L'innocenza del peccato

Film 2007 | Drammatico, 115 min.

Titolo originaleLa Fille Coupée En Deux
Anno2007
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia
Durata115 minuti
Regia diClaude Chabrol
AttoriLudivine Sagnier, François Berléand, Benoît Magimel, Mathilda May, Caroline Sihol Etienne Chicot, Marie Bunel, Valeria Cavalli, Thomas Chabrol, Jean-Marie Winling, Didier Bénureau, Edouard Baer, Clémence Bretécher, Charley Fouquet, Hubert Saint-Macary.
Uscitavenerdì 8 febbraio 2008
DistribuzioneMikado Film
MYmonetro 2,60 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Claude Chabrol. Un film con Ludivine Sagnier, François Berléand, Benoît Magimel, Mathilda May, Caroline Sihol. Cast completo Titolo originale: La Fille Coupée En Deux. Genere Drammatico, - Francia, 2007, durata 115 minuti. Uscita cinema venerdì 8 febbraio 2008 distribuito da Mikado Film. - MYmonetro 2,60 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una giovane e ambiziosa conduttrice televisiva viene sedotta da un maturo ed egocentrico scrittore sposato che ne fa un'amante esperta e focosa e la introduce ai giochini viziosi del jet set parigino. In Italia al Box Office L'innocenza del peccato ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 156 mila euro e 54,7 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,60/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,89
PUBBLICO 2,92
CONSIGLIATO SÌ
Chabrol si limita a un ritratto d'ambiente patinato, formalmente impeccabile e benissimo recitato ma mai incisivo o inquietante.
Recensione di Paola De Rosa
domenica 2 settembre 2007
Recensione di Paola De Rosa
domenica 2 settembre 2007

Una giovane e ambiziosa conduttrice televisiva viene sedotta da un maturo scrittore sposato. Egocentrico e sensibile alle belle donne, l'uomo ne fa un'amante esperta e focosa e la introduce ai giochini viziosi del jet set parigino. Ma la passione, si sa, è volubile. Specie se la differenza d'età è abissale, lui è accecato dal narcisismo e dall'egoismo e lei è infantile e in preda agli slanci totalizzanti del primo grande amore. Quando viene abbandonata dall'anziano amante, la ragazza si consola tra le braccia di un giovane miliardario psicologicamente instabile da tempo innamorato di lei e arriva addirittura a sposarlo. E a questo punto il solito stucchevole triangolo altoborghese sfocia in tragedia...
L'innocenza del peccato, presente nel 2007 al Festival di Venezia nella sezione Fuori Concorso, segna una flessione nella meravigliosa e prolifica carriera di Chabrol, che continua a sfornare un film all'anno mantenendosi a livelli qualitativi finora sopraffini. Qui l'acume nell'inquadrare i molti vizi e le poche virtù dell'alta borghesia risulta annacquato e impoverito da un calligrafismo stucchevole e superficiale. Il maestro francese non riesce a inserire il dito nella piaga del vuoto di valori e a vivificare il connubio amore-morte, limitandosi a un ritratto d'ambiente patinato, formalmente impeccabile e benissimo recitato ma mai incisivo o inquietante.
La deriva etica che guida le azioni dei protagonisti resta sullo sfondo e il finale simbolico, di cui naturalmente non anticipiamo nulla, è di un didascalismo imbarazzante. Un'opera di maniera che fa rimpiangere la lucida e sottile cattiveria non solo dei capolavori degli anni Settanta, ma anche dei recenti La damigella d'onore e La commedia del potere.

