A Royal Weekend |
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Un film di Roger Michell.
Con Bill Murray, Laura Linney, Samuel West, Olivia Colman.
continua»
Titolo originale Hyde Park on Hudson.
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 94 min.
- Gran Bretagna 2012.
- Bim Distribuzione
uscita giovedì 10 gennaio 2013.
MYMONETRO
A Royal Weekend
valutazione media:
2,74
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Donnaiolo impenitente e ubriacone che brutta fine per Roosevelt
di Curzio Maltese La Repubblica
Il successo di "Il discorso del re" ha scatenato negli ultimi due anni un'ondata di film biografici su grandi figure della storia o dell'arte, rilette attraverso vicende di vita privata. Piacciono al pubblico adulto, una robusta minoranza, annoiato dagli effetti speciali. Quindi piacciono ai produttori e attirano moltissimo le star a caccia di Oscar. Alcune di queste opere in arrivo sugli schemi italiani sono capolavori di regia e di recitazione, come il "Lincoln" di Steven Spielberg e Daniel Day Lewis, che è l'interprete principale, ma in questo caso conta come un autore. Altri sono comunque interessanti, come l'Hitchcock di Sacha Gervasi, con uno straordinario Anthony Hopkins. La maggior parte invece è inutile. A quest'ultima categoria sembra iscriversi "A royal weekend" di Roger Michell, quello di "Notting Hill", incentrato sulla grandiosa figura di Franklin Delano Roosevelt.
Ora, per essere il più duraturo e forse importante presidente nella storia degli Stati Uniti, un gigante politico del Novecento, l'inventore del New Deal e l'uomo che ha salvato il mondo dal nazifascismo, o anche per una soltanto di queste cose, il vecchio Roosevelt meritava un ritratto migliore di quello confezionato dagli sceneggiatori di questo film. Dal quale ne esce come una specie di Bill Clinton attempato ed etilico, a caccia di qualsiasi femmina che sfiori l'ufficio, dalle segretarie alle amiche della moglie, fino alle parenti, sia pure di quarto o quinto grado.
Il film è tratto dai diari di Daisy Suckley, cugina lontana del presidente che rimase vicino a Roosevelt fino alla morte nel 1945 e secondo gli autori ne fu una delle tante amanti. Fin qui, pazienza. È noto che i presidenti democratici amano circondarsi di amanti, almeno quanto i repubblicani amano circondarsi di generali. Ciascuno può decidere quale sia la compagnia più perniciosa. Il vero tradito del film è però proprio il presidente.
Non c'è nulla nella storia, nelle battute, nelle azioni di "A royal weekend" che restituisca un tratto anche minimo della grandezza del vero Roosevelt. Nonostante l'ottima prova di attore di Bill Murray, che cerca disperatamente di colmare con sguardi e gesti la penosa mancanza d'idee degli autori.
Il film è una sequela di occasioni mancate. La storia, raccontata dalla stucchevole voce fuori campo di Daisy, interpretata da Laura Linney, è per metà il racconto della irrilevante relazione di Roosevelt con la cugina e per l'altra parte il resoconto di un episodio che ha cambiato la storia. La visita di re George e della regina Elisabeth a Roosevelt, nell'estate del '39, per cercare il sostegno degli Stati Uniti in vista della seconda guerra mondiale. George è lo stesso di "Il discorso del re", con la balbuzie e il resto, ma naturalmente il confronto artistico è impietoso. Quello che dovrebbe essere il momento epico del film, il colloquio fra il re inglese e Roosevelt, l'unico re degli Stati Uniti, sfuma in pochi minuti per lasciare il posto a una scenata di gelosia.
La morale è che i grandi uomini sono anche loro pieni di debolezze. Ma si tratta appena di una premessa per un film e non serviva ripetere il concetto per un'ora e mezza. Per quale ragione, nonostante tutto, siano stati grandi sarà compito del prossimo film su Roosevelt.
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