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alex41
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sabato 15 dicembre 2012
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una claustrofobica odissea in un condominio
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Pochi film horror trasmettono angoscia, terrore e soprattutto realismo come "Rec". Film geniale diretto interamente da una telecamera, incredibilmente realistico da sembrare vero, con una trama solida e agghiacciante, attori bravissimi e credibili, effetti speciali ottimi e ottimo controllo della suspence che non sfocia quasi mai il banale. Forse nel finale ci si aspettava qualcosa di più, però tuttavia forse è stato meglio come è finito realmente.
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ian malcolm
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lunedì 3 dicembre 2012
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mamma mia che paura!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Non pensavo che questo film potesse farmi smattere di dormire la notte!!!!!!!!!!!!!!
Ho peso il dvd circa tre anni fà e l'ho visto con mia mamma una domenica pomeriggio ..........................e che paura!!!
Quel giorno dovevamo andare via e sono uscito con un ansia dentro di me che non immagino neanche.
Non riuscivo a dimenticarmi tutte quelle scene così paurose.
Ho visto anche il seguito "REC 2" e anche questo mi ha spaventato ma non tanto quanto il primo.
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4ng3l
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domenica 9 settembre 2012
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horror tremendamente elettrizzante
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Quando si cerca un horror si cerca anche e tra i primi 10 sicuramente Rec. Concentrato di realismo dovuto alle riprese dal vivo e tanta adrenalina perchè quell'edificio è davvero una trappola costruita come si deve. Bellissima la sceneggiatura, scoppiettante, magnetica e dimanica ed il finale è una autentica espressione di pura magia Horror in versione live. Imperdibile pellicola non solo per appassionati.
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killbillvol2
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domenica 6 maggio 2012
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[rec]
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Horror ispanico, che riesce a tenere alta la tensione utilizzando la tecnica del mockumentery (=finto documentario), tornat in voga dopo The Blair Witch Project. E' una parabola zombiesca, nella quale una giornalista televisiva, accompagnata dal suo cameraman, fa visita ad una stazione dei pompieri. Tutto passa tranquillamente, finchè una chiamata fa recare i pompieri in una casa, dove molto presto si scopre che una delle abitanti ha qualcosa che non va... e questo è solo l'inizio di un incubo che durerà tutta la notte. Scarso budget e grande successo di pubblico, nonostante il deludente finale. E' sicuramente molto meglio del successivo Paranormal Activity, nel quale venne usata la stessa tecnica del finto documentario.
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Horror ispanico, che riesce a tenere alta la tensione utilizzando la tecnica del mockumentery (=finto documentario), tornat in voga dopo The Blair Witch Project. E' una parabola zombiesca, nella quale una giornalista televisiva, accompagnata dal suo cameraman, fa visita ad una stazione dei pompieri. Tutto passa tranquillamente, finchè una chiamata fa recare i pompieri in una casa, dove molto presto si scopre che una delle abitanti ha qualcosa che non va... e questo è solo l'inizio di un incubo che durerà tutta la notte. Scarso budget e grande successo di pubblico, nonostante il deludente finale. E' sicuramente molto meglio del successivo Paranormal Activity, nel quale venne usata la stessa tecnica del finto documentario. E' un film praticamente in tempo reale, che lascia un po' insoddisfatti nel finale, ma prima di arrivarci ci sono 80 minuti realizzati molto bene, costruendo i colpi di scena(anche se qualcuno un po' prevedibile) con accuratezza. Fa sobbalzare sicuramente, e non lascierà insoddisfatti i fan del genere.
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_melindo__
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mercoledì 25 gennaio 2012
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il film più terrificante mai realizzato
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In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un lento e inesorabile "crollo" del cinema horror. Ciò non toglie che sempre in questo periodo siano state prodotte pellicole davvero interessanti, e qualche indiscutibile capolavoro: Rec appartiene a questi ultimi. A questo punto per il lettore sarebbe facile porre immediatamente dei paragoni con Cult-movie quali L'esorcista o Shining, perciò premetto che questa recensione è assolutamente personale.
Rec è un film semplice: la situazione di base è piuttosto lineare, così come l'evoluzione della storia. A livello tecnico è eccellente: il film sfrutta in modo efficace la tecnica del mockumentary, o falso documentario, trasformandosi in un'ESPERIENZA visiva ed emotiva che deve essere vissuta in prima persona.
