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Di certo la firma di Polanski c'è. E si sente. Lo spettatore che , sulle prime si siede con un minimo di indecisione sulla poltrona, perchè non ha ben chiaro come sarà possibile orchestrare oltre un' ora e mezza di dialogo tra quattro individui confinati una sola stanza, rimane poi piacevolmente conivolto e ,a tratti, divertito dalla conduzione orchestrale di un film che ,spesso, sfocia in una serie di situazioni tanto paradossali, quanto reali; reali al punto di indurci a chiederci : "ma io nella stessa situazione come mi comporterei"? .
Tutta la struttura del film si basa su uno dei fenomeni più antichi e diffusi del mondo: il rapporto tra bambini. QUante volte abbiamo sentito dire frasi come " i bambini sanno essere crudeli" o " l'ingenuità di un bambino". Ecco! Polanski si basa su questi due luoghi comuni per sviscerare cosa comporta ad altri livelli , un evento banale come una lite tra due bambini che (si sa) , alla fine, si risolve sempre in una stretta di mano o in una partita di pallone. La situazione parte in modo che più realistico non si potrebbe, due coppie di genitori di differenti ceti ed estrazione a confronto, e sarà proprio questo confronto a renderli per certi versi uguali, portandoli ad allearsi mentalmente prima con l'uno, poi con'laltro in un costante crescendo di tensione e sadica ironia. il genitore che prende le parti del figlio non per il suo bene, ma perchè ferito nel suo orgoglio nel sentire accusare qualcosa di suo o nel veder sfregiato un suo avere. Ecco quindi l'utilizzo del figlio come "mezzo" per portare a galla 4 diversi stati di frustrazione e malessere interiore, celati dal buon nome, dall'alto livello sociale, dal lavoro o dalla ricerca spasmodica del non essere identificabili come prodotto della società attuale .
Ottima a mio avviso l'interpretazione di Kate Winslet anche se, a livello introspettivo, il personaggio più interessante rimane quello intepretato da Jodie Foster, madre del ceto medio che tenta di sfuggire mentalmente dal suo status sociale affidandosi ad arte e letture, sulle quali investe tutta la sua energia mentale e fisica, che usa come scappatoia dai problemi della vita di tutti i giorni.
In definitiva, un piccolo gioello di questo stagione cinematografica che , anche se solo per una volta, consiglio di vedere.
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