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guybrush
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domenica 29 gennaio 2006
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il coraggio di ammetterlo
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il film è stato davvero shoccante, e mi ha colpito profondamente. ha avuto il coraggio di dire ke la nostra vita è in molti casi nelle mani della fortuna, ke può concederci 1strano modo x farci uscire da situazioni disastrose(l'ergastolo era il minimo) o farci cadere nella peggio disgrazia senza meritarlo minimamente (la vicina di nola). è vero ke nel film è esagerato, e ke noi abbiamo l'illusione ke possiamo pianificare tutto evitando la (s)fortuna...ma è questa 1 debolezza, al contrario di quanto si voglia pensare (Io sono forte -> la fortuna nn può farmi niente, è secondo me nascondersi dietro a 1 dito); spesso sotto decisioni ke ci sembrano "scontate" ci sn bivi della nostra vita ke nemmeno immaginiamo.
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il film è stato davvero shoccante, e mi ha colpito profondamente. ha avuto il coraggio di dire ke la nostra vita è in molti casi nelle mani della fortuna, ke può concederci 1strano modo x farci uscire da situazioni disastrose(l'ergastolo era il minimo) o farci cadere nella peggio disgrazia senza meritarlo minimamente (la vicina di nola). è vero ke nel film è esagerato, e ke noi abbiamo l'illusione ke possiamo pianificare tutto evitando la (s)fortuna...ma è questa 1 debolezza, al contrario di quanto si voglia pensare (Io sono forte -> la fortuna nn può farmi niente, è secondo me nascondersi dietro a 1 dito); spesso sotto decisioni ke ci sembrano "scontate" ci sn bivi della nostra vita ke nemmeno immaginiamo.
altro tema, e qui mi trovo in disaccordo, forse x la giovane età, e la voglia di emozioni forti...ma come preferire la bruttina, poco stimolante clhoe, all'affascinante, emozionante Nola, x 1 mero discorso di sicurezza economica? si, ci sn molte altre variabili implicate...ma lui avrebbe le carte in regola x riuscire a ricominciare da capo.
altro tema...l'incapacità di capire la tempesta emozionale nel protagonista da parte degli altri personaggi, la moglie, troppo impegnata a pensare a 1 figlio ke nn arriva...il padre di cloe, impegnato ad ammaestrare un uomo x gettarlo nel mondo degli affari...tutti troppo impegnati x noi, la vita ke scorre,scorre e le persone ke passano vicine come tanti personaggi ke nn riescono a vedere ke dietro a quel talentuoso, carino e simpatico ragazzo ci sn tormenti tanto grandi da portarlo ad 1 folle gesto.
altro tema, il gesto impunito, il cattivo ke se la cava.c'è da capire se woody voglia dire "la fortuna aiuta a prescindere dalla bontà delle azioni" o voglia farci riflettere su qualcos'altro..nn conoscendo molto bene il talentuoso woody lascio ad altri questa "decisione".
inutile dire a questo punto ke il film mi è piaciuto davvero, ecceto x la scelta "della sicurezza economica sulla pssione"...e bravi sono stati anke gli attori, sopratutto 1 stupenda e sensualissima Scarlett ( e la sua doppiatrice)
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robinson
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sabato 11 febbraio 2006
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match point parte 2...
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Ecco, il film è tutto giocato su un doppio parallelismo: quello fra lo sport e la vita "vera", e quello tra il destino di lui e quello di lei (gli altri personaggi sono comprimari, pure funzioni della metafora).
Il primo è stato poco notato, anche se è più volte richiamato da Allen nel film. Il protagonista era un tennista forte ma non eccezionale, e nel tennis è riuscito ad arrivare fino a un certo punto, non oltre: le "teste di serie", i "campioni" erano semplicemente un gradino sopra. E' arrivato ad affrontarli, ci ha perso, ha capito che non erano alla sua portata, si è ritirato. Per la vita "reale" lui non ha più talento che per il tennis. Anzi proprio il contrario. Però la vita non è lineare e quasi rigidamente meritocratica come lo sport individuale: la vita funziona a spirali ascendenti e discendenti, e lui riesce a sfondare rapidamente nella vita sociale, imboccando l'inerzia giusta.
