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odissea 2001
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lunedì 14 gennaio 2008
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come tanti granelli di sabbia
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Ognuno dei personaggi dei film di Inarritu ha perso qualcosa. Si può perdere il figlio, il proprio Paese, la moglie o la felicità conquistata dopo anni di sacrifici. Si può perdere il senso della vita, la speranza, ogni fiducia in se stessi e negli altri. Tutto in un lampo. E forse non lo si potrà recuperare mai più. Il regista messicano, che scava nei sentimenti e li mostra senza reticenze, rappresenta anche in Babel l'umanità sfilacciata, globalizzata e disperata che si ritrova nelle altre sue opere. Ottima la scrittura di Arriga, notevole la regia, sempre azzeccata la scelta del commento musicale. Credibili gli attori, a partire da un Brad Pitt sempre più maturo. E così risulta impossibile staccarsi dalla trama, scomposta e ricomposta grazie ad un abile e sorprendente doppiaggio.
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Ognuno dei personaggi dei film di Inarritu ha perso qualcosa. Si può perdere il figlio, il proprio Paese, la moglie o la felicità conquistata dopo anni di sacrifici. Si può perdere il senso della vita, la speranza, ogni fiducia in se stessi e negli altri. Tutto in un lampo. E forse non lo si potrà recuperare mai più. Il regista messicano, che scava nei sentimenti e li mostra senza reticenze, rappresenta anche in Babel l'umanità sfilacciata, globalizzata e disperata che si ritrova nelle altre sue opere. Ottima la scrittura di Arriga, notevole la regia, sempre azzeccata la scelta del commento musicale. Credibili gli attori, a partire da un Brad Pitt sempre più maturo. E così risulta impossibile staccarsi dalla trama, scomposta e ricomposta grazie ad un abile e sorprendente doppiaggio. Il caso la fa da padrone ma è sempre il prodotto dell'incontro, anche inconsapevole, con altre esistenze, ognuna vicina ma mai saldata alle altre come possono esserlo tanti granelli di sabbia. Le frontiere - intese come limite esterno - spariscono (le vicende narrate dal film avvengono in quattro Paesi diversi e lontanissimi fra loro)ma ricompaiono fra gli uomini, fra le razze, fra i diversi. Nel film ci sono solo due momenti in cui il senso dell'appartenenze prevale sull'incomunicabilità, sulla diffidenza e sullo scherno: quando una giovane giapponese assume droga assieme agli amici e trascorre la serata in discoteca e quando il protagonista americano (Pitt)trova la solidarietà della popolazione di un misero e sperduto villaggio del Marocco, dopo che gli altri turisti, ricchi e spaventati, l'hanno lasciato solo con la moglie ferita gravemente. Da non perdere.
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mauro 11/08/63
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venerdì 11 gennaio 2008
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il disagio nel comunicare nel mondo globalizzato
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uno stupendo affresco dell'incomunicabilità tra i popoli e le persone nel mondo globalizzato di oggi.
nulla,ne la musica ne ogni singola inquadratura, è lasciata al caso, dallo sguardo terrorizzato del polizziotto marocchino e del bambino che capiscono troppo tardi il loro errore,come questo mondo capisce troppo tardi i suoi, la diffidenza dei turisti americani e gli abitanti arabi del villaggio marocchino splendida allegoria di due mondi sempre più drammaticamente lontani,ed infine l'immagine finale di una tokio illuminata ma cosi drammaticamente buia nell'anima che potrebbe simboleggiare tutte le nostre metropoli che ispira la dedica di Inarritu ai figli con la speranza di trovare la luce in questa notte buia.
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uno stupendo affresco dell'incomunicabilità tra i popoli e le persone nel mondo globalizzato di oggi.
nulla,ne la musica ne ogni singola inquadratura, è lasciata al caso, dallo sguardo terrorizzato del polizziotto marocchino e del bambino che capiscono troppo tardi il loro errore,come questo mondo capisce troppo tardi i suoi, la diffidenza dei turisti americani e gli abitanti arabi del villaggio marocchino splendida allegoria di due mondi sempre più drammaticamente lontani,ed infine l'immagine finale di una tokio illuminata ma cosi drammaticamente buia nell'anima che potrebbe simboleggiare tutte le nostre metropoli che ispira la dedica di Inarritu ai figli con la speranza di trovare la luce in questa notte buia.
Un film da far vedere nelle scuole ai ragazzi
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il kaffo
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mercoledì 2 gennaio 2008
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la vita di un uomo coinvolge sempre tutto il mondo
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Ottimo film, anche se effettivamente le tessere del mosaico combaciano un po' troppo bene, ma di certo non banale... e di questi tempi non è poco!
