| Titolo originale | Bonneville |
| Anno | 2008 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | Christopher N. Rowley |
| Attori | Jessica Lange, Kathy Bates, Joan Allen, Tom Skerritt, Christine Baranski, Victor Rasuk Tom Amandes, Tom Wopat, Bruce Newbold, Kristin Marie Jensen, Ivey Mitchell, Evan May, Erin May, Laura Park, Lyn Vaus, Amber Woody, Skip Carlson, Steve o'neill, Arabella Field, Nancy Roth (II). |
| Uscita | venerdì 17 ottobre 2008 |
| Distribuzione | Teodora Film |
| MYmonetro | 2,79 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento lunedì 14 ottobre 2019
Arvilla Holden recluta le sue due amiche del cuore per un viaggio attraverso l'America dei grandi spazi aperti. La destinazione è Los Angeles, la missione è quella di portare le ceneri del marito di Arvilla all'odiosa figlia di primo letto, Francine. In Italia al Box Office Quel che resta di mio marito ha incassato 288 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Arvilla Holden ha appena perso suo marito e un amore lungo vent'anni. Francine, la sua sgradevole figliastra, reclama le ceneri del padre, un funerale tradizionale e la sepoltura di Joe accanto alla madre. Impugnato il testamento e minacciata di sfratto dalla casa condivisa con Joe a Pocatello nell'Idaho, Arvilla acconsente rassegnata a tradire le ultime volontà del compianto e a portare in California le sue ceneri. In questo modo potrà assicurarsi la proprietà del loro nido d'amore ma il viaggio stravolgerà le sue certezze.
A bordo di una Cadillac Bonneville e con due amiche al seguito, Arvilla attraverserà i luoghi battuti con Joe, spargendo quel che resta di lui nelle acque dolci di un lago, nel deserto del Nevada o su una pianura salata. Giunta a Santa Barbara proverà a spiegare a Francine il valore di una promessa mantenuta.
Bonneville è il titolo originale dell'opera prima di Christopher N. Rowley, è la cadillac rossa dell'Arvilla di Jessica Lange e il luogo centrale nella topologia del dramma rappresentato. Lanciata sulle strade americane, i cui lunghi rettilinei disegnano un paesaggio che si offre all'attraversamento e invoglia alla sosta, l'automobile della protagonista è un organismo capace di calore e accoglienza, lo spazio protettivo e l'unica "casa" possibile per una donna che ha perso il marito e rischia di non avere più un tetto. La voce off di Arvilla "scrive" una lettera alla figliastra, una lettera lunga un viaggio per giustificare l'impossibilità emotiva di venire meno alla parola data all'uomo "condiviso" e perduto.
Giocando sul terreno sottile dei sentimenti e asciugando i lacrimosi assoli di Jessica Lange, il regista americano introduce il tema della morte, dell'evocazione e della perturbazione provocata dall'incrociarsi dei fantasmi con l'esistenza dei vivi. Lontano dalle grandi autostrade il film del debuttante Rowley preferisce battere le strade marginali, dove è possibile procedere senza fretta, rallentare la corsa, fermarsi agli incroci, alle pompe di benzina e ai motel, guardare e raccontare ciò che si è visto a chi ha voglia di ascoltare e vedere. Mossa da uno spirito pionieristico, Arvilla attraversa con due bandidas mormone l'America che ha visto e sognato con Joe. Il paesaggio, tela panoramica di un mondo in procinto di essere "conquistato", è un anello di congiunzione eccellente con il western, il suo culto della natura, lo scontro tra il valore dell'individualismo avventuroso (incarnato da Arvilla) e il bisogno di regole su cui fondare la stanzialità e condannare come irresponsabile proprio lo spirito pionieristico (incarnato da Francine).
