fallisce, viene punito, Krypton esplode, Clark Kent adulto è su una nave in cerca delle proprie origini. Respiro. Da questo punto in poi la narrazione del presente viene interrotta da brevi flashback che mostrano l’infanzia e la prima giovinezza di Clark, la vita con i genitori adottivi, i problemi ad essere accettato, la sua consapevolezza di essere diverso, la rabbia e la confusione di un bambino che può fondere con lo sguardo una maniglia di metallo, disperso in questo «mondo troppo grande». E poi la crescita, la ricerca, l’incontro con Lois Lane tra i ghiacci, il rapporto con l’umanità, la resa dei conti. Altro respiro.
Usciti dalla sala, il succedersi degli eventi e l’emergere delle dinamiche si presentano alla mente più o meno in questo modo. Troppo brevi, giustapposte, quasi accavallate le une sulle altre, situazioni di tragica epicità o di riflessione vengono trattate come tele dipinte, capaci di esprimere la loro grandezza e i loro significati con un'unica immagine; c’è però bisogno di tempo perché quei significati riempiano occhi e cuore, tempo che L’uomo d’acciaio non concede, proponendo un susseguirsi di (anche validi) quadri che come detto non riescono a sedimentarsi degnamente nello spettatore. Inoltre tutto questo è concentrato nella prima metà del film, verbosa e didascalica, che ha il compito di introdurre e caratterizzare questo “nuovo Superman”, davvero di stampo nolaniano, che sembra dimenticarsi del suo essere extraterrestre e dell’anima fantascientifica dell’opera, e si crea per questo uno stridore tra realismo umano-emozionale e l’invasione da parte di alieni di cui anch’egli fa parte. Nella seconda parte del lungometraggio i dialoghi latitano, lasciando posto a pura azione e pura forza che – questa volta sì – riescono nel loro intento. Le inquadrature ci accompagnano nella danza della distruzione che l’uomo d’acciaio e i suoi avversari intraprendono e le coreografie sono efficaci e ben studiate.
Nonostante si abbia la sensazione di trovarsi di fronte a un eroe formato e concluso già durante l’opera, il film di Snyder è davvero “sulle origini” e Clark Kent riuscirà a liberarsi di Kal-El solo nell’epilogo, decretando definitivamente a chi è diretto il suo «atto di fede», con dolore ma con risoluzione; solo allora potrà vestire i panni dell’introverso giornalista del Daily Planet, completando il personaggio e la sua mitica iconografia.
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giulioct
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martedì 25 giugno 2013
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mos: un superman che non spicca mai il volo
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Il pianeta Krypton è vicino all'autodistruzione, le risorse per la sopravvivenza sono in esaurimento e la popolazione è impegnata a combattere un guerra civile scaturita dal golpe del generale Zod.
Il membro del Consiglio di Governo Jor-El, esperto scienziato e vecchio amico di Zod, spedisce suo figlio ancora in fasce sulla terra assieme al codice genetico di Krypton con la speranza che un giorno il piccolo Kal-El potesse rappresentare per la popolazione terrestre una figura di riferimento in onore della cultura "Kryptoniana", destinata a morire assieme a tutto il pianeta. Atterrato sulla terra e cresciuto dalla famiglia Kent, Clark, così mà Martha e pà Jonathan lo chiamarono, affronta la sua diversità già dalla tenera età facendo crescere dentro di sé quel lato che contraddistingue il genere umano: la curiosità verso noi stessi.
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Il pianeta Krypton è vicino all'autodistruzione, le risorse per la sopravvivenza sono in esaurimento e la popolazione è impegnata a combattere un guerra civile scaturita dal golpe del generale Zod.
Il membro del Consiglio di Governo Jor-El, esperto scienziato e vecchio amico di Zod, spedisce suo figlio ancora in fasce sulla terra assieme al codice genetico di Krypton con la speranza che un giorno il piccolo Kal-El potesse rappresentare per la popolazione terrestre una figura di riferimento in onore della cultura "Kryptoniana", destinata a morire assieme a tutto il pianeta. Atterrato sulla terra e cresciuto dalla famiglia Kent, Clark, così mà Martha e pà Jonathan lo chiamarono, affronta la sua diversità già dalla tenera età facendo crescere dentro di sé quel lato che contraddistingue il genere umano: la curiosità verso noi stessi.