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Ecco, il film è tutto giocato su un doppio parallelismo: quello fra lo sport e la vita "vera", e quello tra il destino di lui e quello di lei (gli altri personaggi sono comprimari, pure funzioni della metafora).
Il primo è stato poco notato, anche se è più volte richiamato da Allen nel film. Il protagonista era un tennista forte ma non eccezionale, e nel tennis è riuscito ad arrivare fino a un certo punto, non oltre: le "teste di serie", i "campioni" erano semplicemente un gradino sopra. E' arrivato ad affrontarli, ci ha perso, ha capito che non erano alla sua portata, si è ritirato. Per la vita "reale" lui non ha più talento che per il tennis. Anzi proprio il contrario. Però la vita non è lineare e quasi rigidamente meritocratica come lo sport individuale: la vita funziona a spirali ascendenti e discendenti, e lui riesce a sfondare rapidamente nella vita sociale, imboccando l'inerzia giusta. Insomma, Allen smonta la retorica dello sport "metafora della vita", e anzi ne fa una sorta di specchio di Dorian Grey, il luogo franco dove le persone sono messe di fronte al proprio reale valore, senza interferenze sistemiche. Insomma, lo sport è PIU' VERO della vita, sembra dire Allen. O quantomeno più logico. Come il secondo e più vistoso parallelismo, anche il primo ha uno sviluppo "a clessidra", con un breve ma decisivo punto d'incrocio e temporanea identità tra due parabole: le lezioni di tennis (mediocre approdo della parabola sportiva) nel circolo lussuoso (trampolino dell'ascesa sociale).
Il secondo e più centrale parallelismo è quello tra i destini dei due protagonisti, che vengono rappresentati come sostanzialmente uguali: entrambi assai bellocci, entrambi di origini modeste con esperienze di precedente povertà, entrambi hanno tentato una strada professionale "romantica" senza cavarne granchè, entrambi svegli e parecchio rampanti, entrambi passionali e frenati da ben pochi scrupoli, si sono trovati nella società delle ricchezze e delle opportunità grazie all'unione sentimentale con due giovani rampolli (fratello e sorella, più esplicito di così!). Queste due parabole così uguali arrivano a sovrapporsi e unificarsi totalmente, quando per la prima volta i due protagonisti fanno l'amore nel campo di grano, ovviamente all'insaputa dei loro partners di comodo. In quel momento i due sono UNA SOLA PERSONA. Eppure l'inerzia del destino decide di dividerli bruscamente, e di sospingere lui verso l'alto, lei verso il basso.
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robinson
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sabato 11 febbraio 2006
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match point parte 3...
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...Da quel momento lui si ritrova sempre più inserito nel cuore del sistema, ed ogni successiva opportunità genera la successiva, mentre lei si trova sospinta al di fuori, verso la marginalità e l'abbandono, e ogni sviluppo negativo ne genera altri, fino alla svolta tragica.
Bello il particolare del fucile da caccia, con cui il protagonista decide di liberarsi dell'ultimo suo aggancio con il passato nonchè suo nuovo specchio di Dorian Gray, infilato detro il borsone delle racchette da tennis. Lì tutto il percorso metaforico del film si chiude, e francamente a quel punto quel finale svolto in modo così sbrigativo e forzosamente grottesco sciupa un po' tutto. La vicenda dell'anello per come è tracciata manda un po' in vacca tutto il film.
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...Da quel momento lui si ritrova sempre più inserito nel cuore del sistema, ed ogni successiva opportunità genera la successiva, mentre lei si trova sospinta al di fuori, verso la marginalità e l'abbandono, e ogni sviluppo negativo ne genera altri, fino alla svolta tragica.
Bello il particolare del fucile da caccia, con cui il protagonista decide di liberarsi dell'ultimo suo aggancio con il passato nonchè suo nuovo specchio di Dorian Gray, infilato detro il borsone delle racchette da tennis. Lì tutto il percorso metaforico del film si chiude, e francamente a quel punto quel finale svolto in modo così sbrigativo e forzosamente grottesco sciupa un po' tutto. La vicenda dell'anello per come è tracciata manda un po' in vacca tutto il film.
