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mariatiziana
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sabato 2 marzo 2013
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4 oscar!!!
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Bel film,si guarda volentieri, ma a me non ha lasciato niente,non mi ha emozionato,commosso,niente.....4 oscar, 1 golden globe e 2bafta... Boh!!!!???
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pepito1948
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martedì 26 febbraio 2013
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un apologo attualissimo
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Il tema dei gemelli come doppio non è nuovo nel cinema come in letteratura o nella mitologia, talora per rappresentare le somiglianze ma più spesso le difformità, le due anime che si confrontano o si combattono, la bifaccialità dell’uomo. Senza arrivare all’estremismo prefreudiano di Stevenson (lotta tra il bene e il male), anche le leggendarie origini di Roma si dipartono dallo scontro primordiale tra razionalità, saggezza, pietas (Romolo) e irrazionalità, irruenza, empietà (Remo), con conseguente vittoria delle prime sulle seconde. Nel cinema dalla gemellarità simbolica dei Duellanti di Scott, che si combattono a lungo senza esclusione di colpi, si arriva agli Inseparabili di Cronenberg, uniti in una perversa alleanza fino alla morte.
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Il tema dei gemelli come doppio non è nuovo nel cinema come in letteratura o nella mitologia, talora per rappresentare le somiglianze ma più spesso le difformità, le due anime che si confrontano o si combattono, la bifaccialità dell’uomo. Senza arrivare all’estremismo prefreudiano di Stevenson (lotta tra il bene e il male), anche le leggendarie origini di Roma si dipartono dallo scontro primordiale tra razionalità, saggezza, pietas (Romolo) e irrazionalità, irruenza, empietà (Remo), con conseguente vittoria delle prime sulle seconde. Nel cinema dalla gemellarità simbolica dei Duellanti di Scott, che si combattono a lungo senza esclusione di colpi, si arriva agli Inseparabili di Cronenberg, uniti in una perversa alleanza fino alla morte. Anche la gemellarità apparente (non biologica) è stata ampiamente sfruttata dal cinema con l’espediente dello scambio dei sosia, soprattutto nel filone della commedia; basti ricordare Il marchese del Grillo o Johnny Stecchino, per rimanere in casa nostra.
Nel film di Andò il tema dei gemelli che si sostituiscono viene calato in una parte del contesto politico attuale, ben individuabile perfino dai colori dei teatri o dei comizi. Il Segretario X , schiavo di schemi mentali precostituiti, rigido nella sua andatura lineare e frettolosa, faccia tesa e stanca, va in crisi e si eclissa, gettando nel panico il partito; non c’è alternativa migliore che sostituirlo con il fratello Y, filosofo matto dall’andatura a zig-zag, fuori dagli schemi convenzionali, linguaggio spontaneo e poetico, faccia sorridente ed ironica; in sostanza un uomo libero. Ed è la sua libertà imprevedibile e multiforme che conquista là dove l’altro stava fallendo, accorcia le distanze dalla gente usando come grimaldelli emotivi haiku e poesia al posto di discorsi triti e stantii. Gli opposti X e Y, separati per anni, fanno percorsi paralleli di trasformazione, agiscono in sintonia aiutandosi a darsi una nuova identità, si riavvicinano fino a ricompattarsi nella totale indistinguibilità: il povero segretario mediatore spierà dubbioso il gemello seduto sulla sedia del potere, per capire da qualche particolare, come le scarpe, chi sarà il “nuovo” segretario del partito.