Sei d'accordo con Paola De Rosa?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

"La perversità è l'arte di trasformare il bene in male" dice Chabrol che desiderava esplorarla senza mostrarla, ispirandosi a un clamoroso fatto di cronaca nella New York del 1906, trasferito nella provincia francese di un secolo dopo. Presentatrice di un programma meteo in TV, Gabrielle Deneige è una giovane innocente nella sua ingenuità, ma disposta a scindersi in due, come tra la finzione della TV e la realtà della vita, tra un anziano amante (Berléand) - noto scrittore che la corrompe col suo consenso - e un giovane marito miliardario arrogante e sprovveduto (Magimel). Come di solito in Chabrol, è un film sulla lotta tra due classi sociali: la vecchia aristocrazia del denaro e del potere e la nuova borghesia rampante della TV e della pubblicità. C'è poi il tema dell'illusione di cui la TV è un significativo esempio, la tirannia dell'apparire e della menzogna sull'essere e sulla verità. Scritto in gran parte da Cécile Maistre e da Chabrol, suo patrigno, che ha inventato il finale, il film ha altri Chabrol nel cast tra cui suo figlio Matthieu, autore delle musiche atonali e fredde. Il delitto del 1906 era già stato portato sullo schermo da L'altalena di velluto rosso di Fleischer e Ragtime di Forman.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 2 agosto 2009
Francesco2

Nella prima inquadratura,il protagonista si dirige verso una casa ascoltando musica in macchina:purtroppo le afinità con lo splendido"Buio nella mente"(95) si firmano qui(A parte che lì la scena era la seconda).La mano del regista nel tratteggiare i suoi personaggi qui è inspiegabilmente fiacca, basti vedere come qua i dialoghi tra la ragazza e la madre siano scontati mentre lì ogni scena di questo [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 ottobre 2013
"Joss"

Quanto avrebbe ottenuto Gabrielle con un po' più di accortezza e meno impazienza? Non si sa, certo avrebbe dovuto spegnere la fiamma della giovinezza e forse non sarebbe stata felice lo stesso... Questa volta Chabrol sceglie Lione come sfondo a questa strana storia di passioni e perversioni. E riesce ancora a colpire l'alta borghesia, degna qua di cinismo e ipocrisia ai massimi livelli.

domenica 12 aprile 2009
andrelaura

Trama banale e decisamente scontata, recitazione appena al di sopra del compitino fatto bene, dialoghi imbarazzanti, fotografia didascalica, colonna sonora inesistente. E poi, su tutto, Capucine....oh, mon Dieu!! A questo punto evviva Bisio e Teocoli!!!

venerdì 5 giugno 2015
Aldo Marchioni

Decisamente noioso. Non il più noioso che abbia visto (Lost in Translation rimane insuperato), ma si difende bene. L'unico sentimente che mi ha suscitato è stato il desiderio che finisse il più presto possibile: e questo dopo meno di 20 minuti di visione.

domenica 13 dicembre 2009
yendys

Amo la maggior parte dei film di Chabrol ed amavo anche questo prima di scoprire che è totalmente copiato da un film passato ieri sera (12 dicembre 2009) su Iris che già alle prime battute mi ha fatto pensare al film in questione. Il titolo è: L'altalena di velluto rosso, di Richard Fleischer, USA 1955. Lo scrittore è un architetto, la giovane presentatrice è una giovane ballerina e l'arrogante delizioso [...] Vai alla recensione »

sabato 16 aprile 2016
dario

Un certo disincanto salva qualcosa di un film noioso e non poco presuntuoso. La storia, zoppicante, ha, per dire, uno sviluppo orizzontale ed è di una supericialità sconsolante. Manca una logica, è un eserciazio virtuosistico che di virtuoso ha solo le intenzioni. Più che attori, maschere, più che stile calligrafia fatta di sole maiuscole elaborate da un intellettualismo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 aprile 2009
DONY64

Film commedia drammatica ben interpretata che prende sin dall'inizio.La trama e' buona come la recitazione e tutto il contesto.Nel complesso simpatico ed interessante film.Voto 7

Frasi
La vecchiaia è quando si inizia a dire: "Non mi sono mai sentito così giovane".
Una frase di Paul Gaudens (Benoît Magimel)
dal film L'innocenza del peccato
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