Per quanto le intenzioni nel cercare di rendere credibile, realistico e moderno un personaggio come Superman potessero essere ammirevoli, in questo "Man of steel" non rimane niente di più che una profonda delusione accentuata dalla grandissima attesa che si è creata attorno a questa grande produzione cinematografica. Il trio Snyder-Goyer-Nolan, dunque, fallisce miseramente presentandoci questo reboot di Superman come un lavoro decisamente "poco funzionale".
143 minuti non sono bastati per portare questo film al pari dell'opera del 1978 di Richard Donner. Man of steel si presenta con una narrazione costruita nel peggiore dei modi e in certi momenti talmente disordinata da disgustare chi, quel film, lo sta guardando con la Speranza di trovare qualche nota intonata su questa pellicola. Alla fine il film ci lascia con quel senso di tristezza scaturito dal pensiero che si poteva fare di più, molto di più. La vera grande pecca di questo reboot è il fatto che Zack Snyder e il suo team non sono riusciti a trasmetterci nulla di questo Superman, abbandonato ad attegiamenti poco consoni al personaggio e delle volte anche contraddittori. Man of steel non spicca mai il volo e non ci fa sognare in nessun momento, costringendoci anzi a mantenere le distanze tra "l'alieno" Kal-El e noi poveri esseri umani, incapaci di interpretare i suoi stati d'animo, di sensibilizzarci davanti la sua diversità, di intendere le motivazioni che lo portano ad essere, alla fine, un man davvero poco Super se non per la forza fisica. Decisamente migliore, la regia del film: Zack Snyder azzecca tutti i movimenti di macchina e "dipinge" ogni inquadratura sulla pellicola in modo performante ed accattivamente, aiutato anche da effetti visivi ben fatti e curati talmente nel dettaglio da fare di Man of Steel un film estremamente grafico, dove viene messa in evidenza molta (troppa) azione a discapito della narrazione. Peccato, peccato davvero perché questa poteva rappresentare una sorta di rivincita del povero supereroe, ma soprattuto peccato perché in quei centoquarantatre minuti non c'è stato modo di "sentirsi Superman" neanche per un attimo.
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(di alone kaze)
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laurence316
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martedì 26 settembre 2017
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man of sloppiness
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A seguito del più che dimenticabile tentativo di rivitalizzare il personaggio con Superman Returns, la DC decide di affidarsi ancora una volta al suo personaggio di punta, stavolta per dare avvio ad un progetto ambizioso: il DC Extended Universe, risposta al già ben noto Marvel Cinematic Universe. Lo fa per mezzo di questo ennesimo reboot, che ritorna a narrare addirittura delle origini di Superman, storia ben più che risaputa, scontata.
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A seguito del più che dimenticabile tentativo di rivitalizzare il personaggio con Superman Returns, la DC decide di affidarsi ancora una volta al suo personaggio di punta, stavolta per dare avvio ad un progetto ambizioso: il DC Extended Universe, risposta al già ben noto Marvel Cinematic Universe. Lo fa per mezzo di questo ennesimo reboot, che ritorna a narrare addirittura delle origini di Superman, storia ben più che risaputa, scontata.
L'uomo d'acciaio è un film che parte con l'ambizione di fare le cose in grande, ma purtroppo come troppo spesso accade con tanti film dello stesso genere, non sul piano della trama, ma bensì sul piano degli effetti speciali, certamente sempre più impressionanti ma che da soli, non ci si dovrebbe mai stancare di dirlo, non bastano a fare un film.
Lo script, infatti, è scialbo, poco originale e inutilmente intricato, e consegna allo spettatore una sfilza di personaggi, compresi i protagonisti, del tutto privi di simpatia e ironia, interpretati, tra l'altro, da attori non sempre eccezionali (a non voler infierire).
Il film è inoltre tremendamente prolisso, in particolare nella prima parte e getta al vento alcune buone trovate che indubbiamente ci sono.
