A History of Violence

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Un film di David Cronenberg. Con Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt.
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Drammatico, durata 96 min. - USA 2005. - Cineteca di Bologna uscita lunedì 23 marzo 2026. MYMONETRO A History of Violence * * * - - valutazione media: 3,36 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
davide chiappetta martedì 10 gennaio 2012
apparentemente semplice Valutazione 5 stelle su cinque
67%
No
33%

Le apparenze possono essere ingannevoli in "A History of Violence", Esso è un adattamento di un comicbook ma molto più riflessivo rispetto ad esempio al frastornante ma in definitiva vuoto "Sin City". Lo sceneggiatore Josh Olson trae spunto dalla graphic novel di John Wagner (lo stesso che ha creato 'Judge Dredd'), illustrata dal talentuoso disegnatore Vincent Locke, che alcuni forse conoscono per i lavori realizzati per le copertine del gruppo Death Metal Cannibal Corpse. Inoltre Cronenberg e lo sceneggiatore Olson hanno cambiato in questo movie i nomi che sembravano italiani per evitare di associarlo al solito film di mafia. Proprio come le domande sull'identità circonda un padre di famiglia di nome Tom (Viggo Mortensen) dopo che lui ha ucciso due viziosi serial killer così il film rivela strati di complessità sotto la sua superficie apparentemente semplice. [+]

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milomar giovedì 22 dicembre 2005
film robusto e interessante Valutazione 3 stelle su cinque
71%
No
29%

Dal punto di vista tecnico è sicuramente uno dei migliori film di Cronenberg. Bella la scelta dei tempi con cui il regista racconte la storia; asomiglia, stranamente, al modo di fare regia del grande Clint Eastwood. La storia può sembrare banale e, sicuramente, ci sono delle forzature nella trama. A guardarlo con attenzione, si potrà notare che quasi ogni scena contiene un tipo di violenza (sempre abbastanza verosimili e senza inutili "schizzi" o "fontane" di sangue)o nasce da scene violente. Forse, il messaggio che Cronenberg vuole dare è che la violenza fa parte della nostra società e, forse, impregna l'essere umano. Qualche secondo in meno, almeno nella prima scena di sesso, avrebbe giovato al film. [+]

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fabrizio cappella lunedì 31 ottobre 2011
lezioni di cinema da parte di cronenberg.... Valutazione 4 stelle su cinque
63%
No
38%

A history of violence: cittadino modello, amato e buon padre di famiglia si ritrova da un giorno all'altro ad essere l'eroe del giorno di un paesino degno del tipico "sogno americano". Sarà proprio quest' evento a risollevare dalla polvere del dimenticatoio spesso lacerato nella nostre memorie, ricordi e mostri del passato, ricollegandolo ad una vita che aveva dimenticato, o che cercava di dimenticare. Ma si sà, il passato, essendo l'unica cosa certa che ci accompagna nella vita, certe volte non dimentica noi, ricollegando così quello che era l'eroe quotidiano ad un ex killer malavitoso. Solo uno scontro con tutti i personaggi che caratterizzavano il proprio passato sarà l'addio definitivo alla sua vita precedente. [+]

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filippo catani mercoledì 15 giugno 2011
un thriller davvero crudo Valutazione 4 stelle su cinque
57%
No
43%

Un tranquillo paesino dell'Indiana. Una tranquilla famiglia con due figli. Tutto viene sconvolto quando il padre di famiglia uccide nella sua tavola calda due malviventi intenzionati a rapinarla. Tutti ritengono l'uomo un eroe ma la pubblicità ottenuta farà in modo che il passato dell'uomo torni a bussare alla porta.
Un film veramente cupo che si caratterizza per la quasi totale assenza di colonna sonora.  Mortesen si trova perfettamente a suo agio in un ruolo per nulla facile ed è supportato dal mai banale Ed Harris sempre a suo agio nei panni del cattivo. L'idea del film magari non è troppo originale visto che di uomini in fuga dal proprio oscuro passato abbondano cinema e letteratura. [+]

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m.romita domenica 26 ottobre 2014
". . . avrei dovuto ucciderti a philadelphia . . . Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

Il film è un capolavoro e non è un caso che il Morandini gli assegni 5 stelle . A Giancarlo Zappoli dico che se gli riconosce solo 3 stelle vuol dire che non ha provato nessuna emozione speciale. Quanto a spiegare perchè è un vero capolavoro riconosco che è difficile . La storia, i personaggi , la violenza. Ecco, il protagonista del film è la violenza , la violenza ottusa e senza senso dei balordi , della vita , presente nella cronaca di tutti i giorni e che noi cerchiamo di dimenticare perchè dentro di noi sappiamo di essere impotenti , incapaci di comprenderla nella maggior parte dei casi , e, soprattutto, costretti a reprimere un sano sentimento di vendetta . La vendetta è concretamente quasi sempre impossibile , ma soprattutto è bandita da una cultura buonista che ci condiziona. [+]