È tagliata in due, Gabrielle, alla fine di L’innocenza del peccato (La fille coupée en deux, Francia e Germania, 2007, 115'). Dentro la "macchina" dello zio Denis (Etienne Chicot), una lama le attraversa la vita. Con gli occhi densi di pianto, la dolce Gabrielle guarda verso di noi. Si tratta però di un gioco teatrale con cui Denis intrattiene il suo pubblico.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Claude Chabrol partecipava fuori concorso all'ultima Mostra di Venezia con il brioso L'innocenza del peccato, ma nessuno gli aveva garantito il Leone d'oro se avesse accettato il concorso, come invece era capitato a Woody Allen, col noioso Sogni e delitti... Chabrol mette in scena un alter ego nel maturo scrittore di Lione (François Berléand) che fa innamorare la ventenne annunciatrice tv (Ludivine [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Ne «L'innocenza del peccato» («La fille coupée en deux») del veterano Claude Chabrol la ragazza di Lione Gabrielle Deneige, interpretata da una sempre più sexy Ludivine Sagnier, «usa» senza apparente malizia il proprio corpo per fare perdere la testa tutti gli uomini che incontra. Fino a quando non s'innamora di un famoso scrittore sporcaccione che la svezza ai piaceri della sottomissione, ma poi sposa [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Da quando il cinema ha compiuto un secolo l'enfasi critica e promozionale si è concentrata sempre più decisamente sui debutti. Non passa giorno senza che festival e inchieste celebrino gli esordi, l'energia della prima volta, l'audacia di chi si getta nella mischia con la pretesa di cambiare tutto. Eppure ci sono film che si fanno solo dopo i 70 anni, come se solo dopo aver accumulato una certa mole [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

In modo irriverente, si potrebbe dire che il vero film chabroliano della Mostra è La ragazza del lago di Molaiol, se non fosse un po' dispettoso verso La ragazza tagliata in due che Claude Chabrol ha portato «Fuori concorso» nella sezione Maestri. Una provocazione per dire che l'ultima fatica del regista francese (grande maestro di cerimonie cinematografiche raffinate e raggelanti) non è forse tra [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Un altro venerato maestro, il francese Claude Chabrol, ha onorato il fuori concorso della Mostra, ma anche in questo caso non si può dire che l'attesa sia stata coronata da un successo senza sbavature. Ne «La fille coupée en deux» la torbida ragazza di provincia Gabrielle (interpretata da una sempre più allettante Ludivine Sagnier) usa il proprio corpo per sedurre tutti gli uomini che incontra.

Federico Raponi
Liberazione

Un'aria della Turandot da un'autoradio, spenta all'entrata in scena dei personaggi: per il prolifico maestro Claude Chabrol la realtà manca di romanticismo, ma anche lui - ne L'innocenza del peccato - si sente entomologo di relazioni in ambiente scarno e mira alla testa più che al cuore. Nonostante ad ispirarlo sia un famoso caso passional-giudiziario d'inizio '900 già tradotto da letteratura e cinema. [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

La fille coupée en deux (La ragazza tagliata in due) di Claude Chabrol racconta di una ragazza (Ludivine Sagnier) divisa tra due uomini: innocente arrivista accecata dal mondo delle apparenze, manipolata da un anziano scrittore erotomane, lacerata tra questi (François Berléand) e un giovane psicopatico di ricchissima famiglia (Benoit Magimel) che diventa suo marito.

Kenneth Turan
The Los Angeles Times

Impeccably made and uncompromisingly adult, Claude Chabrol's " A Girl Cut in Two" is unquestionably the work of a master. As well it should be, given that the celebrated French filmmaker has produced more than 50 features in a full half-century of directing. If you don't believe all that experience can come in handy, this involving and intelligent film will change your mind.