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panda incazzato
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martedì 1 gennaio 2008
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"sofferenza,ma una sofferenza che non vuole colpire,ma solo commuovere in una passione di umana speranza..."
ecco come poter definire il film di Iñarritu/Arriaga: babel.
il film è incentrato su un particolare infinitesimale;un proiettile sparato da due giovani ragazzini marocchini,ferendo la moglie di una coppia americana in crisi alla ricerca di ricordi dimenticati.
i pezzi di un puzzle poetico vengono a combaciare per creare una storia priva di rigore morale o di qualsiasi etica,ma solo di umana speranza...
dal colpo sparato si passa alla domestica che porta i figli della coppia americana a un matrimonio in messico e si passa alla giovane sordomuta giapponese sperduta in una metropoli come tokio.
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"sofferenza,ma una sofferenza che non vuole colpire,ma solo commuovere in una passione di umana speranza..."
ecco come poter definire il film di Iñarritu/Arriaga: babel.
il film è incentrato su un particolare infinitesimale;un proiettile sparato da due giovani ragazzini marocchini,ferendo la moglie di una coppia americana in crisi alla ricerca di ricordi dimenticati.
i pezzi di un puzzle poetico vengono a combaciare per creare una storia priva di rigore morale o di qualsiasi etica,ma solo di umana speranza...
dal colpo sparato si passa alla domestica che porta i figli della coppia americana a un matrimonio in messico e si passa alla giovane sordomuta giapponese sperduta in una metropoli come tokio.
la babele che viviamo ogni giorno non è solo nella visione dei nostri occhi,ma anche dentro di noi: tutti i nostri errori che portiamo dentro fino allo sfociare di essi in un giorno qualunque.
la babele in cui non riusciamo a comunicare nonostante l'avvento della globalizzazione,ma ripeto la sofferenza ci parla e ci fà sentire nudi tramite quello squarcio nell'anima che noi dimentichiamo.lo squarcio nell'anima dell'amore della coppia in crisi,lo squarcio nell'animo puro di due bambini che scoprono che il mondo a volte ti appende a testa in giù,lo squarcio della felicità di una domestica messicana che la sua unica colpa è aver amato troppo i bambini della coppia americana;lo squarcio della voglia di vivere di una adolescente sordomuta.
ed è la figura della giovane sordomuta giapponese la più toccante e la più poetica,una figura eterea che non viene capita non per il suo handicap,ma non viene capita perchè si dimentica il linguaggio dell'anima,e penso che il linguaggio dei sordomuti sia il linguaggio dell'anima,in questo film dove le culture e le lingue si incrociano.
uno dei punti principali di questo film è il deserto,quel deserto dove noi dobbiamo fare i conti con noi stessi,dove le distese infinite ci fanno pensare a cosa succede alla nostra anima.il deserto dei bambini marocchini e della coppia americana,il deserto mexicano delle domestica,il deserto tecnologico della tokio della giovane ragazza sordomuta,dove l'alienazione dei rapporti sociali è all'ordine del giorno.
il deserto che una babele come è il mondo può creare intorno a noi.ottima la prova di brad pitt,un film non facile per lui.buona anche la colonna sonora e la fotografia.
forse scontato in alcuni collegamenti,ma un inno a dimenticare cosa sono le barriere di fronte al dolore di qualcosa che intuiamo,ma non siamo capaci di affrontarla...
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fabrizio/bukettes
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giovedì 20 dicembre 2007
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film stupendo di inarritu
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film stupendo dl mssicano inarritu sul mondo che ci si sta sgretolando sotto i piedi e anche una riflessione sulle varie culture diverse che si sovrappongono, il tutto rappresentato da un grande cast e da immaggini indimenticabbili
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mimmo
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lunedì 17 dicembre 2007
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babel
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Film di difficile lettura. I collegamenti tra le 4 storie in più di un tratto sembrano quasi avvolti nelle spire dell'ineluttabilità, in maniera quantomeno forzata. Più che su dolore e difficoltà di comunicazione, sembra incentrato sulla superficialità o stupidità umana.
A tal proposito l'atteggiamento dei turisti americani, (50 persone insensibili ad una tragedia) o i comportamenti violenti ed eccessivamente zelanti dei poliziotti (marocchini, americani), assumono toni esagerati.
Il frammento giapponese, in particolare, sembra troppo al di fuori del resto; la sofferenza di un handicap e la perdita di un caro, appaiono come un clichè abusato da grandi e piccoli registi.
