Cover Boy - L'ultima rivoluzione

Film 2006 | Drammatico, 97 min.

Regia di Carmine Amoroso. Un film con Eduard Gabia, Luca Lionello, Chiara Caselli, Francesco Dominedò, Gabriel Spahiu. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2006, durata 97 minuti. Uscita cinema venerdì 21 marzo 2008 distribuito da Cinecittà Luce. - MYmonetro 2,98 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ioan e Michele sono due giovani, uno rumeno e l'altro italiano, che casualmente si incontrano e stringono una profonda amicizia. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 2 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Cover Boy - L'ultima rivoluzione ha incassato 116 mila euro .

Consigliato sì!
2,98/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,75
PUBBLICO 3,26
CONSIGLIATO SÌ
Due mondi a confronto attraverso la storia di due precari, dimostrazione in Italia si può ancora fare cinema indipendente di buon livello.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Ioan, 23 anni, lascia la Romania per cercare fortuna in Italia in compagnia di un amico. Arriva però da solo a Roma e viene aiutato da Michele che lavora alla stazione. L'uomo lo ospita e se ne innamora anche se il ragazzo sembra non accorgersene. La loro vita non è semplice: i lavori di Michele sono precari e Ioan è immigrato irregolarmente. Ma una donna (oltre alla frustrata padrona di casa interpretata con il solito acume da Luciana Littizzetto) entra nella loro vita provocando un inatteso cambiamento.
Era dal 1996 con Come mi vuoi che Carmine Amoroso mancava dal grande schermo. Vi ritorna ora con un film che ha subito la falcidia dei finanziamenti pubblici (che prima c'erano e poi sono stati brutalmente decurtati) ma che mostra come in Italia si possa ancora fare cinema indipendente di buon livello. Con un 'però'.
Ci sono film le cui storie (una volta consolidate) non dovrebbero mai consentire ai personaggi di tornare a prendere un treno o di passare un casello di autostrada e Cover Boy è uno di questi. Proviamo a spiegare. Grazie anche alla splendida (e premiata) fotografia di Paolo Ferrari e al montaggio di Luca Manes, Amoroso riesce a raccontare con grande sensibilità il rapporto che si instaura tra due uomini dalla vita precaria riuscendo a farci percepire l'incontro tra due modi di affrontare la vita senza cadere nella facile sociologia.
Collocando per di più la vicenda al Mandrione (di pasoliniana e rosselliniana memoria) ci mostra uno spazio periferico in cui sorgono ancora baracche ed edifici abusivi, divenuto oggi meta di molti extracomunitari. Anche il sentimento che Michele nutre per Ioan è cesellato da Luca Lionello con umanità e sensibilità. Però... nel momento in cui (senza anticiparvi troppo della vicenda per non togliervi il gusto della visione) uno dei due lascia Roma il film perde la compattezza costruita sino ad allora per imboccare una via già battuta da altri dissolvendo l'atmosfera costruita sino a quel punto. Questo dispiace un po' perché sicuramente ad Amoroso il senso del fare cinema non manca.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

È un altro film italiano piccolo e povero - regista e attori sconosciuti tranne una - che il Luce distribuì (8 copie) nel marzo 2008 dopo che aveva fatto il giro di 36 festival internazionali, ricevendo 9 premi e una menzione speciale. In anticipo sui tempi girato in digitale HDV e in 5 settimane (con finanziamento 2002 del Ministero dello Spettacolo decurtato del 75% dal governo Berlusconi). Comincia nel 1989 a Bucarest, durante la caduta del regime di Ceausescu, quando il padre del protagonista Ioan è ucciso in presenza del bambino. Quasi 20 anni dopo Ioan arriva a Roma da clandestino, s'arrabatta come può, trova Michele, quarantenne di Lanciano, che gli offre un tetto e gli diventa amico. Sopravvivono con lavoretti labili più che precari e sognano insieme di aprire con i risparmi un ristorante "nel posto più bello del mondo" sul delta del Danubio. Ioan, bel ragazzo, trova una fotografa che lo porta a Milano, introducendolo nel mondo della moda (e nel suo letto). Affezionato al neorealismo e alla sua funzione sociale, l'abruzzese Amoroso - che l'ha scritto con Filippo Ascione - racconta con sincerità, espone con sobrietà, evita la retorica, tiene in equilibrio lo sfondo sociopolitico e il tema della solitudine. È sola anche la Littizzetto che incide col vetriolo un'acida padrona di casa. Il ballerino e coreografo rumeno Gabia ha la faccia giusta e Lionello si è meritato i 5 premi. Fotografia: Paolo Ferrari.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 24 febbraio 2013
Pietro Viola

