Pontormo - Un amore eretico

Film 2004 | Biografico 102 min.

Regia di Giovanni Fago. Un film con Joe Mantegna, Galatea Ranzi, Alberto Bognanni, Sandro Lombardi, Massimo Wertmüller. Cast completo Genere Biografico - Italia, 2004, durata 102 minuti. - MYmonetro 2,50 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Joe Mantegna è Pontormo nella versione cinematografica diretta da Giovanni Fago che mette a fuoco gli ultimi giorni di vita di un grande Maestro pittorico del Rinascimento fiorentino.

Consigliato nì!
2,50/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO NÌ
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Gli ultimi giorni di Pontormo, grande Maestro del Rinascimento..
Recensione di Mattia Nicoletti
Recensione di Mattia Nicoletti

La pittura italiana si è spesso insinuata nel cinema, come se fossero amici intimi, e ogni anno, abbiamo la possibilità di immergerci nel passato per viaggiare fra i quadri di grandi artisti e nelle vite di uomini ai tempi del romanticismo, del rinascimento e dei giorni nostri. Pontormo, film sul pittore fiorentino vissuto nel '500, che si ispira a Michelangelo, dipinge per i Medici un affresco per Il coro di San Lorenzo. Il lungometraggio che prende come spunto i diari degli ultimi anni di vita del maestro del giglio, narra la sua vita complessa alla corte dei signorotti, ed esprime il suo modo di essere personale e schivo, privo di concessioni se non a sé stesso.
L'opera di Giovanni Fago è affascinante ma molto lenta, e non esprime direttamente le emozioni verso lo spettatore. Corrono i giorni e le immagini, curate da un punto di vista filmico, e Joe Mantegna, interpretando il pittore, è freddo, troppo intento nel piacere a sé stesso, quasi a dimenticare che c'è qualcuno che lo osserva. Le sequenze si susseguono, l'affresco si completa, e ciò che rimane in chi guarda è una grande dimenticata opera, in cui pianti, risa e magia, restano rinchiuse nella macchina da presa.

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Firenze, 1555. Pittore alla corte del granduca Cosimo I de' Medici, Jacopo Carrucci (1494-1556) da Pontormo, umbratile e solitario, è impegnato da anni negli affreschi del Coro di San Lorenzo. Non vuole mostrarli, perché incompiuti, né al suo mecenate né a un implacabile inquisitore che lo sospetta di eterodossia e di simpatie per la riforma luterana. Sullo sfondo si delineano intrighi religiosi, politici e finanziari in un'Europa tumultuosa. In parte basata su un diario del Pontormo, la sceneggiatura di Marisa Calò, Massimo Felisatti e G. Fago è incerta tra fedeltà storica e invenzione romanzesca; frenata da preoccupazioni didattiche su temi da rendere attuali (intolleranza, paura del diverso, spinte eretiche e ortodossia dogmatica, libertà d'espressione, crisi artistica); imbarazzata dalla ipocondriaca personalità di un personaggio tormentato, tipico artista di transizione e di sorprendente modernità che, dopo tre secoli e mezzo di oblio, fu riscoperto nel primo Novecento dallo storico statunitense Frederick Mortimer Clapp. Nonostante questi limiti, non mancano le figure riuscite: il glaciale e ieratico inquisitore di L. Terzieff, il priore di T. Bertorelli, la dolente muta di G. Ranzi. Apprezzabile pure l'intensa misura di J. Mantegna. Senza riserve, invece, l'ammirevole dimensione figurativa con la fotografia di Alessio Gelsini, le scene di Amedeo Fago, i costumi di Lia Morandini.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Dario Zonta
L'Unità

La vita e l’opera dei grandi pittori sono stati spesso ghiotti soggetti per film di scarsa qualità. Non c’è, infatti, film più difficile che quello biografico sui pittori. Gli esempi sono tanti e si schierano in una galleria di modelli opposti. C’è il modello eclettico alla Derek Jarman (Caravaggio), quello magniloquente e hollywoodiano alla Carol Reed (Il tormento e l’estasi su Michelangelo), c’è [...] Vai alla recensione »