Andò ci investe in piena campagna elettorale con un’opera in cui innesta sul tema altamente drammatico dello scontro politico in atto, fatto di squallore e volgarità, un apologo al limite della fiaba, in cui delinea il personaggio ideale vagheggiato ed inutilmente atteso dai molti delusi dalla liturgia immobile e pietrificata della nostra politica: creatività colorita contro grigia monotonia, sinuosità contro rettilinearità, fantasia rutilante contro spento piattume. E chi vuole intendere intenda. Tutto questo Andò esprime attraverso l’uso della poesia sia come strumento di comunicazione emozionale sia come elemento diegetico (l’haiku e l’opera di Brecht declamati dal gemello Y come espressione del proprio pensiero) e ciò per dare un senso alato ad un segmento delle relazioni umane –il rapporto tra il cittadino e le istituzioni- forse mai caduto così in basso. Dunque il marchio nobilitante della poesia cui si aggiunge la valenza fortificante di Verdi, simbolo di potenza, intensità, passione, presente sia nella colonna sonora sia simbolicamente nel cognome dei gemelli Ernani: il brigante demagogo ed il brigante ribelle si fondono, come per dire: se cambiamo e ci uniamo forse si può fare. Davvero un film di cui avvertivamo un gran bisogno.
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shiningeyes
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domenica 24 febbraio 2013
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film che ti conquista il cuore
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Progetto ambizioso quello di Ang Lee nel riportare a film un romanzo così pieno di sfumature, sentimenti e suggestioni visive allucinanti. Benedetto sia il 3D in questo caso, se serve a regalarci un film strapieno di immagini naturali così belle e divine. Certo, devo dire che, l'artificio si nota un po' troppo, soprattutto in funzione della storia, ma nel complesso, il risultato è ottimo; e in effetti si, è necessario il cinema con tanto di occhialetti 3D, per goderselo meglio.
La sceneggiatura non è il massimo in fatto di storia, la quale è un mezzo per racchiudere temi altisonanti come: la religione, il contatto con Dio e la lotta per la sopravvivenza; e perché no, l'amicizia tra uomo e animale.
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Progetto ambizioso quello di Ang Lee nel riportare a film un romanzo così pieno di sfumature, sentimenti e suggestioni visive allucinanti. Benedetto sia il 3D in questo caso, se serve a regalarci un film strapieno di immagini naturali così belle e divine. Certo, devo dire che, l'artificio si nota un po' troppo, soprattutto in funzione della storia, ma nel complesso, il risultato è ottimo; e in effetti si, è necessario il cinema con tanto di occhialetti 3D, per goderselo meglio.
La sceneggiatura non è il massimo in fatto di storia, la quale è un mezzo per racchiudere temi altisonanti come: la religione, il contatto con Dio e la lotta per la sopravvivenza; e perché no, l'amicizia tra uomo e animale. I temi vengono trattati ed espressi così bene che, non possono fare a meno di coinvolgerci. Il bello e merito della sceneggiatura, sta nel fatto che nei momenti in cui ci assale la noia, arriva sempre una qualche immagine splendida, dai luoghi marittimi a quelli della terra incontaminata; quindi, "Vita di Pi", è più uno spettacolo per gli amanti della natura e della biosfera interna ad essa, che una storia vera e propria (cinematograficamente parlando).
Non nego poi che le scene più sensibili tra Pi e la tigre sono un qualcosa di catartico e struggente, e, ci fa quasi venir voglia di accarezzare una tigre reale.
Nonostante non sia esenti da difetti, "Vita di Pi" è un film che è capace di trafiggerti il cuore con quello che c'è dietro la straordinaria, ma semplice, storia di un naufragio anomalo. E pertanto, penso, che quasi tutte le nominations di cui si fregia, debbano andare a buon fine(non condivido quella sulla miglior regia); punto soprattutto per categoria "Miglior Film".
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raysugark
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sabato 16 febbraio 2013
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il miglior film in un viaggio
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Il più bel film emozionante che avessi mai visto anche in senso con il 3D com tanti effeti speciali veramente fantastici. È una storia spirituale per capire sia sulle religioni sia anche come Pi e la tigre soppravivono in una scialuppa. Ang Lee è riuscito ad emozionare con una nuova technologia del 3D.