Però non riesce ad oscurare questo altro bel riferimento: "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto", capolavoro del cinema italiano in cui Gian Maria Volontè interpreta uno stimato commissario che compie un omicidio passionale lasciando tracce un po' dovunque, ma il suo ruolo e la sua rispettabilità portano tutti a non considerare l'evidenza, e il sistema in ultima istanza a non prendere provvedimenti.
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[+] nn c'è solo la fortuna.
(di the witch)
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teodoro campofreda
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venerdì 23 giugno 2006
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jonathan rhys-meyers raskol'nikov
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Chris Wilton, un modesto istruttore di tennis, conosce Tom Hewett e ne diventa amico.Invitato a teatro da Tom, conosce la di lui famiglia, e diviene fidanzato della sorella dell'amico.Gli Hewett sono una ricca famiglia, e Chris, dato che la sua cultura ed il suo modo di comportarsi piace molto alla ricca famiglia, sposa la sorella di Tom.Tuttavia dopo pochi mesi conosce Nola, la fidanzata di Tom, e se ne invaghisce subito.Dopo qualche tempo Nola lascia Tom, e Chris e Nola diventano amanti.Nola però rimane incinta di Chris, il quale, vessato dalla moglie che vuole un bambino e consapevole di aver fatto una scalata sociale, escogita una via di fuga che comporterà la morte di un'anziana signora e di Nola stessa.
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Chris Wilton, un modesto istruttore di tennis, conosce Tom Hewett e ne diventa amico.Invitato a teatro da Tom, conosce la di lui famiglia, e diviene fidanzato della sorella dell'amico.Gli Hewett sono una ricca famiglia, e Chris, dato che la sua cultura ed il suo modo di comportarsi piace molto alla ricca famiglia, sposa la sorella di Tom.Tuttavia dopo pochi mesi conosce Nola, la fidanzata di Tom, e se ne invaghisce subito.Dopo qualche tempo Nola lascia Tom, e Chris e Nola diventano amanti.Nola però rimane incinta di Chris, il quale, vessato dalla moglie che vuole un bambino e consapevole di aver fatto una scalata sociale, escogita una via di fuga che comporterà la morte di un'anziana signora e di Nola stessa.Forse il miglior film di Woody Allen, che, ispiratosi in parte alla vicenda di Raskol'nikov in "Delitto e castigo", descrive in questo bellissimo film il cammino di un uomo che non riesce a resistere al fascino di una donna,che in fin dei conti è debole di fronte alla vita, a cui, per evitare di ritornare nella modestia,non rimane altro che l'uccidere.Match point è un film affascinante, sempre imprevedibile, ricco di sensualità(la Johansson) e consigliabile a tutti.Scarlett è sexy all'ennesima potenza, e Rhis-Meyers è bravissimo.Voto 10
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stefano
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giovedì 14 giugno 2007
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amore e gioco.....competizione o simbiosi????
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e già ....match point...titolo azzeccatissimo e soprattutto di grande veridicità se consideriamo che tutti nella loro vita sono o possono essere sconvolti o salvati dalla casualità(quì perfettamente resa con quella dannata pallina da tennis che resta sospesa sulla nostra vita)
come in questo caso questa grande stella del tennis che rinuncia al suo passato per vivere la grande LONDRA............suo malgrado incontra un'intraprendente americana che dona vivacità ma anche un senso di claustrofobia alla sua vita che lo indurrà a compiere un gesto estremo(che non svelo per chi non l'avesse ancora visto....film davvero stupendo con un woody allen in perfetta forma e più capace che mai da regista nel ricostruire mirabilmente la modernà società londinese che dal palloso canonico passa allo stravagante.
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e già ....match point...titolo azzeccatissimo e soprattutto di grande veridicità se consideriamo che tutti nella loro vita sono o possono essere sconvolti o salvati dalla casualità(quì perfettamente resa con quella dannata pallina da tennis che resta sospesa sulla nostra vita)
come in questo caso questa grande stella del tennis che rinuncia al suo passato per vivere la grande LONDRA............suo malgrado incontra un'intraprendente americana che dona vivacità ma anche un senso di claustrofobia alla sua vita che lo indurrà a compiere un gesto estremo(che non svelo per chi non l'avesse ancora visto....film davvero stupendo con un woody allen in perfetta forma e più capace che mai da regista nel ricostruire mirabilmente la modernà società londinese che dal palloso canonico passa allo stravagante.....vvb voto 8emezzo!
