La fabbrica dei tedeschi

Film 2008 | Drammatico 90 min.

Regia di Mimmo Calopresti. Un film con Valeria Golino, Monica Guerritore, Luca Lionello, Silvio Orlando, Rosalia Porcaro. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2008, durata 90 minuti. - MYmonetro 2,92 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il drammatico racconto del rogo all'acciaieria Thyssen-Krupp dove morirono 7 operai. In Italia al Box Office La fabbrica dei tedeschi ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 16,4 mila euro e 4,3 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,92/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,25
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Una pellicola che dà voce alla rabbia, alle domande senza risposta di come sia potuto accadere, al dolore dei parenti delle vittime.
Recensione di Luisa Ceretto
Recensione di Luisa Ceretto

Presentato nella giornata dedicata dalla Mostra del cinema di Venezia al dramma delle morti sul lavoro, La fabbrica dei tedeschi racconta la tragedia della ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni di Torino in cui, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, un incendio divampa e sette operai perdono la vita. I colleghi, giunti in loro aiuto, tentano invano di spegnere le fiamme, ma gli estintori non funzionano. Un incidente fatale, che si poteva evitare, se fossero stati effettuati i controlli e una manutenzione regolari.
La fabbrica dei tedeschi è una pellicola che dà voce alla rabbia, alle domande senza risposta di come sia potuto accadere, al dolore dei parenti delle vittime, alle accuse ai responsabili dell'azienda. La struttura narrativa del film è costituita da un prologo in bianco e nero in cui Valeria Golino, Monica Guerritore, Luca Lionello, Silvio Orlando, Rosalia Porcaro, Vincenzo Russo e Giuseppe Zeno impersonano i parenti delle vittime, rievocando gli ultimi istanti prima della tragedia, e da un documentario che si sviluppa seguendo il filo delle dichiarazioni dei testimoni su quello che accadde quella notte e nelle settimane precedenti. I racconti dei parenti delle vittime, ripresi spesso in primissimo piano, quasi per coglierne ogni più piccola reazione, restituiscono con efficacia l'orrore di quanto è accaduto, la consapevolezza da parte delle vittime della pericolosità di quella situazione lavorativa, il loro accettare, ciononostante, quelle condizioni, nell'attesa e speranza di una vita migliore. C'era chi sognava di aprire un bar, chi, invece, un ristorante a conduzione familiare: certi, in ogni caso, che di lì a poco, tutto sarebbe cambiato.
"I sette morti", dichiara Mimmo Calopresti, "ci hanno svegliato dal sogno e ci hanno portato davanti alla realtà: un incubo fatto di pericoli, fuoco, fiamme e lavoratori, operai che ancora oggi mettono a repentaglio la propria vita sul luogo di lavoro. Gli invisibili dell'azienda modello diventano, in una sola notte, tragicamente visibili". Il regista ha il pregio di restituire al meglio lo strazio per quelle vite spezzate, il dolore muto delle mogli, dei genitori e dei figli per una perdita di cui ancora devono elaborare il lutto e per tali ragioni La fabbrica dei tedeschi è riuscito nel suo intento.
Tuttavia, se nel riprendere tematiche di questa urgenza, il rischio maggiore, sempre latente, per un regista è quello di scivolare dalla documentazione di un evento alla sua rappresentazione, a una, per quanto involontaria, spettacolarizzazione, o a certi compiacimenti linguistici, come ad esempio mostrare la troupe mentre gira, ci sembra di poter affermare, che a questa tentazione, seppure per qualche istante, Mimmo Calopresti non abbia saputo resistere.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 nella fabbrica torinese ThyssenKrupp Acciai Speciali, 7 operai al lavoro sulla linea 5 muoiono per ustioni. Nella 1ª parte del documentario del calabrese Calopresti, scritto con Cristina Cosentino, 7 attori, a mo' di prologo, impersonano i parenti delle vittime. Seguono le testimonianze dirette (tra cui quella di Antonio Boccuzzi, l'unico sopravvissuto all'incendio dopo aver tentato di salvare i compagni), l'elenco delle infrazioni al sistema di sicurezza, l'indagine giudiziaria, i responsabili della ThyssenKrupp che non rispondono, i sindacati "distratti", la classe dirigente politica parolaia che non interviene. Risultato? Un'altra sconfitta della classe operaia, ma anche la denuncia di Calopresti è cauta più che coraggiosa. Povera patria. Distribuito dal Luce.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Le polemiche veneziane si sono ricomposte dopo l’anteprima torinese di La fabbrica dei tedeschi alla presenza di venti parenti delle vittime. Come richiesto da Rosina Demasi, Mimmo Calopresti ha eliminato dalla registrazione della telefonata al 118 le grida di suo figlio Giuseppe, uno dei sette operai morti nel rogo scoppiato alla Thyssen il 6 dicembre 2007.

Boris Sollazzo
DNews

Sarà anche vero che chi non lavora non fa l'amore, ma in Italia chi lavora, spesso, non potrà fare nient'altro. Ogni giorno, festività comprese, tre o quattro persone perdono la vita compiendo il proprio dovere. Una strage permanente, un olocausto bianco, dimostrazione dolorosa che l'Italia è una repubblica fondata sulle morti sul lavoro. Morti bianche, perché non ci sono armi in questi omicidi, se [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

Alla Mostra del cinema di Venezia 2008 abbiamo visto due film sulla tragedia della ThyssenKrupp di Torino accaduta nella notte tra il 5 e 6 dicembre. Sette operai persero la vita durante un incendio. Da una parte Thyssen Blues di Balla e Ripetto, ovvero la tragedia come momento drammatico nella vita dell'operaio Thyssen Carlo Marrapodi, amico delle vittime e salvo per miracolo.

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