Che bel film, seppure triste nel finale, che bella storia questo incontro tra un ragazzo solo ,straniero lontano dalla sua terra e un uomo solo, straniero nella sua terra. Sono diversi dai loro mondi, da come funziona di solito il mondo, alla ricerca continua di soldi, potere, visibilità, che si tratti di fare denaro con la prostituzione fisica del corpo, o con la prostituzio [...] Vai alla recensione »

martedì 5 febbraio 2013
gianleo67

Ioan, giovane rumeno con la passione per la meccanica ha perso da piccolo il padre, ucciso da un cecchino durante la caduta di Ceauşescu. Coinvolto da un amico, si ritrova su di un treno diretto a Roma e senza una prospettiva lavorativa precisa. Quando l'amico viene fermato alla frontiera, prosegue da solo il suo viaggio per ritrovarsi spaesato e con pochi spiccioli in una città [...] Vai alla recensione »

sabato 1 ottobre 2011
epidemic

Buon prodotto italiano. Lucida e reale fotografia sul precariato e l'immigrazione. Drammaticamente profondo e intenso

Frasi
Qui in Italia, se non c'hai il c**o parato, se non c'hai la famiglia che ti aiuta, puoi essere uno straniero in patria…
Una frase di Michele (Luca Lionello)
dal film Cover Boy - L'ultima rivoluzione - a cura di carlo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gabriella Gallozzi
Il Manifesto

Un disoccupato italiano che sogna la Romania come terra promessa. Un immigrato rumeno che diventa celebre modello nel nostro paese. E al centro l’Italia del precariato, del lavoro che non c’è, degli esclusi dalla società dei consumi. Dopo Solo il sole nero di Enrico Verra, insolito affresco della Torino multietnica di oggi, ecco un altro film pronto a scardinare tutti i luoghi comuni sul tema immigrazione. [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Per essere un film low-budget girato con telecamera digitale, Cover boy si comporta come un piccolo kolossal. Comincia con sequenze ambientate durante la caduta del regime di Ceausescu, quando il padre di Ioan, il protagonista, viene ucciso sotto gli occhi del bambino. È costellato di flashback che allargano il respiro della storia a una dimensione più corale e, insieme, intima.

Boris Sollazzo
DNews

Precario diario. Michele (Luca Lionello) vive al Mandrione, a Roma, tra baracche ed abusi. Quartiere di cinema vero, da Pasolini a Rossellini, e ora ci ritorna Carmine Amoroso, quello che 12 anni fa nel melodramma grottesco Come mi vuoi a Vincent Cassel fece lasciare Monica Bellucci per Enrico Lo Verso, sia pur travestito. Ora racconta Ioan (Eduard Gabia), immigrato irregolare rumeno orfano dell'ultima [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Giovane clandestino rumeno sbarca a Roma e finisce in casa di un precario gentile messo peggio di lui. Il rumeno faccia d'angelo, Ioan (Eduard Gabia), si porta dentro il ricordo della caduta di Ceausescu, l'amarezza di una rivoluzione tradita e il sogno ostinato di un futuro diverso. L'italiano sardonico, Michele (sorprendente Luca Lionello), campa pulendo i bagni della stazione fra un licenziamento [...] Vai alla recensione »

Roberta Ronconi
Liberazione

Sui titoli di testa scorre veloce la storia. La caduta del muro a Berlino, Ceaucescu fischiato a Bucarest, il popolo romeno in rivolta, Gorbaciov che stringe la mano a Reagan sotto la Porta di Brandeburgo. Venti anni dopo a Bucarest, Joan (Eduard Gabia) è un giovane pezzente come tanti suoi coetanei. Con il sogno di partire verso quell'occidente ormai alla portata di chiunque abbia dollari in tasca. [...] Vai alla recensione »

Viviana Gandini
Ciak

Reduce da una bella manciata di festival approda ora nei canali ufficiali questo intelligente film di Carmine Amoroso. Una storia comune, quella di un ragazzo rumeno (Eduard Gabia) arrivato in Italia per seguire il sogno di una vita di certezze e di stabilità. Sogno spezzato dalla dura realtà della sopravvivenza in una grande metropoli come Roma, ma confortato dall'incontro con un ragazzo italiano [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Anche Cover Boy è, come La banda, un piccolo film dalle grandi speranze. Quando diciamo «piccolo» intendiamo realizzato con poco e niente, eppure in grado di evocare situazioni, riflessioni, sentimenti non comuni e non omologati. Cover boy è un classico film low budget realizzato, non classicamente, con una nuova tecnologia digitale dai risultati sorprendenti.