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pensierocivile
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venerdì 15 febbraio 2013
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rendere possibile l'impossibile
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Ci sono storie che non riescono ad avere trasposizioni degne o che devono passare dalle mani di sognatori capaci di rendere possibile l'impossibile: Lucas, Spielberg, Scott, Cameron ecc. Ang Lee non appartiene a questa categoria, ha altre qualità, grande sensibilità nel racconto, pulizia dell'immagine e rigore e rispetto per la narrazione; ma gli effetti speciali non sono proprio nelle sue corde ed un film simile, purtroppo, deve contare anche su una solidità visiva che Ang Lee non riesce a dare. Troppo finta la tempesta per essere credibile, troppo evidente il ricorso al computer per sperare che la poesia possa fare il miracolo e oscurare per un momento i difetti.
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Ci sono storie che non riescono ad avere trasposizioni degne o che devono passare dalle mani di sognatori capaci di rendere possibile l'impossibile: Lucas, Spielberg, Scott, Cameron ecc. Ang Lee non appartiene a questa categoria, ha altre qualità, grande sensibilità nel racconto, pulizia dell'immagine e rigore e rispetto per la narrazione; ma gli effetti speciali non sono proprio nelle sue corde ed un film simile, purtroppo, deve contare anche su una solidità visiva che Ang Lee non riesce a dare. Troppo finta la tempesta per essere credibile, troppo evidente il ricorso al computer per sperare che la poesia possa fare il miracolo e oscurare per un momento i difetti. "Ad occhi chiusi" è un film di Ang Lee, perfetto nel racconto e nel controllo delle emozioni. "Ad occhi aperti" ,a tratti la messa in scena fa ridere, quasi commuove.
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tonysierra
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martedì 12 febbraio 2013
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compagno di disavventura
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Il film è stato fatto molto bene, anche se la tigre era molto feroce, in questa disavventura instaura con Pi una sorta di compromesso per la sopravvivenza di entrambi.
Bella la storia, belle le ambientazioni e le immagini della natura, in questo film ci si abbandona ed immedesima nel personaggio di Pi
Non ho condiviso la scelta di non far voltare la tigre a guardare Pi nel momento dell'approdo nell'isola, voglio immaginare che andasse incontro a Pi nella foresta.
Consiglio la visione
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enzo70
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venerdì 8 febbraio 2013
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una storia unica per un film particolare
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Una storia forte, incredibile, quella di Pi e del suo naufragio. Il film inizia in India, dove il padre ha uno zoo su un terreno pubblico. E Pi si distingue per la sua curiosità ; una storia normale di un ragazzo normale. E vengono gettate le basi per la tragedia che avverrà nel prosieguo del film. Il rapporto tra Pi e Dio, anzi i Dii, Pi ha fede in tutte le religioni che incontra, pervaso da un ottimismo cosmico che gli rende obbligatorio rendere grazia a tutti i Dii che incontra. E l’incredibile incontro con la tigre dello zoo. Pi cresce forte, aiutato da una famiglia solida e di grandi valori. Ma le cose vanno male ed il padre decide di trasferirsi in Canada; con tutti gli animali dello zoo.
