Le valigie di Tulse Luper - Parte I. La storia di Moab

Film 2003 | Drammatico 125 min.

Regia di Peter Greenaway. Un film con Victoria Abril, JJ Feild, Isabella Rossellini, Franka Potente, Don Johnson, Kathy Bates. Cast completo Titolo originale: The Tulse Luper Suitcases - Part I. The Moab Story. Genere Drammatico - Gran Bretagna, 2003, durata 125 minuti. - MYmonetro 2,73 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 23 febbraio 2017

Parte il nuovo progetto di Peter Greenaway, cineasta bizzarro e geniale: una colossale e stravagante trilogia che racconta la storia di Tulse Luper e delle sue 92 valigie, ovvero dell'Uranio, ovvero del XX secolo, ovvero di Greenaway stesso... In Italia al Box Office Le valigie di Tulse Luper - Parte I. La storia di Moab ha incassato 67,1 mila euro .

Consigliato sì!
2,73/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA
PUBBLICO 3,47
CONSIGLIATO SÌ
Il XX secolo sulle orme dell'Uranio e nel contenuto di 92 valigie..
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

La vita di Tulse Henry Purcell Luper, scrittore professionista e project-maker, dentro e fuori le prigioni, ricostruita attraverso gli indizi trovati in 92 valigie sparse per il mondo. Sulla falsariga dell'Uranio, numero atomico 92, dalla sua scoperta nel 1928 fino alla sua "morte", nel 1989, quando la caduta del Muro di Berlino mise fine alla Guerra Fredda (e alla corsa alla fissione nucleare). Greenaway ha ormai da tempo perso il senso della misura. Anche chi ne apprezzava la genialità visiva ha da tempo smesso di inseguire il suo onirismo intellettual-multimediale. Le installazioni nelle piazze sono una cosa fare film un'altra. 2 stelle per il passato.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

1921, Newport (Galles): il decenne Tulse gioca alla guerra con l'amico Martino Knockavelli. Suo padre lo punisce. 1934, Moab (Utah): Tulse e Martino cercano le antiche città mormoni nel deserto. Invaghito della bella Passion, Tulse è strapazzato dagli Hockmeister di origine tedesca. 1938, Anversa (Belgio): Tulse, giornalista, è incarcerato per la sua attività antifascista. Tornati in Europa, gli Hockmeister lo perseguitano. 1ª parte di una trilogia sul Novecento, presentata come "opera d'arte in forma di cinema", ma anche di TV (16 episodi di 40 minuti), DVD, Internet interattivo e un numero imprecisato di libri. Imperniata sul 92 (numero atomico dell'uranio): tante sono le valigie di Tulse (21 nella 1ª parte), i personaggi principali, gli oggetti che dovrebbero "rappresentare il mondo". Sono 16 gli episodi principali della sua vita e 16 le prigioni in cui viene rinchiuso. Difficile districarsi in questo labirintico manufatto audiovisivo, strutturato per accumulazione visiva, sonora, informativa e privo di un centro. Si susseguono didascalie scritte, sovraimpressioni, riquadri, split-screen , inserti, cambi di formato, segnali alchemici e cabalistici. Già apparso in film precedenti del regista ( A Walk Through H , 1978; The Fall , 1980), il gallese Tulse Luper scrittore, storico, esploratore, agente segreto (spia?) è probabilmente un alter ego di Greenaway che "utilizza lo schermo come una tela o un monitor" (A. Zanetti), da collezionista enciclopedico alla Borges come si atteggia. Sanziona la morte del cinema o annuncia il cinema del futuro?

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 30 agosto 2011
paride86

Primo episodio di una trilogia - non completamente edita in Italia - che vede protagonista Tulòse Luper e le sue novantadue valigie. Si tratta di un film sperimentale e ridondante, formalmente avanguardistico fino all'insopportabile.  Greenaway è così: prendere o lasciare. Io voto la prima!

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Prigioni e valigie sono simboli della vita in Le valigie di Tulse Luper di Peter Greenaway: le carceri rappresentano le successive privazioni di libertà a cui può ridursi l'esistenza umana; le valigie sono il bagaglio culturale e di memoria portato con sé da ciascuna delle persone che oggi vanno per il mondo a milioni in viaggi volontari o coatti. Tulse Luper, scrittore e artista, alter ego di Greenaway [...] Vai alla recensione »

Stefano Lusardi
Ciak

Refrattario a ogni richiesta di semplicità, lo squisito e algido Peter Grennaway presenta l’impresa della vita, una serie di film sulla figura (inventata) di Tulse Luper (JJ Felid), di cui questo è il primo episodio. Nato nel 1922 nel Galles, il nostro anti-eroe passerà dal deserto del Far West all’Europa, lungo la Storia, tra valigie colme di collezioni e imprigionamenti vani.

Bruno Fornara
Film TV

È da un po’ che Greenaway non perde occasione di dichiarare che il cinema è morto, che non si possono più raccontare storie come i film hanno sempre fatto, che gli schermi devono trasformarsi in pareti di gallerie d’arte, di un’Arte Visiva e Digitale, frutto della composizione, sovrapposizione e decomposizione di immagini ottenute secondo le videotecniche più avanzate.

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Certi della solidarietà di voi spettatori, quelli che avranno avuto il fegato di vedere il film e tra questi coloro che non si saranno lasciati lavare il cervello, non possiamo che tirare a indovinare. Ricorrere subdolamente alle note per la stampa non serve, raccontano cose che nel film non si vedono o non si capiscono. Film, poi. Chissà se lo stesso regista lo chiamerebbe così.

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