Nella seconda parte, scade invece negli stereotipi più abusati, in un film di supereroi del tutto convenzionale, con buona dose di combattimenti, distruzioni e devastazioni, ed overdose di effetti speciali.
Ben lontano dalle vette del genere, conferma ancora una volta l'incapacità che troppo spesso si riscontra nel trasporre degnamente il personaggio sullo schermo.
Nonostante il nome di Nolan (anche produttore) è un film scontato e prevedibile, la cui unica nota positiva, oltre all'ottimo utilizzo della CGI, risiede probabilmente nella colonna sonora di Hans Zimmer. Spropositato dispiego di mezzi (ben 225 milioni di budget) per un film che non lo merita. E con il seguito Batman v Superman: Dawn of Justice si riuscirà addirittura a far di peggio. Incredibile!
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jaylee
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venerdì 28 giugno 2013
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rinascita di un mito
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Continua l'opera di trasposizione cinematografica di uno dei colossi del fumetto mondiale, la DC, e stavolta siamo al re-boot di uno dei pezzi da novanta, ovvero Superman, il supereroe originale (datato 1931!), e per questa occasione, prestano la loro opera due specialisti del cinefumetto: Zack Snyder (300, Watchmen) alla regia e Christopher Nolan (la trilogia del nuovo Batman) come produttore.
Il risultato è la rinascita dell'Uomo d'Acciaio, dopo il mezzo passo falso di Bryan Singer di qualche anno fa, ed è una trama ispirata ai primi due film della quadrilogia originale con Christopher Reeve... Con la distruzione di Krypton, la scoperta della propria identitá di Clark Kent/Kal-El, e l'arrivo sulla Terra del rinnegato Zod.
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Continua l'opera di trasposizione cinematografica di uno dei colossi del fumetto mondiale, la DC, e stavolta siamo al re-boot di uno dei pezzi da novanta, ovvero Superman, il supereroe originale (datato 1931!), e per questa occasione, prestano la loro opera due specialisti del cinefumetto: Zack Snyder (300, Watchmen) alla regia e Christopher Nolan (la trilogia del nuovo Batman) come produttore.
Il risultato è la rinascita dell'Uomo d'Acciaio, dopo il mezzo passo falso di Bryan Singer di qualche anno fa, ed è una trama ispirata ai primi due film della quadrilogia originale con Christopher Reeve... Con la distruzione di Krypton, la scoperta della propria identitá di Clark Kent/Kal-El, e l'arrivo sulla Terra del rinnegato Zod.
Le tematiche classiche dell'Uomo d'Acciaio ci sono tutte, a partire da quelle che hanno a che fare con la duplice identitá di un semi-dio in mezzo ai mortali, e il voler far parte di un'umanitá che lo teme semplicemente perchè diverso.
Molto più marcato rispetto agli altri episodi risulta invece la caratterizzazione della cultura di Krypton, una tecno-oligarchia molto più guerrafondaia e dalle sfumature fantasy che in precedenza; e l'aspetto messianico del personaggio principale, inviato dal proprio padre per salvarlo e guidare la Terra verso la salvezza, che vive fino al compimento dei 33 anni nascosto nell'anonimato.
Molto fedele anche alla rilettura moderna la simbologia della grande S sul petto, che in realtá nasconde sia il simbolo della casata di El che due pesci stilizzati (e riecco dunque il riferimento messianico, laddove la prima chiesa cristiana veniva identificata da un pesce).
Superman non rappresenta un capolavoro come lo era stata la Trilogia del Cavaliere Oscuro, ma si tratta di un bel lavoro di adattamento mediatico di un personaggio molto difficile perchè di difficile identificazione emotiva da parte dello spettatore/lettore ed estetico (e credibilissimo il costume, decisamente più difficile da rendere "reale" rispetto a quello di Batman) e con una differenziazione non meramente "adattata" come di fatto era risultato Superman Returns. Molto buona l’interpretazione di Henry Cavill, scelta molto azzeccata per interpretare il protagonista (a differenza del dimenticabile Brandon Routh dell’ultima versione), ed in generale di tutto il cast (in particolare Michael Shannon – cattivo non bidimensionale- e Kevin Costner - molto minimalista e convincente). Sottotrama interessante e significativa è la rappresentazione della figura del padre/i, sempre in bilico tra il realizzare il potenziale del figlio a costo di allontanarlo da sè (nella figura di Jor-El, interpretato da Russell Crowe) e il proteggerlo dal male, ma anche dalla vita in sè (Jonathan Kent, il padre terrestre, ovvero Kevin Costner), che però alla fine ti trascina via (letteralmente).
