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francescol82
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lunedì 26 aprile 2010
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damani sarà ancora oggi
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Film molto carino per trascorrere una serata piacevole. Il protagonista inizialmente si adira per il continuo ripetersi del 13 agosto e tenta di opporsi e fuggire da questa "prigione", poi prova a sfruttare l'evento a suo favore, la svolta si avrà solo quando capirà qual'è il suo difetto. Fin troppo semplice immedesimarvi nel ruolo del protagonista e fantasticare su cosa avreste fatto al suo posto.
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scofields
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sabato 26 settembre 2009
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buenas dias dias dias
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Spassoso...e con un super Antonio Albanese..
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riccardo.it
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lunedì 10 agosto 2009
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bello e spensierato
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Fa ridere, è divertente e il ritmo di questo film tiene incollati allo schermo. Ottimi Albanese, De Luigi e Goya Toledo.
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athina
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venerdì 7 agosto 2009
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il ripetersi ostinato del giorno di un egoista
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Sarà che chi scrive ha una smisurata passione per Antonio Albanese, sarà che l'idea espressa nel film appare affascinante, ma non mi sento di distruggere in toto 'È già ieri' come molti - evidentemente più autorevoli del sottoscritto - hanno fatto nelle loro altrettanto notevoli recensioni.
Ribadisco: queste righe sono viziate dall'ammirazione per Antonio Albanese, la sua carriera, il suo modo di esprimersi davanti una telecamera. È ovvio che per un film del genere il Nostro deve lasciare i panni dei suoi personaggi storici per vestire quelli della vittima di un incantesimo che lo tiene in scacco per anni, bloccato sempre sullo stesso giorno, sempre sulla stessa isoletta delle Canarie, a rivivere sempre le stesse persone fino a entrarvi dentro, fino a capire il significato della parola 'empatia', vocabolo a lui sconosciuto, sensazione che uno come lui non ha mai avuto, situazione, quella della comprensione altrui, di cui lui non si è mai preoccupato di fare parte.
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Sarà che chi scrive ha una smisurata passione per Antonio Albanese, sarà che l'idea espressa nel film appare affascinante, ma non mi sento di distruggere in toto 'È già ieri' come molti - evidentemente più autorevoli del sottoscritto - hanno fatto nelle loro altrettanto notevoli recensioni.
Ribadisco: queste righe sono viziate dall'ammirazione per Antonio Albanese, la sua carriera, il suo modo di esprimersi davanti una telecamera. È ovvio che per un film del genere il Nostro deve lasciare i panni dei suoi personaggi storici per vestire quelli della vittima di un incantesimo che lo tiene in scacco per anni, bloccato sempre sullo stesso giorno, sempre sulla stessa isoletta delle Canarie, a rivivere sempre le stesse persone fino a entrarvi dentro, fino a capire il significato della parola 'empatia', vocabolo a lui sconosciuto, sensazione che uno come lui non ha mai avuto, situazione, quella della comprensione altrui, di cui lui non si è mai preoccupato di fare parte.
Allora ben venga il 13 agosto, anzi, ben ri-venga, sempre uguale, sempre pieno delle stesse persone, ma diverso ogni giorno perché è finalmente l'animo triste del nostro bel menefreghista che inizia a vivere la vita di tutti, lui che ha sempre o solo vissuto la sua. Ecco che allora inizia a sentire quell'empatia di cui sopra, inizia a scoprire che scoprire le altre persone e bello, venire a conoscenza e soffermarsi sulle storie degli altri è appagante, lo rende più ricco, più vivo. Fino alla sfida ultima: la conquista di quella che sembrava la più irraggiungibile di tutte le donne dell'isola, la vetta massima delle sue aspirazioni. Lui ci riesce quando capisce che non è da solo che può risolvere tutto, che il mondo non fatto solo dal suo ego, ma anche di tante diversità che lo arricchiscono.
Una bella storia (certo sappiamo benissimo l'origine americana dell'idea) arricchita dal surreale trascorrere e ripetersi dello stesso giorno fino alla fine dell'incantesimo di cui il protagonista è prigioniero: se stesso.
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che
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lunedì 22 dicembre 2008
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bellissimissimo e bravissimo.
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Un ruolo che sembra tagliato per la sua verve artistica.
Un porsi senza limiti, si cala nella parte con disinvoltura e facilità. Il suo essere distaccato lo porta ad essere ancor più brillante.
