La petite Lili - La piccola Lili

Film 2003 | Drammatico 89 min.

Regia di Claude Miller. Un film con Ludivine Sagnier, Robinson Stévenin, Nicole Garcia, Bernard Giraudeau, Julie Depardieu. Cast completo Genere Drammatico - Francia, 2003, durata 89 minuti. - MYmonetro 3,00 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Cinema sul cinema con il tocco raffinato di Miller e con il corpo recitante di Ludivine Sagnier che riesce sempre ad essere nei film giusti. In Italia al Box Office La petite Lili - La piccola Lili ha incassato 20,4 mila euro .

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Il gabbiano di Cechov diventa un film che sa di teatro.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Mado, celebre attrice, passa l'estate in Bretagna con suo fratello Simon,col figlio Julien - aspirante regista - e con Brice, suo amante e regista dei suoi film di maggior successo. Julien è scontroso e in rotta con la madre, e trova pace solo nell'amore folle che prova per Lili, giovane e bella ragazza del luogo con velleità d'attrice. Ma Lili subisce il fascino di Brice e lo convince a scappare insieme a Parigi. Cinque anni dopo, lei è diventata un'attrice famosa e Julien sta girando il suo primo film, che parla proprio di Lili.... 'Giusti' nel senso che hanno quel tocco di raffinatezza spregiudicata che la giovane attrice sembra prediligere. Da non perdere la scena in cui due grandi star del cinema francese (non vi riveliamo quali per non sciuparvi la sorpresa) si incontrano. Una delle due interpreta se stessa mentre l'altra/o è nei panni di un suo grande ammiratore.

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Su un'isola bretone villeggia Mado, famosa attrice di cinema, col vecchio fratello Simon, l'amante Brice, regista affermato, e il figlio Julien, aspirante regista intransigente e innamorato della bella Lili che, smaniosa di far del cinema, fugge con Brice a Parigi. Cinque anni dopo Lili, diventata attrice di successo, apprende che Julien - legatosi con Marie da cui ha avuto una figlia - sta per girare un film sui giorni trascorsi insieme sull'isola in cui reciteranno Mado e Brice, tornati insieme. E lei? Sceneggiata da C. Miller con Julien Boivent, è la versione aggiornata, e modificata nel finale, di Il gabbiano (1895) di Anton &8 echov, già filmato da S. Lumet e M. Bellocchio, ma non mancano i punti di contatto con Le Mépris (1963) di J.-L. Godard. Di &8 echov rimangono le simmetrie e i conflitti, mentre i connotati corali dell'ambiente sono trasferiti dal teatro al cinema "con crudeltà leggera e complice" (L. Tornabuoni). Nella 2ª parte i sentimenti sono filtrati dalla nostalgia di un passato forse infelice ma nel quale esistevano ancora speranze e illusioni. Attori funzionali alle parti in una compagnia affiatata dove risaltano la luminosità del corpo di L. Sagnier, la sottile malinconia di N. Garcia e l'ironica indulgenza di J.-P. Marielle.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Anche se Claude Miller afferma di essersi ispirato liberamente al "Gabbiano", sarebbe difficile equivocare: la giovane protagonista, Lili, è Nina, il regista Brice è Trigorin e così via. Solo il quarto atto del celebre dramma cechoviano, troppo anacronistico per una versione attualizzata all'oggi, è stato cambiato: niente suicidi, ma una buona dose di sofferenza per tutti.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Film corale sulla gente di cinema, La petite Lili di Claude Miller vuol essere una versione attuale (modificata nel finale) del Gabbiano di Cechov, naturalmente divisa, come il testo teatrale, in due parti. La famiglia cinematografica e le famiglie personali di registi, attori, tecnici, si riuniscono in vacanza in una proprietà della Bretagna: tra loro ci sono personaggi simmetrici, un'attrice famosa [...] Vai alla recensione »

Massimo Lastrucci
Ciak

La facilità che (fortunatamente) non semplifica. Attualizzare o, meglio, rileggere, ritoccando, Il gabbiano di Anton Cechov, può essere temerario o furbetto. L’elegantissimo Claude Miller sceglie una terza via, una leggerezza che tiene il tragico sul letterario e il drammatico sul visceral-realistico (presente Pialat?), inventandosi alla fine un film nel film di felice humour (con Michel Piccoli che [...] Vai alla recensione »

Bruno Fornara
Film TV

Il cinema francese non passa un gran momento. È lì che rigira intorno ai soliti motivi, sta in surplace su certi suoi luoghi comuni, a noi cisalpini sembra troppo uguale a se stesso. E poi sentite se si può presentare un film (sul catalogo di Cannes, dove era in concorso) con queste domande: «Si può conciliare la propria vita di uomo e di donna e aver successo nel cinema? Si può scegliere tra l’arte [...] Vai alla recensione »

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