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In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un lento e inesorabile "crollo" del cinema horror. Ciò non toglie che sempre in questo periodo siano state prodotte pellicole davvero interessanti, e qualche indiscutibile capolavoro: Rec appartiene a questi ultimi. A questo punto per il lettore sarebbe facile porre immediatamente dei paragoni con Cult-movie quali L'esorcista o Shining, perciò premetto che questa recensione è assolutamente personale.
Rec è un film semplice: la situazione di base è piuttosto lineare, così come l'evoluzione della storia. A livello tecnico è eccellente: il film sfrutta in modo efficace la tecnica del mockumentary, o falso documentario, trasformandosi in un'ESPERIENZA visiva ed emotiva che deve essere vissuta in prima persona. La recitazione (plauso alla bravissima Manuela Velasco) e l'ambientazione riescono ad aggiungere quel senso di realismo claustrofobico che permea l'intera pellicola.
Ma non sono questi i fattori che stupiscono in Rec, suppur tutti di qualità eccellente. Perchè Rec, se visto adeguatamente in un ambiente solitario e buio, rischia seriamente di rivelarsi la cosa più terrificante e spaventosa mai realizzata nella storia del cinema. Nessuna bambina che vomita liquido verde e impreca, nessuna visione terrificante nel corridoio di un albergo: tutto elementi sacrificati per ottenere un tasso di realismo, di angoscia e di immedesimazione incredibili. Ma è la costruzione delle scene la vera fonte del terrore in Rec. Due le scene che sicuramente passeranno alla storia del cinema horror: qualla finale, girata ad infrarossi nell'attico, e quella di poco precedente della fuga di Angela e Pablo, ormai gli unici non contagiati dal virus, sulle scale (personalmente il grado di terrore e di spavento raggiunto in quest'ultima era talmente alto che sono scoppiato a singhiozzare, e non sto scherzando). Forse tutto questo entusiasmo vi può sembrare esagerato, ma a mio avviso si tratta dell'esperienza più terrificante e angosciante di sempre. A patto però che il film venga visto da soli e al buio!
Se seguirete questi semplici consigli potrete capire il perchè delle mie reazioni.
Capolavoro del cinema horror, Rec è un film che passerà alla storia come una delle pellicole più terrificanti di sempre, se non la più terrificante: giustamente!
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pjmix
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domenica 6 novembre 2011
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devo ammetterlo
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non sono un amante del genere horror, anche se non mi dispiace vedere qualche film; ultimamente poi vedo che è sempre più difficile fare un horror senza cadere nel banale, nello splatter puro. Rec è uno dei pochi horror di cui ho un ottimo ricordo. La ripresa a cam è geniale perchè, anche se fastidiosa, coinvolge nettamente di più lo spettatore e soprattutto amplifica l'agonia, l'angoscia, il terrore rispetto ad una ripresa normale. La trama del virus è un po' la solita già vista in 28 giorni dopo e in Resident Evil (tanto per fare 2 esempi), ma il fatto di chiudeli tutti in un condominio, rende il tutto originale. Adatto per chi si vuole angosciare.
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tecmec
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giovedì 13 ottobre 2011
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molto bello
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Un film decisamente efficace pur nella confezione furbetta alla "Blair Witch".
Jaume Balagueró crea un horror assolutamente originale, preso da un punto di vista altrettanto innovativo (la telecamera televisiva).
Il risultato è composto con un ritmo serrato e ben sostenuto, attori in grado di risultare credibili nelle rispettive parti e una trama di fondo a mezza strada tra il virus mortale e l'infestazione da demoni.
Unica pecca, ma passabilissima a mio avviso, il mostriciattolo finale che poteva benissimo restare sottinteso, oltretutto lo stesso regista è un po' fissato coi mostrilli (vedi Fragile), un po' una fissazione "argentiana" diciamo.
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Un film decisamente efficace pur nella confezione furbetta alla "Blair Witch".
Jaume Balagueró crea un horror assolutamente originale, preso da un punto di vista altrettanto innovativo (la telecamera televisiva).