Enzo Natta
Famiglia Cristiana

Pagine di storia in poche ma significative immagini. La costruzione del Muro di Berlino, la sua demolizione, le tragiche scene della caduta di Ceausescu. La fine di un'epoca segna l'avvio di un'esperienza totalmente nuova per Ioan, giovane romeno che si trova di colpo naufrago. Sperduto come Robinson Crusoe su un'isola deserta. Ioan, che aveva perduto il padre nei disordini seguiti alla defenestrazione [...] Vai alla recensione »

Andrea Giorgi
Film TV

Vita agra di Ioan e Michele, uno romeno l'altro romano, almeno d'adozione. Uno scappato dalla miseria nera, l'altro emigrato dall'Abruzzo per fare le pulizie alla stazione Termini. Storia di esistenze con il contratto a termine, di sogni e bisogni, di ordinaria precarietà, anche degli affetti. Sempre più di straordinaria attualità. «Se non hai qualcuno che ti aiuta sei straniero in patria» è la morale. [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Il Manifesto

La sensibilità con cui si mettono in scena i personaggi di Cover Boy - L'ultima rivoluzione di Carmine Amoroso, la profondità dell'approccio, una caratteristica del suo lavoro, non sono certo materia consueta del nostro cinema. Il film parte da un antefatto ormai lontano, la caduta di Ceaucescu e la rivoluzione popolare a cui si unì anche l'esercito (impagabile rivedere l'espressione del dittatore [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Cinema, fiction, dibattiti, documentari, pièce teatrali. I mass media si sono accorti del cuore precario del precariato. Ma del fenomeno, fuori dai sociologismi, questa parabola (secondo lungometraggio del regista di «Come mi vuoi») coglie le piccole cose che fanno il grande disagio. Un orfano rumeno immigrato clandestino incontra un addetto alle pulizie italiano che lo aiuta accogliendolo in casa. [...] Vai alla recensione »

Raffaella Giancristofaro
Rolling Stone

In fuga dalla Romania di oggi, arriva a Roma Ioan, angelo barbuto dalle fattezze cristiche. Lo ospita, per solitudine e forse anche per amore, Michele, provinciale depresso che sta pagando a caro prezzo una libertà povera e sterile. Ioan è lo straniero che gli restituisce un lampo di felicità, figlio com'è dell'ultima rivoluzione: quella del golpe di Ceausescu, che gli ha strappato il padre sotto gli [...] Vai alla recensione »

Lee Marshall
Condé Nast Traveller

Cover boy è un piccolo film, come si suol dire, ma a differenza di molti altri piccoli film italiani fa virtù dei suoi limiti. Ha la struttura di una parabola speculare sulla precarietà. Ci sono un rumeno, Ioan, e un italiano, Michele (Luca Lionello, una rivelazione). Il primo arriva in Italia senza un lavoro e poi trova un successo inaspettato come cover boy nelle riviste di moda.

Michele Anselmi
Il Riformista

Di solito sono dettagli che servono a stabilire una complicità con lo spettatore, a ribadire come la pensa il regista, a sollecitare la risatina in platea. Non rovinano la compiutezza del film, se il film sa avvincere, ma sono un ornamento superfluo, un alibi, una sorta di patentino «politically correct» rubricabile alla voce: ideologia. Perché ideologico è il riflesso condizionato che spinge molti [...] Vai alla recensione »

Adriano De Carlo
Il Giornale

L'indiscutibile qualità non salva Cover Boy dall'ignominia dei contenuti, che comprendono raffiche di demagogia, disattenzione storica, vittimismo e ambiguità sessuale che è valsa il plauso dei gay. Le vicende di un immigrato rumeno in Italia mostrano l'inettitudine del popolo italiano, fatto di disgraziati, profittatori, mentre il protagonista è una sorta di Cristo redivivo, onesto, bello che alla [...] Vai alla recensione »

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