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iuriv giovedì 29 gennaio 2015
l'influenza della violenza. Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

Tom Stall è un uomo tranquillo che vive con la sua famiglia in un pacifico paese americano. Ma quando due teppisti lo costringono a fare l'eroe, facendogli sventare una rapina nella caffetteria che gestisce, molte cose cambiano.
Cronemberg, all'apparenza costruisce un thriller meccanico basato sul crescendo degli eventi. Ma come spesso capita con questo regista, il vero motore del film è sotto la superficie.
L'argomento principale della narrazione, come da titolo, è la violenza. Intesa come morbo, che una volta attecchito avanza inesorabile fino a pervadere tutto. Intesa come marcatore di distanze siderali, dove un tempo regnava l'armonia. [+]

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luca scial� giovedì 4 giugno 2015
storia intrigante ma raccontata male Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Cronenberg si ispira a un fumetto di John Wagner, trasponendolo con i tratti a lui più cari: la linea sottile tra realtà e apparenza, le identità multiple, personaggi dalle tante sfumature. Come il protagonista di questo film, che passa dall'essere un esemplare padre di famiglia a un infallibile killer dal passato oscuro. Storia intrigante che però troppo spesso sfocia nella banalità, in sequenze superflue, in dialoghi da classico film d'azione mediocre.
A salvarlo è anche, e soprattutto, l'interpretazione di Viggo Mortensen, attore dal viso angelico che sa trasformalo in diabolico quando serve. Peccato, poteva essere un gran bel film. [+]

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great steven domenica 5 luglio 2015
la doppia identità di un uomo dall'oscuro passato. Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

A HISTORY OF VIOLENCE (USA, 2005) diretto da DAVID CRONENBERG. Interpretato da VIGGO MORTENSEN, MARIA BELLO, ED HARRIS, WILLIAM HURT, HEIDI HAYES, ASHTON HOLMES, PETER MACNEILL, STEPHEN MCHATTIE, GREG BYRK, KYLE SCHMID
Tom Stall è un tranquillo e pacifico ristoratore del Midwest che gestisce una tavola calda insieme alla moglie, che gli ha dato due figli. La vita matrimoniale procede serena e l’affetto di tutti i suoi famigliari lo rende un uomo felice. Una notte due criminali tentano di rapinare il suo ristorante, ma Tom risolve la situazione uccidendoli per legittima difesa quando alzano le mani. Nella sua vita entrano i mass media, che lo dipingono all’unanimità come un eroe per la gloriosa azione di salvataggio compiuta. [+]

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peeping tom mercoledì 28 dicembre 2005
i doppi ritornano Valutazione 5 stelle su cinque
50%
No
50%

Con grande finezza Cronenberg ripropone il tema del doppio. "Inseparabili" ne è forse il prototipo. "Spider" è il passaggio attraverso un brutto Mac Grath (che non si è fermato al suo primo buon romanzo) col quale non rinuncia a teorizzare pesantemente i canoni psichiatrici e psicoanalitici più obsoleti. Già Crash era stato un tentativo non perfettamente riuscito di misurarsi con un capolavoro del grande Ballard... Invece, A History of Violence è finalmente, e di nuovo, bel cinema. Luci verdastre e un po' dark, canoni pulp precostituiti, illusioni, ingenuità, falsi ideali, violenza che non sarà dispiaciuta neanche al grande Tarantino: tutto si propone in misura così calibrata e piacevole da far cogliere ogni sapore del film come armonico e mai eccessivo. [+]

[+] spiegazioni (di )
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angelo lunedì 6 febbraio 2006
cronenberg non delude Valutazione 4 stelle su cinque
50%
No
50%

Prendo decisamente le distanze dalla recensione di Zappoli, che mi sembra infarcita di qualunquismo e superficialità. Secondo il critico "A history of violence" sarebbe un banale thriller con sprazzi di comicità involontaria... Guardare un film con tutti i sensi ottenebrati dai pregiudizi può condurre a simili risultati, perciò invito coloro che si apprestano ad assistere all'ultima opera del maestro canadese a liberarsi, dall'istante in cui entrano in sala, di tutti i filtri che possano impedire al film di arrivare dritto alle corde emotive. David Cronenberg non ha prodotto un thriller (almeno non nel senso classico del termine), ne' ha avuto bisogno di esplorare un genere per prenderne le distanze, per il semplice motivo che i film di Cronenberg appartengono tutti allo stesso inconfondibile genere: il suo! Stavolta Cronenberg ci parla delle radici della violenza, di come questa sia inevitabile, e del modo in cui la società sceglie di farla sua, di interiorizzarla pur continuando a disprezzarla in apparenza. [+]

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