Il risultato è composto con un ritmo serrato e ben sostenuto, attori in grado di risultare credibili nelle rispettive parti e una trama di fondo a mezza strada tra il virus mortale e l'infestazione da demoni.
Unica pecca, ma passabilissima a mio avviso, il mostriciattolo finale che poteva benissimo restare sottinteso, oltretutto lo stesso regista è un po' fissato coi mostrilli (vedi Fragile), un po' una fissazione "argentiana" diciamo.
Comunque resta un gran buon film, efficacissimo a tutt'ora.
Bello!
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21thcentury schizoid man
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mercoledì 12 ottobre 2011
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un horror inquietante e claustrofobico
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Sebbene non sia un capolavoro, “Rec” è un horror che funziona molto bene, soprattutto perché in alcune scene riesce a far davvero paura. Eh già, la paura: era da un bel po’ di tempo che non mi capitava di provare questa sensazione guardando un film; probabilmente la colpa è degli horror che girano al giorno d’oggi, (quasi) tutti diretti da registi – o presunti tali – che credono di riuscire a spaventare lo spettatore limitandosi a mostrare squartamenti vari; solo che così facendo invece di terrorizzarci finiscono coll’annoiarci. A tal proposito, per rendersi conto della deriva a cui il genere sta andando incontro in questi ultimi anni, si veda la saga di “Saw”.
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Sebbene non sia un capolavoro, “Rec” è un horror che funziona molto bene, soprattutto perché in alcune scene riesce a far davvero paura. Eh già, la paura: era da un bel po’ di tempo che non mi capitava di provare questa sensazione guardando un film; probabilmente la colpa è degli horror che girano al giorno d’oggi, (quasi) tutti diretti da registi – o presunti tali – che credono di riuscire a spaventare lo spettatore limitandosi a mostrare squartamenti vari; solo che così facendo invece di terrorizzarci finiscono coll’annoiarci. A tal proposito, per rendersi conto della deriva a cui il genere sta andando incontro in questi ultimi anni, si veda la saga di “Saw”. Insomma, diciamolo: la maggior parte degli horror di oggi non è più in grado di far paura. “Rec”, invece, ci riesce. Per fortuna, verrebbe da dire. Questo film riesce a terrorizzare lo spettatore grazie ad un’atmosfera molto inquietante; il punto di forza della pellicola infatti è sicuramente la messa in scena claustrofobica, talmente asfissiante che a volte noi spettatori abbiamo come l’impressione che il respiro ci manchi per davvero, e non è certo una cosa da poco, anzi. L’idea di ambientare la storia tutta all’interno di un palazzo (dove ne succedono di tutti i colori) si rivela quindi molto efficace. Il merito principale dei due registi spagnoli – Paco Plaza e Jaume Balaguerò – è quello di tenere sempre alta la tensione (a parte un noioso incipit). La suspense non conosce pause, l’azione – ripresa in tempo reale – è martellante, e alla fine si rivela azzeccata pure l’idea di filmare l’intera vicenda attraverso la soggettiva di una videocamera (una trovata, questa, di cui ultimamente stanno abusando un po’ troppi registi) di una giornalista televisiva che vuole documentare il lavoro quotidiano di una squadra di vigili del fuoco. Da notare, cosa insolita in una pellicola horror, che manca completamente la colonna sonora: il film infatti non si avvale di alcun tipo di musica. Detto dei pregi, bisogna anche riferire dell’unica nota stonata del film, ovvero lo “spiegone” finale, del tutto superfluo: ma era proprio necessario cercare di dare una spiegazione al mistero che avvolge la vicenda? No, non lo era. Comunque, nonostante ciò, dato che tutto il resto è molto convincente, come ho già detto all’inizio il film può dirsi riuscito.
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tiamaster
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domenica 18 settembre 2011
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phua....
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sicuramente meglio degli ultimi horror usciti,ma è comunque una bestemmia al vero cinema quello bello che i critici non sbattono fuori a calci nel sedere a venezia come questo,che non aggiunge nulla di nuovo a nulla.
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raptus
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giovedì 1 settembre 2011
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non mi fidavo, ed invece
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Non mi ispirava fiducia ed invece dopo aver visto il primo son corso a noleggiare il secondo.
Molto ma molto meglio di tanti horror che girano strapublicizzati.
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