Da sottolineare infine le musiche di Hans Zimmer, in dotazione dalla produzione di Christopher Nolan, che dopo Batman, coglie un altro centro e enfatizzano l'epicitá della saga dell'Uomo d'Acciaio, così come c'era riuscito il mitico ma ormai datato John Williams. Cinefumetto non perfetto, ma promosso. (www.versionekowalski.it)
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monica rosati
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mercoledì 17 luglio 2013
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un superman destinato a cambiare il mondo
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Personalmente non ho mai amato il personaggio di Superman. Un uomo dal costume blu con il mantello rosso sulle spalle, dotato di super poteri, mi ha sempre fatto spuntare un sorriso sul volto. Inoltre l’idea che senza il costume, nessuno lo riconoscesse per via dell’occhiale da intellettuale che usava al lavoro, mi ha perennemente lasciato perplessa.
Ma questa volta sapevo che sarebbe stato diverso.
L’accoppiata Zack Snyder – Christopher Nolan era già di per sé una grande garanzia.
Nonostante "Watchmen" non mi sia piaciuto, la capacità del regista Zack Snyder si era già vista in altri film, fra cui "300".
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Personalmente non ho mai amato il personaggio di Superman. Un uomo dal costume blu con il mantello rosso sulle spalle, dotato di super poteri, mi ha sempre fatto spuntare un sorriso sul volto. Inoltre l’idea che senza il costume, nessuno lo riconoscesse per via dell’occhiale da intellettuale che usava al lavoro, mi ha perennemente lasciato perplessa.
Ma questa volta sapevo che sarebbe stato diverso.
L’accoppiata Zack Snyder – Christopher Nolan era già di per sé una grande garanzia.
Nonostante "Watchmen" non mi sia piaciuto, la capacità del regista Zack Snyder si era già vista in altri film, fra cui "300". Il suo tocco “dark” ha risaltato parecchio anche in questa occasione.
Per la sceneggiatura, credo che Christopher Nolan abbia confermato ancora una volta la sua bravura, soprattutto nell’esprimere l’infanzia del supereroe.
E’ proprio la trasposizione dell’infanzia di Clark Kent a rappresentare ciò che più ho amato del film “L’Uomo D’Acciaio”. Credo che il rapporto fra il padre adottivo Jonathan Kent (interpretato dal grande Kevin Costner) e il ragazzo, sia stato espresso alla perfezione, tanto da rendere veramente toccante e commovente la morte del padre! Anche alcuni ricordi da bambino, come la manifestazione dei suoi poteri durante un incidente di uno scuolabus, sono stati molto coinvolgenti.
Credo che poter conoscere gli sviluppi che hanno portato alla nascita del supereroe, sia stata un’ottima scelta per rendere il film più vero possibile. Il merito secondo me è proprio, come già anticipato, di Nolan. Se ci fermiamo a riflettere, lo stesso metodo era stato utilizzato in "Batman Begins". Conoscere il passato del supereroe con tutte le difficoltà che ha superato, credo possa far avvicinare lo spettatore all’eroe.
Il cast è stato scelto alla perfezione: molto bravo Henry Cavill nei panni del protagonista, già visto in "Immortals" (ma con qualche muscolo in meno) e anche l’attrice Amy Adams, che da il volto a Lois Lane.
Ottima è anche la rappresentazione del pianeta Krypton, con il bravissimo Russell Crowe che interpreta il padre biologico Jor-El.
Stupefacenti ed eccitanti sono gli scontri fra Superman e lo spietato Generale Zod (che ha il volto di Michael Shannon) e tutta la sua squadra, con effetti speciali davvero sorprendenti.