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andrea
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martedì 16 dicembre 2008
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crimini e misfatti a londra
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La vita è sostanzialmente tragica, ma a volte riesce ad essere meravigliosa: ce lo ha tante volte ribadito il regista di New York, aggiungendo che la stessa commedia ha un'origine tragica, essendo un modo di ridere della tragicità dell'esistenza, dell'assenza di un significato da dare a questa ("Melinda e Melinda", il film girato l'anno prima "Match Point", ce lo aveva spiegato ancora meglio). E' proprio dal tragicomico che viene fuori il migliore Allen, ed è per questo che il suo capolavoro è "Crimini e Misfatti", nel quale la combinazione delle due visioni della vita è perfettamente equilibrata. Sedici anni più tardi, il cineasta torna ad affrontare le stesse tematiche di quel grande film, immergendo il tutto nell'ambiente britannico.
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La vita è sostanzialmente tragica, ma a volte riesce ad essere meravigliosa: ce lo ha tante volte ribadito il regista di New York, aggiungendo che la stessa commedia ha un'origine tragica, essendo un modo di ridere della tragicità dell'esistenza, dell'assenza di un significato da dare a questa ("Melinda e Melinda", il film girato l'anno prima "Match Point", ce lo aveva spiegato ancora meglio). E' proprio dal tragicomico che viene fuori il migliore Allen, ed è per questo che il suo capolavoro è "Crimini e Misfatti", nel quale la combinazione delle due visioni della vita è perfettamente equilibrata. Sedici anni più tardi, il cineasta torna ad affrontare le stesse tematiche di quel grande film, immergendo il tutto nell'ambiente britannico. L'esito è una tragedia, in cui, però, l'elemento umoristico è quasi del tutto sparito. Ci troviamo, infatti, ad assistere alle vicende di un ex tennista che, per non rinunciare alla sua scalata sociale nella Londra benestante, è disposto a tutto, andando al di là del Bene e del Male, sorpassando quindi la distinzione tra le due definizioni, e la stessa questione della morale. Tutto questo accade all'interno di un'atmosfera londinese volutamente gelida, impregnata di routine, nella quale è evaporata qualsiasi tagliente ironia. Con questo non voglio criticare il lato esclusivamente tragico di Allen ("Un'altra donna", ad esempio, è un film eccezionale), ma mettere in rilievo che il venir meno del tragicomico, unito alla lontananza dal mondo newyorkese che ha reso celebre l'autore, ha provocato un raffreddamento emotivo considerevole. Non abbiamo più quel tepore di Manhattan che ci avvolgeva, accompagnato da un soffice jazz, anche nei suoi film più estremi e dolorosi. Il volto stesso dell'antipaticissimo protagonista (Rhys-Meyers) è una maschera di ghiaccio, intenzionalmente spietata, lontana anni luce dal combattuto e intensissimo Martin Landau di "Crimini e Misfatti". Il termine "capolavoro" è abusato di recente, e non credo che si possa attribuire ad un'opera che non aggiunge nulla (anzi, prende troppo) rispetto al film del 1989. Perché il problema più grande è questo: l'espediente narrativo del ricatto è lo stesso, e si ha l'impressione di vedere lo stesso film in salsa londinese e con le opere di Verdi al posto di quelle di Cole Porter. Come si fa, quindi, a parlare di capolavoro riguardo a un film, sostanzialmente, non originale? Soltanto nella parte finale si prendono le distanze, puntando di più sull'intervento del caso, in un universo non regolato da interventi provvidenziali. Il lavoro di regia è indubbiamente notevole, il montaggio è perfetto, le interpretazioni sono ottime, ma questo non basta per fare della pellicola la migliore degli ultimi anni del nostro Woody, che invece ha ritrovato se stesso in Spagna nell'ultimo "Vicky Cristina Barcellona". Se preso come film a sé stante, "Match Point" può essere reputato molto valido, ma se visto tenendo in considerazione l'intera filmografia di Allen, non si può certo dire che sia uno dei suoi più riusciti, anzi, vedere l'attore-regista come mentore a Central Park in "Anything Else" ci faceva sentire molto più a casa. Penso che piaccia molto a quelli che non hanno visto "Crimini e Misfatti", o a quelli che hanno seguito il regista solo nella fase più recente della sua carriera, perché sfido chiunque a sopravvalutarlo come si è fatto, dopo aver visto almeno, nei i primi due minuti di "Manhattan", i grattacieli della Grande Mela sulle note di Gershwin.