Marco Consoli
Ciak

Vedere Pontormo (sottotitolo Un amore eretico), come afferma Vittorio Sgarbi, ingaggiato per lo spot radiofonico del film, è l’occasione per conoscere le opere di Jacopo Carrucci (Joe Mantegna), pittore fiorentino del 500, allievo di Leonardo da Vinci e riscoprire la sua arte, andata in parte distrutta. Ma è anche l’occasione di conoscere gli ultimi anni della sua vita il film di Giovanni Fago (Sulla [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Manifestoasterix e sottotitolo (Un amore eretico) promettono qualcosa che nell'arco del film risulta sacrificato: più del rapporto stabilito da un sessantenne Pontormo (Joe Mantegna) con la tessitrice fiamminga accusata di essere una strega, occupa spazio la cornice storica e i dilemmi che essa pone all'uomo e all'artista. La Firenze di Cosimo de' Medici, il papato uscito dallo scisma luterano, l'invadenza [...] Vai alla recensione »

Leonardo Jattarelli
Il Messaggero

Una vita da ribelle, a modo suo, garbatamente ma ostinatamente rivolta alla salvaguardia dell’arte come libera espressione del pensiero e della creatività. L’arte è politica. Lo aveva capito bene Jacopo Carrucci detto Il Pontormo, uno dei massimi pittori del 500 in un Rinascimento oscurato dall’Inquisizione e dalle lotte religiose, rivoluzionato “filosoficamente” da quello che sarà il confronto tra [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Finalmente un film che, raccontando di un grande pittore, anziché perdersi nell'aneddotica mondana si concentra sull'arte, sul lavoro, sulla pittura. Pontormo Di Giovanni Fago guarda all'ultimo tempo della vita di Jacopo Carucci detto il Pontormo, meraviglioso manierista cinquecentesco toscano al servizio del duca Cosimo de’Medici: un periodo dominato dall'ansia di non arrivare a completare gli affreschi [...] Vai alla recensione »

Emiliano Morreale
Film TV

La biografia di Jacopo Carrucci da Pontormo, uno dei geni del manierismo, non pareva granché adatta al cinema: una vita di nevrotica e chiusa coerenza, testimoniata da uno scarno diario. Quello proposto dal film è un Pontormo “eretico“, vicino ai fermenti più vivi della cultura italiana negli anni di Lutero, mentre la Chiesa minaccia di irrigidirsi.

Oscar Cosulich
L'Espresso

Nel 1555 Jacopo Carrucci, detto il Pontormo, dopo dieci anni di lavoro, non è ancora riuscito a completare il suo capolavoro misconosciuto, quel «Giudizio Universale» affrescato nel Coro di San Lorenzo a Firenze, la sua opera più ambiziosa, che pensava come ideale risposta a Michelangelo e alla Cappella Sistina, ma che fu distrutta nel 1738, lasciandoci solo qualche cartone e disegno preparatorio. Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Tipico esempio di biopic all'italiana, Pontormo risponde agli intenti di un'onesta divulgazione e paga un prezzo accettabile ai superflui addobbi etico-politici che dovrebbero imprimere la sigla dell'autore. Non capita tanto spesso che una produzione autarchica riesca a giustificare il suo budget con la dignità dell'impaginazione: fotografia, scenografie e costumi, in effetti, riescono in qualche modo [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Si moltiplicano le biografie dei pittori, con quanto gaudio dello spettatore è facile intuire. L’ultimo della serie è Jacopo Carrucci, detto il Pontormo: il regista Giovanni Fago ce Io mostra attorno ai sessant’anni, triste e malandato in salute, nella Firenze del 1555. L’artista (interpretato da Joe Mantegna) si danna a dipingere nella cappella di San Lorenzo un Giudizio universale commissionato da [...] Vai alla recensione »

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