Nonostante la sua lunga durata (forse qualche scontro di troppo, ma ci può stare), credo che “L’Uomo D’Acciaio” sia un grande film. Un film che cancella ogni precedente tentativo di portare sul grande schermo questo personaggio (come "Superman Returns"). Un film dove Superman non è il semplice eroe riportato nei fumetti. Ma un uomo divenuto quasi un Dio, che può guidare gli abitanti della Terra. Un eroe destinato a cambiare il mondo.
Speriamo quindi che questo sia solo l’inizio di una serie di film che ci accompagnerà fino alla tanto attesa e quasi irraggiungibile "Justice League".
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juanmarcos
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domenica 30 giugno 2013
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d'acciaio solo nel secondo tempo
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Sembrava un' operazione impossibile quella di riscrivere nuovamente le origini di Superman visto il fallimentare "Superman Returns", ma Christopher Nolan ha voluto riprovarci, limitandosi alla produzione del film ma scegliendo personalmente il talentuoso Zack Snyder (300-Watchmen) per la regia dell' Uomo D'acciaio. Il film inizia mostrandoci la città da dove tutto comincia; Krypton. Qui Jar-El, interpretato da un Russell Crowe sorprendentemente in buona forma fisica, essendo il pianeta in procinto di esplodere decide di spedire suo figlio Kal-El/Superman in un nuovo pianeta abitabile dove verrà accolto come un dio alieno dai poteri unici. Purtroppo per Superman però il suo adattamento con il nostro mondo non sarà poi cosi semplice causa anche l'arrivo di un superstite di Krypton desideroso di far rinascere il suo pianeta sulle basi della terra.
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Sembrava un' operazione impossibile quella di riscrivere nuovamente le origini di Superman visto il fallimentare "Superman Returns", ma Christopher Nolan ha voluto riprovarci, limitandosi alla produzione del film ma scegliendo personalmente il talentuoso Zack Snyder (300-Watchmen) per la regia dell' Uomo D'acciaio. Il film inizia mostrandoci la città da dove tutto comincia; Krypton. Qui Jar-El, interpretato da un Russell Crowe sorprendentemente in buona forma fisica, essendo il pianeta in procinto di esplodere decide di spedire suo figlio Kal-El/Superman in un nuovo pianeta abitabile dove verrà accolto come un dio alieno dai poteri unici. Purtroppo per Superman però il suo adattamento con il nostro mondo non sarà poi cosi semplice causa anche l'arrivo di un superstite di Krypton desideroso di far rinascere il suo pianeta sulle basi della terra. E' su questa trama che si basa questo reboot cinematografico dal budget "d'acciaio" . La prima parte del film tende a concentrarsi sulla crescita di Superman, chiamato Clark Kent dai suoi genitori adottivi, che ha problemi ad adattarsi a scuola e con i suoi compagni per via del suo essere "diverso". E' proprio qui che si vede quel tocco ambizioso, ma in questo caso fin troppo, di Nolan che tenta di dare una trama profonda ad un titolo basato per lo più su effetti visivi e su mani da menare. Il film scorre sì, ma non troppo fluidamente come sarebbe dovuto essere e questo abbozzo di trama alquanto utopica lascia allo spettatore un senso di forzatura. A fine primo tempo però si ha un vero e proprio ribaltamento del film e Snyder sembra riuscire finalmente a prendere in mano il Suo film. L'invasione dei superstiti costringe Superman ad intervenire e da qui un tripudio di effetti speciali coinvolge lo spettatore (splendide le fasi di volo dirette con un' insolita ma funzionante schizofrenia scenica ). L'atmosfera apocalittica ed un quasi perenne effetto tramonto nel cielo donano quel senso di epicità necessario per far funzionare un film sull uomo d'acciaio. Il finale aperto inoltre lascia presagire una possibile trilogia stile Cavaliere Oscuro e una sicura partecipazione di Superman all' ambizioso film della Justice League. Dunque se la DC Comics ha intenzione di sfondare cinematograficamente con film completi a metà, la Marvel può dormire più che tranquilla
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