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andy11
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venerdì 20 agosto 2010
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"preferisco avere fortuna che talento"
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Chris Wilton(Jonathan Rhys-Meyers) è un giovane irlandese che grazie al proprio talento è riuscito ad avere successo nel tennis professionistico. Ritiratosi dalla carriera sportiva poichè "detestava l'intero circuito del tennis" si sposta a Londra dove trova momentaneamente impiego come istruttore di tennis presso una ricca e prestigiosa famiglia. Ma il maestro di tennis non è esattamente l'aspirazione di vita che ha Chris. La fortuna sembra finalmente giungere quando il giovane sposa Chloe (Emily Mortimer), figlia di Alec Hewett (Brian Cox), importante uomo d'affari, colui grazie al quale aveva ottenuto il lavoro di istruttore di tennis.
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Chris Wilton(Jonathan Rhys-Meyers) è un giovane irlandese che grazie al proprio talento è riuscito ad avere successo nel tennis professionistico. Ritiratosi dalla carriera sportiva poichè "detestava l'intero circuito del tennis" si sposta a Londra dove trova momentaneamente impiego come istruttore di tennis presso una ricca e prestigiosa famiglia. Ma il maestro di tennis non è esattamente l'aspirazione di vita che ha Chris. La fortuna sembra finalmente giungere quando il giovane sposa Chloe (Emily Mortimer), figlia di Alec Hewett (Brian Cox), importante uomo d'affari, colui grazie al quale aveva ottenuto il lavoro di istruttore di tennis. A Chris viene offerta l'opportunità di lavorare in una delle imprese del suocero. Pur con qualche esitazione il giovane accetta, dimostrando con il passare del tempo di rendere bene nel suo nuovo imiego. Ciò gli frutterà anche una promozione. A complicare la sua vita è la relazione "exraconiugale" con Nola Rice (Scarlett Johansson), che era stata precedentemente la fidanzata di suo cognato. La notizia che Nola aspetta un bambino sconvolge letteralmente la vita Chris, che deve adesso prendere una difficile decisione, complicata dalle continue pressioni di Nola: parlare con Chloe e confessarle tutto, perdendo certamente il lavoro e la vita agiata alla quale si era ormai abituato. La passione lo aveva condotto al tradimento, la convenienza lo indurrà a trarsi fuori da quella drammatica situazione. Ritorna in Allen la tematica del delitto, sentito qui come necessario (dal punto di vista del protagonista). Il regista rende in maniera davvero notevole l'importanza che il caso può avere nel corso degli eventi, creando un rapporto empatico con lo spettatore, che viene coinvolto, emotivamente parlando, a 360 gradi nelle vicende del protagonsta. In tal senso la metafora del tennis calza molto bene con il significato del film, e Allen lo pone bene in evidenza. Basti pensare alla sequenza iniziale, quando si vede la palla rimbalzare sulla rete. Il messaggio del film è chiaro: non bisogna sottovalutare il potere che la fortuna potenzialmente ha nella vita, un potere che spesso potrebbe risultare maggiore del più grande talento. Come nel tennis il match point può decidere della vittoria o della sconfitta, segnando la fine della partita, così nella vita la fortuna può determinare il successo o l'insuccesso. Chris Wilton ha senza dubbio sperimentato su di sè la potenza della fortuna, riuscendo alla fine, e solo alla fine, vincitore, anche se la sua coscienza resterà inevitabilmente segnata dal misfatto.
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_oldboy_
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mercoledì 28 agosto 2013
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uno dei migliori e più pessimistici allen
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Con Match point il grande Woody Allen torna a temi molto ricorrenti nel suo cinema (il delitto, l'apparente insensatezza della vita, il male che resta impunito) e in particolare ricorda molto "crimini e misfatti" (probabilmente il suo miglior film in quanto a contenuti). Lo fà con uno stile freddo,crudo e con un cast di primo ordine (magnifica Scarlett Johansonn).Il film convince e vanta una scena d'apertura d'antologia ma il film, per quanto ottimo, non sempre emoziona.Il finale è straziante, sopratutto pensando che un evento come quello narrato nel film potrebbe benissimo accadere, e che esistono migliaia di persone come il protagonista, ma manca "quella cosa in più" che contraddistingue un ottimo film (perchè ribadisco, il film è di una bellezza rara) da un vero capolavoro.
