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ennio
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venerdì 26 ottobre 2018
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un inedito de palma con la videocam
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De Palma è un regista logorroico, iperproduttivo e molto commerciale, non certo tra i miei preferiti. I fiaschi degli anni '80 hanno segnato in negativo la sua carriera. Qui ha confezionato un buon prodotto, utilizzando la tecnica delle riprese con videocamera, molto alla moda dopo "Blair witch project", ma da quest' ultimo film, e da altri, molto meglio valorizzata.
Descrivendo la brutalità e quindi l'ovvietà della guerra, De Palma non ci racconta nulla di nuovo salvo la scelta, azzeccata, del bianco e nero nelle riprese in cam, e una certa asciuttezza nella descrizione dei giovani militari protagonisti, gente molto ordinaria che altrettanto ordinariamente viene risucchiata e travolta dall'atmosfera surreale dell'inferno iracheno.
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De Palma è un regista logorroico, iperproduttivo e molto commerciale, non certo tra i miei preferiti. I fiaschi degli anni '80 hanno segnato in negativo la sua carriera. Qui ha confezionato un buon prodotto, utilizzando la tecnica delle riprese con videocamera, molto alla moda dopo "Blair witch project", ma da quest' ultimo film, e da altri, molto meglio valorizzata.
Descrivendo la brutalità e quindi l'ovvietà della guerra, De Palma non ci racconta nulla di nuovo salvo la scelta, azzeccata, del bianco e nero nelle riprese in cam, e una certa asciuttezza nella descrizione dei giovani militari protagonisti, gente molto ordinaria che altrettanto ordinariamente viene risucchiata e travolta dall'atmosfera surreale dell'inferno iracheno.
La forza del film sta anche nel fatto che la vicenda è ispirata in modo molto preciso ai fatti del 2006 di Mahmudiyah, che portarono i protagonisti a processo negli USA, in cui furono condannati a pene severissime.
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macs a bologna
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martedì 11 marzo 2008
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l'orrore, l'orrore, l'orrore.....
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dopo mann, wenders, altman e lynch, un altro "grosso nome" di hollywood passa al digitale, e il risultato trasforma lui, il suo cinema e la cinematografia tutta. redacted vale come e per certe ragioni perfino più di full metal jacket, apocalypse now e la sottile linea rossa. il gusto per i piani-sequenza, per la verità-menzogna della macchina da presa e per la violenza umana presenti nelle sue precedenti opere qui si perfeziona arrivando a sublimarsi. il mockumentary, ormai vero e proprio genere(forgettin' silver, accordi e disaccordi, il cameraman e l'assassino, the blair witch project......), e il film in soggettiva, altro piccolo sottogenere (guy, la donna proibita.....) spesso in passato si sono rivelati -a parte rari casi- esercizi di stile godibili ma fini a se stessi; ed ecco che il re dell'esercizio di stile si ricorda del suo vittime di guerra, assai pomposo e retorico, si ispira a una storia vera, si arma di videocamere digitali e le usa per riprodurre la realtà come la conosciamo ai giorni nostri.
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dopo mann, wenders, altman e lynch, un altro "grosso nome" di hollywood passa al digitale, e il risultato trasforma lui, il suo cinema e la cinematografia tutta. redacted vale come e per certe ragioni perfino più di full metal jacket, apocalypse now e la sottile linea rossa. il gusto per i piani-sequenza, per la verità-menzogna della macchina da presa e per la violenza umana presenti nelle sue precedenti opere qui si perfeziona arrivando a sublimarsi. il mockumentary, ormai vero e proprio genere(forgettin' silver, accordi e disaccordi, il cameraman e l'assassino, the blair witch project......), e il film in soggettiva, altro piccolo sottogenere (guy, la donna proibita.....) spesso in passato si sono rivelati -a parte rari casi- esercizi di stile godibili ma fini a se stessi; ed ecco che il re dell'esercizio di stile si ricorda del suo vittime di guerra, assai pomposo e retorico, si ispira a una storia vera, si arma di videocamere digitali e le usa per riprodurre la realtà come la conosciamo ai giorni nostri. you tube, blog, videodiari, telecamere a circuito chiuso, telegiornali, sono diventati un ulteriore modo di "vedere", ormai alla pari dei nostri occhi. il film comincia incuriosendo, e in un'ora e mezza porta lo spettatore a un finale di emozione assoluta, nel quale la retorica e la profondità, la sincerità e la finzione si amalgamano senza possibilità di essere più separate. è come se tutta la carriera di de palma fosse servita per arrivare a redacted, per rendere il suo e il nostro occhio gli occhi meccanici delle videocamere digitali di questi anni duemila, definitivamente elevate in meno di una decina d'anni a strumenti alla pari delle cineprese tradizionali. il fatto che il regista abbia scelto di non far proiettare il film ma di venderlo a sky e di distribuirlo in dvd potrebbero insinuare un dubbio: forse sì, forse il cinema è stato sgozzato e decapitato definitivamente, perché in effetti redacted trova la sua sede di visione migliore nel piccolo schermo, ma più che in quello del televisore, nello schermo piatto di un computer portatile, cosa che invece non avveniva con il suo "gemello tecnico", arca russa di sokurov, lungo piano sequenza in digitale che per la "magia" della storia e la sontuosità degli interni si prestava ancora a far sognare gli spettatori sulle poltroncine delle sale cinematografiche. in ogni caso, difficile però non invidiare coloro i quali hanno avuto l'onore e la fortuna di vederlo all'ultima mostra del cinema di venezia.
rileggendo il mio commentino si capisce che ho appena terminato di vederlo, sono un po' troppo assolutista e superficiale, ma GIURO CHE QUESTO E' UNO DEI DIECI O VENTI FILM PIU' IMPORTANTI MAI FATTI!! impossibile d'ora in poi non citarlo in qualsiasi manuale di cinema, non solo di genere.
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