Tutti gli uomini del re

Film 2006 | Drammatico 140 min.

Titolo originaleAll the King's Men
Anno2006
GenereDrammatico
ProduzioneUSA, Germania
Durata140 minuti
Regia diSteven Zaillian
AttoriSean Penn, Jude Law, Kate Winslet, James Gandolfini, Mark Ruffalo, Patricia Clarkson Anthony Hopkins, Kathy Baker, Jackie Earle Haley, Thomas McCarthy.
Uscitavenerdì 22 dicembre 2006
DistribuzioneSony Pictures
MYmonetro 2,78 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Steven Zaillian. Un film con Sean Penn, Jude Law, Kate Winslet, James Gandolfini, Mark Ruffalo, Patricia Clarkson. Cast completo Titolo originale: All the King's Men. Genere Drammatico - USA, Germania, 2006, durata 140 minuti. Uscita cinema venerdì 22 dicembre 2006 distribuito da Sony Pictures. - MYmonetro 2,78 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Vita di Willie Stark che da attivista leader dei diritti civili si trasforma in governatore senza scupoli. In Italia al Box Office Tutti gli uomini del re ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 508 mila euro e 59,5 mila euro nel primo weekend.

Tutti gli uomini del re è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD su IBS.it. Compralo subito

Consigliato sì!
2,78/5
MYMOVIES 2,25
CRITICA 2,21
PUBBLICO 2,84
CONSIGLIATO NÌ
Sean Penn, seduttore sedotto dal potere.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 12 dicembre 2006
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 12 dicembre 2006

Willie Stark è un venditore a domicilio e un attivista politico appassionato nella Louisiana degli anni '30. Il suo carisma e le sue indubbie capacità politiche non restano inosservate. Reclutato dal partito democratico, si accorge presto di esserne il burattino e decide di fare per sé e per i suoi "villani". Nominato governatore dello stato della Louisiana, Stark presenta un programma rivoluzionario, contro il monopolio dei "banchieri", a favore dei diritti civili e della ridistribuzione delle ricchezze. Testimone della sua ascesa è il giornalista Jack Burden, destinato a diventarne collaboratore e confidente. Ma la scalata al potere corromperà le sue buone intenzioni, sospettato di corruzione e malcostume si trasformerà in un uomo arrogante, finendo per minacciare indebitamente i suoi avversari politici. Il suo destino si compirà nel Campidoglio di Baton Rouge.
La Louisiana è lo stato più povero degli States, con un reddito pro capite che è meno della metà di quello del Connecticut, uno stato dove i poveri sono quasi il venti per cento della popolazione e una persona su quattro è sprovvista di assistenza sanitaria. Questa è la Louisiana dell'Amministrazione Bush, questa era la condizione dello Stato quando il figlio di un contadino di Winn Parish, Huey P. Long, Willie Stark nella finzione, decise di rovesciarne le sorti e di contribuire con entusiasmo villano a riformarlo. Come l'uragano Katrina, l'oratoria accesa, piena e sbracciata di Long/Stark si abbattè sul sud dell'Unione, smantellando, bonificando e ricostruendo sulle macerie. Quelle del crollo di Wall Street coscienziosamente pianificato dalle istituzioni finanziarie, incarnate nel film dall'aristocratico giudice interpretato da Anthony Hopkins. Steven Zaillian, già sceneggiatore "giusto" e premiato per Schindler's List, dirige il "re" e i suoi uomini con un respiro epico, dentro una struttura circolare, dove il principio e la fine convergono. La tavola rotonda di Kingfish, come amava definirsi Huey P. Long (un piccolo pesce a Washington, ma un re dei pesci in Louisiana), è riprodotta nel mosaico a forma circolare sul pavimento del Louisiana State Capitol, dove agisce, è inquisito e assolto il re infinito, popolare e populista di Sean Penn. Alla sua tavola siedono il medico fragile e conservatore di Mark Ruffalo, il massiccio luogotenente di James Gandolfini, e il languido giornalista di Jude Law, testimone del patto contratto e sempre indietro sulla verità. Due stelle ai cavalieri, una al re. Quella della Louisiana.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 21 gennaio 2011
Luca Scialo

Siamo nella Louisiana degli anni '30, quella dell'arretratezza delle infrastrutture, dei contadini e pescatori poveri e dimenticati, ma anche dei banchieri e petrolieri avidi e senza scrupoli. Pronti a "spremere" i primi. Ci sono le elezioni del Governatore, e il Partito democratico candida un certo Willie Stark, modesto venditore ambulante messo lì più per le sue capacit&agr [...] Vai alla recensione »

martedì 24 luglio 2012
Luca Scialo

In una Lousiana con tanti poveri e governata da un'elitè, si pone in luce un certo William Stark, venditore a domicilio che si mostra brillante nel denunciare la morte accidentale di tre bambini nella scuola in cui lavorava la moglie. Poi licenziata. Il Partito democratico decide di arruolarlo ma lui capisce presto che è solo un prestanome e burattino.