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Con Match point il grande Woody Allen torna a temi molto ricorrenti nel suo cinema (il delitto, l'apparente insensatezza della vita, il male che resta impunito) e in particolare ricorda molto "crimini e misfatti" (probabilmente il suo miglior film in quanto a contenuti). Lo fà con uno stile freddo,crudo e con un cast di primo ordine (magnifica Scarlett Johansonn).Il film convince e vanta una scena d'apertura d'antologia ma il film, per quanto ottimo, non sempre emoziona.Il finale è straziante, sopratutto pensando che un evento come quello narrato nel film potrebbe benissimo accadere, e che esistono migliaia di persone come il protagonista, ma manca "quella cosa in più" che contraddistingue un ottimo film (perchè ribadisco, il film è di una bellezza rara) da un vero capolavoro. E a ogni modo, è uno dei migliori film dell'ultimo Allen. Bellissima anche la scena finale, che rimanda proprio alla leggendaria prima inquadratura. Johnatan Rhys Meyers bravo senza brillare.
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francesca romana cerri
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domenica 11 maggio 2014
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fortuna o questione di classe?
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E' ottimo, è articolato molto bene e non è solo un film sulla fortuna o il caso è molto di più. Il film intreccia il piano sociale e il piano psicologico in modo magistrale e spiego perchè. Il nostro protagonista, trascinato da una miliardaria si sposa, fà un salto di classe. Era un orgoglioso , e ce la voleva far da solo, ma la ricca donna fà la mammnina, lo protegge, lo sorregge: del resto lei ha un Complesso edipico grosso come una casa, cita sempre quel grande uomo di suo padre, personaggip per bene dell'alta borghesia. Il fratello della viziata miliardaria ha una fidanzata di classe inferiore, un attricetta che non piace tanto alla borghese mamma.
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E' ottimo, è articolato molto bene e non è solo un film sulla fortuna o il caso è molto di più. Il film intreccia il piano sociale e il piano psicologico in modo magistrale e spiego perchè. Il nostro protagonista, trascinato da una miliardaria si sposa, fà un salto di classe. Era un orgoglioso , e ce la voleva far da solo, ma la ricca donna fà la mammnina, lo protegge, lo sorregge: del resto lei ha un Complesso edipico grosso come una casa, cita sempre quel grande uomo di suo padre, personaggip per bene dell'alta borghesia. Il fratello della viziata miliardaria ha una fidanzata di classe inferiore, un attricetta che non piace tanto alla borghese mamma. Una sexy atricetta che guarda caso collude proprio con il nostro protagonista ormai impelagato nel rapporto con la miliardaria . Tra i due simili si scatena la passione, direi ancor prima della passione, la comprensione , l'ascolto vero che invece con i miliardari non si istaura. Il nostro protagonista si barcamena ormai con la moglie miliardaria, tutta tesa, in corrispondenza con le ambizioni materne, a diventare madre di un bambino e la sexy attrice che ha un gran talento a letto, ma scarsa volontà di riuscita nella vita. E' chiaro che giunti al classico ricatto dell'amante, " o me o tua moglie", il nostro protagonista preferisca la rassicurante vita con la moglie. ma la sua amante è incinta e non demorde. E così il nostro protagonista, inserito ormai nel bel mondo si trasforma in un omicida e come nel Delitto e Castigo macchina in modo febbricitante l'assassinio.
Ci rimette nel piano delirante anche una vecchia signora vicina di casa dell'amante che viene uccisa da lui per depistare la polizia e simulare una rapina nel palazzo. Il protagonista butterà i gioielli nel fiume, ma per caso la fedina della vecchia cadrà sul marcipiede e un drogato la raccoglierà. Un poliziotto inteligente sospetta il nostro protagonista ma quando saprà della fedina raccolta dal drogato i sospetti ricadranno su chi è più facile colpire, il drogato, il reietto. E il nostro protagonista appartenente alla classe alta la scamperà, sarà risparmiato. Si la fortuna conta ma anche la Classe Sociale , signori! Grande Film!
