Giovane e bella

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Un film di François Ozon. Con Marine Vacth, Géraldine Pailhas, Frédéric Pierrot, Fantin Ravat, Johan Leysen.
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Titolo originale Jeune et jolie. Drammatico, durata 94 min. - Francia 2013. - Bim Distribuzione uscita giovedì 7 novembre 2013. - VM 14 - MYMONETRO Giovane e bella * * * - - valutazione media: 3,40 su 56 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Isabelle-Léa: l’insondabilità dell’adolescenza Valutazione 3 stelle su cinque

di FabioFeli


Feedback: 21327 | altri commenti e recensioni di FabioFeli
lunedì 11 novembre 2013

Giovane e bella di François Ozon

Perché Isabelle (Marine Vacth), una bella 17enne, libera in apparenza da problemi, se non una personale inclinazione a respingere rituali e comportamenti dei coetanei, decide di accettare le offerte di un individuo che la segue all’uscita di scuola e le fornisce il numero di telefono? Cede al fascino dei rischi e degli imprevisti dell’incontro? O è preda della smania di sperimentare il sesso sull’onda delle diffuse rappresentazioni sui media? O, infine, è attratta dal denaro che ne può scaturire? Cerca una impossibile liberazione e autonomia femminile come il personaggio impersonato dalla Deneuve in Bella di giorno del grande Buñuel? Un po’ di tutto questo o niente di preciso?

A fronte di tante domande suscitate dalla vicenda poche e ambigue sono le risposte.

Il denaro accumulato da Isabelle, di famiglia benestante, finisce in un cassetto e non viene utilizzato. Il piacere del sesso è inesistente negli incontri con uomini che cercano soddisfazione con una donna-oggetto-feticcio attraverso una semplice masturbazione. Forse per Isabelle-Léa (il secondo nome è lo pseudonimo che la ragazza sceglie per prostituirsi) il piacere è un gran parte preventivo: scaturisce dalla suspence della pallina che gira nella roulette degli incontri e dall’essere desiderata e richiesta da una pioggia di messaggi via internet; ma è anche successivo: l’assaporamento di un surrogato del sesso viene reso concreto nel piatto riscaldato di una susseguente pratica autoerotica; e il denaro nelle sue mani è la prova tangibile del “valore” di se stessa.

Prostituirsi per Isabelle-Léa sembra consistere nel truccarsi e vestirsi come per girare un film o andare in scena a teatro; meglio se con un indumento elegante sottratto alla madre, come se questo rappresentasse un’ignara approvazione o fosse un talismano contro eventuali rischi. Un incontro dopo l’altro con uomini senza volto e senza storia riducono le giornate di Isabelle-Léa a ripetute ossessive fotocopie. Solo dalla conoscenza di Georges (Johan Leysen), un uomo tanto avanti con l’età che potrebbe essere suo nonno, sboccia una inaspettata tenerezza e complicità; ma la conclusione dell’episodio è drammatica …

E’ un modo di vivere schizofrenico. Ma oggi chi è tutto intero? E quale adulto riesce a sondare la psiche dell’adolescenza? Non i genitori della ragazza. Forse solo il fratello minore, in preda ad analoghe turbe, intuisce qualcosa di quel convulso, disordinato, contraddittorio mondo segreto.

La pellicola è ben recitata; un prezioso “cameo” di Charlotte Rampling, nella parte della moglie di Georges, fa lievitare il racconto. Indovinato l’utilizzo di canzoni di Françoise Hardy nelle colonna sonora.

Il film, pur pregevole e interessante, non attinge alla qualità e all’efficacia di precedenti opere di Ozon.

Valutazione ***

FabioFeli

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kimkiduk lunedì 11 novembre 2013
bravo
80%
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Complimenti. Non concordo sul fatto che sia peggiore di altri suoi ... a parte quello che preferisco di lui - Il tempo che resta - ma per il resto bella recensione. Scritta benissimo come io non so fare. Complimenti.

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antonio montefalcone martedì 12 novembre 2013
un'altra interessante pellicola di ozon
100%
No
0%

Senza addentrarsi in un'indagine sociologica sulla prostituzione minorile, il regista ci propone una descrizione stimolante, rispettosa e sensibile del mondo adolescenziale contemporaneo, e al tempo stesso di un ambiente familiare disgregato. Con la leggerezza mai volgare dei toni e la consueta eleganza di stile e messinscena, assistiamo alla storia della minorenne Isabelle che sceglie di gestire la sua sessualità prostituendosi. Non lo fa per soldi, piuttosto per un bisogno indefinito e perverso, e per l’appagamento di una sfida provocatoria verso se stessa e il mondo. Isabelle rimane comunque un mistero per lo spettatore, anche quando lo psicanalista offre riferimenti che rimandano all'infanzia, alla sua famiglia e a una figura di padre assente. [+]

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