Massimiliano Zampini
Ventiquattrominuti

Un torbido triangolo amoroso. Lo racconta Claude Chabrol ne L'nnocenza del peccato, con cui il vecchio maestro francese ci regala una metafora della lotta di classe. Gabriella (Ludivine Sagnier) è giovane, bella, intrigante. Si innamora di un celebre e perverso scrittore sessantenne (Francois Berléand), ma fa anche perdere la testa al rampollo (Benoit Magimel), mentalmente instabile, di una ricchissima [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Una ragazza, volto meteo della tv locale, molto carina e troppo desiderata. Un ricco figlio dell'alta borghesia industriale. Uno scrittore famoso che ama poco la luce della notorietà, preferendo vivere in campagna nell'immagine di un matrimonio perfetto. Claude Chabrol è regista che con rara grazia sa esercitare un perfetto controllo sugli incastri di personaggi, sfumature emozionali, luoghi dei suoi [...] Vai alla recensione »

Jean-Michel Frodon
Cahiers du cinéma

L'innocenza del peccato si potrebbe definire genericamente (diffidate delle generalizzazioni) uno "Chabrol minore". È una storia di provincia ai confini tra studio piscologico e sociologico, con una buona dose di umorismo, crudeltà e senso morale. Tra i film "minori" di Chabrol si annoverano dei veri capolavori. Non sembra questo il caso. Sembra invece un divertito contributo del regista al dibattito [...] Vai alla recensione »

Manohla Dargis
The New York Times

Although the Marquis de Sade earns a passing wink, with its cool surfaces, threatening heat and hapless female heroine, “A Girl Cut in Two” plays out more like a bold coda to Pauline Réage’s “Story of O.” It is, in truth, a rich, textured divertissement from Claude Chabrol, a sinister master of the art, who, after a series of vague if invariably entertaining cinematic sketches, has returned to elegant [...] Vai alla recensione »

Steve Della Casa
Film TV

Una ragazza ha molto successo sugli schermi di una televisione. È attratto da lei un ragazzo di ottima famiglia, viziato e protetto fino all’ossessione dai parenti. Ma uno scrittore di successo pare interessarsi molto a lei. Solo che l’uomo ha più di un segreto, e la ragazza pare non spaventarsi affatto per le sue richieste. Il gioco si fa sempre più duro e la tragedia è dietro l’angolo: nessuno ne [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Come dimostrava Nicole Kidman in "Da morire", gli uomini vanno matti per le presentatrici del meteo in tv. Anche a Lione, dove la bionda ventenne Gabrielle si spartisce tra uno scrittore cinquantenne incline alle perversioni, che la pianterà, e un giovane aristocratico dandy, ma ultranevrotico e rosicchiatore d'unghie, che farà anche di peggio. Il veterano Chabrol continua a prendersela con la borghesia [...] Vai alla recensione »

Michele Anselmi
Ciak

Al cinema, il peccato tira sempre, figurarsi quando fa rima con innocenza. Dunque L'innocenza del peccato è un titolo accettabile per un film di Claude Chabrol, cineasta notoriamente sensibile ai capricci (e ai crimini) del sesso. Ma volete mettere l'originale La fille coupée en deux? Da non prendere alla lettera, giacché la fanciulla in questione, la stuzzicante Ludivine Sagnier, è solo metaforicamente [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Il nuovo film di Chabrol, molto bello, si chiama nell'originale La ragazza tagliata in due, con un titolo che rispecchia esattamente la vicenda dandole insieme qualcosa di fantastico da gioco di prestigio. Il regista ha raccontato di essersi ispirato a uno scandalo famoso nell'alta società di New York all'inizio del Novecento, che coinvolse sino alla tragedia una giovane bellezza, il famoso architetto [...] Vai alla recensione »

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venerdì 8 febbraio 2008
Chiara Renda

Italiani letterari Finalmente è giunto il momento di Caos calmo, atteso in questi giorni anche a Berlino (dove verrà presentato in concorso). Dopo tante discussioni riguardo alla scena erotica che vede coinvolti Nanni Moretti e Isabella Ferrari, i curiosi [...]

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