Un insolito naufrago nell'inquieto mare d'Oriente

Un film di Sylvain Estibal. Con Sasson Gabai, Baya Belal, Myriam Teka´a, Gassan Abbas, Khalifa Natour.
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Titolo originale Le cochon de Gaza. Commedia, durata 98 min. - Francia, Germania, Belgio 2011. - ParthÚnos uscita giovedý 19 giugno 2014. MYMONETRO Un insolito naufrago nell'inquieto mare d'Oriente * * * - - valutazione media: 3,45 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   

La guerra arabo/israeliana raccontata in una singo Valutazione 4 stelle su cinque

di Flyanto


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venerdý 27 giugno 2014

 m in cui si racconta di un umile pescatore palestinese che dopo una notte di tempesta pesca un maialino vietnamita caduto probabilmente da un cargo. Essendo contro la sua religione avere qualsiasi tipo di contatto con un maiale, in quanto ritenuto impuro, egli cerca di disfarsene in vari modi: tentando prima di ributtarlo in mare e poi di venderlo ad un impiegato dell'Europa dell'Est dell'ufficio delle Nazioni Unite. Ma poichè tutte queste operazioni non hanno sortito alcun esito positivo, il pescatore arriva, dopo molte vicissitudini, a contrattare la vendita dello sperma del maialino con una colona di origine russa di un kibbutz vicino, la quale ha bisogno di fare riprodurre i propri maiali in quanto non possiede più alcun animale maschio. Ma l'impresa non si verificherà facile e soprattutto dovrà essere svolta in gran segreto in quanto pure gli ebrei ritengono il maiale una bestia impura e dunque altamente sacrilego un qualsiasi contatto con loro. Da qui ne conseguiranno numerose avventure e disavventure per il povero pescatore e sua moglie.

Questa pellicola, dietro una storia molto divertente e sicuramente poco probabile realisticamente parlando, in realtà denuncia con sottile e raffinata ironia la purtroppo molto amara e cruda realtà in cui vivono le popolazioni arabe ed israeliane in continuo stato di guerra tra loro. Pertanto, dietro le traversie e le avventure del pescatore protagonista, lo spettatore non può non notare come le popolazioni palestinesi debbano vivere a stretto contatto e con in pratica i soldati israeliani in casa, avendo così limitata la propria libertà di vivere ed agire. Posti di blocco presidiati da soldati armati di mitra, muri di cinta e fili spinati che interrompono e deturpano la bellezza del paesaggio e purtroppo costituiscono la realtà drammatica di due popolazioni che lottano per il possesso del proprio territorio al di là delle personali motivazioni e convinzioni. Emblematica a questo proposito è la scena del soldato che presiede la casa del pescatore che ogni pomeriggio si ferma a guardare nel misero salotto insieme alla consorte del pescatore la preferita  telenovela alla TV, commentandola e dimostrando un comun sentire. E pure la scena finale, delle piroette che svariati individui di nazionalità diversa, ma brutalmente mutilati a causa di questa assurda guerra, si divertono e condividono la propria passione per la danza in maniera  del tutto fraterna.
Insomma, Film in cui si racconta di un umile pescatore arabo che dopo una notte di tempesta pesca un maialino caduto probabilmente da un cargo. Essendo contro la sua religione avere qualsiasi tipo di contatto con un maiale, egli cerca di disfarsene in vari modi: tentando prima di ributtarlo in mare e poi di venderlo ad un impiegato dell'Europa dell'Est dell'ufficio delle Nazioni Unite. Ma poichè tutte queste operazioni non hanno sortito alcun esito positivo, il pescatore arriva, dopo molte vicissitudini, a contrattare la vendita dello sperma del maialino con una residente di origine russa di un kibbutz vicino che ha bisogno di fare riprodurre i propri maiali in quanto non possiede più alcun maschio. Ma l'impresa non si verificherà facile e soprattutto deve essere svolta in gran segreto in quanto nemmeno gli ebrei devono avere un qualche contatto con un maiale. Da qui ne conseguiranno numerose avventure e disavventure per il povero pescatore e la moglie.
Questa pellicola, dietro una storia divertente e sicuramente poco probabile realisticamente parlando, in realtà denuncia con sottile e raffinata ironia la purtroppo molto amara e cruda realtà in cui vivono le popolazioni arabe ed israeliane in continuo stato di guerra tra loro. Pertanto dietro le traversie e le avventure del pescatore protagonista, lo spettatore non può non notare come le popolazioni arabe debbano vivere a stretto contatto e con in pratica i soldati israeliani in casa, avendo così limitata la propria libertà di vivere ed agire. Posti di blocco presidiati da soldati armati di mitra, muri di cinta e fili spinati che interrompono e deturpano la bellezza del paesaggio circostante purtroppo costituiscono la realtà drammatica di due popolazioni che lottano per il possesso del proprio territorio al di là delle personali reali motivazioni e convinzioni. Emblematica a questo proposito è la scena del soldato che presiede la casa del protagonista che ogni pomeriggio si ferma a guardare nel misero salotto insieme alla consorte del pescatore la preferita  telenovela alla TV, commentandola e dimostrando così un comun sentire. E pure la scena finale, delle piroette che svariati individui di nazionalità diversa, ma brutalmente mutilati a causa di questa assurda guerra, fanno divertendosi e condividendo la propria passione per la danza in maniera in pratica del tutto fraterna.
Insomma, un film altamente di denuncia che però è anche molto ben girato e che evidenzia in maniera eclatante la sensibilità, la fantasia ed il talento del suo regista Sylvain Estibal. Se si considera per di più che questo questo abbastanza giovane regista è alla sua prima esperienza cinematografica, che comunemente svolge l'attività di giornalista e che è di origine uruguayana e non araba o palestinese, direi che ha prodotto un' opera altamente pregevole ed originale che sarebbe un vero peccato perdere.

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