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howlingfantod
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giovedì 12 maggio 2016
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sofocle, shakespeare, dsotojevski, allen
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Chris il protagonista fedifrago cita Sofocle dicendo ”non veder mai la luce, questo forse è il più grande dono” Un afflato shakespeariano del protagonista visitato dai fantasmi delle sue vittime, la sua amante Nola (la bellissima Scarlett Johansson) e la sua casuale vicina di casa anche lei uccisa dal fedifrago e questo riassume forse quello che è per potenza, contenuti, complessità forse uno dei migliori Woody Allen “impegnati” o drammatici, per me forse il migliore in assoluto. Il film ha come forza centripeta il tema del senso di colpa, l’inestinguibile colpa di Chris che ha ucciso la sua amante Nola conosciuta nell’ ambiente dell’ alta aristocrazia inglese , perché lei ora che aspetta un figlio da lui non vuole tenere più nascosta la relazione mandando all’ aria tutti i progetti del bel Chris il quale è ora parte integrante di quell’ aristocrazia, lui Irlandese e cattolico, avendo spostato la sorella del suo allievo al circolo del tennis.
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Chris il protagonista fedifrago cita Sofocle dicendo ”non veder mai la luce, questo forse è il più grande dono” Un afflato shakespeariano del protagonista visitato dai fantasmi delle sue vittime, la sua amante Nola (la bellissima Scarlett Johansson) e la sua casuale vicina di casa anche lei uccisa dal fedifrago e questo riassume forse quello che è per potenza, contenuti, complessità forse uno dei migliori Woody Allen “impegnati” o drammatici, per me forse il migliore in assoluto. Il film ha come forza centripeta il tema del senso di colpa, l’inestinguibile colpa di Chris che ha ucciso la sua amante Nola conosciuta nell’ ambiente dell’ alta aristocrazia inglese , perché lei ora che aspetta un figlio da lui non vuole tenere più nascosta la relazione mandando all’ aria tutti i progetti del bel Chris il quale è ora parte integrante di quell’ aristocrazia, lui Irlandese e cattolico, avendo spostato la sorella del suo allievo al circolo del tennis. La didascalia iniziale con la palla che tocca il nastro e nel tennis e non si sa se va di qua o di là dal campo, cosa che determinerà la vittoria o la sconfitta è la metafora su una vita dominata dal caso, dal fato, dal destino di dei indifferenti alle umane sorti e il film è pervaso da questo antico sentimento che fa assomigliare il film strutturalmente a una tragedia classica nello snodo finale del delitto, dell’ espiazione della colpa nello snodo che porta l’indagine alla ricerca dell’ assassino che non sarà scoperto, della verità che per un caso, lo stesso che fa sì che una pallina da tennis caschi di qua o di la dal nastro, proprio per un caso non sarà trovata. In un film tanto stratificato di contenuti un po’ noir un po’ tragedia, un po’ dramma anzi melodramma visto il tema passionale di fondo e il continuo accompagnamento lirico di famose arie di opera funzionali alla narrazione, Allen mostra ancora e se ce ne fosse bisogno il suo genio e la sua versatilità, nel rendersi capace di rendere ed interpretare registicamente diversi generi, i citazionismi, letterari, il delitto e castigo di Dostojevski che legge Chris e che qui diventa delitto senza castigo, se non fosse quello dell’ anima, il richiamo nei dialoghi scarnificati ad un certo cinema anni 50, le tinte fosche dell’ ossessione in un vero thriller psicologico, fino alle suggestioni di una vera tragedia di stampo classico declinata ai giorni nostri sull’ alta borghesia britannica. In una qualche istanza infatti questa superba prova è anche allo stesso tempo una lucida analisi, impietosa a tratti grottesca e stilizzata dal sarcasmo Alleniano e mostrando vizi sopratutto e virtù dell alta borghesia (si sarebbe detto una volta) con la quale il nostro si diverte come il gatto con il topo sezionandola con il suo sguardo limpido, profondo e feroce, lo sguardo di un grande narratore, di un grande regista
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