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Una storia forte, incredibile, quella di Pi e del suo naufragio. Il film inizia in India, dove il padre ha uno zoo su un terreno pubblico. E Pi si distingue per la sua curiosità ; una storia normale di un ragazzo normale. E vengono gettate le basi per la tragedia che avverrà nel prosieguo del film. Il rapporto tra Pi e Dio, anzi i Dii, Pi ha fede in tutte le religioni che incontra, pervaso da un ottimismo cosmico che gli rende obbligatorio rendere grazia a tutti i Dii che incontra. E l’incredibile incontro con la tigre dello zoo. Pi cresce forte, aiutato da una famiglia solida e di grandi valori. Ma le cose vanno male ed il padre decide di trasferirsi in Canada; con tutti gli animali dello zoo. Durante la traversata una tempesta affonda la nave. E qui inizia il film vero. Sulla zattera si troveranno Pi, una zebra, uno scimpanzé, una iena ed una tigre. Per la storia, poi, consiglio di andare a vedere il film, questi sono consigli per la visione, non Bignami delle sceneggiature. Vita di Pi è un film cinese della sempre bravissima Ang Lee. Nei ritmi e nella sovrapposizione delle scene ricorda un po’ The millionaire. La storia è profonda, soprattutto nella parte finale del film, in cui la vera storia del naufragio del ragazzo sovrasta quella onirica che vi avrà accompagnata per circa un’ora e mezzo. Buona la fotografia, forse troppo lungo, oltre due ore che lasciano lo spazio a qualche ripetizione di troppo. Nel complesso un buon film.
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[+] ang lee è un uomo.
(di s. sanjust)
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molenga
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martedì 29 gennaio 2013
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mirabolante
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Uno scritore in crisi si fa raccontare da un indiano del Québec l'incredibile storia della sua vita e del fatto che l'ha segnata, mutata ineluttabilmente.
non so come altro raccontare la trama di "vita di Pi" senza rovinare la visione al lettore: un film che ha tutto, un respiro narrativo immenso, filosofia, religione, e che tecnicamente è favoloso, dalla regia alla fotografia...Assolutamente da vedere
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ollipop
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martedì 29 gennaio 2013
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un viaggio nella profondita' dell'anima
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il "viaggio" di P fa viaggiare il tuo io in un sogno fra realta e fantasia dove la grandiosita' della natura nella sua tragicita' e'per P una continua ricerca e conferma di Dio :la tigre occasionale compagna di viaggio resta sempre una potenziale nemica perche nella lotta per la sopravvivenza non puo' essere altrimenti e il regista non cade nel facile tranello di "affratellare i due naufraghi: una sola scena mitiga il difficile rapporto ma solo perche' entrambi sono sopraffatti e molto prossimi a un tragico soccombere.
Pellicola intensa e profonda dove amore religiosita' e intensita' narrativa creano un affresco cinematografico di rara bellezza dove mai si cade nella facile rettorica o in banali sentimentalismi :P e la tigre conservano sempre il proprio ruolo e la tigre resta sempre tale e questo apparente distacco te la fa amare maggiormente ;e' un essere vivente che nulla deve avere di umano ma e' proprio nella peculiarita' del suo vivere da animale pur sempre feroce che nasce il rapporto con l'uomo che puo solo ceracare di addomesticarla mai di domarla ma di amarla si.
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il "viaggio" di P fa viaggiare il tuo io in un sogno fra realta e fantasia dove la grandiosita' della natura nella sua tragicita' e'per P una continua ricerca e conferma di Dio :la tigre occasionale compagna di viaggio resta sempre una potenziale nemica perche nella lotta per la sopravvivenza non puo' essere altrimenti e il regista non cade nel facile tranello di "affratellare i due naufraghi: una sola scena mitiga il difficile rapporto ma solo perche' entrambi sono sopraffatti e molto prossimi a un tragico soccombere.
Pellicola intensa e profonda dove amore religiosita' e intensita' narrativa creano un affresco cinematografico di rara bellezza dove mai si cade nella facile rettorica o in banali sentimentalismi :P e la tigre conservano sempre il proprio ruolo e la tigre resta sempre tale e questo apparente distacco te la fa amare maggiormente ;e' un essere vivente che nulla deve avere di umano ma e' proprio nella peculiarita' del suo vivere da animale pur sempre feroce che nasce il rapporto con l'uomo che puo solo ceracare di addomesticarla mai di domarla ma di amarla si.
Ed infatti ognuno riprendera' il proprio cammino e il proprio destino in un distacco pur sempre triste ma naturale nel rispetto di ruoli che non possono e non devono essere manipolati .
film da vedere e forse rivedere
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