La Cadillac di Arvilla e il truck cromato del camionista-cowboy Emmett assumono per questa ragione un carattere organico più che meccanico, più simili a due cavalli nel loro procedere affiancati verso l'alba o verso il tramonto. Hanno un movimento animale e come una lunga carovana sono diretti verso la frontiera (il Messico), la soglia in cui spettatore, mitologia ed eroi(ne) si incontrano.
Arvilla Holden, una donna di mezza età che vive in una piccola cittadina dell'Idaho, è appena rimasta vedova in seguito alla morte dell'amato marito Joe. Insieme alle sue più care amiche, l'esuberante Margene e la morigerata Carol, Arvilla si mette in viaggio per la California a bordo della vecchia Cadillac rossa decappottabile di Joe, per consegnare le ceneri del defunto marito alla figliastra Francine.
Opera prima del regista Christopher N. Rowley, Quel che resta di mio marito (in originale Bonneville) è un film a basso costo realizzato nel 2006, che ha dovuto attendere due anni prima di uscire nelle sale ed è passato pressoché inosservato presso il grande pubblico, nonostante la presenza nel cast di tre fra le più dotate attrici del cinema americano contemporaneo: Jessica Lange, Kathy Bates e Joan Allen. Una commedia on-the-road tutta al femminile incentrata sul viaggio delle tre protagoniste a bordo di una vecchia Cadillac decappottabile Bonneville, a bordo della quale le tre donne del film attraverseranno l'America da Pocatello, un piccolo centro dell'Idaho, fino a Santa Barbara, in California.
Personaggio centrale e voce narrante della storia è Arvilla Holden (Jessica Lange), che dopo vent'anni di felicità coniugale si trova improvvisamente a dover affrontare la perdita del marito Joe e a ricomporre i frammenti della propria esistenza. L'avventuroso viaggio di Arvilla, la quale porta con sé l'urna con le ceneri del suo amato Joe, diventa così una sorta di percorso di elaborazione del lutto, che la neo-vedova intraprenderà insieme alle sue migliori amiche: Margene (Kathy Bates), donna spumeggiante e vivace in cerca di romanticismo, e Carol (Joan Allen), madre di famiglia sempre prudente e controllata. Il tema del viaggio, un imprescindibile topos cinematografico, assume nel film anche il valore di un tuffo nel nei ricordi: Arvilla riscoprirà infatti i luoghi già visitati insieme al marito, imparando gradualmente a separarsi dal proprio passato e a raccogliere il coraggio per guardare verso il futuro.
La sceneggiatura, costantemente in bilico fra humor e dramma, scivola sul filo dei sentimenti con salutare leggerezza, concedendo ampio spazio al talento delle tre brave interpreti. Fra scontri di carattere, rievocazioni malinconiche, parentesi amorose (quella di Margene con il galante camionista Tom Skerritt) e qualche siparietto comico, il film di Rowley, pur senza brillare per originalità, ci regala una gradevole commedia al femminile, fin troppo prevedibile nel suo sviluppo narrativo, ma impreziosita dall'impagabile verve del terzetto di protagoniste.
“QUEL CHE RESTA DI MIO MARITO” di CHRISTOPHER N. ROWLEY; USA, 06. Arvilla da poco vedova è costretta a portare le ceneri del marito a Santa Barbara, dove la figlia di lui, che non ha mai amato la nuova compagna, vuole dargli sepoltura. Dall’Idaho fino alla California, il viaggio è lungo: non le vengono meno nè le sue amiche di sempre, né l’auto, una vecchia ma gloriosa Cadillac Bonneville.
Ecco una commedia on the road per terza e quarta età, dove una bella tardona, rimasta vedova (Jessica Lange), salta sulla Cadillac rossa e porta a spasso due amiche (Kathy Bates, Joan Allen) e le ceneri del defunto Joe. La cui antipatica figliastra, che ha impugnato il testamento e vuole un funerale classico, s'attaccherà al tram. Le tre attempate, puntando al Messico trasgressivo, spargeranno le ceneri [...] Vai alla recensione »