Anche il montaggio non cronologico delle 4 realtà non convince, levando suspance allo spettatore, che si trova così ad evincere facilmente il susseguirsi del film.
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Film di difficile lettura. I collegamenti tra le 4 storie in più di un tratto sembrano quasi avvolti nelle spire dell'ineluttabilità, in maniera quantomeno forzata. Più che su dolore e difficoltà di comunicazione, sembra incentrato sulla superficialità o stupidità umana.
A tal proposito l'atteggiamento dei turisti americani, (50 persone insensibili ad una tragedia) o i comportamenti violenti ed eccessivamente zelanti dei poliziotti (marocchini, americani), assumono toni esagerati.
Il frammento giapponese, in particolare, sembra troppo al di fuori del resto; la sofferenza di un handicap e la perdita di un caro, appaiono come un clichè abusato da grandi e piccoli registi.
Anche il montaggio non cronologico delle 4 realtà non convince, levando suspance allo spettatore, che si trova così ad evincere facilmente il susseguirsi del film.
A parziale salvezza del film è la recitazione, con Brad Pitt che si conferma come un buon attore.
Il risultato rimane comunque passivo e si professa unicamente come un esercizio di bravura del regista, che non riesce a trasmettere il proprio intento se non in sparute scene.
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aga
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lunedì 3 dicembre 2007
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buon film
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antonino
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martedì 27 novembre 2007
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sono venuto qui dopo due film italiani...
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nemmeno brutti,...cioè per rinfrancarmi, l'ho visto da tempo.., e vedo che molti l'hanno pensata come me...ecco un mymovie capace di coniugare problemi concreti dell'oggi e mitologizzazione cosmica interpretando con pessimismo ma apocalittico davvero -rivelatorio- la globalizzazione che gli italioti rifuggono o interpretano con ideologie difensive ritirandosi nelle province...le cinquepalle anche per vendetta nei confronti del Paese declinante bc
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fighter
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mercoledì 31 ottobre 2007
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il grande mosaico delle vite
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Bello. Molto bello. Lo specchio perfetto di un mondo multietnico che, nella sua stragrande varietà unisce inevitabilmente le vite di famiglie ditanti migliaia di chilometri. Un solo sparo dà il via ad una reazione a catena che invade le vite di questi personaggi interpretati al meglio da un cast davvero competente.
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lord ganesha
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domenica 14 ottobre 2007
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gia' dall'inizio capisci che è un ottimo film
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Lo vedi il sabato e ci pensi su tutta la domenica. Per me questo è sinonimo di 4 stelle. Se ti compri poi il dvd allora è da 5 stelle.
Non sapevo chi era il regista. Il film amores Perros non mi era piaciuto per nulla. C'era una nota di falso, che non sopporto nei film. Se avessi avuto questa informazione credo che sarei stato vittima del pregiudizio... L'ho visto invece senza sapere di questo legame,e posso dire che questo è uno dei film più belli che ho visto nell'ultimo semestre. Perchè è fatto molto bene, ha un ritmo incalzante, gli attori (tutti, anche i minori, le comparse) lavorano in modo straordinario, l'intreccio è magistrale, le atmosfere sono molto, fortemente realistiche, il passaggio da un continente all'altro emozionante, i contrasti del mondo portati allo spettatore che è messo nella condizione di "sentire" quasi fisicamente il senso della globalizzazione.
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Lo vedi il sabato e ci pensi su tutta la domenica. Per me questo è sinonimo di 4 stelle. Se ti compri poi il dvd allora è da 5 stelle.
Non sapevo chi era il regista. Il film amores Perros non mi era piaciuto per nulla. C'era una nota di falso, che non sopporto nei film. Se avessi avuto questa informazione credo che sarei stato vittima del pregiudizio... L'ho visto invece senza sapere di questo legame,e posso dire che questo è uno dei film più belli che ho visto nell'ultimo semestre. Perchè è fatto molto bene, ha un ritmo incalzante, gli attori (tutti, anche i minori, le comparse) lavorano in modo straordinario, l'intreccio è magistrale, le atmosfere sono molto, fortemente realistiche, il passaggio da un continente all'altro emozionante, i contrasti del mondo portati allo spettatore che è messo nella condizione di "sentire" quasi fisicamente il senso della globalizzazione. La storia dell'amore coniugale ritrovato nel dramma è poi bellissima, considerando pi la facilità con cui poteva cadere nello scontato. Insomma, forse trasformo il 4 stelle in un 5 stelle. Ciao a tutti.
Consiglio di vederlo.
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