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Non si esce vivi dagli anni Ottanta

In arrivo la seconda serie di Romanzo Criminale, dal 18 novembre su Sky Cinema 1.
di Edoardo Becattini

Il cast al completo durante la presentazione della seconda serie di Romanzo criminale, in onda dal 18 novembre alle 21.00 su Sky Cinema 1

giovedì 11 novembre 2010 - Televisione

Il ritorno al piccolo schermo della Banda della Magliana ha un inizio folgorante. Un carrello posizionato ai piedi del cadavere del Libanese che lo segue nel suo ultimo tragitto all'interno dell'obitorio sulle note dei Kinks. In questa sola inquadratura - che fa da ponte fra gli anni Settanta e gli Ottanta, fra l'ascesa e la caduta della più famosa banda di criminali della periferia di Roma - si sancisce il passaggio fra il primo e il secondo "capitolo" di una delle serie più importanti dell'attuale televisione. Importante, perché non semplicemente seguita e amata, ma in quanto grande esempio tutto italiano di una produzione televisiva di qualità narrativa ed estetica al pari dei grandi serial americani. Secondo Andrea Scrosati, vice-presidente di Sky Italia, "il progetto di Romanzo Criminale – La Serie è un perfetto esempio della qualità che da qualche anno va cercando Sky. L'intento è quello di costruire un nuovo progetto di fiction italiana che possa estendersi tanto al marketing quanto alla produzione di un nuovo tipo di cultura e di esperienza che diventi per il pubblico qualcosa di irripetibile e straordinario". Quando parla del pubblico, Scrosati non si riferisce solo al pubblico italiano (che pure è cresciuto esponenzialmente puntata dopo puntata fino a creare un vero e proprio fenomeno di culto) ma agli spettatori di tutto il mondo. Nils Hartmann, direttore di Sky Cinema, non nasconde a questo proposito l'orgoglio per una serie che ha conosciuto il successo anche all'estero: "Tante volte facciamo riferimenti a modelli americani, come Dexter o Mad Men, ma questa è una serie tutta italiana, direi perfino tutta romana. Il fatto di essere riusciti a venderla in tanti paesi è testimonianza di una continua ricerca di qualità, di una spasmodica attenzione al dettaglio, che non ha incontrato compromessi. Sempre secondo il direttore di Sky Cinema, "la sfida principale della seconda serie era reggere il confronto con la prima, per questo era importante che anche qui fosse Stefano Sollima, regista ma anche direttore artistico e show-runner della produzione, a portare avanti con la stessa tecnica e lo stesso stile narrativo questo nuovo film lungo 22 ore". Chiamato in causa, Sollima interviene per raccontare il passaggio fondamentale fra la prima e la seconda stagione della serie: "Cambia un po' tutto. Ci lasciamo alle spalle gli anni Settanta e i colori seppia e arriviamo allo scintillio e alla ricerca sfrenata del successo degli anni Ottanta. Su questo sfondo e in questo nuovo ambiente economico e sociale abbiamo innestato i nostri cambiamenti: se i soldi prima erano il collante del gruppo, adesso diventano l'elemento di scontro; se prima dominavano basette e giacche a coste, adesso arrivano i capelli corti, i colori e le paillette delle televisioni commerciali".

Il brand "Romanzo"
Riccardo Tozzi, amministratore delegato della Cattleya, che ha prodotto le due stagioni della serie così come il film di Michele Placido del 2005, ricorda tutta la filiera del "marchio" Romanzo Criminale: "Credo siamo alla fine di questo romanzo, almeno per come lo conosciamo. Romanzo Criminale è stato prima di tutto il bellissimo libro di Giancarlo De Cataldo, un libro che guarda alla storia italiana dal punto di vista della strada e che segna già una novità all'interno della fruizione dei romanzi. Il film di Michele Placido è stata poi una cosa completamente inedita per l'Italia: un gangster movie che guardava alla storia del paese da sotto e da dentro. Infine, la sfida della serie è stata quella di portare tutto questo livello di innovazione in televisione". A questo proposito, Tozzi lo definisce un "film d'autore seriale, un racconto lungo e articolato in più parti ma gestito dallo stesso regista utilizzando i meccanismi della narrazione televisiva e l'intensità, il calore e il colore di un film".
Il vero padre del racconto, Giancarlo De Cataldo, interviene per raccontare come, anche se ormai lontano dalla nuove caratterizzazione dei personaggi, "che ormai se ne vanno per conto loro e portano a casa fidanzate nuove" (riferendosi all'introduzione del nuovo personaggio femminile di Donatella, la spacciatrice killer che entra in contatto coi traffici della banda), restano sempre i suoi personaggi, di cui non saprebbe dare una gerarchia di preferenza, perché tutti figli di "un romanzo polifonico alla Dostoevskij, ovvero di una frantumazione del mio io in tanti caratteri vari e sfaccettati".
Personaggi che sono presenti in conferenza stampa sotto le ormai celebri sembianze dei loro giovani attori. Ognuno di loro fa solamente capolino dal fondo della sala, trovando comunque il tempo di raccontare qualcosa di questa loro nuova esperienza "romanzesca". Francesco Montanari, ovvero il Libano, accenna solo al fatto di essere presente post-mortem anche in questa seconda serie come "fantasmino-coscienza di un personaggio", mentre il "Freddo" Vinicio Marchioni, racconta di come sia cambiata la celebrità di tutti "rispetto a quando presentammo la prima serie due anni fa e tutti ci chiedevano chi fossimo", aggiungendo che, "se un giorno dovessi essere ricordato solo come il Freddo, ne andrei comunque molto fiero".
In un certo senso, ad ascoltare gli interventi di tutti, è come se oltre al fantasma del Libano, ci fosse lo spettro di questa grande popolarità raggiunta con cui dover fare i conti. Un successo che pare aver sorpreso tutti e che, a parte la grande qualità e il capitale e lo sforzo investito e il carisma dei suoi giovani protagonisti, viene riassunto perfettamente dallo scrittore De Cataldo, parafrasando una frase di Somerset Maugham: "Per un successo editoriale occorrono tre ingredienti: noi sappiamo di averli mescolati bene. Ma, sfortunatamente, non abbiamo ancora capito quali sono".

Gallery


Vinicio Marchioni (46 anni) 10 agosto 1975, Roma (Italia) - Leone. Interpreta Il Freddo nel film di Stefano Sollima Romanzo Criminale 2 - La Serie.
L'attore Vinicio Marchioni 'Il Freddo', durante la presentazione della seconda serie di Romanzo Criminale
Alessandro Roja (43 anni) 4 giugno 1978, Roma (Italia) - Gemelli. Interpreta Il Dandi nel film di Stefano Sollima Romanzo Criminale 2 - La Serie.
L'attore Alessandro Roja 'Il Dandi', durante la presentazione della seconda serie di Romanzo Criminale
Andrea Sartoretti (49 anni) 9 ottobre 1971, New York City (New York - USA) - Bilancia. Interpreta Il Bufalo nel film di Stefano Sollima Romanzo Criminale 2 - La Serie.
L'attore Andrea Sartoretti 'Il Bufalo', durante la presentazione della seconda serie di Romanzo Criminale
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