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chiarialessandro
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giovedì 4 dicembre 2008
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tra matti ci si intende
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Avendo visto prima “Si può fare” e poi “E’ già ieri” posso dire che il primo è un film sui “matti” e che il secondo è un film di un “matto” perché solo un matto poteva pensare di dirigere un lavoro talmente pazzo, unico, affascinante, spiazzante (ad un certo punto mi sono chiesto se ero io, il film od il mio lettore a “dare i numeri”; ovviamente era il film). Inizio a crepapelle, con un Albanese che è difficile immaginarne uno più odioso ed antipatico, a cui stava evidentemente sui coglioni tutto ciò che lo circondava (genere umano, animale, vegetale e minerale, senza eccezioni di sorta); ma la vita è talmente meravigliosa che, talvolta, ci porta a ricrederci e a cambiare (proprio come riesce meravigliosamente a cambiare registro la pellicola che, partita tra il comico ed il satirico, vira lentamente ma irresistibilmente verso il profondo, il filosofico, il riflessivo).
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Avendo visto prima “Si può fare” e poi “E’ già ieri” posso dire che il primo è un film sui “matti” e che il secondo è un film di un “matto” perché solo un matto poteva pensare di dirigere un lavoro talmente pazzo, unico, affascinante, spiazzante (ad un certo punto mi sono chiesto se ero io, il film od il mio lettore a “dare i numeri”; ovviamente era il film). Inizio a crepapelle, con un Albanese che è difficile immaginarne uno più odioso ed antipatico, a cui stava evidentemente sui coglioni tutto ciò che lo circondava (genere umano, animale, vegetale e minerale, senza eccezioni di sorta); ma la vita è talmente meravigliosa che, talvolta, ci porta a ricrederci e a cambiare (proprio come riesce meravigliosamente a cambiare registro la pellicola che, partita tra il comico ed il satirico, vira lentamente ma irresistibilmente verso il profondo, il filosofico, il riflessivo). Ed accorgersi che ogni mattina, quando ti svegli e ti alzi, è sempre lo stesso giorno può portare a dei cambiamenti radicali; il vecchietto che chiede una sigaretta, sdegnosamente respinto in prima istanza, sarà lo stesso di cui si prenderà amorevolmente cura Filippo; la proprietaria della pensione, guardata con disprezzo, diventerà la stupenda anziana con cui dividere il piacere della spesa; le donne, inizialmente simbolo di una categoria inferiore da usare e gettare nella spazzatura dopo il piacere carnale, diventeranno il simbolo dell’Amore; gli animali, rappresentanti di un genere con cui combattere, diventeranno gli amici con cui dividere nido, terra e tentativi di volo (in una delle più belle sequenze mai viste sullo schermo). Si, è vero, lo confesso, mi sono innamorato di questo film; ma non ne ho colpa: ha fatto tutto lui da solo. Per completare il quadro: ho scritto questa recensione mentre suonava la colonna sonora di un film diretto da un regista che taluni hanno definito visionario: Werner Herzog. Il bellissimo film in questione è il quasi sconosciuto “The wild blue yonder”, pellicola di (fanta?)scienza, su cui si innesta l’accompagnamento musicale di Ernst Reijseger (violoncellista tedesco), accompagnato da Mola Sylla (musicista e cantante senegalese) e dal gruppo Tenore e concordu de Orosei (che, nel caso specifico, cantano anche pezzi di musica sacra e quindi anche in latino). E, come scrivevo nella recensione di “Si può fare”, se non sono matti nun ce li volemo ….. P.S.: non ho visto Groundhog day, (di cui il nostro è il remake) ma penso che non possa fregarmene di meno.
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(di andrea)
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rei rider
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domenica 28 settembre 2008
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un remake originale
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Estremamente divertente e gradevole
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(di woland)
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federica
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sabato 30 agosto 2008
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non un granchè
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Niente a che vedere con l'originale di Ramis del '93 dal quale è copiato in tutto e per tutto ma senza molta fluidità. Il risultato è forzato e mediocre.
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buster
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domenica 25 maggio 2008
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manfredonia/albanese
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altro che la versione americana!
diventerá cult col tempo
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erre
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venerdì 28 marzo 2008
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il giorno della cicogna
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Un Antonio Albanese in forma strepitosa e un De Luigi nella sua ultima interpretazione degna di nota rendono questo film veramente interessante. Remake del Giorno della marmotta o Ricominciamo da capo (ora non ricordo), è comunque geniale e divertente, acuto e malinconico con una giusta dose di insegnamenti e buoni propositi che però non rubano la scena al burbero e scorbutico, ma insicuro per natura, Albanese che ci fa ridere e pensare allo stesso tempo. Non è un capolavoro, ne internazionale ne italiano, ma questo film è comunque un prodotto positivo che non cerca gloria ma è apprezzato per quello che è. Tutto ciò dimostra che con pochi soldi, un idea non propio nuova ma con buoni attori e tanta buona volontà si può confezionare una pellicola adatta a tutti, simpatica, leggermente impegnata, che non annoia mai.
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