Frasi
Le cose che non sai non ti possono ferire…
Una frase di Jack Burden (Jude Law)
dal film Tutti gli uomini del re - a cura di Shippo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un politico venuto dal nulla, ma proprio per questo capace di parlare alla pancia e al cuore della gente, sale tutti i gradini del potere fino a rivelarsi fatto della stessa pasta dei maneggioni che voleva combattere. Anche se nel frattempo sconvolge davvero gli equilibri dei poteri costituiti, mentre i media inzuppano il pane nei lati più pittoreschi del personaggio.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Il titolo, Tutti gli uomini del re, deriva da un verso della filastrocca di Humpty Dumpty, caduto così pesantemente che, a risollevarlo, non bastavano tutti i cavalli né tutti gli uomini del re. Il film, tratto da un vecchio bestseller di Robert Penn Warren (già portato sullo schermo nel 1949 e vincitore di Oscar), è una classica storia di ascesa- caduta: quella di Willie Stark, che diventa governatore [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Ciak

Questa è la storia di uno di noi, Willie Stark (Sean Penn), figlio del popolo della Louisiana, "un uomo onesto" del dopoguerra americano che interpreta il malessere della gente comune e si fa eleggere governatore dopo una campagna all'insegna del più sfrenato populismo. Il romanzo del 1947 di Robert Penn Warren, da cui la vicenda è tratta, ricostruiva romanzescamente la vera parabola politica del governator [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

L'abbondanza rovina i film almeno quanto la miseria. In Tutti gli uomini del re non manca nulla. L'atmosfera da gotico sudista, con la piantagione e chissà quale segreto di famiglia. La politica, che prima ha a cuore la sorte dei miserabili, poi diventa demagogia, infine si piega a ogni losco traffico perché il lodevole fine giustifica gli atroci mezzi.

venerdì 16 febbraio 2007
Marco Bertolino
Nick

Sono in molti a chiedersi se l'elevato numero di remake usciti sullo schermo negli ultimi anni sia dovuto a una nostalgia per il passato del cinema o a un progressivo inacidimento della fantasia degli sceneggiatori in quel di Hollywood. Quel che è certo è che per Tutti gli uomini dei re, rifacimento dell'omonimo film diretto da Robert Rossen nel lontano 1949, è stato rectutato un cast stellare: Sean [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Rifacimento di un film del 1949 di Robert Rossen tratto dal romanzo dei 1946 di Robert Penn Warren (allude a questo libro pure Tutti gli uomini del presidente di Alan J. Pakula sui giornalisti dello scandalo Watergate), Tutti gli uomini del re è sceneggiato, diretto e prodotto da Steven Zailhian. Ha un cast Importante: ma nell'edizione Italiana il protagonista Sean Penn parla quasi napoletano, comunque [...] Vai alla recensione »

Giorgio Carbone
Libero

"Tutti gli uomini del re". Un bel titolo che una sessantina d'anni fa lo scrittore "sudista" Robert Penn Warren ricavò da una filastrocca popolare che raccontava la caduta di un tiranno («e tutti gli uomini e tutti i cavalli del re non bastarono a rialzarlo»). Per il protagonista del suo romanzo, Willie Stark, Penn Warren si ispirò a Huey Long, governatore della Louisiana durante gli anni Trenta, [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Steven Zaillian rifà Tutti gli uomini del re e - per non essere schiacciato dal paragone con l'originale di Robert Rossen (1949) - prende dal romanzo di Robert Penn Warren (Garzanti) quel che Rossen lasciava nelle pagine. Ma, se Rossen ce l'aveva lasciato, una ragione c'era. Dunque, in vesti eccessive per lui (produttore, sceneggiatore, regista), Zaillian si rompe le ossa: scrive un copione denso di [...] Vai alla recensione »

Serafino Murri
XL

Lo sceneggiatore di colossi (Schindler's List, Gangs Of New York) Zaillian sfodera il remake di un Oscar: Tutti gli uomini del Re, dal romanzo di Robert Penn Warren. Un cast di stelle, da Sean Penn (superlativamente sopra le righe) al "cool" Jude Law fino alla fenomenale Kate Winslet. Fin qui tutto bene. Ma la parabola del demagogo politicante del Sud Willie Stark si appanna in un romanzo a chiave [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Rolling Stone

Affresco storico e metafora politica, scontro di classe e perdita dell'innocenza, disillusione ideologica e dramma psicologico. Tutti i film che Zaillian ha sognato non stanno nelle due ore e venticinque minuti di Tutti gli uomini del re, terza regia della penna di Schindler's List e secondo adattamento dall'omonimo romanzo di Robert Penn Warren su ascesa e caduta di Willie Stark, ispirato al governatore [...] Vai alla recensione »

Tirza Bonifazi Tognazzi
Freequency

Il re del titolo è preso dal nome del programma elettorale Every Man a King di Huey P. Long, un pezzo grosso della politica nella Louisiana degli anni '30 al quale il film - basato sull'omonimo romanzo di Robert Penn Writer del 1946 - si ispira. Ma potrebbe anche essere il re di cuori scelto da un uomo per raffigurare se stesso nel costruire un castello di carte; l'uomo (Sean Penn) estrae dal mazzo [...] Vai alla recensione »

Mauro Gervasini
Film TV

La storia del governatore populista Stark vissuta attraverso i tormenti del suo giornalista di fiducia. Il remake dell'omonimo film di Robert Rossen, tratto dal libro premio Pulitzer di Robert Penn Warren, è un polpettone senza senso, mandato allo sbaraglio durante le vacanze di Natale dopo l'insuccesso americano. A chi può interessare, oggi, una storia come questa quando la demagogia degli uomini [...] Vai alla recensione »

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